SIMON SCARROW.
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LA SPADA E LA SCIMITARRA.
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Parte 1.
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Titolo originale: Sword and Scimitar. 2012.
Traduzione di: Rosa Prencipe.
2015. Newton Compton Editori, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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Presentazione.
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1565: l'isola di Malta  un avamposto di cruciale importanza, fondamentale crocevia tra i Paesi cristiani, governati dalle grandi dinastie reali, e l'Impero ottomano che, in continua espansione, sta arrivando a minacciare l'Europa. I cavalieri dell'Ordine di San Giovanni, proposti alla difesa dell'isola, da anni ingaggiano una lotta mortale contro la flotta turca impegnata a estendere il suo dominio su tutto il Mediterraneo.
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Tra le file cristiane, un astuto e leale veterano inglese, sir Thomas Barrett,  animato dal ferreo proposito di preservare il proprio Ordine dalla devastante avanzata ottomana. Seguendo un comando impartito della regina d'Inghilterra, Barrett dovr recuperare una pergamena che custodisce un segreto in grado di minacciare il regno stesso di Sua Maest. Il cavaliere, per riuscire nella missione, dovr confrontarsi con il suo doloroso passato e un mistero che da anni  rimasto nascosto, mentre al largo delle coste di Malta cominciano ad affacciarsi innumerevoli vele turche.
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Tutti i personaggi di questo romanzo, tranne quelli chiaramente storici, sono immaginari e qualunque analogia con persone reali, esistenti o esistite,  puramente casuale.
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Per Tom.
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Dopo l'inquieta febbre della vita dorme tranquillo; Il tradimento ha ormai fatto il suo peggio. N acciaio, n veleno, n ribellioni interne, n truppe mercenarie forestiere possono pi toccarlo. 
William Shakespeare, Macbeth, atto 3, scena 2.
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1. Mar Mediterraneo, luglio 1545.
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Nella notte il mare era buio come la pece e la galea beccheggiava dolcemente al largo della baia. La Cerva Veloce era in panne a mezza lega dalla costa, appena dietro la massa scura del promontorio. Un giovane cavaliere era solo sul ponte di prua; stringeva con una mano la sartia che scendeva dalla cima dell'albero di trinchetto. Con l'altra si asciug le gocce di sudore sulla fronte, causate dalla sgradevole umidit. Alle sue spalle c'erano due lunghi cannoni di ottone, puntati verso l'alto per evitare gli schizzi. Era ormai abituato al movimento della galea e non aveva bisogno di un appiglio sul mare calmo, eppure teneva la ruvida corda incatramata nel pugno mentre scrutava la distesa scura, intento a cogliere il minimo suono che non fosse il ritmico sciabordio contro lo scafo. Erano passate pi di tre ore da quando il capitano e quattro marinai avevano raggiunto la riva a bordo di una piccola barca. Con una leggera pacca sulla spalla e lo smorzato scintillio di un sorriso rassicurante, Jean Parisot de la Valette aveva consegnato a Thomas il comando della galea durante la sua assenza.
Quanto ci impiegherete, signore?
Qualche ora, Thomas. Il tempo di accertarci che i nostri amici si siano sistemati per la notte.
Entrambi avevano istintivamente guardato in direzione della baia, dall'altro lato del promontorio. A non pi di tre miglia di distanza, il mercantile turco doveva essere all'ancora poco lontano dalla spiaggia, proprio nel punto indicato loro dal pescatore incontrato il giorno prima. Gran parte dell'equipaggio doveva essere sulla terraferma, attorno ai fuochi da campo, mentre una manciata di uomini restava a bordo del galeone, in guardia contro eventuali segnali di pericolo dal mare. Le acque lungo la costa africana erano infestate di corsari, ma non erano i feroci pirati la minaccia temuta dai turchi. Il decreto del sultano Solimano di Istanbul proteggeva le loro imbarcazioni dalle razzie dei corsari. C'era un pericolo di gran lunga maggiore per le navi musulmane che solcavano il Mar Bianco, come i turchi chiamavano il Mediterraneo. Quel pericolo era costituito dall'Ordine di San Giovanni, un drappello di cavalieri cristiani che combattevano senza sosta coloro che seguivano la dottrina di Maometto. I cavalieri era quanto restava dei grandi ordini religiosi che un tempo dominavano la Terra Santa, prima che Saladino li scacciasse. Adesso la loro casa era la spoglia rocca di Malta, donata all'Ordine dal re di Spagna. Da quell'isola, i cavalieri si avventuravano in mare a bordo di galee per depredare tutte le imbarcazioni musulmane che trovavano. In quella notte senza luna, una delle galee dell'Ordine era pronta ad attaccare il grosso mercantile, all'ancora a non pi di tre miglia di distanza.
Ci saranno ricchi guadagni..., aveva riflettuto Thomas.
Certo, ma noi siamo qui per fare l'opera di Dio, gli aveva ricordato il capitano in tono severo. L'eventuale bottino verr sfruttato per combattere coloro che seguono la falsa fede.
S, signore. Lo so, aveva risposto Thomas, mortificato all'idea che il cavaliere pi anziano pensasse che fosse interessato al saccheggio.
La Valette aveva ridacchiato. Tranquillo, Thomas. Conosco il vostro animo. Siete un membro devoto della Santa Religione quanto me, e un guerriero altrettanto valoroso. Col tempo avrete la vostra galea da comandare. Quel giorno, non dovrete mai dimenticare che la vostra nave  una spada nella mano destra di Dio. A lui il bottino.
Thomas aveva annuito e La Valette si era infilato nel varco nella balaustra della nave per raggiungere i quattro uomini nella barchetta che ballonzolava accanto alla prua della galea. Il capitano aveva ringhiato un ordine e gli altri si erano messi ai remi, spingendo la barca nel mare. Sotto lo sguardo di Thomas, l'oscurit li aveva inghiottiti in fretta.
Adesso, ore dopo, troppe secondo lui, la mente di Thomas era piena di timori per il capitano. La Valette era via da troppo tempo. L'alba era vicina e a meno che il capitano non fosse tornato presto, sarebbe stato impossibile approfittare del favore delle tenebre per andare all'attacco dei turchi. E se La Valette e i suoi uomini fossero stati catturati? Il pensiero spontaneo raggel il cuore di Thomas. I turchi spesso si dilettavano a torturare e infliggere una morte prolungata ai cavalieri dell'Ordine che cadevano nelle loro mani. Poi gli sovvenne un altro allarmante pensiero. Se La Valette era perduto, il fardello del comando della nave sarebbe ricaduto sulle sue spalle e sapeva con terribile certezza di non essere pronto a guidare la galea.
Percep un movimento dietro di s e, girata la testa, vide un'alta figura salire la breve rampa fino al piccolo ponte. L'uomo era a capo scoperto e la sua mole era resa pi grossa da un giaco imbottito sotto a una sopraveste scura la cui croce bianca era appena visibile alla luce delle stelle. Oliver Stokely aveva un anno pi di Thomas ma faceva parte dell'Ordine da meno tempo e perci era un suo subordinato. Malgrado questo, i due erano diventati amici.
Si sa niente del capitano?.
L'inutile domanda strapp a Thomas l'ombra di un sorriso. Non era l'unico i cui nervi erano messi alla prova dalla lunga attesa.
Non ancora, Oliver, disse, simulando un'aria tranquilla.
Se tarda ancora dovremo annullare tutto.
Dubito che lo far.
Davvero?. Stokely tir su col naso. Senza l'elemento sorpresa rischiamo di perdere pi uomini di quanti possiamo permetterci.
Era un ragionamento giusto, pens Thomas. Erano rimasti meno di cinquecento cavalieri nell'Ordine di Malta. L'incessante guerra con i turchi aveva un costo sanguinoso e si stava dimostrando sempre pi difficile rimpinguare i ranghi. Con i regni europei in guerra tra loro e i severi requisiti per coloro che si arruolavano nell'Ordine, il numero di giovani nobili che si presentavano alla selezione andava scemando. Nel passato, un veterano come La Valette avrebbe potuto prendere il mare con una dozzina di giovani cavalieri a bordo della sua galea, ansiosi di mostrare il proprio valore. Adesso doveva accontentarsi di cinque, dei quali solo Thomas aveva affrontato i turchi in battaglia.
Malgrado ci, Thomas conosceva il suo capitano abbastanza bene da sapere che non si sarebbe rifiutato di battersi a meno che le difficolt non fossero state insormontabili. Il cuore di La Valette ardeva di zelo religioso, ancora pi infiammato dalla sete di vendetta per le sofferenze patite come schiavo incatenato a una panca di legno su una galea turca tanti anni prima. La Valette aveva avuto la fortuna di essere stato riscattato. Molti di quelli condannati alle galee venivano fatti lavorare a morte, tormentati dalla sete, dall'inedia e dall'agonia delle ulcere provocate dai pesanti ceppi di ferro che li bloccavano al loro posto. Per quella ragione, riflett Thomas, La Valette avrebbe combattuto, sia che riuscisse a cogliere il nemico di sorpresa o meno.
E se gli fosse accaduto qualcosa?. Stokely si guard attorno per accertarsi che gli uomini sul ponte principale non stessero ascoltando. Se il capitano  perduto, allora qualcuno dovr prendere il comando.
Ci siamo, pens Thomas. Stokely stava per avanzare la sua pretesa. Doveva farsi avanti prima che lo facesse l'amico.
Come suo luogotenente, lo sostituir io nell'eventualit della sua morte o cattura. Lo sai questo.
Ma io sono cavaliere da pi tempo di te, replic Stokely in un bisbiglio contenuto. Sarebbe meglio se fossi io il capitano. Gli uomini preferirebbero essere condotti da qualcuno con pi esperienza. Andiamo, amico, di certo ne convieni anche tu.
Qualunque fosse il pensiero di Stokely, la verit era che, sin dal principio, i superiori avevano notato il valore militare di Thomas. Durante la sua prima azione, aveva capeggiato l'incursione in un piccolo porto sulla costa nei pressi di Algeri, catturando un galeone carico di spezie. Quindi era stato trasferito sotto il comando di La Valette, il pi audace e vittorioso dei capitani dell'Ordine, per fare guerra ai turchi. Questa era la terza campagna per mare e aveva stabilito uno stretto legame con l'equipaggio e i soldati della galea di La Valette. Non dubitava che avrebbero preferito lui a un cavaliere che si era unito a loro solo un mese prima, fresco degli uffici del quartiermastro dell'Ordine.
Sia quel che sia, replic Thomas, sensibile nei confronti dei sentimenti dell'amico. La questione non ci riguarda. Il capitano torner presto, non ho dubbi.
E se non tornasse?
Lo far, disse Thomas deciso. Dobbiamo essere pronti per la battaglia nel momento in cui il capitano far ritorno alla galea. Da' ordine di imbavagliare i rematori. Poi fai approntare le armi.
Dopo una breve esitazione, Stokely gli rivolse un brusco cenno di assenso e scese sul largo ponte che attraversava il centro dell'agile galea per quasi cinquanta passi fino alla poppa coperta, dove cavalieri e ufficiali superiori condividevano gli alloggi. Sopra al ponte, due grandi pennoni incrociavano i due alberi gemelli della galea, leggermente curvi sotto il peso del sartiame ripiegato.
Thomas sent che i suoi ordini venivano trasmessi: un gruppetto di uomini and di sotto a prendere i tappi di sughero e le cinghie di cuoio da una delle casse nella piccola stiva. Poco dopo, un acceso mormorio si lev dagli uomini incatenati ai remi. Il feroce ringhio dell'ufficiale incaricato e il secco schiocco del cuoio sulla carne nuda ridussero al silenzio la loro protesta.
Thomas comprendeva bene i sentimenti di quelle sventurate creature che maneggiavano i lunghi remi della galea. Per far s che nessuno di essi potesse urlare avvertimenti al nemico mentre la galea si avvicinava furtiva alla preda, i capitani delle navi di entrambe le fazioni avevano adottato l'espediente di infilare un tappo di sughero nella bocca di ciascun rematore, fissandolo con legacci di cuoio chiusi da un fermaglio di ferro. Era un disagio orribile e soffocante, una volta che gli uomini iniziavano a sforzarsi ai remi. Thomas ne aveva visti molti morire soffocati dopo alcune battaglie a cui aveva preso parte. Eppure, pens, era un male necessario in quella crociata contro coloro che professavano la falsa religione. Per ogni uomo che soffocava nel suo bavaglio, vite di cristiani venivano salvate per la mancanza di un avvertimento dato al nemico ignaro. L'unico altro segno rivelatore della presenza di una galea sarebbe stato il lezzo di escrementi e urina che si levava da sotto le panche dei rematori, dove il tutto restava fino a che le imbarcazioni non venivano tirate in secca alla fine della campagna. Se non fosse stato per il costante vento al largo, il disgustoso tanfo poteva diffondersi quel tanto che bastava per allertare il nemico.
In coperta, i soldati dell'Ordine, spagnoli, greci, portoghesi, veneziani e qualche francese, tutti mercenari, si alzarono in piedi. Si infilarono le giacche imbottite e agganciarono le piccole protezioni sulle giunture scoperte. Era un equipaggiamento ingombrante e sarebbe stato opprimente con il sole alto nel cielo. Di norma, l'ordine di prepararsi veniva dato solo quando la galea era in prossimit della preda, ma Thomas aveva percepito lo stato d'animo di ansiosa attesa tra gli uomini e ritenuto che fosse meglio offrire loro una distrazione mentre aspettavano il ritorno del capitano. Inoltre, forniva l'opportunit di far valere la propria autorit su Stokely e ricordargli il suo posto nella catena di comando.
Il rumore di uno spruzzo in direzione della massa scura del promontorio gli fece drizzare le orecchie. All'improvviso, ogni altro pensiero svan dalla mente mentre tendeva i sensi, scrutando le mutevoli ombre nere del mare alla ricerca di movimenti. Poi la vide: la sagoma quasi invisibile di una piccola barca, gli uomini che remavano con vigore. Un fremito di sollievo gli percorse il cuore man mano che l'imbarcazione si avvicinava alla galea, accompagnata dal sommesso spruzzare e roteare delle pale dei remi.
Riposo..., ordin a bassa voce La Valette e, un momento dopo, ci fu un leggero urto contro il solido legname della murata. Una corda serpeggi in aria, afferrata da uno dei marinai. La Valette si arrampic a bordo mentre Thomas scendeva sul ponte di prua per raggiungere il capitano. Gli altri cavalieri e ufficiali si radunarono attorno a lui.
Il galeone  ancora l, signore?, domand Stokely.
S. I turchi dormono come neonati, annunci La Valette. Gli uomini del galeone non ci daranno problemi.
Stokely giunse le mani. Sia lodato.
Certo. Il capitano annu. Nostro Signore ci ha benedetti con la fortuna. Ed  questo il motivo del mio ritardo.... La Valette fece una pausa per accertarsi di avere la completa attenzione dei suoi seguaci prima di continuare. Quel galeone non sar l'unico trofeo che prenderemo questa notte. Si aggiungeranno un paio di galee corsare. Sono all'ancora nei paraggi. Un ricco bottino, signori.
Ci fu un momento di silenzio mentre gli uomini accoglievano la notizia. Thomas osserv i volti dei compagni e vide che qualcuno si scambiava occhiate nervose. Il nocchiere si schiar la voce. Saremo uno contro tre, signore.
No. Due contro uno. Il galeone  di poco conto. Una volta che ci saremo occupati delle galee, cadr facilmente nelle nostre mani.
Anche cos sarebbe una mossa avventata, protest il nocchiere. Soprattutto con l'alba in arrivo. Dovremo ritirarci.
Ritirarci?, rugg La Valette. Mai. Qualsiasi uomo al servizio dell'Ordine vale cinque turchi. Inoltre, abbiamo Dio dalla nostra parte. Sono i turchi a essere in inferiorit numerica. Ma non mettiamo troppo alla prova la Provvidenza, giusto? Come tu dici, presto sar mattino. Perci, signori, non c' tempo da perdere. La galea  pronta?
Sissignore. Il nocchiere annu.
E gli uomini?
S, signore, rispose Thomas. Li ho gi chiamati alle armi.
Bene. La Valette guard gli ufficiali e alz il pugno. Allora compiamo l'opera del Signore e scateniamo la sua ira sui turchi!.
C'era gi una lievissima tonalit di cielo pi chiaro sull'orizzonte orientale mentre la Cerva Veloce si apprestava a doppiare il promontorio. Pi oltre, la baia si apriva in un'ampia mezzaluna larga circa tre miglia. Il profilo del galeone e delle due galee era chiaramente visibile sul pallido sfondo della spiaggia sabbiosa e un minuscolo chiarore arancione indicava dove le braci di un fuoco da campo riscaldavano ancora quelli che vi si stringevano attorno.
 troppo tardi, disse in tono sommesso Stokely, sul ponte accanto a Thomas. Sar l'alba molto prima di raggiungerli. I turchi ci vedranno senz'altro.
No. Ci stiamo avvicinando da ovest, l'oscurit ci nasconder ancora per un po'. Thomas aveva visto La Valette usare in precedenza quella tattica nelle sue incursioni contro il nemico: era un modo sicuro per nascondere fino all'ultimo la manovra di avvicinamento.
Solo se i turchi sono del tutto ciechi.
Thomas trattenne l'irritazione. Per Stokely quella era la prima carovana, ovvero come l'Ordine definiva le sue campagne per mare. Il giovane cavaliere avrebbe imparato a fidarsi dell'esperienza di capitani che avevano passato tanti anni in guerra con i turchi. Ammesso che fosse vissuto abbastanza a lungo, riflett Thomas. C'erano molti modi in cui un cavaliere poteva andare incontro al suo Creatore mentre era al servizio della Santa Religione. Combattimento, malattia e affogamento: ciascuno esigeva il proprio tributo, incurante se un uomo provenisse dalla pi nobile delle famiglie europee o fosse cresciuto nelle fogne. Un particolare pericolo era l'affogamento. La corazza a piastre che proteggeva un cavaliere in battaglia, nonch il resto del suo equipaggiamento, pesava tanto da mandarlo dritto in fondo al mare se fosse ruzzolato in acqua.
Thomas guard all'altro capo della galea, osservando un gruppo di soldati, alcuni armati di balestra, e vide La Valette sul ponte di poppa. Alto e dritto, aveva al suo fianco la sagoma robusta del nocchiere. Tutti parlavano sottovoce e l'unico suono era il monotono infrangersi delle onde sugli scogli del promontorio, il ritmico cigolio e il tonfo dei remi che colpivano l'acqua. Superato il promontorio, il timoniere fece virare la Cerva Veloce verso la costa, in direzione della pi vicina delle galee. Thomas era avvezzo all'abitudine del capitano di tenere per s i propri piani, ma poteva ugualmente immaginare le sue intenzioni. La Valette aveva in mente di attaccare per prima la galea pi vicina. Anche se il galeone riusciva a levare l'ancora e a lasciare la baia prima che avessero finito con le galee, l'agile nave da guerra dell'Ordine non avrebbe avuto difficolt a raggiungerlo e catturarlo.
A est, la luce era diventata decisamente pi forte e il profilo della costa si stagliava contro il cielo. Una zaffata puzzolente delle galee nemiche raggiunse il ponte della Cerva Veloce, aggiungendosi al lezzo della nave cristiana.
La galea era ormai a mezzo miglio dal nemico quando lo squillo stridulo di un corno si propag sull'acqua. Stavano suonando l'allarme. Thomas si sent assalire da una gelida fitta di ansia alla nuca e strinse con pi forza la picca che teneva in mano. Dal fondo della galea, la voce di La Valette giunse chiara ai suoi uomini.
Capovoga, velocit di battaglia! Cannonieri, preparate i buttafuoco!.
Quando il tamburo inizi a battere un ritmo costante e insistente sotto coperta, un opaco bagliore apparve a prua: il primo tratto di buttafuoco emergeva dal barilotto. Per un istante, si illumin quando un cannoniere vi soffi sopra. Poi l'altro cannoniere prese il suo posto ed entrambi si posizionarono accanto alla feritoia del cannone in attesa dell'ordine di fare fuoco.
Il cuore di Thomas prese a battere pi veloce al ritmo del tamburo che dava il tempo e, a ogni colpo di remo, il ponte sussultava sotto i suoi stivali. A babordo vedeva minuscole figure che balzavano in piedi attorno al chiarore del fuoco sulla spiaggia. Alcuni si limitarono a guardare la galea che solcava la baia verso di loro. Altri iniziarono a correre a riva, entrando in acqua e tuffandosi per raggiungere il galeone a nuoto. Quelli che non sapevano nuotare presero a spingere le scialuppe nella leggera spuma e si issarono a bordo. Molti indossavano il turbante e, gesticolando come forsennati in direzione dell'imminente pericolo, si affrettarono a raccogliere le armi. Le loro urla si propagavano chiaramente sul tratto di mare.
Nel frattempo, non un solo uomo sulla galea cristiana disse una parola e gli unici suoni erano il battere del tamburo, lo sciabordio dell'acqua lungo le agili linee dello scafo e i grugniti smorzati degli uomini ai remi. Thomas si gir a guardare a poppa e riusc a distinguere appena l'espressione del capitano nella scarsa luce che precedeva l'alba. La Valette era immobile, la mano sinistra sull'elsa della spada, i lineamenti, incorniciati da una corta barba, fissi e duri. Era sua abitudine condurre in silenzio i suoi uomini in battaglia, sapendo che questo avrebbe disorientato il nemico. Solo all'ultimo momento, abbattendosi sulla preda, avrebbero liberato un ruggito assordante.
Risuon un secco schiocco e Thomas trasal quando svariate schegge esplosero dalla balaustra. Uno sbuffo di fumo dalla pi vicina galea corsara indicava da dove, pochi istanti prima, un archibugiere aveva fatto fuoco contro di loro. Aveva gi calato sul ponte il calcio dell'arma a canna lunga e la stava ricaricando. Thomas si guard attorno per vedere se qualcuno si era accorto del suo sussulto, ma gli uomini guardavano avanti e Stokely pregava sottovoce muovendo solo le labbra. I suoi occhi guizzarono su Thomas e, quando vide che questi lo stava guardando, ferm la lingua e diresse lo sguardo altrove.
Ci furono altri sbuffi di fumo e nell'aria sibilarono palle di piombo. Un'altra colp la prua della galea. Thomas si costrinse a restare fermo mentre guardava diversi altri colpi venire esplosi dall'imbarcazione pi vicina, ciascuno uno sgargiante bocciolo rosso in un turbinio di fumo che si spegneva in un istante.
Balestre!, esclam La Valette. Prepararsi!.
I soldati dell'Ordine usavano ancora la sorpassata arma. Era sprovvista della gittata e della potenza delle armi da fuoco turche ma era meno ingombrante e in grado di causare terribili ferite se andava a segno. Un gruppetto di uomini si fece avanti e prese posizione lungo ciascuna balaustra della prua. Usando il piccolo verricello all'impugnatura, tendevano l'arco e inserivano con cura un quadrello nel solco che si apriva lungo la parte superiore dell'arma.
Sparate a volont!. L'ordine si propag forte e chiaro dalla poppa della galea. Ai sonori scoppi degli archibugi nemici risposero gli schiocchi sordi delle corde rilasciate; i quadrelli sorvolarono l'acqua tracciando un arco prima di sparire tra gli uomini che affollavano il ponte della nave corsara.
Adesso non pi di cento passi separavano le due galee, calcol Thomas. A decine, gli uomini col turbante erano allineati lungo la balaustra, urlando improperi ai cristiani mentre brandivano picche e scimitarre. Sotto la balaustra, cominciarono ad apparire i primi remi: la ciurma si affannava a far prendere il largo all'imbarcazione. Thomas si prepar all'ordine imminente di usare il cannone della galea e vide uno dei cannonieri lanciare un'occhiata dietro di s. Andiamo, andiamo, ringhi l'uomo.
La Valette attese ancora un momento, poi si port le mani alla bocca e url: Aprite il fuoco!.
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Immediatamente i due cannonieri accostarono le estremit ardenti delle micce lente ai coni di carta pieni di polvere da sparo che spuntavano dagli sfiatatoi. Ci fu un crepitante sibilo mentre la polvere si infiammava e poi un rombo assordante e un boato quando una fiammata schizz fuori dalla bocca di ciascun cannone. Il violento rinculo fece sussultare il ponte sotto i piedi di Thomas, che barcoll in avanti prima di ritrovare l'equilibrio. Ogni arma era stata caricata con una miscela di grandi chiodi di ferro, anelli di catena e proiettili di piombo fuso, sottratti a una nave nemica mesi prima. C'era una crudele soddisfazione nel vedere le munizioni dei nemici usate contro di loro, pens Thomas. Le punte letali dei frammenti metallici si abbatterono sulla murata della nave corsara. Schegge volarono in tutte le direzioni mentre la balaustra si spaccava in due punti. Dietro di essa, i guerrieri in turbante furono spazzati via come bambole di pezza, finendo in mucchi contorti sul ponte.
Per Dio e san Giovanni!, url La Valette e gli uomini riecheggiarono il suo grido con un possente ruggito che si lev impetuoso dalle loro gole, le bocche spalancate e gli occhi sbarrati dall'invasata eccitazione. Per Dio e san Giovanni!, ripeterono pi volte mentre la galea avanzava dritta verso la murata della nave nemica.
Tenetevi pronti!, grid La Valette. La voce tonante si ud appena al di sopra delle acclamazioni dei suoi uomini. Thomas fren la lingua e strinse i denti mentre si metteva accovacciato; si afferr alla balaustra con una mano e divaric i piedi. Gli altri attorno a lui, quelli col senno per capire cosa stava per succedere, seguirono il suo esempio e aspettarono l'impatto. Il ponte parve saltare sotto di lui e il soldato in piedi dietro a Thomas cozz contro la sua spalla prima di finire faccia in avanti sul ponte, insieme a diversi altri. L'albero di trinchetto emise un gemito di protesta e una sartia si spezz con un sonoro schiocco. Da sotto coperta giunse il coro di grida soffocate dei rematori terrorizzati che erano stati sbalzati via dalle panche, finendo strattonati dolorosamente dalle catene. La prua della Cerva Veloce era stata rinforzata per resistere all'impatto di un violento attacco e adesso procedeva schiacciando e frantumando mentre la galea corsara si inclinava sotto l'urto. I nemici ruzzolarono a decine sul ponte in pendenza urlando di terrore e finendo contro la fiancata. Furono numerosi quelli che proseguirono la caduta oltre la balaustra e in mare.
Ges!, mormor Stokely mentre si rimetteva in piedi vicino a Thomas.
La Cerva Veloce si era fermata e ci fu un breve momento di silenzio mentre gli equipaggi storditi di entrambe le imbarcazioni tornavano in s. Poi, la voce di La Valette lacer la gelida aria dell'alba.
Rampini di abbordaggio! Mirate all'altra fiancata e legate le corde alle gallocce!.
Andiamo!. Thomas depose la picca sul ponte e fece segno a Stokely di seguirlo mentre correva a prendere uno dei pesanti ganci di ferro posato su una matassa di corda. Dopo averne srotolato un breve tratto, tir su il rampino e lo fece mulinare in aria prima di mollare la presa. Il gancio tracci un arco sul ponte nemico e scomparve oltre la murata. Senza perdere tempo, Thomas afferr la corda e la tese. Mentre si piegava per legarla attorno a una galloccia, altri rampini volarono sulla nave nemica, conficcandosi nel fasciame.
Indietro tutta!, ordin La Valette. Svelti! Capovoga, usa la frusta!.
I rematori tornarono faticosamente alle strette panche e afferrarono le aste dei remi, levigate da coloro che li avevano preceduti nel corso degli anni. L'ordine del primo colpo di remi fu dato prima che tutti fossero pronti e le pale colpirono goffamente l'acqua su entrambi i lati. Legate le corde, Thomas e Oliver tornarono ai loro posti in testa al gruppo di uomini armati sul ponte di batteria. Per un momento, la Cerva Veloce non si mosse e la prua continu a schiacciare la murata della nave nemica. Poi, con un leggero sbandamento, inizi ad arretrare e le corde dei rampini si tesero sul ponte nemico. Dalla poppa si lev un grido di allarme, il capitano corsaro si era reso conto del pericolo. Alcuni dei suoi uomini iniziarono a tagliare le corde in alto ma, a causa dell'inclinazione del ponte, solo la manciata che era riuscita ad arrivare sul lato opposto riusc a tranciarle.
Ma era gi troppo tardi. La Cerva Veloce inizi a muoversi, trascinandosi dietro il baglio della nave corsara. La murata pi vicina fin sott'acqua e poi, con un movimento fluido e aggraziato, la galea scuffi, catapultando ciurma e attrezzature sciolte sul ponte e in mare. Attraverso le grate del ponte, Thomas colse un rapido scorcio delle espressioni terrorizzate dei rematori, ancora incatenati alle loro panche. Poi scomparvero sotto la superficie del mare e la chiglia incrostata di cirripedi apparve luccicante sulle agitate acque della baia. I rampini di abbordaggio furono tagliati e le corde piombarono in mare. Attorno allo scafo, dozzine di uomini annaspavano nel tentativo di restare a galla. Coloro che sapevano nuotare si dirigevano verso la salvezza della spiaggia, a breve distanza. Altri si aggrappavano a ogni detrito galleggiante a portata di mano o cercavano di trovare un appiglio sullo scafo.
Un grido di giubilo si lev dagli uomini della galea cristiana ma Thomas non ebbe cuore di prendervi parte. Non riusciva a liberarsi della scena dei volti dei rematori mentre la nave nemica si capovolgeva. Molti di quegli uomini erano cristiani come lui, presi prigionieri e condannati alle galee, solo per subire una morte paurosa per mano di uomini della stessa fede. Anche in quel momento, Thomas se li immaginava intrappolati sott'acqua, dimenandosi nel freddo e nell'oscurit, bloccati dalle catene fino a che non affogavano. Ebbe un moto di nausea a quel pensiero.
Una mano cal sulla sua spalla. Si gir e vide Stokely che gli sorrideva raggiante. L'amico si accorse della sua espressione sofferente e si accigli.
Thomas, cosa c'?.
Cerc di rispondere ma non c'erano parole per descrivere l'orrore che gli gelava il cuore. Tent di mettere da parte quella sensazione e scosse la testa. Niente.
Allora unisciti a noi. Stokely indic gli altri uomini che esultavano sul ponte.
Thomas rivolse loro una breve occhiata e poi si gir verso la restante galea nemica, distante meno di un quarto di miglio. I corsari avevano tagliato il cavo dell'ancora e manovrato l'imbarcazione in modo che puntasse dritta verso la Cerva Veloce. Thomas indic i nemici con un cenno del capo. Impossibile sorprendere anche loro allo stesso modo.
Colse un movimento con la coda dell'occhio e, giratosi, vide l'equipaggio del galeone salire rapido sulle griselle e sparpagliarsi sulle sbarre per prepararsi a sciogliere le vele. Avrebbero presto preso il largo ma c'era solo una leggerissima brezza e sarebbero stati fortunati a lasciare la baia prima che il duello tra le due galee fosse deciso. Abbastanza tempo per occuparsene in seguito, concluse Thomas mentre tornava a interessarsi alla galea corsara.
Una volta che la Cerva Veloce si fu liberata della sua prima vittima, La Valette diede l'ordine di avanzare e i rematori si affannarono per fare ripartire la galea. Adagio, poi con velocit crescente, l'agile imbarcazione si lanci in avanti. Ci fu un breve grido di terrore quando uno dei corsari in acqua si accorse di trovarsi nella traiettoria dei remi, ma poi una grossa pala si abbatt sulla sua testa, spingendolo sott'acqua e interrompendo bruscamente il suo urlo.
Sul ponte di prua, gli artificieri si affrettarono a ripulire i fusti dei due cannoni e iniziarono a caricarli, spingendovi dentro il sacchetto con la polvere da sparo seguito da un secondo sacco con i pezzi assortiti di ferro, cos mortali a breve raggio. Su ciascun lato del ponte di batteria, i balestrieri stavano avvolgendo i verricelli e preparando i prossimi quadrelli. Thomas vedeva i turbanti degli uomini che preparavano gli archibugi sulla prua della galea corsara. Sotto di essi, sporgenti dai sabordi a ciascun lato della prua, c'erano i fusti di due cannoni. I punti neri alla fine delle bocche sembravano occhi che guardavano spietati la preda.
Sar una bella rogna, borbott uno degli uomini alle spalle di Thomas.
S, convenne un compagno. Il Signore abbia misericordia di noi.
Stokely inve rabbioso contro di loro. Fate silenzio! Il Signore  al nostro fianco. La nostra causa  giusta. Sono i barbari miscredenti quelli che dovrebbero implorare misericordia.
Gli uomini ammutolirono sotto il feroce sguardo del cavaliere, che volt loro le spalle e si erse in tutta la sua altezza mentre fissava il nemico. Thomas gli and vicino e parl a bassa voce. Non ho ancora scoperto una preghiera che metta al sicuro dai proiettili del nemico o dai colpi del suo cannone. Io lo terrei a mente quando apriranno il fuoco.
 una blasfemia.
No,  amara esperienza. Risparmia le preghiere e disponiti a uccidere, o a essere ucciso.
Stokely fece per replicare; poi serr la mascella e strinse le labbra mentre guardava in direzione della galea corsara che solcava le acque calme verso di loro. L'orizzonte orientale era infuocato dal liquido bagliore del sole che si levava al di l della massa nera del lontano promontorio. Poco dopo, i primi di raggi sole trafissero il mare, stagliando in netto contrasto i corsari e costringendo Thomas e gli altri a socchiudere gli occhi. Il nemico era abbastanza vicino perch le acclamazioni e il clangore delle armi contro il bordo degli scudi tondi si propagasse sull'acqua. Il divario tra le due galee si chiudeva rapidamente e Thomas ud crepitare i primi colpi, esplosi contro la nave cristiana dagli archibugieri pi eccitabili. Anche se la gittata era lunga, ancora pi di duecento passi, uno dei cannonieri fu colpito alla testa e il suo cranio esplose mentre ruzzolava all'indietro, inondando i compagni di gocce di sangue, materia cerebrale e schegge di ossa.
Perch La Valette non d ordine di rispondere al fuoco?, domand Stokely.
Il capitano sa quello che fa.
Un altro proiettile and a segno, colpendo allo stomaco un soldato; con uno stridulo suono metallico gli penetr il pettorale e squarci l'imbottitura del giaco. L'uomo lasci cadere la picca mentre si accasciava sul ponte rotolando su un fianco, agonizzante.
Portatelo sottocoperta!, ordin Thomas. Uno dei soldati depose la propria arma e trascin il compagno al boccaporto proprio dietro al ponte di prua e da l gi nella piccola stiva dove erano conservati il cibo e l'acqua della galea. L sarebbe rimasto fino a dopo la battaglia, quando avrebbero potuto occuparsi della sua ferita. Se avessero vinto i turchi, l sarebbe stato ucciso o annegato mentre la nave veniva depredata.
Quando il soldato torn al suo posto, la distanza tra le navi si era dimezzata e il cannone non aveva ancora sparato, nonostante le palle di moschetto che sibilavano nell'aria o si conficcavano nel fasciame della Cerva Veloce. Thomas vide il capo cannoniere pi vicino sollevare il buttafuoco verso il focone e gli url: Aspetta l'ordine!.
L'artificiere si guard attorno spaventato, proprio mentre un lampo brillante veniva dalla prua dell'altra nave. Dopo un istante, un altro lampo. Poi l'aria attorno a Thomas si riemp di una cacofonia di scoppi e clangori metallici. Diversi balestrieri sulla prua furono spazzati via, insieme a gran parte della squadra del cannone di babordo. Qualcosa colp di taglio il pettorale di Thomas, facendolo sobbalzare; barcollando, si diresse verso il bordo per ritrovare l'equilibrio. Ci fu un breve momento di calma sul ponte prima che risuonassero le urla dei feriti. Thomas si ispezion il corpo alla ricerca di ferite ma non ne trov nessuna. Alz lo sguardo e vide che Stokely si teneva stretta una guancia. Il sangue affior sotto il guanto di protezione e gocciol sul lucido acciaio della gorgiera.
Sono ferito..., disse in tono scioccato. Ferito.
Thomas gli allontan la mano e vide che un pezzetto di guancia gli era stato strappato via.  una ferita superficiale. Sopravviverai.
Si gir a guardare il ponte e vide che erano stati abbattuti circa una dozzina di uomini. Proprio allora, il capo cannoniere sopravvissuto accost il buttafuoco al focone della sua arma; ci fu un violento lampo, una fluttuante nuvola di fumo e una detonazione che attravers il fasciame della galea e i corpi di coloro che vi erano a bordo. Thomas vide la miccia nella mano senza vita del cannoniere morto e corse al ponte di batteria per prenderla. Accovacciatosi accanto al fusto, attese un momento fino a che il fumo si fu dissolto a sufficienza perch potesse vedere la nave corsara incombere davanti a loro. Ci fu appena il tempo di fare un balzo all'indietro e accostare il buttafuoco ardente alla polvere. Il cannone ebbe un violento rinculo mentre scaricava il peso di ferro addosso al nemico.
Remi in barca! Tutta a babordo!, url da poppa la voce di La Valette.
I rematori premettero all'istante sulle impugnature per sollevare le pale dall'acqua e poi iniziarono a tirare dentro i remi mentre il timone affondava nell'acqua e faceva virare la prua per affiancare la nave corsara. Un momento pi tardi ci fu lo stridore di una collisione e un prolungato brontolio causato dal violento sfregamento degli scafi. Su ciascuna nave non tutti avevano ritirato i remi e le lunghe aste di legno si spezzarono in una serie di acuti schiocchi.
Prima che la Cerva Veloce avesse smesso di muoversi, La Valette era accorso dal cassero di poppa, spada alla mano, per unirsi al gruppo di uomini armati capeggiato da Thomas e gli altri cavalieri. Il capitano si guard attorno per accertarsi che i suoi fossero pronti e poi punt la spada oltre il parapetto verso il nemico. Per Dio e san Giovanni!.
...
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3.
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La Valette sal sul parapetto e super con un salto lo stretto spazio tra i due scafi, atterrando sul ponte nemico. Alcuni membri dell'equipaggio avevano gi iniziato a lanciare i rampini per accostare le navi l'una all'altra.
Thomas fece un profondo respiro, strinse forte la picca in una mano e ripet il grido del capitano. Per Dio e san Giovanni!.
Poi anche lui si arrampic sul parapetto e salt dietro a La Valette. Il cavaliere veterano si era gi fatto strada fino al centro del ponte dei corsari, brandendo la lunga spada davanti a s in un feroce arco per far arretrare il nemico e aprire un varco per gli uomini che lo seguivano.
Una serie di detonazioni risuon da ciascun lato quando gli archibugieri scaricarono le armi e poi le gettarono via per prendere le scimitarre e lanciarsi nella mischia.
Thomas atterr sul ponte e, dopo una rapida occhiata intorno a s, si diresse verso la minaccia pi vicina, un grosso uomo in turbante con la pelle scura come il carbone. I suoi occhi scintillavano sopra una folta barba. Portava una pesante scimitarra in una mano e un brocchiero di ottone nell'altra. Part alla carica verso Thomas, facendo oscillare la lama per demolire la punta d'acciaio della picca di quest'ultimo.
Thomas cal l'arma, schivando la lama del corsaro prima di mirare alle vesti che coprivano il petto dell'avversario.
D'istinto, il corsaro abbatt il brocchiero sull'asta della picca, cos che mancasse il bersaglio finendo per lacerargli solo le pieghe della stoffa. Thomas tir indietro la picca e la present di nuovo al nemico, facendo una finta per tenere l'uomo a bada. Con la coda dell'occhio, vide la spada di La Valette affondare in un cranio in un lago di sangue. Dall'altro lato, Stokely stava guidando alla carica un gruppetto di uomini lungo il parapetto. Un piccolo varco si era aperto tra Thomas e il corsaro, come per fornire un palco al loro duello.
D'un tratto, il pirata gli url qualcosa e si lanci in avanti, menando fendenti alla picca e abbassandone la punta. Continu la carica e spinse il brocchiero contro il pettorale di Thomas. L'impatto fu assorbito dall'imbottitura sottostante e Thomas, stretta a pugno la destra ormai libera, colp con forza la faccia dell'avversario. Le lamelle del mittene lacerarono la carne del corsaro; il suo naso cedette con un sordo scricchiolio di ossa. Lanci un ruggito animalesco di dolore e rabbia e spinse nuovamente il brocchiero, mandando Thomas all'indietro e sollevando la scimitarra in un alto arco diretto alla testa del cavaliere.
Thomas la vide arrivare, una curva d'acciaio che luccicava alla luce del sole nascente, e balz da un lato. La scimitarra lo sfior con un sibilo e poi si conficc nel ponte. Prima che il pirata potesse raddrizzarsi, Thomas affond con ferocia la picca. La punta colp l'uomo alla spalla buttandolo a terra. Cadde pesantemente sulla schiena e Thomas affond di nuovo l'arma, stavolta nel petto, proprio sotto la clavicola. La punta lacer la veste bianca, penetr la carne sottostante e frantum le ossa che trov sul suo cammino nel corpo del corsaro. L'uomo strinse occhi e bocca con cos tanta forza che la faccia, distorta dal dolore, assunse l'aspetto di legno carbonizzato. Poi croll sul ponte, le mani serrate sulla ferita mentre il sangue sgorgava e si allargava sulle pieghe macchiate della veste.
Thomas gli mise uno stivale sul petto e, con uno strattone, liber la picca. Si guard attorno, pronto a colpire di nuovo. La Valette e un manipolo di uomini si stavano facendo strada verso la poppa, dov'erano il capitano dei pirati e i suoi ufficiali, determinati a difendere la posizione.
Nell'altra direzione, Stokely e alcuni uomini avevano guadagnato il ponte di prua e stavano falciando l'equipaggio dei cannoni. Ovunque il ponte era un caotico campo di battaglia. La corazza dei cavalieri e dei mercenari che capeggiavano li metteva in una posizione di vantaggio. La fede fanatica dei nemici negli insegnamenti del Profeta dava loro il coraggio ma era di ben poca utilit. Le loro scimitarre rimbalzavano sull'armatura a piastre e solo un colpo fortunato alle giunture o un affondo mirato alla faccia era in grado di ferire i cristiani. Un pugno dei compagni di Thomas erano a terra ma il resto continuava a falciare i corsari.
Alcuni nemici, tuttavia, rappresentavano una formidabile sfida. Thomas ne scelse uno alto, magro e ben corazzato, con un grosso scudo e una scimitarra finemente decorata, che sembrava di guardia a un boccaporto che portava alla stiva della galea. Un corpo giaceva scomposto ai suoi piedi; la croce bianca sulla sopraveste rossa indicava che era uno dei cavalieri. Il corsaro ghign e sollev la spada, in modo che Thomas potesse vederne il filo insanguinato. Questi ignor lo scherno. Il pirata aveva la pelle chiara, forse uno di quelli presi da bambini sui Balcani e cresciuti come musulmani, come i famigerati giannizzeri, che costituivano il corpo scelto dell'esercito del sultano. Una piuma di neri crini di cavallo tremolava sulla punta del suo elmo, coperto di lucido smalto nero, cos come le piccole piastre di una corazza cucita alla giacca trapuntata. Una cicatrice bluastra sulla guancia raccontava la sua esperienza, e anche che una volta un nemico aveva avuto la meglio su di lui, si rese conto Thomas.
Gli si avvicin puntandogli contro la picca e fece una finta in direzione del volto. L'avversario non batt ciglio ma si limit a scuotere la testa con aria di scherno.
Molto bene, ringhi Thomas a denti stretti. Allora prendi questo!.
Caric tutto il peso sulla picca e balz in avanti. Il corsaro si scans con agilit e poi men un fendente in direzione della testa di Thomas. Questi si abbass e la lama affilata rimbalz sull'acciaio curvo dell'elmo con un clangore metallico che, per un momento, lo stord. Indietreggi e scosse la testa, muovendo a zigzag la picca per far arretrare il corsaro. L'altro fece un breve ghigno, poi serr le labbra in una smorfia e avanz, mulinando la lama con tanta velocit che per l'occhio umano era quasi impossibile seguirla. Thomas ignor la scimitarra e cambi bruscamente la presa sulla picca, tenendola come il bacolo che aveva usato da ragazzo in Inghilterra: gi allora era forte e robusto come dovevano essere tutti gli uomini allevati per diventare cavalieri. And alla carica.
La tattica, audace e rozza, colse di sorpresa il corsaro, che non riusc a essere cos veloce da sottrarsi alla traiettoria della picca. Thomas si abbatt su di lui, spingendo il pirata all'indietro e facendolo incespicare, malgrado i suoi sforzi per restare in piedi. Poi and a sbattere contro il parapetto e l'impatto gli fece uscire l'aria dai polmoni con cos tanta forza che Thomas rimase sopraffatto dal lezzo del pasto mattutino dell'uomo. Il corsaro moll spada e scudo per afferrare l'asta della picca e spingere indietro. Thomas si oppose e premette con ogni muscolo e nervo delle braccia, costringendo il pirata sul ponte. L'asta tocc il petto dell'uomo e poi Thomas la spinse in su, sotto il mento e contro la gola. Il pirata apr la bocca e prese a contorcersi mentre cercava disperatamente di impedire all'avversario di soffocarlo.
Tu sia... maledetto... cristiano, disse con accento francese. Condannato... all'inferno.
La faccia di Thomas era a pochi centimetri da quella del corsaro; vedeva ogni dettaglio dei lineamenti dell'uomo e il sudore che gli imperlava la fronte mentre lottava per la vita. I suoi respiri si erano fatti affannosi e striduli, gli occhi si rovesciarono nelle orbite e poi qualcosa nella sua gola cedette con un sommesso scricchiolio. Il pirata ebbe uno spasmo, spalanc gli occhi, sbarrati e feroci, mentre con la bocca emetteva una serie di schiocchi e rantoli. Thomas sent scemare la forza dell'altro, ma continu a esercitare pressione sulla picca fino a che, finalmente, la testa del corsaro croll sul ponte, le mani scivolarono dall'asta, gli occhi fissarono ciecamente il cielo rosa e la punta della lingua spunt tra i denti.
Thomas si rotol su un fianco, la picca pronta nel caso ci fosse un altro nemico in procinto di attaccarlo, ma era attorniato solo da morti e feriti. La lotta per la conquista della nave si era quasi conclusa. Stokely e gli uomini al suo seguito si accalcavano sulla poppa della galea. Il capitano corsaro e una manciata di uomini attaccavano con violenza i nemici in armatura che li incalzavano. Sotto lo sguardo di Thomas, La Valette alz la spada sulla testa e la abbatt con violenza da un lato. Il cavaliere veterano era un uomo dalla corporatura possente e il tentativo del capitano nemico di parare il colpo fu inutile per deviare la traiettoria della spada. Un istante dopo, l'affilato acciaio tagli il turbante e affond nel suo cranio, fino alla mandibola.
Quando i corsari a poppa videro che il capitano era stato ferito a morte, gettarono le armi e caddero in ginocchio implorando piet. Spade e picche continuarono a calare sugli uomini sul ponte ancora per qualche momento e poi la battaglia fin. La Valette liber la lama con uno strattone, la ripul sulla tunica del corsaro e la rinfoder; poi si volt a osservare la carneficina sul ponte della galea. Scorse Thomas.
Sir Thomas! Quaggi!.
Thomas si affrett a raggiungere la poppa, scavalcando i corpi riversi e ammucchiati sul ponte insanguinato. Si ferm ai piedi della breve rampa di scale che conduceva alla poppa e guard il capitano. La Valette aveva ricevuto un colpo alla testa e l'elmo morione presentava una profonda intaccatura nell'ampia tesa; tuttavia non sembrava ferito n stordito mentre si rivolgeva con calma al subordinato.
Prendete il comando qui.
Prendere il comando? S, signore.
Prendo la Cerva Veloce e vado all'inseguimento del galeone. Seguendo la direzione della sua mano, Thomas vide che la leggera brezza dell'alba aveva riempito le vele del grosso mercantile, in procinto di lasciare la baia. Se si fosse portato abbastanza al largo, sarebbe stato pi a favore di vento della galea e poteva ancora riuscire a fuggire se il mare cresceva insieme al movimento dell'aria.
Lascer con voi sir Oliver e venti uomini, continu La Valette. Liberate tutti i cristiani che trovate tra i vogatori. Fate attenzione, mi raccomando. Non voglio musulmani che si proclamino fedeli.
S, signore.
Incatenate i prigionieri alle panche di voga. Poi effettuate le riparazioni necessarie, sbarazzatevi dei corpi e fate rotta per Malta.
Malta?. Thomas pareva perplesso. C'era ancora un sacco di tempo prima che il periodo delle campagne terminasse. Era troppo presto per tornare alla sede dell'Ordine. Ma il capitano aveva preso una decisione e Thomas non aveva diritto di contestarlo. Raddrizz la schiena e chin il capo. Come comandate, signore.
Proprio cos. La Valette lo guard con espressione severa per un momento prima di ammorbidirsi e continuare in tono pi basso, destinato solo alle orecchie del giovane cavaliere. Thomas, abbiamo affondato una galea e preso questa. Spero di portare il galeone sulla giusta rotta. Dobbiamo portare il bottino a Malta e rifornire di viveri la Cerva Veloce prima di continuare. Entro mezzogiorno avremo tre navi e uomini appena sufficienti per equipaggiarle. Non possiamo rischiare altri scontri fino a che non avremo portato il bottino a Malta. Capite?
S, signore, rispose conciso Thomas.
Ormai siamo rimasti in pochi. Qualcuno in Europa ritiene che l'Ordine sia l'avanguardia della lotta della Chiesa contro i turchi. La verit  che siamo la retroguardia. Non dimenticatelo mai. Ogni uomo che perdiamo porta il nemico sempre pi vicino alla vittoria. I suoi occhi fissarono quelli di Thomas. Col tempo, se vivrete abbastanza, comanderete la vostra galea e sarete responsabile della vita degli uomini che prestano servizio sotto di voi. Non  un dovere da prendere alla leggera.
Thomas annu. Comprendo, signore.
Badate che sia cos. La Valette fece un passo indietro e guard gli uomini sul ponte. Sergente Mendoza!, chiam.
Una figura prestante si avvicin di corsa e salut. Signore?
Tu e i tuoi uomini resterete a bordo, sotto il comando di sir Thomas. Voi altri, tornate subito sulla Cerva Veloce.
Il gruppo al seguito del capitano si avvi sul ponte fino a raggiungere il punto in cui la prua della nave era fissata alla galea corsara tramite i rampini. Si issarono sul parapetto e tornarono alla propria imbarcazione. Non appena l'ultimo uomo ebbe lasciato la nave corsara, Thomas diede ordine affinch le corde dei rampini venissero allentate, per poter estrarre le punte di ferro e lanciarle con cautela sul ponte della Cerva Veloce. Si apr un varco tra le due galee quando La Valette ordin di disarmare i remi e far arretrare la nave, cos da puntare la prua in direzione del galeone in fuga. Poi i remi, lavorando a ritmo costante, sospinsero l'agile galea all'inseguimento della preda. Thomas rimase a guardare per un momento e poi si concentr sul temporaneo comando.
...
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4.
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La prima cosa da fare era occuparsi degli uomini imprigionati sotto coperta. Si rivolse al sergente. Tu e altri due venite con me. Il resto si sbarazzi dei corpi. Assicuratevi che i vostri uomini vengano messi da parte per una degna sepoltura.
Insieme a Mendoza si avvi alla grata sopra all'entrata della stiva principale. Man mano che si avvicinava, sentiva un borbottio levarsi dal basso e un lamento terrorizzato che fu subito ridotto al silenzio. Un chiavistello bloccava la grata e Thomas si inginocchi per tirarlo indietro, notando l'accuratezza dei corsari, i quali incatenavano i rematori alle panche e poi li rinchiudevano nella stiva per maggiore sicurezza.
Aiutatemi con la grata.
Con l'aiuto del sergente, sollevarono la grata e la fecero scorrere sul ponte accanto all'entrata della stiva. Thomas sbirci oltre il bordo e si ritrasse alla zaffata calda del lezzo pi disgustoso che avesse mai sentito. Ud movimenti e il tintinnio delle catene provocato dai corpi che si riscuotevano. Poi vide le facce rivolgersi verso la pallida luce che entrava dal boccaporto. Ciocche ribelli di capelli luridi e barbe incolte pendevano sui lineamenti emaciati. Gran parte erano bianchi, ma c'erano anche sfumature di pelle pi scure, sebbene fosse difficile capirlo per via del sudiciume che li copriva. Una scaletta conduceva allo stretto passaggio che si allungava tra le file di panche disposte su ciascun lato della galea. Thomas scese e vide una figura che teneva una piccola frusta, verso la poppa, vicino al posto del capovoga, ancora incatenato accanto al suo tamburo. Thomas e i suoi uomini dovettero piegare la testa mentre avanzavano osservati da occhi luccicanti su entrambi i lati.
Il Signore sia lodato..., gracchi una voce. Sono cristiani... cristiani! Venuti a liberarci!.
Le sue parole spronarono tanti altri compagni che alzarono imploranti le mani verso i salvatori. Alcuni si limitarono a chinarsi sui remi e piansero, con le spalle squassate dai singhiozzi.
Il supervisore lasci cadere la frusta e congiunse le mani, implorando in francese: Vi prego, signore... Vi prego.
Dov' il perno di bloccaggio?, volle sapere Thomas.
Il supervisore punt un dito verso un golfare sul ponte, appena fuori della portata del capovoga. E-eccolo.
Thomas lo fece scansare. Lott contro la nausea all'opprimente lezzo che si levava dalle sentine. Come poteva un uomo sopravvivere a questo?, si chiese. Raggiunse il golfare e vide che il perno di bloccaggio era proprio sotto di esso. Tir fuori il pugnale e si diede da fare per sfilarlo. Poco dopo, cadde fuori dalla guaina e Thomas, fatta passare la catena attraverso il golfare, la depose alla base della panca pi vicina. Guard le facce degli uomini che vi erano seduti.
Chi tra di voi  cristiano, se mai ce ne sono?
Io!, disse con enfasi l'uomo pi vicino. Io, padrone. Vengo da Tolone.
Liberatelo, ordin Thomas.
Anch'io!, esclam quello accanto.
Bugiardo!, scatt il primo uomo. Sei un morisco. I corsari ti hanno preso a Valencia.
Sergente, liberate questo francese. L'altro resta in catene.
Il morisco, discendente degli arabi che un tempo avevano regnato sulla Spagna, apr la bocca per protestare ma, nel vedere l'implacabile espressione di Thomas, la chiuse e chin il capo sul remo, rassegnato. Thomas si guard attorno man mano che altre voci proclamavano la propria fede. Se tutti dicevano la verit, allora solo un terzo sarebbe rimasto ai remi. Troppo pochi per la traversata fino a Malta. Quando il tumulto di voci disperate crebbe, fece un respiro profondo e url a gran voce: silenzio!.
I rematori, abituati a temere la frusta del supervisore, misero prontamente a freno la lingua. Thomas si rivolse al sergente. Liberate i cristiani, e solo i cristiani. Chiunque si dichiari fedele e risulti poi bugiardo, verr messo a morte.
S, signore, replic il soldato inespressivo.
Procedete. Thomas non poteva tollerare l'odore di quelle creature e del loro ambiente un minuto di pi. Io sar in coperta.
Cosa ne facciamo di lui?. Mendoza indic il supervisore che, rimasto a poppa, non osava incrociare lo sguardo di nessuno mentre attendeva la sua sorte. Thomas gli rivolse una breve occhiata e not la corta frusta che aveva ancora in mano. Lui? Lasciate che se ne occupino gli uomini liberati.
Thomas si volt e percorse rapido la stretta passerella, diretto alla scala, lottando contro l'impulso di mettersi a correre per fuggire da quel buco infernale pi in fretta possibile. Torn in coperta e si affrett a raggiungere il parapetto sopravento; respir pi a fondo che poteva per espellere fino all'ultima particella della fetida aria della stiva. Sebbene sapesse cosa succedeva sotto il ponte di una galea, vi era stato solo in pochissime occasioni. Ci che aveva visto, l'aveva disgustato, ma gli uomini che fungevano da equipaggio sulle galee dell'Ordine erano criminali, pirati e seguaci di false fedi. Per quanto pessime le condizioni sulle galee cristiane, non aveva mai visto uomini trattati in modo tanto miserabile quanto su quella galea corsara. Prov una profonda rabbia al pensiero del nemico, un ardente desiderio di spazzare l'Islam dalla faccia della terra di Dio.
Un tonfo nell'acqua lo fece voltare; alcuni dei suoi uomini stavano gettando i corpi dei morti in mare. I cadaveri erano stati spogliati di armi e capi di vestiario che potevano strappare un prezzo decente nei mercati di Malta. Altri due uomini sorvegliavano un gruppetto di prigionieri feriti, seduti sul ponte attorno alla base dell'albero di mezzana. Nel guardarli, il cuore di Thomas si indur come fredda pietra nel petto. Si allontan dal parapetto e and a grandi passi verso di loro, facendo segno a un manipolo di altri soldati di seguirlo. Raggiunti i prigionieri, si ferm a guardarli con odio. Erano pi di venti, alcuni con qualche parte di corazza, foderi vuoti appesi alle cintole e alle bandoliere. Qualcuno aveva ferite che erano state frettolosamente fasciate con strisce di stoffa. Erano ferite superficiali e sarebbero guariti quel tanto che bastava per prendere posto sulle panche dei rematori.
Lasciate qui gli ufficiali. Portate il resto ai remi, ordin in tono asciutto. Gli uomini separarono i prigionieri, conducendone gran parte verso il boccaporto, mentre una manciata rimase seduta sul ponte. Thomas li fiss per un momento prima di parlare di nuovo. Uccideteli. Gettate in mare i corpi.
Uno degli uomini a guardia dei prigionieri lanci un'occhiata al compagno prima di schiarirsi la voce e ribattere: Signore? Gli ufficiali valgono parecchio denaro.
Thomas sent che la mano gli tremava e la serr con forza. Ti ho dato un ordine. Uccideteli! Fatelo!.
Un rumore di passi risuon alle sue spalle e Stokely si frappose tra Thomas e i prigionieri. Non puoi uccidere gli ufficiali. Sono prigionieri.
Thomas deglut e replic con acredine: Sono il nemico. Sono turchi, infedeli.
Sono pur sempre creature di Dio, ribatt Stokely, anche se non hanno ancora abbracciato la vera fede. Abbiamo accettato la loro resa. Non possiamo massacrarli. Sarebbe un'offesa a ogni nozione di cavalleria.
Cavalleria?. Thomas si accigli e poi sorrise. Non c' posto per la cavalleria nella guerra contro i turchi. La morte  ci che meritano.
Non puoi....
Thomas alz una mano per ridurlo al silenzio. Stiamo sprecando tempo. Voglio che la galea riparta il prima possibile. Per prima cosa, ci sbarazziamo di questi... parassiti.
Sguain la spada e, prima che qualcuno potesse intervenire, trafisse il corsaro pi vicino, un ragazzo in farsetto finemente ricamato, ancora troppo giovane per avere la barba. Il corsaro rantol e si afflosci sul ponte mentre una macchia cremisi si allargava sul cotone bianco del farsetto. Artigli debolmente lo squarcio nel tessuto e cerc di premere sulla ferita, come per arrestare il flusso di sangue. Thomas incombeva su di lui, accecato dal desiderio di uccidere. Colp di nuovo, stavolta al collo, affondando nella spina dorsale e quasi mozzandogli la testa. Thomas guard i propri uomini. Adesso eseguite gli ordini! Uccideteli tutti. Tu per primo. Indic uno degli uomini a guardia dei prigionieri. Fallo.
Il soldato cal la picca e la affond nel petto del corsaro pi vicino. Gli altri iniziarono a gridare, implorando piet in francese e spagnolo oltre che nelle lingue natie. Morti i primi due, il resto dei soldati si un al massacro. Thomas rimase in disparte mentre Stokely continuava a guardare, con una smorfia di disgusto e orrore.
 una cosa... sbagliata. Scosse la testa. Sbagliata.
Allora forse farai meglio a riconsiderare la tua appartenenza all'Ordine. Thomas si strinse nelle spalle e si volt mentre l'ultimo prigioniero veniva ucciso. Assicurati che i corpi vengano levati di mezzo.
Avviandosi verso la prua, Thomas non prov niente per un momento. Si era aspettato una sensazione di sollievo, il venir meno della tensione che era montata durante la battaglia, e poi nella stiva. Ma c'era solo un raggelante torpore. Il sangue sul ponte attorno a lui e sulle armi abbandonate non era che un dettaglio e i ricordi dello scontro immagini fugaci, scevri di emozione, rimorso o perfino il pi piccolo raggio di trionfo. Sapeva solo di essere ancora vivo e che i suoi compagni avevano ottenuto una piccola vittoria. Niente di pi che una puntura di spillo per l'immenso Leviatano della potenza turca che ancora dominava quel mare e le terre che lo delimitavano, il dominio dell'Islam. Il sangue avrebbe continuato a scorrere, gli uomini avrebbero continuato a morire sotto le spade o di inedia e sfinimento incatenati ai remi delle galee che solcavano quel mare burrascoso. Donne e bambini avrebbero continuato a essere fatti schiavi per diventare prostitute o essere allevati come musulmani per fare guerra a coloro che un tempo avevano chiamato famiglia. A loro volta, i Cavalieri di San Giovanni e coloro che ne condividevano la causa, avrebbero combattuto per la sopravvivenza. E cos sarebbe andata avanti. Spada e scimitarra incrociate in un infinito duello di sangue, il cui unico premio era un cumulo di infelicit sull'uomo.
Thomas and al piccolo boccaporto della stiva nei pressi della quale aveva ucciso l'uomo vestito di nero. Sedutosi, si sganci i mitteni e sfil i guanti, per poi armeggiare con il cinturino sottogola dell'elmo. Ci volle qualche tentativo prima di riuscire a togliersi l'elmo, che pos accanto a s sul ponte. Il sudore gli incollava i capelli sulla testa e la brezza mattutina soffi fresca sulla pelle scoperta. Rimase per un po' con la schiena appoggiata al parapetto, fino a che un'ombra non si proiett sul suo viso. Batt le palpebre e vide Stokely in piedi davanti a lui.
Ho eseguito i tuoi ordini. E i cristiani sono stati liberati. Indic in fondo al ponte, dove una quarantina di figure scheletriche erano radunate attorno a ceste di pane. Si affannavano per prendere una pagnotta, ne strappavano pezzi che poi masticavano vigorosamente. Stokely rimase a guardarli per un po'. Non avevano poi cos tanta fame visto che non hanno fatto a pezzi per primo il supervisore. Tuttavia, lui ha meritato la sua sorte.
Se lo dici tu.
Stokely lanci un'occhiata al boccaporto. Hai gi perquisito l sotto?.
Thomas scosse la testa.
Potrebbe esserci altro cibo da dare a quella gente.
Thomas agit una mano in direzione della stretta mastra. Fa' come desideri.
Stokely discese la scaletta che portava alla piccola stiva. Poco dopo, Thomas lo ud imprecare in tono sorpreso e poi chiamarlo.
Thomas!.
Cosa c'?
Vieni quaggi!.
L'urgenza nella voce spinse Thomas a calarsi oltre il bordo del boccaporto e scendere nello spazio angusto. Cosa c'?.
Si gir a guardare dove Stokely era accovacciato, non lontano da un fagotto di stracci. Non c'era abbastanza spazio per stare in piedi e Thomas lo raggiunse strisciando. Il fagotto si agit e, alle lame di luce che penetravano nella stiva attraverso una piccola griglia, Thomas vide che si trattava di una donna. Era coperta da una sottile striscia di stoffa che, quando fece per voltarsi verso di loro, scivol via scoprendo rossi segni di percosse sulle spalle e la schiena. Aveva i capelli lunghi e neri e una mano incatenata a una vite nella parete della stiva. Guard i due uomini con aria sospettosa. Aveva la pelle chiara e un ematoma sulla guancia. Schiuse la bocca e si inumid brevemente le labbra screpolate prima di bisbigliare: Chi siete?
Cristiani, rispose sir Oliver. Abbiamo preso questa galea.
Cristiani, ripet lei, scrutandoli con uno sguardo indagatore.
Ci fu un breve silenzio mentre la donna e i due cavalieri si fissavano a vicenda. Guardandola, Thomas si rese conto che era bella, perfino cos, percossa, contusa e incatenata nel proprio sudiciume. Qualcosa si riscosse nel freddo del suo cuore indurito. Si spost per raggiungere il golfare e poi tir fuori il pugnale. La donna trasal alla vista della lama e lui indic il perno che fissava le catene alla vite. Vi far uscire di qui.
Lei annu e Thomas inser la punta della lama per estrarre il perno. Si ferm per un istante e la guard.
Come vi chiamate?.
La donna si lecc di nuovo le labbra e rispose rauca: Maria de Venici.
Ancora una volta, Thomas sent qualcosa agitarsi nel cuore mentre la guardava.
Maria, ripet adagio, assaporando ogni sillaba del nome. Maria.
...
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...
5. Malta, due mesi dopo.
...
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Strie sottili di nuvole argentee circondavano il fulgido chiarore di una mezza luna su Malta. Uno scintillante dito di luce riflessa si allungava sulle acque del porto, verso il promontorio di Sciberras,, l'aria era ferma e calda. Thomas prestava poca attenzione a tutto quanto. In un'altra occasione sarebbe stato sensibile al fascino sensuale di una notte estiva sul Mediterraneo, soffermandosi a bearsi della vista e dei suoni e arrendendosi al momento.
Ma non adesso.
Fermo nell'ombra delle mura di forte Sant'Angelo, sede dell'Ordine, costruito sulla penisola di Birgu, il cuore gli batteva in preda all'impazienza e all'ansia. Il forte sorvegliava l'ingresso del porto e incombeva sulla cittadina i cui tetti rossi apparivano spenti e grigi alla luce della luna. Un piccolo sentiero costeggiava la base del muro, fino all'imbarcadero dove Thomas era in attesa. Cominci a innervosirsi quando la campana della cattedrale suon la mezz'ora dopo mezzanotte. Maria avrebbe dovuto essere l gi da un pezzo. Scostandosi dagli scogli sotto il muro, Thomas aguzz la vista in direzione del sentiero, ma niente si muoveva. Avvert una fitta di paura al pensiero che lei potesse aver cambiato idea e deciso di non correre il rischio di incontrarlo di nuovo.
Erano gi stati diffidati dal proseguire la loro relazione. La Valette aveva avvicinato Thomas durante l'esercitazione mattutina e lo aveva preso in disparte per parlargli in privato. Maria de Venici, aveva ricordato al giovane cavaliere, stava aspettando che il fratello andasse a recuperarla sull'isola e pagasse all'Ordine la ricompensa per il suo salvataggio.
Thomas era parso divertito. La parola pi adatta era riscatto. Certo, un termine tanto infelice non era mai comparso nello scambio di messaggi tra l'Ordine e la famiglia Venici.
Il vostro affetto reciproco non  passato inosservato, aveva detto La Valette. E devo avvertirvi che la cosa non  consigliabile, Thomas. Maria  promessa in sposa a un altro e non c' futuro per questa... amicizia che  nata tra voi.
Chi ve l'ha detto, signore?, domand Thomas.
Lo sguardo di La Valette guizz istintivamente verso gli altri giovani cavalieri che si esercitavano attaccando fantocci di legno nel cortile del forte Sant'Angelo. Thomas guard pi oltre e vide che Oliver Stokely li stava osservando. Quando i loro sguardi si incrociarono, Stokely torn a occuparsi del suo fantoccio, dipinto per assomigliare a un turco, completo di faccia dai lineamenti scuri e occhi neri.
Dunque, aveva pensato Thomas, si trattava dell'uomo che aveva considerato amico. Non era una grande sorpresa. L'amicizia si era raffreddata nelle settimane successive al ritorno della galea a Malta, quando era subito parso chiaro che la donna liberata preferiva la compagnia di Thomas. Era stata grata e cordiale nei confronti di Stokely, ma il suo viso si illuminava in presenza di Thomas ed era a lui che chiedeva di accompagnarla durante le passeggiate a Birgu e poi nella campagna circostante.
Era successo proprio l, ricord Thomas, col battito che accelerava. All'ombra di uno dei rari alberi dell'isola, sulle alture di Santa Margherita, che sovrastava Birgu e il porto. Lei era inciampata finendogli addosso, sfiorandogli la guancia con la fronte mentre lui la afferrava per un braccio per impedirle di cadere. Maria aveva alzato lo sguardo e sorriso, e poi si erano baciati. Era stato un gesto istintivo e Thomas era rimasto scioccato dalla propria impulsivit, fino a che lei gli aveva messo una mano sul collo, lo aveva attirato a s e si erano baciati di nuovo. Avevano trovato un angolo nascosto in una delle mura di pietra e Thomas aveva steso a terra il mantello. Erano rimasti l per il resto del pomeriggio, per poi tornare a Birgu, col viso arrossato dalla passione e dalla trepidazione. Era una relazione pericolosa e lo sapevano. Eppure non riuscivano n volevano reprimere il calore che scorreva loro nelle vene.
Quello era stato parecchi giorni prima che La Valette l'avesse messo in guardia. Giorni in cui Thomas aveva affrontato il dovere quotidiano al pari di un'eternit in purgatorio. Dopo correva a incontrarla nel luogo convenuto, un piccolo giardino nei pressi delle porte della citt. Era appartenuto a un mercante veneziano che lo aveva lasciato agli isolani. Il giardino offriva ai visitatori ombra e il dolce aroma dei fiori. Sull'isola non si trovava un terreno pi fecondo per i convegni amorosi. Si trovavano l, sotto una pergola ombrosa, nel momento in cui era apparso Stokely, fermo e risoluto sul sentiero, illuminato dal sole. Li aveva fissati in silenzio quando, imbarazzati, si erano allontanati l'uno dall'altra. La cicatrice sulla guancia era ancora livida e gli tirava la pelle all'angolo della bocca in un leggero ghigno.
Oliver, aveva detto con un sorriso Maria. Ci avete colti di sorpresa.
Lo vedo bene, aveva replicato lui freddamente. Dunque  qui che sei venuto in tutta fretta, Thomas.
Thomas si era alzato dalla panca che aveva condiviso con Maria. Ascolta, questo  il nostro segreto. Ti chiederei di non parlarne a nessuno.
Chiedi e sarai dannato, aveva detto rabbioso Stokely. Questo  sbagliato. Hai fatto voto di castit, Thomas. Come ogni cavaliere.
Thomas aveva sbuffato. Il voto  privo di significato.  pi spesso violato che osservato, e lo sai. Il Gran Maestro d'Omedes si limita a chiudere un occhio quando gli conviene.
Ciononostante, si tratta di un voto.  mio dovere fare rapporto.
I due si erano guardati in cagnesco e Thomas era rimasto sorpreso di vedere la rabbia, e perfino l'odio, lampeggiare negli occhi dell'amico.
Non devi fare parola di questo, Oliver. Se non in nome della nostra amicizia, allora per cavalleria nei confronti di Maria.
Non accetto lezioni di cavalleria da te!, aveva inveito Stokely.
Thomas aveva digrignato i denti e serrato le labbra mentre stringeva i pugni. Ma prima che il confronto potesse degenerare, aveva sentito Maria fermargli delicatamente il braccio. Si era frapposta tra i due, sorridendo nervosa a Stokely. Questo non  necessario. Non tra amici.
Non vedo amici qui, aveva replicato Stokely con voce strozzata.
Maria era parsa perplessa. Io vi considero un amico, Oliver, e avete la mia sincera gratitudine per avermi salvata dai turchi, cos come Thomas.
 cos che un amico si dimostra riconoscente?
Non siate arrabbiato con me. Aveva fatto per prendergli la mano ma Stokely si era tirato indietro. Maria era rimasta interdetta. Oliver... parlo col cuore quando vi definisco amico. Un caro amico.
Allora perch tradite la mia amicizia in questo modo? Tutti e due.
In quale modo vi ho tradito? Vi ho mentito?, l'aveva rimproverato lei.
Quando Stokely non aveva risposto, Maria aveva chinato il capo tristemente. Vi avevo creduto mio benefattore e amico, proprio come considero tale Thomas. E adesso, anche se  pi di un amico, questo non sminuisce voi. Caro Oliver, vi prego di capire.
Non chiamatemi cos! A meno che non lo intendiate come vorrei intenderlo io.
Avete il mio affetto. Vi prego, non abusatene.
Stokely aveva ringhiato qualcosa sottovoce e, con un'ultima occhiata truce a Thomas, aveva girato i tacchi ed era andato via come una furia. Sospirando, Thomas l'aveva guardato allontanarsi. Ci saranno guai. Ricorda le mie parole.
Maria aveva scosso la testa. Oliver  un brav'uomo, e un buon amico. Torner in s.
Thomas aveva riflettuto per un momento e fatto spallucce. Spero che tu abbia ragione, amore mio.
Appena pronunciate quelle parole, aveva sentito il cuore sobbalzare in preda all'ansia e si era affrettato a guardare Maria. Sorridendo piena di gioia, lei gli aveva detto: E adesso so....
Thomas, mi hai sentito?, aveva sbottato La Valette.
La mente di Thomas si era affannata per ricordare cosa gli aveva appena detto il suo superiore, ma era stato inutile. Aveva aperto la bocca ma non c'era stata risposta. La Valette aveva emesso uno sbuffo esasperato e si era passato la mano tra i folti capelli neri. Si era proteso verso di lui.
State lontano da quella donna. Se non lo fate, potr esserci solo sventura per entrambi. Grande sventura. Intesi?
S, signore.
Potrei chiedervi la vostra parola che non la rivedrete ma non desidero che la vostra anima venga messa a rischio a causa di istinti pi animaleschi. Thomas aveva provato un moto di rabbia a quella descrizione dei suoi sentimenti. Vi ordino perci di tenervi a distanza di Maria de Venici fino a che suo fratello non verr a prenderla. La Valette continu. Avete capito? State lontano dalla casa in cui alloggia.
Ho capito.
Bene. La Valette si era levato in tutta la sua altezza con un sorriso. Le far sapere del nostro accordo. Mettiamo la parola fine a tutto questo.
Perch non  venuta?, si inalber Thomas. Maria aveva ricevuto il suo messaggio e risposto che lo avrebbe incontrato, malgrado il monito di La Valette. Allora cosa l'aveva fatta tardare? Un ripensamento? O un'altra ragione? Buon Dio, fa' che sia un'altra ragione, preg Thomas, per poi vergognarsi di aver invocato il favore divino per il perseguimento di un fine che sapeva altri avrebbero considerato ignobile.
Decise di aspettare fino a che la campana non avesse suonato la prima ora del mattino. Se Maria non fosse venuta entro l'una, Thomas avrebbe capito che non sarebbe venuta affatto e che il primo amore della sua vita era sfortunato.
La notte avanzava lentamente e, quando la cupa nota della campana risuon, Thomas trasse un respiro addolorato e si incammin adagio lungo il sentiero. Poi lei emerse dall'oscurit, corse verso di lui e, senza una parola, si abbracciarono e baciarono e tutte le paure svanirono.
Cosa ti ha tenuta lontana da me?, domand alla fine Thomas.
Mi dispiace cos tanto, amore mio. La moglie del mercante incaricato di ospitarmi  una vecchia megera sospettosa e mi sorveglia come un falco.
Ha i suoi buoni motivi, disse ridacchiando Thomas.
Maria lo colp al petto. Non prendermi in giro. Ho dovuto aspettare fino a essere sicura che non ci fossero movimenti in casa prima di azzardarmi a uscire. Sono venuta non appena ho potuto. Non abbiamo molto tempo. Devo essere di ritorno nella mia stanza prima che i domestici si sveglino all'alba.
Lo baci di nuovo e Thomas, avvertita la sua tensione, si ritrasse.
Cosa c'?, le chiese.
La pelle di Maria sembrava pallida alla luce della luna mentre lo guardava. La sent tremare. Thomas, cosa ne sar di noi? Stiamo peccando, non ci sono altre parole per definirlo. Io devo sposare un altro uomo eppure ti ho dato cuore e corpo. Non  male? Mio fratello arriver da un giorno all'altro. Dopo di che non ci rivedremo mai pi.
Perci dovremmo approfittare del tempo che abbiamo.
L'abbiamo gi fatto pi di quanto sia saggio, replic nervosa lei.
Dannata prudenza. Dovremmo seguire la nostra natura e il nostro cuore.
Maria scosse la testa e parl in tono sommesso. Sciocco. Caro sciocco. Noi siamo i pi piccoli ingranaggi di un complicato meccanismo. Dobbiamo girare a piacimento di forze maggiori. Non abbiamo voce in capitolo.
E invece s, replic con fervore Thomas. Potremmo lasciare Malta. Tornare in Inghilterra, a casa mia.
Lasciare Malta? In che modo? Pensi di poter rubare una nave con la stessa facilit con cui mi hai rubato il cuore?
Non  stato rubato, per quanto ricordo, ma liberamente dato. Thomas si sfreg la mascella mentre rifletteva sulla difficile situazione. Potremmo imbarcarci su un mercantile. Arrivare in Francia e continuare il viaggio da l. Stava parlando senza pensarci troppo e le sue parole parvero sciocche e senza speranza perfino a lui. La scomparsa di Maria sarebbe stata notata all'istante e, una volta scoperto che anche lui non c'era pi, non era difficile immaginare le conseguenze. Maria era in custodia dell'Ordine. Non potevano mostrarsi incapaci nel proprio compito. Una veloce galea sarebbe stata mandata all'inseguimento di ogni nave che avesse lasciato l'isola. Sarebbero stati ripresi dopo neanche un giorno e riportati indietro ad affrontare l'ira del Gran Maestro. Thomas ne era consapevole, tuttavia il suo cuore continuava a insistere per fuggire con Maria.
Cosa possiamo fare?, chiese con rabbia. Non voglio rinunciare a te!.
S, lo farai. Una voce parl dalle ombre pi indietro sul sentiero. Prima di quanto pensi.
Si voltarono verso il suono e Thomas vide una figura emergere nella fioca luce della luna. Un uomo, con la mano sull'elsa della spada. Diversi altri uomini comparvero alle sue spalle.
Oliver..., sussurr Maria.
Thomas deglut e si sforz di apparire calmo mentre si rivolgeva all'ex amico. Cosa ci fai qui?
Non essere ancora pi sciocco di quanto non lo sei gi, Thomas, replic Stokely. Sai esattamente perch sono qui. Si gir a fare segno agli uomini che lo seguivano. Arrestate entrambi. Riportate la signora ai suoi alloggi.
Due uomini si fecero avanti e Thomas si mise davanti a Maria con i pugni alzati.
No, Thomas!, lo preg lei.  troppo tardi. Fin troppo tardi.
Maria ha ragione, intervenne Stokely.  troppo tardi.  finita tra voi. Adesso lascia che la signora venga accompagnata dai suoi tutori....
Thomas rimase dov'era e Maria and al suo fianco. Gli prese la mano, dandogli una rapida stretta prima che fossero divisi. Lui rimase a guardare in preda a rabbia e disperazione le tre figure che si allontanavano felpate lungo il sentiero alla volta di Birgu. Poi Stokely diede un secco ordine e due uomini lo afferrarono per le braccia, bloccandogliele dietro la schiena. Stokely venne avanti e scosse la testa con aria di scherno. Caro Thomas, cosa ne sar di te adesso?.
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6.
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L'espressione sul volto del Gran Maestro Jean d'Omedes si incup mentre ascoltava Stokely. Il Gran Maestro era stato svegliato poco dopo la seconda ora e aveva trattato in malo modo il domestico fino a che la mente annebbiata dal sonno non aveva compreso il motivo di quel trambusto. A quel punto si era vestito in tutta fretta e aveva convocato Romegas, il primo capitano di galea, e Jean de La Valette nella camera di consiglio dell'Ordine, nel cuore del forte Sant'Angelo.
Candele tremolanti illuminavano l'uditorio frettolosamente radunato. Thomas era tra due guardie armate al cospetto dei tre uomini, seduti a un lungo tavolo. Stokely, da una parte, forn la sua versione. Quando ebbe finito, cal un teso silenzio fino a che il Gran Maestro si schiar la voce e guard torvo Thomas.
Avete idea del danno arrecato all'Ordine? La famiglia Venici non ci perdoner mai quando verr a sapere cosa  successo. N il duca di Sardegna, al cui figlio Maria  stata promessa in sposa. La nostra posizione  gi abbastanza precaria senza bisogno di nuovi nemici.
Romegas ringhi: Se ci viene negato il permesso di rifornire le galee nei porti di Napoli e Sardegna, allora la nostra capacit di attaccare corsari e turchi subir un duro colpo, signore.
Il Gran Maestro risucchi un respiro. Cosa dobbiamo fare?
Non credo ci sia altra scelta, signore, rispose Romegas. Dobbiamo punire sir Thomas in modo esemplare. La famiglia Venici non si aspetter niente di meno.
Un momento. La Valette si gir per rivolgersi agli altri seduti al tavolo. Non  necessario agire cos d'impulso. Non  troppo tardi per nascondere questa relazione al mondo esterno.
Chiss, riflett il Gran Maestro e poi rivolse a Thomas uno sguardo scaltro.  troppo tardi? L'onore della signora  ancora intatto?.
Thomas avvamp e il suo sguardo fiero croll sul pavimento di pietra davanti al tavolo.
Capisco, disse in tono piatto d'Omedes. Allora dobbiamo fare come dice Romegas. La punizione deve essere rapida e severa. L'Ordine deve dimostrare di aver agito contro questo miscredente.
Ha infranto un voto sacro, disse Romegas, e tradito l'onore della Santa Religione. I Venici vorranno la sua testa. Ho idea che niente di meno placherebbe la loro ira.
La Valette sbuff di scherno. Non starete sul serio proponendo di giustiziare sir Thomas?.
Romegas annu.  esattamente ci che propongo.
Per cosa? Per aver ceduto alle debolezze della carne? Non  un motivo per impiccare un uomo. Per Dio, se lo fosse allora met dei cavalieri dell'Ordine dovrebbero essere impiccati insieme a lui per via delle loro amanti o perch stuprano le donne dei nemici.
Il Gran Maestro sollev una mano. Prego, fate silenzio. Non siamo qui per giudicare gli altri cavalieri. Solo sir Thomas.
A meno che non esista una misura comune, allora presumo che non abbiamo un codice d'onore che meriti di essere preservato, signore.
Il Gran Maestro aggrott irosamente la fronte. Siete andato troppo oltre, La Valette.
No, signore. Siete voi che state superando i limiti. La Valette indic Thomas. Conosco bene questo cavaliere. Ha combattuto al mio fianco in questi ultimi due anni. Non ho visto nessuno eguagliarlo per coraggio e devozione all'Ordine. Sir Thomas  uno dei cavalieri pi promettenti della sua generazione. Sarebbe dissennato sradicare un simile talento, quando abbiamo bisogno di combattenti. Punitelo, questo s. Una fustigazione pubblica, magari. Questo dovrebbe ricordare ai nostri uomini il bisogno di agire con onore e cavalleria. Non  necessario altro.
Non  abbastanza, replic Romegas. Se facessimo cos e permettessimo a sir Thomas di restare nell'Ordine, sarebbe un costante ricordo della nostra vergogna e, peggio ancora, della nostra tolleranza e indulgenza nei confronti della cattiva disciplina e lassa moralit. I nostri cavalieri pi giovani hanno bisogno di ricevere una lezione. Hanno bisogno di ricordare la profondit e la solennit dei voti che tengono unito l'Ordine. Che la morte di sir Thomas riaffermi i legami che ci tengono uniti. Vi sollecito a farlo giustiziare, signore.
La Valette scosse la testa. Uccidetelo e rischierete di scoraggiare altri bravi giovani dall'unirsi all'Ordine. Il crimine di sir Thomas  la sua giovane et e tutti conosciamo fin troppo bene i potenti desideri e bisogni che un tempo avevamo in comune con sir Thomas. Se deve essere giustiziato per una temporanea mancanza di giudizio, allora uomini come lui, uomini di cui necessitiamo, si rifiuteranno di unirsi a noi. C' un modo migliore, continu La Valette. Un modo che dimostra che non tolleriamo simili indiscrezioni. Io dico di espellere sir Thomas dall'Ordine.
Espellerlo?. Il Gran Maestro parve perplesso. Che razza di punizione  questa?
Non c' niente di pi vergognoso. La Valette si gir verso Thomas. Credo di aver capito quest'uomo. Egli considera l'appartenenza all'Ordine come il pi alto onore che si possa raggiungere in questa vita.  l'ordine che plasma e d valore alla sua esistenza. Sottraetegli questo e vivr nella vergogna, sentir ogni giorno il peso della sua perdita. Questa  la punizione che andrebbe impartita. Inoltre, se vive, potr ancora mettere il suo talento bellico al servizio della cristianit altrove, se non qui.
Thomas fu grato dell'intervento di La Valette. Poteva salvargli la vita. Ma le parole del mentore dicevano il vero. Per lui non c'era disonore pi grande che essere cacciato dall'Ordine. Cosa avrebbe fatto allora? Il suo onore sarebbe scaduto agli occhi di quanti avrebbero conosciuto la sua sorte.
Il Gran Maestro rimase in silenzio mentre rifletteva sul destino del giovane cavaliere. Alla fine, trasse un profondo respiro e parl. Sono giunto a una decisione. Sir Thomas Barrett sar spogliato del suo rango e di tutti i privilegi inerenti all'appartenenza all'Ordine. Il suo blasone verr rimosso dagli alloggi dei cavalieri inglesi e, quanto prima, una nave lo porter via dall'isola. Non dovr mai fare ritorno qui, pena la morte, salvo che per espressa autorizzazione dell'Ordine.  un esule e tale rimarr fino a che la morte non lo reclami o sia volont del Gran Maestro in carica assolverlo dall'esilio, secondo i termini previsti in una simile eventualit. Batt le nocche sul tavolo. Portate via il prigioniero.
No!, esclam Thomas. Lasciate prima che veda Maria.
Come osate!, si infuri Romegas. Portate via quell'insolente maiale! All'istante.
Thomas sent di nuovo i soldati afferrargli le spalle. Si dibatt mentre lo trascinavano verso la porta. Lasciate che la veda! Ancora una volta. Devo vederla. Per piet!.
Portatelo fuori di qui!, url d'Omedes.
Thomas si contorse ma gli uomini lo tennero stretto e lo spinsero verso la porta. Cosa ne sar di lei? Cosa ne farete di Maria?
Verr il suo turno, rispose il Gran Maestro. Anche lei sar giudicata e punita di conseguenza. Potete starne certo.
Thomas si sent lacerare il cuore in mille pezzi e guard implorante in direzione di Stokely mentre lo conducevano via. Nel nome della nostra vecchia amicizia, Oliver, giura che ti prenderai cura di lei. Sono io che merito la tua ira, non Maria. Lei  innocente. Giura che la proteggerai!.
Stokely rimase fermo e silenzioso e solo un leggero sorriso di soddisfazione trad i suoi sentimenti quando Thomas venne trascinato via e la porta si chiuse alle sue spalle.
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7. Barrett Hall, Hertfordshire.
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13 dicembre, giorno di Santa Lucia, 1564.
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Il primo messaggio arriv al tramonto, durante una sera fredda e cupa. Thomas, nel suo studio, sedeva su una vecchia sedia intagliata, con lo sguardo rivolto alle finestre dai vetri piombati. Una coltre di neve copriva il prato che si estendeva dal maniero. Distorti barlumi di rosso e oro scintillavano sui vetri che riflettevano il chiarore del fuoco morente nel camino. Fuori, la luce era fredda, azzurra e ostile ed egli guardava nelle sue profondit senza muoversi n mostrare segni di vita. Era come se il suo cuore fosse freddo e immobile al pari del mondo esterno, avvolto in un sudario, in attesa che la stagione cambiasse portando con s calore e ricrescita. Anche se la primavera tornava, immancabile come il sorgere o il calare del sole, la prospettiva era di ben poco conforto per Thomas. Gli anni si erano sfilacciati attorno a lui come un vecchio cencio logoro e poco si curava del loro passare. Il suo spirito era ormai diventato pietra. Duro, inflessibile e insensibile. Ma nonostante il cuore fosse rattrappito, teneva ancora al benessere fisico, perci era frugale nel mangiare e si esercitava ogni giorno, con qualsiasi tempo e stato di salute. Era una creatura abitudinaria.
In tutti gli anni da quando era stato bandito dall'Ordine di San Giovanni, Thomas si era mantenuto snello e in forma e aveva messo a frutto le considerevoli doti di combattente. Aveva passato molto tempo come mercenario nelle interminabili guerre che imperversavano in Europa. La morte, causata da malattie, fame e battaglie, non aveva mai lasciato il suo fianco, eppure l'aveva risparmiato, malgrado qualche ferita. Inoltre, le continue letture e lo studio avevano mantenuto la sua mente agile.
Non avrebbe ceduto alla stoltezza autoindulgente che sembrava divorare la nobilt inglese, che oziava indolente nei giardini ornamentali e nelle grandi dimore. Si facevano chiamare lord e cavalieri ma non uno su dieci era capace di prendere il suo posto in battaglia.
A quarantacinque anni, Thomas si muoveva ancora con disinvolta eleganza. Malgrado le strie di grigio alle tempie e nella barba e il viso segnato dalla vita all'aperto e prossimo a diventare rugoso, gran parte delle persone capivano istintivamente che non era uno con cui scherzare. C'erano volte, anche se ormai sempre meno frequenti, in cui partecipava a un evento mondano e attirava l'attenzione indesiderata di un damerino ubriaco che aveva sentito parlare di lui e voleva mettere alla prova il taciturno cavaliere. Ma Thomas aveva da tempo imparato l'arte di evitare gli sciocchi in modo cortese e schivo. Meglio uno sfoggio di matura tolleranza che un confronto che poteva sfociare solo nella pubblica umiliazione di un uomo pi giovane. Thomas stesso aveva provato in giovent l'amara vergogna dell'umiliazione e imparato il valore dell'autocontrollo. Era stata una lezione scontata da solo al buio, quando aveva seppellito la faccia in un ruvido cuscino per nascondere la propria infelicit agli altri. Non aveva intenzione di farsi nuovi nemici, perci si lasciava scivolare addosso la maleducazione di quei rammolliti aristocratici inglesi, facendo del suo meglio per ignorarla.
Solo una volta era stato costretto a ferire un altro per difendere se stesso. Risaliva a dieci anni prima, durante un banchetto per il Lord Mayor a Londra. Thomas era stato affrontato da un giovane spaccone, alto, robusto e fin troppo pieno di un distorto senso delle proprie doti marziali. Tuttavia si era mostrato nervoso al cospetto di Thomas. I suoi giovani occhi erano sgranati e vigili, un leggero tremito gli scuoteva la mano mentre scivolava dal pomo dello stocco per afferrarne l'impugnatura. La lama era uscita di pochi centimetri dal fodero finemente decorato quando Thomas aveva serrato la mano attorno al polso del ragazzo come una morsa di ferro. Poi, scossa la testa con un gentile sorriso di avvertimento, gli aveva voltato le spalle. Lo sciocco, per, aveva urlato con rabbia sdegnata e continuato a estrarre la spada. Thomas si era girato di scatto e aveva inchiodato il braccio del giovane alla sua coscia con un sottile pugnale scozzese, che sembrava venuto fuori dal nulla, tanto rapidamente si era materializzato. Il ragazzo si era accasciato a terra. Thomas aveva con calma recuperato la lama e fasciato la ferita, per poi porgere le scuse all'ospite e lasciare il banchetto.
Scosse la testa a quel ricordo, ancora arrabbiato con se stesso per non aver letto l'espressione del ragazzo in tempo per prevenire l'incidente. Aveva gi abbastanza sangue sulle mani e nessun desiderio di accrescere le sofferenze che aveva gi causato a tanti altri, cristiani e pagani. Questo pensiero lo aveva tormentato negli anni successivi al ritorno in Inghilterra. Adesso era diventato solo un'altra cicatrice sbiadita dal tempo.
Thomas si strinse la giacca attorno alle spalle e si alz dal posto presso la finestra per andare al camino e mettere altri due ciocchi nel fuoco. Rimase a osservarli per un momento, pigramente affascinato, mentre il vapore sibilava dalle fenditure nel legno; poi ci fu un secco schiocco e uno spruzzo di scintille, e una vivace fiamma gialla guizz dalle braci ardenti sotto i ciocchi. Torn alla finestra e si rimise a sedere, guardando le tenebre infittirsi all'esterno.
Al di sopra del crepitio del legno, ud un trambusto che stuzzic la sua curiosit. Nel maniero vivevano ormai solo pochi domestici. Non gliene servivano di pi. Di certo non le dozzine che avevano servito i suoi genitori e i fratelli tanti anni addietro, durante l'infanzia, prima che il padre gli assicurasse un posto nell'Ordine. Entrambi i genitori erano morti poco dopo la sua partenza dall'Inghilterra e aveva ricevuto solo una laconica lettera dal fratello maggiore, Edward, che lo informava della malattia che li aveva uccisi nel giro di pochi giorni l'uno dall'altra. Poi Edward era rimasto ucciso in un incidente di caccia e, un anno dopo, il giovane Robert era morto in mare, a bordo di una nave corsara il cui unico bottino era stata la dissenteria che aveva falcidiato l'equipaggio e lasciato dietro di s una manciata di figure scheletriche che finalmente avevano raggiunto Darthmouth diversi mesi dopo. Al suo ritorno la domestica, che un tempo era stata la balia di Robert, gli aveva raccontato tutto quanto. Robert era sempre stato il preferito della famiglia, biondo e gioviale, con una ribelle vena avventurosa, molto diverso dall'ombroso e taciturno Thomas. Questi non l'aveva invidiato n aveva desiderato emulare la sua popolarit. Si era semplicemente limitato ad amare il fratello.
Adesso non restava che lui. Viveva da solo, a parte il suo servitore, John, l'anziana domestica, Hannah e un giovane stalliere che si occupava dei restanti sei cavalli e delle selle nel cortile alle spalle del maniero. Stephen parlava di rado con gli altri, ed era pi un cavallo che un uomo, a sentire Hannah. L'unico altro servitore della famiglia era l'amministratore della tenuta che adesso viveva a Bishop's Stortford e gestiva i fittavoli della terra di Thomas, raccoglieva gli affitti e depositava i profitti per il suo padrone, inviandogli un resoconto due volte l'anno.
Barrett Hall apparteneva alla famiglia da otto generazioni. Thomas era l'ultimo discendente della stirpe. Non si era sposato e non aveva eredi. Alla sua morte, la tenuta sarebbe andata a un lontano cugino, un uomo che Thomas non aveva mai conosciuto e del quale non gli importava.
Di tanto in tanto, gli amici del padre avevano tentato di combinare un matrimonio per Thomas. Questi aveva declinato in modo cortese ma fermo le opportunit che gli venivano offerte. Alcune delle donne erano ben introdotte, abbastanza attraenti e perfino intelligenti. Ma nessuna era all'altezza di Maria e servivano solo a ricordargli ci che aveva perduto e mai pi avrebbe potuto riavere in questa vita. E tale era la natura della loro separazione che neanche si poteva sperare in un intervento divino che permettesse un ricongiungimento nell'aldil. Era in quello spirito di perpetuo senso di perdita che Thomas viveva la sua vita. Dopo Maria, non c'era stato pi niente, solo lo struggente dolore nel ricordarne il tocco, i gesti, il sorriso, l'espressione e i frammenti di tempo condivisi l'uno nelle braccia dell'altra.
Per un istante, i ricordi si fecero travolgenti e Thomas scosse la testa con rabbia, serrando i pugni e fissando torvo la quieta serenit fuori dalla finestra. Poi il momento pass e Thomas tir un sospiro, la tesa emissione d'aria di uno che  appena stato sotto il bisturi del chirurgo.
Ci fu un leggero colpo alla porta dello studio e Thomas si allontan dalla finestra.
S?.
Il chiavistello si sollev e la porta di quercia scura si apr per lasciare entrare John. Questi rivolse al padrone un cenno del capo e indic il corridoio buio fuori dallo studio.
 arrivato un messaggero, signore.
Un messaggero?. Thomas aggrott la fronte. Chi ?
Un forestiero, signore, rispose John con aria sospettosa. Ha detto di chiamarsi Philippe de Nanterre.
Thomas rimase in silenzio per un momento. Non conosco questo nome. Ha detto chi lo manda o di che messaggio si tratta?
Ha detto che il messaggio era solo per le vostre orecchie, signore.
Thomas avvert una leggera fitta di ansia. Cosa ci faceva un francese in Inghilterra, in casa sua, se non riportare alla luce alcuni aspetti di una vita passata ormai sepolta?
Adesso dov'?
Nell'ingresso, signore. John si strinse nelle spalle. Ho pensato che fosse meglio cos.
Fallo entrare e lascia che si scaldi al fuoco della sala.  da cristiani offrirgli un segno di ospitalit, soprattutto in questo periodo dell'anno.
Thomas non grad l'intrusione. Negli ultimi anni, pochi erano andati a trovarlo per ragioni sociali e ancora meno erano gli inviti a balli mascherati e banchetti. Di solito trattava i visitatori inattesi come qualcosa di irritante di cui occuparsi in fretta e poi ignorare. Provava una terribile stanchezza nelle ossa e non desiderava essere disturbato adesso che si era disposto a passare la serata accanto al fuoco. Se quest'uomo, Philippe de Nanterre, era venuto per proporgli un servizio militare, allora sarebbe andato via deluso. Thomas si era riappacificato col mondo e con i suoi nemici, e voleva essere lasciato tranquillo. Si accarezz la barba curata e osserv il servitore.
Hai intuito qualcosa delle sue intenzioni?
S. John sorrise. Ha una lettera per voi, signore. L'ho vista nella bisaccia mentre conducevo il suo cavallo nella stalla. Adesso gli  stata riconsegnata.
Thomas non riusc a trattenere un sorrisetto. La sua borsa si  aperta per caso, immagino.
Non  colpa mia se la fibbia non era chiusa bene, signore. Ho indagato solo per darvi pi informazioni.
Allora hai fatto bene. E cosa mi dici di questa lettera che ti  capitato di vedere?
 una pergamena chiusa e sigillata. Il mittente non ha scritto il nome sull'esterno.
Hai riconosciuto il sigillo?
No, signore.
Allora descrivilo.
 una croce, signore. Una croce con una tacca a ciascuna estremit.
Thomas prov un senso di leggerezza nella testa e chiuse per un istante gli occhi, cercando di respingere la marea di ricordi e immagini che si erano risvegliati spontanei e sgraditi. Tuttavia nel suo petto si accese una scintilla di speranza, alimentata dalla curiosit. Tir un profondo respiro prima di riaprire gli occhi e osservare il servitore. Portalo in cucina e dgli da mangiare.
Signore?. John pareva scettico. Ma  un forestiero, signore. Non c' da fidarsi. Io lo manderei via se fossi in voi, signore.
Allora  un bene che tu non lo sia. Presto far buio e la strada per Bishop's Stortford  ghiacciata. Non sarebbe giusto. Non sarebbe sicuro. Se lo desidera, pu restare qui per la notte. Rifocillalo e offrigli un letto. E digli che parler con lui a breve.
John grugn ma sapeva che non era il caso di contraddire il padrone.
Thomas sorrise. Deve aver fatto molta strada per cercarmi. Il meno che possiamo fare  offrirgli l'ospitalit della casa. Adesso va' a occuparti di lui.
John chin il capo e lasci lo studio, chiudendosi la porta alle spalle. Mentre i suoi passi riecheggiavano lungo il corridoio rivestito di quercia, Thomas si accarezz la barba pensieroso. Aveva riconosciuto fin troppo bene la descrizione del sigillo. Era l'emblema dei Cavalieri Ospitalieri. Dopo tutti i lunghi anni di attesa, l'Ordine aveva finalmente rotto il silenzio.
Non appena Thomas apr la porta ed entr in cucina, cap che tutta la routine e l'isolamento degli ultimi anni erano giunti al termine. Seduto con la schiena rivolta al fuoco, il messaggero era chino su una scodella fumante. I suoi occhi guizzarono in alto quando il padrone di casa entr; si alz in tutta fretta, pulendosi le labbra col dorso della mano. Aveva la carnagione scura e una cicatrice bianca sulla fronte. Il viso era segnato dalla vita all'aperto e l'espressione ferma ma cortese. Tuttavia Thomas vide che non poteva avere molto pi di vent'anni. Un soldato invecchiato prima del tempo, come tutti i novizi che sopravvivevano ai loro primi anni nell'Ordine. Il messaggero indossava ancora uno spesso mantello nero da viaggio. Sulla schiena c'era una croce bianca, sporca e ricoperta di schizzi, i cui bracci si allargavano dividendosi in due punte, una per ciascuna delle lingue dell'Ordine.
Sir Thomas Barrett? Ho un messaggio per voi. Da parte del Gran Maestro. L'inglese era buono ma l'accento pesante. Francia meridionale, pens Thomas.
Thomas annu e gli fece segno di sedersi.
Parl in francese. Useremo la lingua dell'Ordine, se non ti dispiace.
Mi farebbe piacere, replic il messaggero nella stessa lingua.
Thomas indic con la testa i due servitori. Sanno poco della mia vecchia vita. Non voglio che diffondano voci nel villaggio. Le cose sono gi abbastanza difficili per coloro che restano fedeli alla Chiesa di Roma.
Capisco.
Thomas si rivolse a John. Puoi lasciarci soli. E anche tu, Hannah.
Una volta che la porta si chiuse dietro di loro, Thomas rimase in piedi all'altro capo del tavolo e guard dall'alto il messaggero. Ebbene?
Il Gran Maestro....
Chi ?, lo interruppe Thomas.
Chi?.
Il giovane era spiazzato. Mi dispiace, spieg Thomas. Sono stato in un certo senso lontano dagli affari dell'Ordine. Non so chi ne sia alla guida al momento.
Oh.... Il messaggero non nascose la sorpresa. Sono al servizio del Gran Maestro Jean de La Valette.
La Valette, annu Thomas. Mi ricordo di lui... Deve essere anziano.
Il messaggero lo guard perplesso e Thomas sorrise. Ha sempre avuto una vecchia testa sulle spalle. E la costituzione pi dura di qualsiasi uomo abbia mai conosciuto. Dimmi, conduce ancora la prima marcia di resistenza dei novizi?.
Il messaggero fece una smorfia. Oh, s. E continua ancora a marciare con noi.
Risero entrambi e un po' della tensione tra loro si allent. Thomas tir uno sgabello da sotto al tavolo e si mise seduto, sorridendo al ricordo di un uomo snello sulla quarantina, che avanzava a grandi passi in testa a una disordinata colonna di giovani che arrancavano per restare al passo col cavaliere veterano. Poi il sorriso sbiad quando il suo sguardo si pos nuovamente sulla croce del mantello del messaggero.
Da dove vieni, fratello?
La mia famiglia ha una tenuta nei pressi di Nmes.
Ah, avevo riconosciuto il tuo accento, Philippe de Nanterre. Hai un messaggio per me?
S, signore.
Thomas sent il cuore accelerare il battito. Sono finalmente giunti a una decisione. Mi chiedo se devo continuare a restare escluso dall'Ordine o sar richiamato.
Non capisco, signore.
Thomas lo osserv per capire se il giovane era tanto sciocco da prendersi gioco di lui. Ma la confusione del messaggero sembrava sincera e Thomas agit una mano. Non importa. Dammi il messaggio.
S, signore. Il giovane si chin a prendere la piccola bisaccia di cuoio, posata sul pavimento di pietra accanto ai suoi stivali da cavallo. La pos sul logoro tratteggio del tavolo di cucina e si sofferm a esaminarne sospettoso la fibbia. Diede un'occhiata alla porta e scosse la testa prima di aprire la sacca. Ne tir fuori una pergamena ripiegata che recava un sigillo di cera e gliela porse. Dopo una brevissima esitazione, Thomas la prese e la sollev all'altezza degli occhi, rigirandola in modo che il fuoco potesse illuminare il sigillo dell'Ordine e le parole che vi erano scritte vicino. A sir Thomas Barrett, Cavaliere dell'Ordine di San Giovanni. Il cuore prese a battergli pi veloce quando lesse le ultime parole per la seconda volta.
Come mi hai trovato?
Sir Oliver Stokely mi ha fornito indicazioni, signore.
Sir Oliver deve essersi guadagnato un'alta posizione ormai. Sempre che sia rimasto lo stesso uomo che conoscevo.
Philippe annu e rispose in tono neutro: Sir Oliver  il segretario del Gran Maestro.
Notevole, no?, chiese ridendo Thomas. Per un inglese, cio.
Signore?
Non badarci. Finisci la tua cena. Thomas riport lo sguardo sulla pergamena. Infil un dito sotto la piega e ruppe il sigillo. La pergamena crepit mentre la apriva e la appiattiva sul tavolo. Poi, inizi a leggere.
...
.
...
8.
...
.
...
L'incipit del messaggio era brusco e lasciava trasparire immediatamente il disgusto e il disprezzo di sir Oliver Stokely.
Sir Thomas,
mi viene richiesto dal Gran Maestro, Jean Parisot de La Valette, di scrivervi questo messaggio in virt della nostra comune lingua. Vi renderete conto, quanto me, che in circostanze normali la vostra sospensione dall'Ordine non potrebbe essere revocata. Data la grave natura della vostra condotta di venti anni fa,  sempre stata mia opinione che l'esclusione dall'Ordine fosse il minimo della punizione che meritavate. Tuttavia, l'attuale crisi esige che il Gran Maestro metta fine al vostro esilio. Inoltre, in ottemperanza al giuramento prestato quando entraste nell'Ordine, col presente messaggio siete convocato a Malta e compirete il viaggio il pi celermente possibile, pena la disgrazia agli occhi dei vostri pari e al cospetto di Dio.
Non ho certamente bisogno di farvi comprendere la profondit della vergogna che avete arrecato ai nostri fratelli inglesi. Il pericolo in cui versa attualmente l'Ordine e con esso la cristianit intera vi offre l'occasione di redimere voi e i vostri connazionali. Avendovi conosciuto, nutro poche speranze che terrete fede al giuramento e penso che il vostro contributo alla nostra difesa sarebbe poca cosa in ogni caso. Ciononostante, ho l'ordine del Gran Maestro di inviare tale convocazione e pertanto agisco secondo i suoi desideri.
Il latore di questo messaggio fornir ulteriori informazioni sulla situazione a Malta. Potrete chiedergli dettagli che sarebbe imprudente affidare alla scrittura.
Vostro,
Sir Oliver Stokely, Cavaliere di Giustizia dell'Ordine di San Giovanni Ospitaliere
data di oggi, 6 novembre.
Thomas alz lo sguardo sul messaggero. Questo  stato scritto a novembre. Hai proceduto di buona lena.
Philippe si strinse nelle spalle. Il tempo  un lusso che l'Ordine non pu permettersi.
Cos parrebbe. Sei a conoscenza del contenuto di questa lettera?
No, signore. I messaggeri sono stati informati del pericolo e poi hanno ricevuto le lettere da consegnare ai nostri fratelli cavalieri. Voi siete il quinto della mia lista. Dopo di voi, ce ne sono altri due. Uno a York e l'ultimo in Danimarca. Se Dio vuole, sar di ritorno a Malta prima che il nemico arrivi.
Capisco. Quanti cavalieri sono stati richiamati?.
Philippe lo guard per un istante e un moto di disperazione gli attravers il viso prima di rispondere. Tutti quanti.
Thomas rise. Tutti quanti? Andiamo, non prendermi in giro, ragazzo.
Sir Thomas, ho detto che non potevamo permetterci di perdere tempo. Entro i prossimi sei mesi, un anno al massimo, gli infedeli potrebbero cancellare l'Ordine dalla terra di Dio.
Thomas aveva fin troppa familiarit con i giovani che avevano la passione per i retorici voli pindarici ma, per educazione nei confronti dell'ospite, tenne per s la sua opinione.
La lettera dice che puoi fornirmi i dettagli completi. Perci, fuori il rospo.
Philippe spinse via la scodella. Lo scorso ottobre, le nostre spie hanno riferito che il sultano Solimano ha indetto una riunione dei suoi consiglieri per discutere la strategia per la prossima stagione di guerra. Anche se le spie non sono riuscite a introdursi nel luogo della riunione, hanno visto numerosi visir, ammiragli e generali arrivare a palazzo. Sono giunti da ogni angolo dell'impero ottomano. C'erano perfino emissari di Dragut e altri corsari e pirati berberi.  chiaro che stanno organizzando qualcosa su vasta scala per l'anno venturo. In seguito, abbiamo iniziato a ricevere rapporti di altri agenti che ci informavano di vaste riserve di armi, polvere da sparo e scorte di granaglie e carne salata. Decine e decine di nuovi pezzi di artiglieria sono stati forgiati nelle fonderie del sultano e i migliori cannonieri e genieri sono arrivati a Costantinopoli. Poi siamo venuti a sapere di imbarchi in massa in tutti i porti lungo la costa egea e dell'arrivo di colonne di soldati negli accampamenti vicini. Philippe si protese leggermente sul tavolo.  chiaro. Hanno intenzione di attaccare l'Ordine. Di spazzarci via.
Thomas sorrise.  chiaro che intendono attaccare qualcuno. Ma perch Malta? Perch adesso? Di certo Solimano ha questioni pi urgenti altrove. Temo che il nostro amico, il Gran Maestro, stia saltando alle conclusioni.
No. Philippe sbatt la mano sul tavolo. Come osate mettere in dubbio la sua parola!.
Thomas lo fiss e abbass la voce. Bada, ragazzo. Non permetto che mi si parli in questo modo, men che meno in casa mia.
Per un momento, il messaggero ricambi lo sguardo torvo, sfidando sfacciatamente Thomas. Ma poi vide il freddo e spietato luccichio negli occhi dell'uomo pi vecchio e ricord le poche parole che aveva sentito a Malta riguardanti la reputazione di sir Thomas. Il suo sguardo vacill e ricadde sulla consunta superficie del tavolo.
Signore, vi chiedo scusa.  stato un lungo viaggio e la mia mente  stanca. Non intendevo mancarvi di rispetto. Ho solo cercato di difendere l'onore del mio maestro... e il vostro.
Thomas annu. Comprendo bene.  bello vedere che La Valette ha ancora il potere di ispirare una devozione tanto accanita tra i suoi uomini. Ma perch  cos sicuro che Solimano voglia volgere la spada contro l'Ordine? E perch adesso, quando  pronto a colpire la cristianit attraverso i Balcani?. Aggrott la fronte. Non vedo il senso di un attacco a Malta.
 abbastanza chiaro, signore. Dall'inizio del suo regno, oltre quaranta anni fa, Solimano ha rivendicato i titoli di Re dei Re e Supremo Signore di Europa e Asia. Ha sempre avuto il progetto di portare ogni regno della cristianit sotto il suo dominio e imporre l'Islam a tutti i suoi sudditi. Adesso invecchia e teme di morire prima di soddisfare la propria ambizione.
Thomas sorrise. Queste sono solo fantasie. Sono stato un soldato per abbastanza tempo da sapere che un simile progetto  fuori dalla portata perfino del sultano.
Fantasia o no,  il suo piano, signore. Le spie del Gran Maestro l'hanno sentito dalle labbra di Solimano. E comincia con Malta e il nostro Ordine di cavalieri. Siamo stati per lui una spina nel fianco per tutti questi anni e adesso  deciso a distruggerci. Il giovane cavaliere raccolse le idee e continu. Il sultano ha deciso di prendere per prima Malta perch l'estate scorsa gli abbiamo sottratto una delle sue pi preziose caracche mercantili. Il comandante Romegas ha sconfitto la nave al largo delle coste dell'Egitto. Portava a bordo una dama d'alto rango e il sangiacco di Alessandria. La stiva conteneva un'immensa fortuna in seta e metalli preziosi. Si calcola che valesse l'equivalente di ottantamila ducati....
Thomas scosse la testa, meravigliato che un simile tesoro potesse trovarsi tra i confini di legno perfino della pi grande delle navi.
Philippe sorrise. Esattamente la mia reazione, signore. E si pu ben immaginare quale sia stata quella del sultano. L'Ordine ha depredato i commerci di Solimano per decenni. Siamo diventati ancora pi audaci e adesso  deciso a schiacciarci.
Per vendetta?. Thomas pareva scettico. Il Solimano che ricordo non avrebbe lasciato che il cuore prendesse il sopravvento sulla mente.
Infatti non  cos, convenne Philippe. Non  solo per vendetta che intende aggiungere Malta al suo impero. Una volta che Malta sar sua, poi toccher alla Sicilia. Da l potr attaccare l'Italia e conquistare Roma, il vero cuore della nostra fede. Ma neanche allora sar pago. Non fino a quando non avr varcato le Alpi e ucciso o tratto in schiavit fino all'ultimo cristiano. Philippe si protese di nuovo e batt un dito sul tavolo. Pensate che quest'isola lontana sia al sicuro dalle grinfie della sua ambizione?.
Thomas ridacchi. Belle parole. Credo di sentirvi la voce di sir Oliver.
Philippe si ritrasse con un sorriso ironico. Bene, io ci ho provato. E voi siete chiaramente scaltro come una volpe quanto dicono.
Dicono?
Quei fratelli che si ricordano di voi dai tempi in cui servivate l'Ordine.
Non possono essercene pi tanti, riflett Thomas.
No.
E coloro che davvero si ricordano di me non possono aver dimenticato il modo in cui sono stato allontanato dall'Ordine.
Questo  vero, signore. Ma adesso le lagnanze del passato devono essere messe da parte.
Thomas agit un dito in direzione del messaggero. Si vede bene che non comprendi la profondit del sentimento che divide le nazionalit dell'Ordine. Ai miei tempi, le lotte intestine erano frequenti quasi quanto gli attacchi contro gli infedeli.
Allora penso che, una volta giunto a Malta, noterete che ben poco  cambiato.
Giunto a Malta?. Thomas alz bruscamente lo sguardo. Non credo, ragazzo. Cosa ti fa pensare che mi precipiter a servire coloro che mi hanno esiliato? Se sono stati onesti con te, Philippe, allora devi conoscere le circostanze della mia partenza da Malta.
Philippe scosse la testa. Ho saputo solo che vi siete macchiato di uno scandalo. Non hanno detto altro.
Allora sono reticenti e bigotti come sempre. Non devo loro niente.
Avete prestato un giuramento. Non si  liberi da un giuramento, signore... L'unico modo  la morte.
Thomas lanci un'occhiata nelle ombre nell'angolo della cucina e poi sorrise con acredine. A quanto pare tale liberazione verr concessa molto presto a ogni appartenente all'Ordine.
Non saremo da soli, signore. Il Gran Maestro ha chiesto l'aiuto di ogni regno cristiano. Se rispondono, allora dobbiamo trionfare sugli infedeli.
La semplice fede del giovane riemp Thomas di grande tristezza. Philippe, e centinaia come lui, sarebbero andati incontro alla morte con quelle idealistiche nozioni nel cuore, simili alle sante reliquie per cui combattevano e morivano. Thomas aveva sperato di non dover mai pi prendere parte a una simile sciocchezza e, per compassione nei confronti dell'ospite, tent di spiegare.
Dimmi, Philippe, da quando hai lasciato Malta per venire qui, non ti sei imbattuto neanche una volta in un regno cristiano impegnato in un conflitto col regno vicino? Ignori il destino che subiscono migliaia di cattolici in questo paese? Mentre noi cristiani siamo cos determinati a distruggerci a vicenda, quante possibilit ci sono perch facciamo fronte comune per resistere agli infedeli? Non ci saranno altre crociate. Abbiamo abbandonato la vera Chiesa di Dio e Solimano  la nostra punizione. Il nostro giudizio.
Philippe apr la bocca per protestare, ma Thomas alz una mano per zittirlo. Dopo un momento, continu in tono stanco e pacato. Torna dal Gran Maestro e digli che verr. Non morir per coloro che mi hanno scacciato. Non morir per la fede. Ma verr per ragioni personali. Si alz. Adesso vado a dormire. Il mio domestico ti trover alloggio per la notte. Immagino che desideri partire per York alle prime luci.
Philippe annu e, mentre Thomas andava alla porta, il giovane messaggero si schiar la voce. Sir Thomas. Avete la mia gratitudine e quella dei nostri fratelli a Malta.
Thomas si ferm sulla porta ma non si gir. Le sue spalle si afflosciarono e sospir profondamente. Gratitudine? Non ho niente che mi trattenga qui e vorrei vedere Malta un'ultima volta prima di morire. Tutto qui.
Lasci la cucina e vide John alzarsi da una panca contro la parete del corridoio. Thomas indic la cucina mentre gli passava davanti. Provvedi ai suoi bisogni. Intende partire prima del mio risveglio domattina.
S, padrone.
Thomas and dritto a letto, consumato da un turbinio di ricordi che il messaggero aveva risvegliato. Hannah aveva provveduto a sistemare uno scaldino sotto le coperte ma, malgrado quel conforto, la sua mente rimase inquieta e il sonno non accennava a venire, tenuto lontano da una successione di immagini ed emozioni che non riusciva a scacciare. Alla fine, rinunci e si mise a fissare il soffitto della camera da letto, mentre dal camino giungeva il flebile lamento del vento. La prospettiva di un ritorno a Malta era agrodolce. L era dove un tempo era stato certo di appartenere. L era dove aveva amato Maria. Forse, per miracolo, lei viveva ancora a Malta e nutriva lo stesso amore che lui aveva conservato per tutti quegli anni in cui erano stati separati. Poi si maledisse per essere un vecchio sciocco, si gir sul fianco e, finalmente, si addorment.
Al suo risveglio, il vento era cessato e la brillante luce del sole filtrava nella stanza attraverso un'apertura tra le tende. Il fuoco si era spento ormai da tempo e i vetri della finestra erano ricoperti di ghiaccio. Thomas si alz irrigidito e rimase seduto sul bordo del letto per un momento, ricordando i dettagli della sera prima. Era convinto della giustezza della propria decisione. In ogni caso, il messaggero doveva essere ormai in viaggio, portando con s a Malta la sua risposta. Era troppo tardi per cambiare idea. Per l'ennesima volta, doveva prepararsi alla guerra. Aggrappandosi a quella convinzione, si vest e and nello studio, dove John gli avrebbe portato la colazione non appena avesse sentito i pesanti stivali del padrone scendere le scale.
John conferm che il giovane cavaliere era partito alle prime luci, con un cestino di viveri per sostenerlo nel viaggio di quel giorno.
Dopo una scodella di porridge, Thomas indoss un pesante mantello col cappuccio e si avvi a piedi nei campi della sua tenuta, diretto alla fattoria di uno dei fittavoli. C'erano alberi che andavano abbattuti nei boschetti che crescevano sulla sua terra e si era messo d'accordo col fattore e il suo robusto figlio per tagliarli insieme a loro. Era un lavoro faticoso che poteva tranquillamente affidare ai due, ma apprezz molto l'esercizio fisico e il calore della soddisfazione nel vedere il mucchio di ciocchi che erano stati ammassati entro mezzogiorno. Dopo essersi congedato dagli altri, Thomas torn al maniero, sentendosi libero dai pensieri che lo avevano assillato la notte prima. Decise di partire per Malta entro la settimana.
Fu allora che giunse il secondo messaggero.
Il cavaliere attravers il cancello ad arco proprio mentre Thomas stava scalciando via la neve dagli stivali vicino al portico dell'ingresso principale. Il rumore degli zoccoli del cavallo del messaggero era stato attutito dalla neve, perci il suo arrivo era stato senza preavviso. Thomas alz lo sguardo nel percepire movimento e vide il cavaliere strattonare le redini per dirigere il cavallo verso di lui. Indossava un mantello blu e i nuovi calzoni che erano in voga a Londra. Il colore del mantello lo contrassegnava come servitore di una famiglia agiata. Avvicinandosi, alz una mano e apostrof Thomas.
Ehi, tu! Una parola.
Thomas si tir su e incroci le braccia mentre il cavallo trottava nella neve, scalciando nell'aria spruzzi di cristalli bianchi. Il cavaliere si ferm a una decina di metri da Thomas e sbuffi di fiato turbinarono dal muso dell'animale.
Sai dirmi se questa  Barrett Hall?
Lo .
Il cavaliere ebbe un moto di sollievo e smont dalla sella, atterrando nella neve senza lasciare le redini. Rivolse a Thomas un sorriso. Sono partito da Londra all'alba. Ho svoltato a Bishop's Stortford su un sentiero abbandonato. Ci ho messo ore per trovare questo posto. Quasi nessuno per strada ne aveva mai sentito parlare.
Ci piace la riservatezza, disse Thomas. Meno visitatori, meglio . Il suo tono non era ostile tuttavia l'espressione del cavaliere si indur al presunto insulto. Scocc a Thomas un'occhiata sprezzante.
Amico, il tuo padrone  in casa? Mi hanno detto che ultimamente di rado si allontana da questo posto.
Questo  vero, fece annuendo Thomas.
C'?, domand brusco il cavaliere. Non ho tempo per i giochetti. Devo tornare a Londra non appena portato a termine il mio incarico.
Il padrone non  ancora in casa. Cosa volete da lui?
Si tratta di cose che devo dire a lui in persona, non al suo servitore.
Allora parla.
L'espressione irritata dell'altro si incup per un istante prima di comprendere l'equivoco. Il suo atteggiamento cambi all'istante. L'uomo chin il capo. Le mie scuse, signore. Non lo sapevo.
Allora perch avere la presunzione di trattarmi da inferiore?.
L'uomo alz la testa e indic Thomas. Signore, il vostro abbigliamento non  quello di un gentiluomo. Ho creduto....
Creduto? Dedotto? Giudichi sempre un uomo in base al suo aspetto?
Signore, io... io... io posso solo chiedervi scusa.
Thomas lo fiss con durezza fino a fargli abbassare lo sguardo. L'uomo aveva commesso un errore ingenuo e privo di malanimo, eppure Thomas ne era infastidito. Il cavaliere era il tipico membro di quella societ che riempiva la corte reale e di quei circoli meno importanti che orbitavano ai suoi margini. L'aspetto esteriore di una persona era tutto, mentre la sostanza del suo carattere era per lo pi ignorata. Questo offendeva la comprensione che Thomas aveva degli uomini e del mondo. Si sent assalire da un aspro rancore a quella duplice intrusione nella sua vita privata in meno di un giorno.
Molto bene, che notizie ci sono per me?
Una convocazione, se non vi dispiace, signore. Il cavaliere rialz lo sguardo e stavolta parl in tono rispettoso. Da parte del mio padrone, sir Robert Cecil. Richiede la vostra presenza a casa sua a Drury Lane, a Londra domani pomeriggio alle sei.
Richiede? E se dicessi di no?.
Il servitore rimase per un istante a bocca aperta, come se non avesse capito, come se non fosse contemplata un'alternativa all'obbedienza nei confronti del suo padrone. Deglut nervosamente e replic: Non ho istruzioni riguardo a un vostro rifiuto, signore.
Un peccato. Thomas scroll le spalle. Dunque  un ordine quello che mi porti. In tal caso, sono costretto a presenziare. Molto bene, di' al tuo padrone che sar da lui all'ora stabilita.
S, signore.
Thomas lo guard per un momento. Il servitore era stato in sella per pi di mezza giornata e non sarebbe tornato alla capitale prima di sera. Avrebbe trovato le porte chiuse e sarebbe stato costretto a trovare un posto dove dormire fuori dalle mura di Londra. Sarebbe stato cortese rifocillarlo e offrirgli un po' di riposo prima che lasciasse il maniero, come aveva fatto per il francese. Ma, d'altro canto, non aveva dovuto tollerare una tale alterigia dall'altro ospite. Per quella ragione, Thomas non si mosse dal suo posto davanti alla porta d'ingresso.
Ho avuto il tuo messaggio, puoi andare.
Sissignore. Il servitore annu, pi che felice di congedarsi. Afferr il pomello della sella e infil lo stivale nella staffa. Fece per montare in sella ma il freddo gli aveva irrigidito le giunture e cos scivol a terra. Con un grugnito irritato, Thomas gli and vicino, si chin e lo aiut a issarsi sul cavallo.
Vi ringrazio, signore.
Thomas annu e il servitore, prese le redini, gir il cavallo e lo spron al galoppo. Attravers il cortile e pass sotto l'arco, con il sommesso tonfo degli zoccoli sempre pi distante. Thomas fiss il cancello per un momento, poi si gir e torn in casa come una furia, chiamando a gran voce: John! John! Dannazione a te! Dove sei?
Arrivo, signore!, giunse la risposta dalla cucina. Poco dopo, la porta si apr e il vecchio servitore usc in tutta fretta, ripulendosi le briciole dal mento.
Avr bisogno di bisacce, mantello da viaggio, stivali e spada per domani. Bada che siano puliti e pronti al mattino. Vado a Londra.
S, signore. John inclin leggermente la testa da un lato. Posso chiedervi quanto starete via?
Chi lo sa?. Thomas sorrise. Pare che non sia in mio potere dire quando torner.
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9. Londra.
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Era ormai buio quando Thomas arriv in prossimit della capitale che si estendeva come una macchia scura alcune miglia pi avanti. La Grande Strada del Nord era ghiacciata e la superficie piena di profondi solchi aveva costretto Thomas a far procedere al passo il cavallo. Aveva preso posto dietro al carretto di un mercante di lana nella lunga colonna di carri, cavalieri e viandanti che andavano alla volta di Londra prima che le porte si chiudessero per la notte. Thomas era stato contento di seguire il passo della colonna, a differenza del gruppetto di corrieri che lo avevano superato durante il giorno. A entrambi i lati della neve calpestata e delle strisce di terra ghiacciata, una coltre bianca ricopriva campi e boschetti. Il cielo era coperto e c'erano state brevi spruzzate sin da mezzogiorno. Adesso sembrava probabile una nuova nevicata. Sottili volute di fumo si levavano nel cielo dai comignoli di isolate fattorie e villaggi che punteggiavano il paesaggio. Qua e l, un roseo chiarore brillava da una finestra e i viaggiatori si struggevano per il conforto di un caldo focolare.
Malgrado la lunga giornata e il freddo che si era insinuato nelle membra, costringendolo a infagottarsi nel pesante mantello, i pensieri di Thomas erano altrove. Solo una piccola quantit di attenzione, il minimo necessario, era rivolta alla guida del cavallo e, di tanto in tanto, all'ambiente circostante. Altrimenti era concentrato sulla ragione della convocazione a casa di sir Robert Cecil, segretario di stato della regina. Thomas sapeva che Cecil era stato un convinto sostenitore di Elisabetta nei difficili anni che avevano preceduto la sua ascesa al trono. Come lei, Cecil era un devoto protestante e il motore primario dietro gli sforzi per sopprimere l'influenza dei cattolici in Inghilterra. Aveva grandi poteri ed era il pi importante uomo di stato del paese, perci cosa poteva mai volere da un oscuro cavaliere che non si faceva vedere a Londra da ormai tre anni?
Sin dal suo ritorno dalle guerre in Europa, Thomas era per lo pi rimasto nella sua piccola tenuta a sovrintendere i raccolti, l'allevamento delle pecore e a occuparsi del benessere dei suoi fittavoli. Nelle rare visite a Londra, si era presentato a corte in poche occasioni e, con l'unica eccezione durante il regno della cattolica regina Maria, era passato inosservato. Perfino allora, quando aveva versato una piccola quantit di sangue per cui la pena prevista era il taglio della mano, non si era appellato alla propria religione per mitigare il castigo. In quel caso, gli era stata imposta solo una piccola multa, che qualcuno avrebbe potuto attribuire a un trattamento di favore della regina nei confronti di un cattolico come lei. Thomas non credeva che la convocazione avesse a che fare con una storia tanto vecchia.
Non aveva fatto causa comune con quelli che protestavano in pubblico per i diritti dei cattolici e complottavano in privato. Quello era un gioco molto pericoloso. Le spie di sir Robert Cecil erano numerose e le ricompense per gli informatori molto allettanti per coloro che serbavano un rancore o erano guidati dall'avidit. C'erano alcuni aristocratici la cui fede era stata usata per giustificare la confisca delle loro tenute e perfino la loro condanna per tradimento. Molti uomini avevano ottenuto grandi fortune perseguitando i cattolici, proprio come altrettanti si erano arricchiti durante la precedente abolizione dei monasteri a opera di re Enrico. Gli stessi uomini adesso sostenevano Elisabetta, purch garantisse i loro diritti sui patrimoni acquisiti recentemente.
Thomas trovava difficile credere che la sua modesta ricchezza avesse attirato l'attenzione di Cecil o uno della sua fazione. L'unico motivo per cui Robert Cecil poteva aver richiesto la sua presenza a Londra doveva avere a che fare con la visita del giovane cavaliere dell'Ordine. Thomas sent un brivido percorrergli la schiena. Se era quella la ragione, allora si era illuso pensando che il tranquillo ritiro nelle profondit della campagna lo avesse sottratto all'osservazione altrui. Sembrava che poco fosse sfuggito agli scaltri occhi di Cecil e dei suoi uomini, riflett stizzito Thomas, borbottando un'imprecazione all'indirizzo dei cavalieri che lo avevano costretto a lasciare l'Ordine. Tanto tempo dopo che si era rassegnato a trascorrere i giorni che gli restavano vivendo una vita tranquilla, avevano a malincuore chiesto il suo aiuto. Senza dubbio l'avrebbero cacciato quando, passata la crisi, si sarebbero sentiti in grado di fare a meno dei suoi servigi.
Il rintocco di una campana in lontananza che annunciava la quarta ora del pomeriggio irruppe nei pensieri di Thomas. Si stiracchi sulla sella e diresse il cavallo verso il ciglio della strada per vedere meglio davanti a s. La colonna di viandanti e carri aveva appena raggiunto la cima di un basso crinale da cui si poteva vedere la capitale sotto una fitta nuvola di fumo di legna. La neve sui tetti appariva gi sporca. Mezzo miglio pi avanti c'era il grande mercato di Smithfield, dove i mercanti di carne portavano le loro bestie da tutto il paese perch fossero vendute e macellate. A breve distanza dalle gabbie e dalle lunghe file di bancarelle c'era un tratto di terreno aperto in cui svariati tronchi carbonizzati si ergevano su piccoli cumuli di cenere compatta. In un punto la cenere era fresca e ardeva ancora, sciogliendo la neve che vi si posava.
Thomas sapeva che era l che gli eretici venivano arsi vivi. Una volta, dieci anni prima, si era trovato in una vasta folla che assisteva all'esecuzione di tre preti protestanti che avevano sfidato gli editti della regina Maria predicando in pubblico dopo che le loro licenze erano state revocate. La regina aveva inflitto lo spettacolo alla corte intera e osservato con compassata soddisfazione da una poltroncina decorata issata su un podio eretto per l'occasione. Thomas ricordava bene le urla strazianti degli uomini. I preti si erano dimenati tra le fiamme che si erano propagate rapidamente dalle fascine ammucchiate sotto il piccolo plinto che reggeva loro i piedi. Nel giro di qualche minuto, un vorticoso torrente di giallo e rosso brillante aveva avvolto i corpi, che ancora si potevano vedere: figure annerite che si contorcevano nelle catene che le legavano mentre le loro urla di agonia si levavano al di sopra del crepitio del legno che ardeva. Il ricordo, ancora vivo perfino allora, gel il cuore di Thomas. Distolse lo sguardo dai pali e fece schioccare la lingua per spronare il cavallo al trotto.
Al di l di Smithfield, c'erano le mura cittadine. Un tempo erano state una formidabile difesa, ma ormai erano preda dell'incuria. C'erano varchi su tutta la lunghezza dove erano crollate sezioni, e il fossato che una volta aveva circondato la citt era adesso pieno di cumuli di rifiuti ed escrementi umani. Un potente lezzo saturava l'aria gelida quando Thomas varc il grande arco a Newgate ed entr a Londra. I suoni della grande citt lo assalirono su tutti i fronti. Le grida dei venditori ambulanti, i pianti dei neonati e le urla di coloro che cercavano di farsi sentire sopra al frastuono gli riempirono le orecchie, proprio come l'odore di pane in forno, di carne cotta e rancida, e la puzza delle fogne gli aggred le narici. Le strade principali di Londra erano affollate di edifici che premevano da ciascun lato e incombevano in alto, dal momento che ogni piano sporgeva rispetto a quello sottostante, conferendo alle strade un'oscurit tetra che deprimeva l'animo di Thomas.
Fu con un certo sollievo, mentre la luce sbiadiva oltre le frastagliate linee dei tetti gettando Londra nel regno delle ombre, che svolt sulla pi ampia strada lungo Holborn. Thomas ignor gli ambulanti che correvano accanto al suo cavallo cercando di vendergli spuntini o fazzoletti e tenne d'occhio le bisacce per assicurarsi che nessun tagliaborse tentasse di sgraffignargli qualcosa lungo il passaggio. Alla fine, vide l'entrata di Drury Lane e gir in una strada pi tranquilla. Le botteghe a entrambi i lati erano ben arredate e insegne dipinte con cura pubblicizzavano una variet di merci costose: stoffe eleganti, vini e formaggi, argenteria e cristalleria importate dall'Europa. Tra una bottega e l'altra c'erano grandi case, che aumentavano di dimensioni e opulenza man mano che ci si avvicinava a Aldwych e al Tamigi, a breve distanza da l.
Quando l'ultima luce del giorno si spense, Thomas ferm un ragazzino in giro per commissioni con un pacchetto infilato sotto al braccio. Gli chiese dov'era la casa di Cecil e fu indirizzato a un'imponente propriet che occupava l'angolo che Drury Lane divideva con un'altra strada. La facciata che dava su Drury Lane presentava legno finemente intagliato e motivi geometrici in muratura. Un cancello laterale conduceva in un piccolo cortile con le stalle; un paio di robusti servitori sbarrarono la strada a Thomas, fino a che questi, smontato da cavallo e consegnate le redini a uno stalliere, non annunci l'appuntamento col loro padrone. Fu fatto entrare in casa da una porta sul retro e affidato a uno degli eleganti domestici che portavano lo stesso blu del messaggero arrivato alla sua tenuta il giorno prima.
Ancora una volta Thomas spieg il motivo della visita e fu condotto attraverso l'atrio principale della casa, su per una rampa di scale e lungo un corridoio illuminato da candele che gettavano una luce fioca sui dipinti appesi alle pareti pannellate, quasi tutti raffiguranti scene di caccia o membri della famiglia dall'aria arcigna. C'era solo un quadro a sfondo religioso, not Thomas, prima di entrare in una piccola sala d'attesa dotata di panche di legno e scaldata e illuminata dal camino. Un giovane snello era intento ad aggiungere ciocchi nel modesto fuoco. Gir la testa quando Thomas venne fatto accomodare nella stanza. I suoi tratti erano scuri e delicati e gli occhi marroni conferivano allo sguardo un che di penetrante che Thomas trov vagamente inquietante.
Informer il segretario del padrone che siete arrivato, signore, annunci il servitore. Desiderate che vi porti qualcosa da bere mentre aspettate?
Prenderei volentieri una tazza di idromele caldo.
Idromele?. Le sopracciglia del servitore si inarcarono impercettibilmente e Thomas fu divertito dall'incapacit dell'uomo di collocarlo in qualche nicchia della gerarchia delle classi sociali londinesi. I suoi abiti erano di buona fattura ma semplici e i capelli tagliati corti, come la barba, senza il minimo accenno allo stile del tipo di gentiluomo pi alla moda. Thomas poteva passare per un agiato bottegaio o un piccolo proprietario terriero, ma la convocazione presso sir Robert Cecil faceva intuire qualcosa di pi e il servitore chin il capo. Come desiderate, signore. Idromele sia.
Chiuse la porta dietro di s e l'uomo vicino al camino osserv Thomas con attenzione; poi gli rivolse un rispettoso cenno di saluto con la testa e riprese a riattizzare il fuoco. Quando ebbe finito, si sfreg le mani e si mise seduto su una piccola panca accanto al camino. Al suo fianco c'era l'unica altra porta della stanza. Thomas si tolse mantello, guanti e cappello e, preso posto su una panca, li pos accanto a s. Per un momento assapor la rosea atmosfera e lasci che il calore penetrasse gradualmente i suoi indumenti e scacciasse il gelo dalle membra.
Alla fine, alz lo sguardo per esaminare con pi attenzione il giovane. Fu sorpreso di vedere che anche l'altro lo stava guardando. Lungi dal provare imbarazzo per essere stato scoperto a osservarlo, l'uomo continu a studiare Thomas in un modo che questi trov sfacciato.
Vi conosco?, domand Thomas.
No.
Allora mi conoscete?
Questa  la prima volta che vi vedo. La sua voce era raffinata e Thomas non riusc a individuarne l'accento. Ma prima che potesse continuare la conversazione, la porta accanto al giovane si apr e un gracile impiegato entr nella stanza. Si schiar la voce e guard in direzione di Thomas.
Sir Thomas Barrett?
S.
Il signore vi ricever adesso.
Cos presto? Credevo di doverlo vedere dopo le sei.
 pronto per voi adesso, signore.
Molto bene. Thomas si alz e lanci un'ultima occhiata al giovane, che, in risposta, inclin leggermente il capo.
La porta si apriva su una piccola stanza con la finestra che dava sul cortile sul retro della casa. Una scrivania e uno sgabello erano sotto la finestra, con una grande cassettiera portadocumenti a ciascun lato. L'impiegato super Thomas e buss piano alla porta in fondo al suo ufficio. Dopo una breve pausa, alz il saliscendi, apr la porta e varc la soglia.
Sir Thomas, signore.
Prego, fallo entrare, rispose una voce profonda.
L'impiegato indietreggi e fece segno a Thomas di entrare. L'ufficio domestico del segretario di stato era proporzionato alla sua importanza. La stanza si estendeva dal cortile sul retro fino a Drury Lane, su cui davano una serie di finestre di vetro piombato. Le pareti erano rivestite di scaffali contenenti pi libri di quanti Thomas ne avesse mai visti in un posto solo. Calcol che dovessero essercene almeno quattro o cinquecento. Una biblioteca privata assolutamente magnifica, si meravigli con un'ombra di invidia. Nello studio c'erano due caminetti per riscaldare ciascuna estremit e tra gli scaffali erano disposte sedie sufficienti a ospitare trenta o quaranta ospiti. Tra i due caminetti c'era una grande scrivania sulla quale era posato un vassoio di legno zeppo di documenti. Un paio di calamai e una manciata di penne erano disposti ordinatamente accanto a esso. Alla scrivania sedeva un uomo corpulento con un berretto di seta. Aveva un taglio di capelli netto e squadrato e la barba terminava a punta sul doppio mento. Sembrava avere qualche anno in meno di Thomas. C'era solo un altro uomo nella stanza, magro e con indosso una veste nera che toccava quasi il pavimento. Era in piedi vicino a uno dei camini e si scaldava la schiena. Entrambi osservarono brevemente Thomas prima che l'uomo alla scrivania gli rivolgesse un impaziente cenno della mano.
Venite, sir Thomas, sedete. Qui. Indic una delle sedie imbottite, disposte ad arco dall'altro lato della scrivania. Anche voi, mio caro Francis.
Thomas fece come gli veniva detto e occup la sedia nel mezzo, in modo che l'altro uomo fosse lontano dal centro, l'implicita posizione di maggiore importanza. Una volta accomodati, sir Robert si protese in avanti e fiss Thomas con uno sguardo fermo. La sua espressione era benevola e parl in tono gradevole. Confido che il vostro viaggio non sia stato troppo disagevole.
Affatto, signore. Le strade erano sicure e la neve poco abbondante. Ho viaggiato di buon passo.
Vedo. Siete arrivato a Londra prima di quanto pensassi.
Thomas sorrise. Un uomo convocato dal segretario di stato non indugia un istante di pi del possibile, sir Robert. E dunque eccomi qua, al vostro servizio.
Infatti, e oso dire che la causa della mia richiesta sia la vostra prima preoccupazione.
Certo.
Allora lasciatemi dire che la vostra presenza qui  dovuta alla delicatezza del compito che ho in mente per voi. Anche se la nostra benedetta sovrana  sul trono da cinque anni, sono ancora tanti quelli che sollevano obiezioni al suo regno e non solo per via del suo appoggio alla fede protestante. Immagino che sappiate di John Knox?
L'ho sentito nominare.
E siete senza dubbio a conoscenza del fatto che si scagli contro il principio stesso di una successione femminile al trono. Forse avete letto qualcuno dei suoi libelli sull'argomento.
Solo uno sciocco leggerebbe le sue teorie, sir Robert. I suoi libelli sono banditi.  un reato capitale esserne scoperti in possesso, credo.
Appunto. Ma conoscete le sue idee.
Ne ho sentito parlare, replic Thomas con prudenza, consapevole di essere osservato dall'altro uomo nella stanza che, senza dubbio, fungeva da testimone. Anche se non ricordo da chi.
Naturalmente. Sir Robert sorrise. E sarebbe futile insistere sull'argomento, e ancora di pi sottoporvi a un supplizio per incoraggiarvi a ricordare i nomi di quelli coinvolti. Ridacchi come per sottolineare la leggerezza delle sue parole, ma Thomas comprese bene la minaccia della tortura. Era completamente in balia di quell'uomo, qualunque fossero le sue opinioni su Knox o su coloro che si opponevano alla regina. In quanto cattolico, il rischio era doppio. Ricambi inespressivo lo sguardo di sir Robert. Ci fu un imbarazzato silenzio prima che sir Robert si ritraesse e sollevasse le mani.
Ah! Perdonatemi, ho dimenticato le buone maniere. Avrei dovuto fare le presentazioni tra voi due gentiluomini. Sir Thomas,  mio piacere presentarvi sir Francis Walsingham, compagno di fatiche al servizio della nostra sovrana. Ha la mia fiducia incondizionata, aggiunse con enfasi.
Thomas si volt verso di lui e annu. Walsingham.
L'altro uomo lo fiss e rispose con freddezza:  un piacere conoscervi, sir Thomas.
Dovete perdonare sir Francis, disse ridendo l'ospite. Non  amante della Chiesa di Roma e talora questo lo porta a dimenticare i convenevoli. Ma, suvvia, smettiamo di girare intorno alla questione. Posso assicurarvi, sir Thomas, che non siete stato convocato qui per subire una persecuzione. Ho un incarico per voi. Sar un'opportunit per servire la vostra sovrana e il vostro paese e rendere indubitabile la vostra lealt.
Non considero in dubbio la mia lealt, ribatt in tono neutro Thomas.
Certo che no. Conoscete il vostro cuore e non vi avrei chiesto di venire se avessi avuto dubbi. Consideriamolo assodato, d'accordo?. Sir Cecil scocc a Walsingham un'occhiata ammonitrice. Questi annu.
Ecco. Questo ci porta alla prima domanda che devo porvi, sir Thomas. Credo che due giorni fa abbiate ricevuto la visita di un giovane cavaliere francese che appartiene al selettivo Sacro Ordine dei Cavalieri Ospitalieri di san Giovanni. Si rivolse a Walsingham.  questo il loro titolo, giusto?
Pi o meno.
Gli occhi di Cecil si fissarono su Thomas e le benevole rughe che si allargavano agli angoli si spianarono in uno sguardo freddo e crudele. Sareste cos buono da dirci perch un cavaliere francese di un ordine militare cattolico abbia attraversato l'Europa per farvi visita, sir Thomas?.
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10.
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Dunque, come aveva sospettato, la visita di Philippe de Nanterre era la ragione per cui si trovava l, pens con ironia Thomas. Per vent'anni aveva fatto tutto quanto in suo potere per evitare di attirare attenzione o sospetti e adesso tutto era stato vanificato dal giovane cavaliere e dai suoi padroni a Malta. Provava rancore pi che paura e rispose ricambiando lo sguardo di Cecil senza battere ciglio.
 venuto a consegnarmi una lettera.
Quale lettera?, intervenne Walsingham. Dov'?
A casa. Nel mio studio.
E cosa diceva?
La lettera era indirizzata a me, sir Francis. Non vedo perch dovrei mettervi a parte del suo contenuto.
Davvero?. Per la prima volta, Walsingham sorrise e, schiudendosi, le labbra sottili rivelarono denti dritti ma macchiati. Mi chiedo cosa abbiate da nascondere.
Niente.
Allora parlate.
Thomas strinse i denti e avvert il primo impeto di rabbia farsi strada nelle vene mentre guardava Walsingham. L'uomo aveva forse dieci anni meno di lui ed era nel pieno della vita, ma aveva vissuto a Londra troppo a lungo e il suo pallore tradiva la mancanza di forma fisica e forza. In uno scontro, Thomas sapeva di poterlo fare a pezzi e il solo pensiero accese il gusto della violenza che aveva soppresso tanto tempo prima. Quello era il vero pericolo e si costrinse a tenersi lontano dalla tentazione. Chiuse gli occhi per un momento e respir con calma. Non c'era niente da guadagnare da quel confronto.
La lettera era da parte di sir Oliver Stokely, a Malta, esord. Mi chiede di onorare il mio giuramento all'Ordine e tornare a difendere l'isola contro l'armata che il sultano turco sta radunando per assaltare Malta. Questa  la sostanza della lettera.
Sir Oliver Stokely, ponder Cecil con un leggero sorriso. Un mio lontano cugino, si d il caso. Eravamo legati da bambini, fino a che la sua fede non l'ha mandato alla deriva. Parecchio alla deriva, alla fine, come dimostra chiaramente la sua presenza a Malta. Ma mi dilungo. Immagino che il vostro ospite vi abbia chiesto una risposta prima di continuare il suo viaggio.
L'ha fatto.
E cosa avete risposto?
Ho accettato.
Cecil e Walsingham si scambiarono una breve occhiata e Thomas credette di percepire la loro delusione a quella risposta. Il primo torn a rivolgere lo sguardo su di lui.
Perch avete accettato?
Ho prestato un giuramento che  ancora vincolante. Il Gran Maestro mi ha convocato e io devo andare.
Vi considerate ancora vincolato da un giuramento fatto tanti anni fa?
Un uomo vale per la parola data, replic Thomas. Ciononostante,  passato tanto tempo da quando condividevo gli scopi e le convinzioni dell'Ordine.
Dunque siete in disaccordo col difendere la cristianit dai turchi?
No. Credo nell'autodifesa. Ho vissuto a lungo e visto abbastanza per sapere che solo uno sciocco porge l'altra guancia. Ci che desidero  la pace tra gli uomini e le loro fedi. Cosa ci ha mai portato la guerra contro l'Islam se non sangue, dolore e distruzione? Sapete da quanti anni l'Ordine fa guerra al suo nemico? Pi di cinque secoli. Per un breve momento, Thomas avvert il terribile fardello di un simile periodo di tempo dedicato a odio e violenza ininterrotti. Una generazione dopo l'altra immersa nel sangue degli innocenti. Scosse adagio la testa. Preferirei che la lotta giungesse al termine e che ci fosse pace tra la cristianit e il sultano.
Pace col sultano?. Walsingham rise sprezzante. Avete mai sentito una cosa simile?.
Thomas lo guard. Se devo tornare a uccidere, allora non sar nel nome della religione.
Eppure per tanti anni non vi  dispiaciuto diventare un mercenario e uccidere per denaro, lo schern Walsingham. L'uomo stava per riprendere a parlare quando il suo superiore lo ferm alzando una mano.
Cecil intrecci le mani e osserv Thomas pensieroso.  un sentimento ammirevole, sir Thomas. Davvero. In un mondo migliore di questo, condividerei le vostre convinzioni. Tuttavia, il mondo  pieno di peccatori che operano il male e dobbiamo fare ci che possiamo per ostacolarli. Il sultano  un uomo del genere e come tale va fermato. Il vostro antico compagno, sir Oliver, aveva ragione a informarvi che l'Ordine  in pericolo a Malta. Abbiamo saputo altrettanto dalle nostre fonti.
Thomas strinse gli occhi. Perdonate, sir Robert, ma come sapevate cosa mi ha scritto sir Oliver?
Ah. Un'aria addolorata pass sul volto di Cecil. Avevo sperato di dirvelo un po' pi avanti. Infil una mano nella veste e ne tir fuori un foglio piegato con un familiare sigillo rotto. Lo fece scivolare sulla scrivania verso Thomas. Questi fiss la lettera sinceramente sorpreso.
Come l'avete avuta?
Pensate che avremmo permesso a un soldato straniero di passare indisturbato in Inghilterra senza assicurarci che ogni suo movimento fosse sorvegliato?
L'avete fatto seguire a casa mia?
Naturalmente.
Poi a Thomas sovvenne. Ma questa lettera era nel mio studio stamattina. L'ho messa l, nella scrivania. Ne sono certo.
S,  cos. Ma uno dei miei agenti  passato da casa vostra dopo che siete partito.  riuscito a convincere un servitore a riferirgli tutto e perquisire il vostro studio  stata una faccenda semplice. La lettera  stata trovata e consegnata a me il pi rapidamente possibile. Sir Francis e io abbiamo potuto leggerla due ore buone prima del vostro arrivo.
Il vostro uomo ha usato violenza ai miei servitori per ottenere le informazioni?, chiese pacato Thomas.
Non ne ha avuto bisogno. Cecil sorrise. I vostri servitori sono cattolici, come voi.  bastato ricordare loro il destino che attende chi viene accusato di eresia e i requisiti minimi della prova necessaria per accusare un servitore rispetto a un uomo del vostro rango, sir Thomas.
Ma si pu disporre anche questo, aggiunse cupo Walsingham.
Sir Francis, se non vi dispiace, non c' bisogno di minacciare il nostro ospite. Cecil si rivolse nuovamente a Thomas. Ecco, la lettera  propriet vostra. Prego, prendetela. Mi dispiace essere stato costretto a leggerla ma, nella mia posizione, devo vigilare contro ogni potenziale minaccia a Sua Maest. Dovete comprendere questo.
Comprendo perfettamente, replic Thomas mentre recuperava la lettera, tenendola con la punta delle dita, come se fosse stata infangata. Non c' comportamento abietto n abuso della legge comune al quale non vi sottrarrete per piegare la gente al vostro volere.
Cecil si strinse nelle spalle. Faccio quello che devo.
Ed era necessario rubare questa lettera? Perch chiedermi lo scopo della missione di sir Philippe se sapevate gi tutto, avendo letto il messaggio?
Dovevamo accertarci che voi diceste la verit. Dovevamo sapere se ci tenevate nascosto qualcosa. Per come stanno le cose, avete superato la prova.
Che cosa gratificante, replic acido Thomas. Allora credo che sia tempo che mi spieghiate questo incarico di cui avete parlato prima. Anche se dovreste sapere che non vi aiuter a perseguitare i miei compagni cattolici qui in Inghilterra.
Non  una cosa che mi aspetto da un uomo della vostra integrit, sir Thomas. Bene, dunque, veniamo al sodo. Come sapete, i turchi si stanno preparando a sferrare un colpo contro una delle pietre d'angolo dell'influenza cristiana nel Mediterraneo. Se prendono Malta, poi toccher alla Sicilia. Poi l'Italia e Roma stessa. Se Roma cade, allora sar come sentire suonare a morto la campana della nostra fede, quella protestante e quella cattolica. Solimano non ha fatto mistero dell'obiettivo di impadronirsi del mondo intero e imporre l'Islam a tutti i suoi sudditi. Ha scelto un buon momento per scatenare le sue forze contro di noi. L'Europa  divisa da guerre e fazioni religiose. Spagna e Francia si saltano alla gola a vicenda e la grande flotta che Venezia avrebbe potuto mandare contro i turchi  stata smantellata a seguito della vile alleanza che hanno stipulato con Solimano per salvaguardare i propri interessi. Perci, vedete, i vostri fratelli dell'Ordine possono aspettarsi ben poco aiuto dall'esterno nella loro presa di posizione contro i turchi. Solo la Spagna ha promesso di mandare l'aiuto che potr. Cecil fece una pausa per dare enfasi alle parole successive. Se acconsentite a tornare a Malta, sarete in prima linea nella lotta per salvare l'Europa dagli infedeli. Salvate Malta e salverete tutti noi.
Thomas non pot trattenere un sorriso cinico. Perci mi avete convocato per chiedermi di unirmi alla lotta contro l'Islam.
Per questo e per un altro motivo. Cecil si appoggi allo schienale e agit un dito in direzione di Walsingham. Spiegate voi, sir Francis.
L'altro uomo raccolse i pensieri prima di rivolgersi a Thomas. Poich avete scelto di tornare a Malta, avrete l'occasione di servire gli interessi dell'Inghilterra in maniera pi diretta. Prima, avete rimproverato sir Robert e me per i mezzi che siamo obbligati a usare allo scopo di preservare l'ordine in Inghilterra.
Ordine  un termine per definirlo, ribatt Thomas. Un'altra parola sarebbe tirannia.
In ogni caso, le nostre azioni prevengono un male di gran lunga pi grande, cio quello della guerra civile. Sin da quando re Enrico ha negato la supremazia della Chiesa di Roma, il nostro paese  stato spaccato dalle tensioni tra cattolici e protestanti.  un miracolo che ci non sia sfociato in un aperto conflitto civile. Non ho bisogno di ricordarvi gli orrori che hanno avuto luogo nei Paesi Bassi e in Francia. John Knott ne ha scritto in maniera approfondita.
Non dovreste credere a tutto quello che si legge ne Il libro dei martiri, disse Thomas.
Forse, intervenne Cecil. Ma non negherete che simili atrocit siano accadute. Dopo tutto, dovete averle viste coi vostri occhi quando avete prestato servizio l. Pur ammettendo il sensazionalismo di Knott, c' sufficiente verit nelle sue parole per capire cosa potrebbe succedere qui in Inghilterra se le differenze religiose venissero espresse con la violenza. Nelle strade delle nostre citt scorrerebbe il sangue. Fino a ora questo si  evitato perch i protestanti sono stati in gran parte uniti nella loro opposizione al cattolicesimo. Ma se tra i nobili inglesi e la regina si aprisse un divario? Una simile divisione imbaldanzirebbe i cattolici e ben presto ci ritroveremmo ai ferri corti.
Forse, riflett Thomas. Ma quale sarebbe la causa di una tale divisione?.
Cecil scambi una breve occhiata con Walsingham prima di proseguire. C' un documento in possesso dei cavalieri di Malta che, se reso pubblico, potrebbe distruggere questo paese. Gli aristocratici si rivolterebbero contro la regina e la gente comune si rivolterebbe contro gli aristocratici, prima di attaccarsi l'un l'altro.  questo ci che cerchiamo di evitare.
Avete detto che potrebbe distruggere il paese. Perch, di grazia? Ho difficolt a credere che un semplice documento possa essere la causa del conflitto che descrivete. Inoltre, cos'ha a che fare questo documento con me, o con l'Ordine?
I contenuti del documento sono noti solo a pochissimi uomini.  meglio che le cose restino cos. Una tale conoscenza  pericolosa. Posso dirvi che era in possesso di un cavaliere inglese appartenente all'Ordine circa diciotto anni fa. Mor a Malta prima di riuscire a portare il documento alla sua destinazione definitiva. Per quanto ne sappiamo, si trova ancora a Malta.  meglio che sappiate solo che il documento esiste e che deve essere recuperato e riportato a me, oppure distrutto nel caso ci non sia possibile.
Cosa mi impedirebbe di leggerlo una volta trovato?
C' un sigillo. Verrei a saperlo se fosse stato manomesso. A ogni modo, non sar vostro compito trovare il documento che cerchiamo. Quello spetta a un altro uomo. Porterete uno scudiero con voi a Malta. L'uomo in questione sar un nostro agente. Poich sar al vostro seguito, non attirer attenzione su di s. La sua missione  trovare il documento. Se sopravviverete all'imminente assedio, allora dovrete tornare in Inghilterra con il documento. Nel caso in cui Malta cada, sar compito dell'ultimo dei due ancora vivo distruggerlo prima che finisca in mano nemica. Non ometter il grande rischio che comporta questa missione, sir Thomas, concluse Cecil. Ma la posta in gioco  alta e avrete la possibilit di servire il vostro paese e la vostra fede e di salvare tante vite. Adesso, immagino che abbiate delle domande da fare.
Certamente, sir Robert, replic Thomas. Innanzitutto, se questo documento  cos importante, perch non  stato rivelato al mondo? L'Ordine  tenuto a rispondere al re di Spagna. Non riesco a credere che Filippo non se ne sarebbe servito per danneggiare gli interessi dell'Inghilterra.
Domanda legittima, convenne Cecil. Dobbiamo ritenere che il documento non sia stato utilizzato perch l'Ordine non sa di averlo in suo possesso.
Come  possibile?
Il documento lasci l'Inghilterra nelle mani di un cavaliere inglese, sir Peter de Launcey.
Thomas aggrott la fronte. Mi ricordo di lui. Un brav'uomo.
Indubbiamente. Qualche anno dopo la vostra partenza da Malta, sir Peter ebbe un congedo per far visita alla famiglia in Inghilterra, quando suo padre era in fin di vita. Poco dopo il suo ritorno a Malta, cadde dal ponte di una galea e anneg. Ci che non si sa  che re Enrico gli aveva affidato questo documento, che sir Peter doveva sorvegliare per conto suo. Enrico era malato all'epoca e non sapeva se sarebbe sopravvissuto. In caso di guarigione, sir Peter doveva riportargli il documento. Se Enrico fosse morto, come poi  stato, allora sir Peter avrebbe dovuto portarlo a Roma e consegnarlo al papa. Ma sir Peter mor a Malta ed Enrico segu la sua sorte all'incirca nello stesso periodo. Solo una manciata di consiglieri pi stretti sapevano del documento e furono pronti a rivelarlo con la coercizione.
Sotto tortura, vorrete dire.
S, ammise senza sforzo Cecil. E il documento rest a Malta, dove sir Peter deve averlo nascosto. Dovete trovarlo se potete. Voi, o meglio, il vostro agente. Ci sono altre domande, sir Thomas?
S. Sembrate certo che accetter la vostra missione. Perch non dovrei rifiutare?
Perch siete un cavaliere, sia di questo regno che dell'Ordine di San Giovanni e questo vi impone determinati obblighi. Siete un uomo d'onore e di principio. Se potete essere determinante nell'evitare la catastrofe che minaccia il vostro paese, non ve ne farete sfuggire l'opportunit, a meno che io non abbia completamente sbagliato a giudicarvi. Per di pi, siete un cattolico e vivete in balia di una regina protestante e dei suoi ministri, dei quali io sono il pi eminente. Non ho bisogno di farvi notare le implicazioni della vostra situazione. Basti dire che avete la mia parola che, a compimento della missione, vi protegger. Se rifiutate....
Thomas scosse la testa. Non ho bisogno di essere minacciato.
Forse no, ma  bene che sappiate che non c' scelta a riguardo. Questa dovrebbe essere una piccola consolazione nei tempi duri a venire.
Vi ringrazio per la premura, rispose acido Thomas. Chi  questo vostro agente, quello che dovr farmi da scudiero? Immagino che sia l'uomo che aspetta in anticamera.
Cecil sorrise. Allora vi siete gi incontrati. Il giovane Richard  uno degli uomini pi abili al mio servizio. Lo attribuisco al fatto che  orfano. Non ha conosciuto i suoi genitori e ripone in me la sua lealt. Si mostra molto promettente e questa sar la prima grande prova delle sue capacit. Parla francese, spagnolo e italiano come un nativo e ha padronanza del maltese.
Eppure non  del tutto inglese, osserv Thomas. Ha un accento e un certo aspetto latino.
 inglese come voi o me e ho completa fiducia in lui. E anche voi dovete averne, se volete arrivare alla fine di questa missione.
La fiducia va guadagnata, sir Robert. Non  merce che si dona liberamente.
Allora farete meglio a conoscere Richard il prima possibile. Sir Francis, portatelo qui.
Gli occhi di Walsingham si accesero di irritazione ai modi perentori del superiore, ma si alz senza indugio e attravers la stanza. Il passo felpato e il movimento fluido ricordarono a Thomas un gatto, un fare appropriato per l'uomo che dava la caccia e uccideva la preda senza compassione.
Quando Walsingham scomparve al di l della porta, ci fu un breve silenzio che Thomas ruppe sporgendosi in avanti e parlando in tono sommesso.
Non ho bisogno di uno scudiero. Sarebbe meglio affidare questa faccenda a me solo. Se vi do la mia parola di restituire il documento senza leggerlo, allora la vostra spia pu restare qui, lontano dal pericolo.
Cecil scosse la testa mentre un'espressione divertita gli passava sul volto. Un'offerta cortese ma, anche se non vi  necessario uno scudiero, il bisogno di un paio di occhi e orecchie fidati sul posto  molto concreto per me. Dovete portare Richard con voi, fine della discussione.
Prima che Thomas potesse replicare, giunse rumore di passi e, poco dopo, Walsingham rientr nella stanza, seguito dal giovane che Thomas aveva visto prima. Si avvicinarono al tavolo e Walsingham riprese il suo posto mentre l'agente di Cecil rimase in piedi da una parte.
Richard, so che hai gi incontrato il nostro ospite, disse Cecil.
Abbiamo scambiato solo qualche parola, padrone.
Allora  il momento di una presentazione formale. Sir Thomas, vi consegno Richard Hughes, il vostro scudiero.
Thomas si alz e and verso il giovane, fermandosi a distanza di braccio per osservarlo con attenzione per la prima volta. Hughes era alto e aveva le spalle larghe. Il farsetto gli stava a pennello e non portava ornamenti inutili ai polsi n gorgiera. Aveva i capelli tagliati in modo ordinato e privi degli oli e unguenti tanto di moda tra i giovani di un certo rango a Londra. Thomas apprezz tutto questo. Lo guard dritto negli occhi. Il suo sguardo fu ricambiato senza battere ciglio ma Thomas percep la presenza di qualcos'altro oltre alla sfrontatezza. Una certa freddezza, un risentimento che covava.
Qualunque sia la vera natura dei tuoi ordini, dovrai essere innanzitutto il mio scudiero.  chiaro?
S, signore.
Quando ti do un ordine, tu obbedirai senza ribattere, proprio come ci si aspetterebbe da uno scudiero.
S, signore. Purch non sia in conflitto con le istruzioni di sir Robert.
Non ho idea di quali siano le tue istruzioni, ma se vogliamo riuscire a convincere i cavalieri dell'Ordine che siamo quello che fingiamo di essere, allora deve venirti naturale fare il mio volere. Immagino che tu sia stato edotto sui doveri di uno scudiero.
S, signore.
Thomas inarc un sopracciglio. Davvero? Ed esattamente quando sir Robert ti ha informato della tua missione?.
Lo sguardo del giovane vacill e cerc il suo padrone, alle spalle di Thomas. Cecil annu. Di' la verit.
Due giorni fa, signore.
Capisco. E hai appreso tutti gli aspetti di questa nuova posizione in cos poco tempo?
Sono stato istruito a dovere dallo scudiero del campione della regina, signora. Il resto posso impararlo durante il viaggio per Malta. Se vorrete insegnarmi.
Thomas scosse la testa e si rivolse agli altri.  una follia usare quest'uomo.
Nondimeno, lo prenderete con voi, replic fermamente Walsingham. Lo addestrerete in ci che ha bisogno di sapere e fare. Comincio a stancarmi della vostra ostilit. Se non foste l'unico individuo in grado di servire al nostro scopo, allora sarei pronto a sceglierne un altro. Andrete a Malta, con Richard come scudiero. La faccenda  chiusa.
L'ira divamp nel cuore di Thomas e per un momento fu tentato di affrontare Walsingham e rifiutare la missione, quali che fossero le conseguenze. La soddisfazione di dirgli di no e magari sfidarlo a rimangiarsi l'arroganza con la spada era quasi troppo allettante per Thomas.
Ha acconsentito alla nostra richiesta, intervenne Cecil. Non occorre dire altro. Suvvia, siamo tutti dalla stessa parte. Non c' bisogno di adirarsi. A sir Thomas non resta che mettere in ordine i suoi affari e predisporre la buona gestione della sua tenuta per il tempo che sar assente. Tale  la natura della sua missione che non pu impiegare un superfluo lasso di tempo per preparare il bagaglio di cui necessita per l'imminente campagna.
Quanto tempo ho?
Due giorni. Sir Francis Walsingham fece un sorrisetto. C' un galeone danese ormeggiato a Greenwich. Salper per la Spagna tra due giorni. Voi e Richard sarete a bordo di quella nave.
Buona fortuna, aggiunse Cecil e poi, con pi sentimento: Dio sia con voi....
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11. Bilbao, Spagna. Capodanno, 1565.
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...
Sotto lo sguardo frustrato di Thomas, il suo scudiero era impegnato in una fitta conversazione con il comandante del porto. Erano passati tanti anni dall'ultima volta che aveva parlato quella lingua, sebbene in modo imperfetto perfino allora, e riusciva a cogliere solo alcune delle parole scambiate tra Richard e il funzionario e poco del senso di quanto veniva detto. Nel frattempo, rimase sulle scintillanti pietre del molo mentre una pioggerella gelida gli imperlava il mantello. Erano sbarcati dalla nave danese a mezzogiorno e subito una pattuglia li aveva fermati. Il sergente spagnolo responsabile degli uomini aveva preteso di conoscere il motivo del suo arrivo e si era rifiutato di lasciarlo andare a meno che non avesse fornito una documentazione che attestasse la sua autorizzazione a viaggiare in Spagna. La lettera di sir Oliver era stata ignorata e un uomo era stato mandato a chiamare il comandante del porto.
Thomas, Richard e i soldati della pattuglia erano stati costretti ad aspettare sul molo burrascoso mentre, alle loro spalle, pescherecci e mercantili beccheggiavano sulle onde grigie che dal golfo di Biscaglia entravano nel porto. Dopo un po', il sergente si era ritirato in una locanda nei paraggi e aveva lasciato istruzioni affinch i due inglesi restassero sotto sorveglianza e che nessuno si muovesse fino a che la decisione del comandante non fosse stata nota. Cos il gruppetto si era disposto ad aspettare, Thomas e lo scudiero seduti sui loro bagagli e infagottati nei mantelli, mentre gli spagnoli erano appoggiati alle briccole, con la pioggia che gocciolava senza sosta dai bordi degli elmi morioni.
Essendo inverno, c'era poca attivit nel porto e il carico di cristalleria dalla Danimarca e lana da Londra fu rapidamente trasferito in un magazzino prima che l'equipaggio si affrettasse sotto coperta, alla relativa comodit delle amache. Tutto taceva lungo il molo, a parte il sibilo della pioggia e le occasionali folate di vento. Pass un gruppetto di gente del posto che lanci occhiate sospettose ai due inglesi sotto sorveglianza. Da parte sua, Thomas era contento di essere sulla terraferma. Durante gli anni in cui aveva servito sulle galee dell'Ordine, di rado era stato in mare in inverno e mai in acque esposte alla stagionale furia dell'oceano Atlantico.
Il galeone danese era emerso dalla foce del Tamigi e aveva attraversato il Canale prima di navigare lungo la costa francese. Una violenta tempesta li aveva spinti al largo e per cinque giorni l'equipaggio aveva dormito ben poco, occupato com'era a contrastare il mare in burrasca, perdendo il bompresso e la vela nella lotta. Gelida acqua di mare si riversava sul ponte e inzuppava gli indumenti mentre la nave sussultava per l'impatto con ciascuna onda, innalzandosi e calando in picchiata cavallone dopo cavallone. Il mal di mare era stato il peggiore che Thomas avesse mai sofferto e dopo che lui e gli altri passeggeri (Richard e tre preti che tornavano in Spagna da Amsterdam) avevano rigettato l'ultimo contenuto del loro stomaco, si erano ritirati nella minuscola cabina comune che condividevano. Thomas si era seduto con la schiena contro una delle spesse assi ricurve e si stringeva le ginocchia per cercare di scaldarsi. Poco pi in l, Richard, con la testa bassa, aveva fatto altrettanto mentre i preti avevano preso i rosari e pregato fino a che le loro voci non avevano ceduto, trasformandosi in un borbottio nell'implorare la misericordia di Dio.
Era stato in quel momento di enorme vulnerabilit che Thomas aveva fatto il bilancio del suo compagno, studiandolo attentamente al di sopra delle braccia conserte. Malgrado la giovane et, non pi di venti anni, calcolava Thomas, sembrava possedere una fredda, distaccata maturit; si guardava spesso intorno, scrutando sia l'ambiente circostante che quelli con cui entrava in contatto. Fino a quel momento, aveva detto a Thomas ben poco a parte ci che era assolutamente necessario e civile. Solo quando il galeone aveva affrontato il mare grosso nel Canale, la facciata implacabile era venuta meno per un istante. Erano sul ponte quando un'onda si era abbattuta sulla prua. Richard era stato colto alla sprovvista e l'onda l'aveva buttato a terra. Mentre l'acqua lo trascinava per diversi metri lungo il ponte, aveva gridato impaurito e rivolto a Thomas un'istintiva richiesta d'aiuto con lo sguardo. Thomas si era tenuto saldo, con le gambe divaricate per maggiore equilibrio, e reggendosi al parapetto aveva afferrato la mano di Richard e lo aveva issato in piedi sul ponte. Una piccola onda lunga, sulla scia della precedente, li aveva sbalzati in avanti insieme, come se fossero amici abbracciati. Richard si era spinto via, liberandosi all'istante, e la sua espressione era tornata alla consueta freddezza. Stringendo gli occhi scuri, gli aveva rivolto un cenno di riconoscenza col capo ed era sceso in cabina per indossare abiti asciutti. Era stato un momento brevissimo, ma aveva rivelato un aspetto molto umano del suo carattere e Thomas non era riuscito a trattenere un sorriso per la vergogna dello scudiero.
Non appena la tempesta si era placata, il capitano aveva rivolto la nave verso la terraferma, facendo rotta verso La Rochelle per riposare ed effettuare le riparazioni prima di continuare il viaggio. Il galeone aveva proceduto lungo la costa del golfo di Biscaglia e superato il confine tra Francia e Spagna in un tetro giorno di Natale. Era stata intenzione di Thomas sbarcare a San Sebastin, ma il porto era assediato dai francesi e il capitano aveva invece proseguito per Bilbao, malgrado le proteste dei preti che avevano chiesto di essere lasciati a San Sebastin.
Mentre Thomas era seduto meditabondo sul molo, finalmente il soldato era tornato col comandante del porto. Questi si era lanciato in una filippica quando Richard aveva tentato di spiegare lo scopo del loro viaggio. Dietro di loro, il sergente era sgusciato fuori dalla porta della locanda, raggiungendo gli uomini prima che fosse notata la sua assenza. Thomas ascolt il furioso scambio per un po' prima di rialzarsi irrigidito. Il suo corpo non gli obbediva pi come un cane da caccia col padrone e non reagiva di buon grado. I muscoli gli tremavano per il freddo e l'umidit e, con passo pesante, and a interrompere i due uomini impegnati nella discussione.
Che problema ha il nostro amico?.
Richard si guard attorno. Dice che tutti i porti spagnoli sono chiusi ai viaggiatori provenienti dall'Inghilterra, per ordine di re Filippo, come rappresaglia per la continua persecuzione dei cattolici a opera della regina.
Davvero? Allora digli che io sono cattolico.
Richard tradusse e il comandante, dopo una secca replica, tir su il mento.
Dice che siete pur sempre un inglese.
Questo  vero e non  un motivo per cui scusarsi. Digli che  lui che dovrebbe scusarsi per averci trattenuti qui.
Richard esit. Il piano prevede che attraversiamo la Spagna con quanta pi discrezione possibile, signore.
La discrezione  una cosa, l'umiliazione  un altro paio di maniche. Sono un cavaliere inglese, in viaggio per servire l'Ordine di San Giovanni e difendere la cristianit tutta dai turchi. Se quest'uomo mi ostacola, allora non solo dovr risponderne al suo re, ma anche al suo Dio. Tir fuori dal mantello il tubo di cuoio in cui teneva la lettera di sir Oliver. La estrasse e la sollev perch il comandante del porto potesse vederla. Questo  il sigillo dell'Ordine e questa lettera  la mia chiamata alle armi. Diglielo.
Richard annu e si rivolse al funzionario spagnolo. Questi assunse un'espressione allarmata quando si sporse per esaminare il sigillo. Allontan da s il documento agitando la mano e inizi a parlare concitatamente. Poi si inchin a Thomas, rivolse a Richard un cenno del capo e and a dare ordini al sergente al comando della pattuglia prima di tornare a grandi passi in citt.
Thomas ripose con cura la lettera e chiuse il tubo prima di parlare. Ebbene?
Il comandante del porto dice che siamo i benvenuti negli alloggi degli ufficiali presso la dogana. Ci accompagner il sergente. Poi ci far avere un salvacondotto per viaggiare fino a Barcellona. L  dove stanno approntando una flotta, sotto il comando di don Garca de Toledo, da mandare contro i turchi. Ci fornir anche due cavalli per il viaggio.
Thomas serr le labbra soddisfatto.  incredibile cosa sia in grado di fare la minaccia di una piccola vendetta divina sulla motivazione di un piccolo ufficiale.
Sulla bocca dello scudiero guizz un fugace sorriso. Confesso di aver abbellito un po' la storia.
Come?
Ho detto che la lettera era co-firmata dal vicer di Catalogna.
Stavolta tocc a Thomas sorridere. Ah, dunque  stata l'autorit terrena a farlo vacillare.
Come sempre quando si tratta di piccoli ufficiali.
Il sergente fece loro cenno di seguirlo e ordin seccamente a due dei suoi uomini di prendere i bagagli. Finalmente lasciarono il molo spazzato dalla pioggia e si avviarono lungo una stretta strada verso la parte interna del porto.
La dogana era un edificio squadrato dotato di uffici al pianterreno, dove i mercanti erano obbligati a presentare i manifesti di carico e pagare la relativa imposta dovuta. Poche navi si avventuravano in mare durante i mesi invernali e l'unico impiegato, chiuso il libro mastro, stava pulendo le penne con un vecchio straccio quando i due inglesi arrivarono.
Furono condotti al piano di sopra, in una modesta stanza con quattro semplici letti, qualche sedia e un piccolo camino, con ciocchi e fuscelli in un cestino da una parte. L'impiegato port loro una lampada e del pane, formaggio e una brocca di vino; poi augur la buonanotte. Sentirono la porta al pianterreno chiudersi e lo sferragliare di una serratura.
Questo  quanto, allora. Thomas cacci un sospiro mentre si guardava attorno. Prendo il letto pi vicino al fuoco.
Come desiderate.
Adesso che erano soli, Thomas not che il suo compagno aveva abbandonato la deferenza dovuta da uno scudiero al suo cavaliere.
E puoi accendere il fuoco prima di mangiare. Dobbiamo scaldarci e asciugare i vestiti.
Richard si accigli ma, prima che potesse parlare, Thomas alz un dito ammonitore. So cosa stai pensando.
Allora perch non me lo dite?
Sei stato mandato in missione per conto di sir Robert Cecil, non per farmi da scudiero, e la cosa inizia a darti fastidio.
Chiss perch, poi? Dopo tutto, sono un uomo istruito. Ho studiato a Cambridge, parlo diverse lingue, ho fornito preziosi servigi al segretario di stato. Ovvero una preparazione perfetta per fare da tirapiedi a un cavaliere non pi nel fiore degli anni. Si ferm e digrign i denti prima di dire in tono di scuse: Perdonate, ho freddo e sono esausto. Ho parlato a sproposito.
Thomas rise e scosse la testa meravigliato.  il massimo che mi hai detto da quando abbiamo lasciato l'Inghilterra. Davvero.
Richard si strinse nelle spalle e, sganciata la fibbia del mantello, lasci cadere a terra l'indumento fradicio.
Be', mi fa piacere conoscere un po' della tua storia, continu Thomas in tono divertito. E che ritieni che mi sia ormai lasciato alle spalle i miei anni migliori.
Vi chiedo scusa.
Non  necessario. Hai ragione, non sono pi il guerriero che ero in giovent. Ma ti assicuro che, quando avevo la tua et, il mio corpo era in forma quanto il tuo. Migliore, forse. Perfino adesso, chiss?.
Il giovane si era tolto il farsetto di pelle e, a fatica, si sfil anche la maglia di lana. Poi guard Thomas con un'aria divertita. Vorreste misurare la vostra forza con me?
Pensi che avrei paura di farlo?
No. Non a giudicare da quanto so di voi, sir Thomas. Ma penso che non sarebbe saggio da parte vostra.
Thomas inarc un sopracciglio ma rimase in silenzio mentre anch'egli si toglieva gli indumenti bagnati, a eccezione di calzoni e stivali, rivelando il possente torso e la nodosa carne bianca di vecchie cicatrici al pallido chiarore della lampada. Vide Richard osservarlo con curiosit prima di distogliere lo sguardo imbarazzato.
Accender io il fuoco, disse Thomas. C' un'altra lampada l in fondo. Prendila e vedi se riesci a trovare altre coperte. Voglio stare al caldo almeno per stanotte, prima di rimetterci in viaggio.
Richard annu. Servendosi di un filo di paglia preso da uno squarcio nel materasso, accese lo stoppino della lampada e lasci la stanza. Una volta solo, Thomas si sedette sul pavimento accanto al camino. Con la pelle umida sentiva ancora pi freddo nell'aria gelida e, tremando, sistem i legnetti sul piccolo letto di paglia a cui accost la fiamma. Il fuoco si accese in fretta e Thomas si sporse in avanti, soffiando delicatamente per attizzarlo. Ben presto piccole fiamme lambirono i legnetti, sibilando e crepitando. Quando Richard torn, la stanza era illuminata dal roseo chiarore del fuoco e ombre danzavano sulle pareti di gesso.
Ecco. Aveva una pila di coperte ripiegate contro il petto e ne porse una a Thomas. Le ho trovate in una credenza. E cuscini in pi se ne avete bisogno.
Star bene anche senza. Thomas lo ringrazi con un cenno del capo e prese la coperta; la apr con uno scrollone e se la avvolse attorno alle spalle prima di aggiungere qualche ciocco al fuoco.
Anche Richard prese una coperta e si sedette sul bordo del letto che Thomas aveva scelto per s, sporgendosi leggermente in avanti per essere pi vicino al tepore del camino. Dopo un breve silenzio, parl.
Quelle cicatrici. Ve le siete procurate al servizio dell'Ordine?
Alcune. Altre prestando servizio altrove. Thomas cambi posizione in modo da guardare in faccia il giovane. Si tocc la spalla sinistra. Una freccia mi ha colpito qui quando ero nelle Fiandre. Una ferita superficiale, ma ricordo che sanguinavo come un maiale impalato. Spost la mano pi in basso, sul petto. Questo  il taglio di un pugnale. Quest'altra me la sono procurata durante una spedizione al porto di Algeri. La Valette non voleva che fossimo intralciati dalla corazza. Ci fu una schermaglia a bordo del galeone che avevamo preso e un corsaro mi si par davanti e colp. Il secondo colpo mi avrebbe ucciso se La Valette non fosse intervenuto. Thomas guard il fuoco, con la fronte corrugata dai ricordi. Si diede un colpetto nell'incavo del gomito. Questa  un'ustione, quando attaccammo un forte corsaro nei pressi di Tripoli. Il nemico usava vasi incendiari. Uno esplose contro il muro sul quale mi stavo arrampicando e la nafta penetr la cotta di maglia e il giaco, bruciandomi la carne. Fece una smorfia al ricordo del terribile e intenso dolore che aveva sofferto durante la lunga notte che ci era voluta per catturare il forte.
E quell'altra, sulla fronte?, domand Richard.
Questa?. Thomas indic la sottile cicatrice sotto l'attaccatura dei capelli. Rimase in silenzio mentre passava il dito avanti e indietro sulla cicatrice e Richard lo guard impaziente. Nei suoi occhi luccicava il riflesso del fuoco che scaldava la stanza. Thomas si schiar la voce. Questa me la sono fatta scivolando sul ghiaccio e battendo la testa contro la porta di una locanda.
Richard rimase a bocca aperta e poi scoppi a ridere; Thomas fece altrettanto e la stanza si riemp di quel suono allegro. La risata continu pi a lungo del dovuto adesso che la tensione tra i due si era allentata per la prima volta da quando si erano conosciuti. E poi, quando si spense, Richard, imbarazzato, si alz e spinse due sedie davanti al fuoco, appendendovi i propri vestiti perch si asciugassero. Esit un momento prima di fare altrettanto per il mantello, il farsetto e la camicia di Thomas. Nel frattempo, tirato fuori il piccolo coltello che portava in un fodero sulla schiena, Thomas affett il pane e il formaggio e ne offr met a Richard.
Grazie. Il giovane si alz e indic il letto. Il vostro, credo.
Thomas scosse la testa. Prendilo pure. Diede un pugno al pagliericcio che aveva sotto di s. Questo andr pi che bene.
Richard si sedette ed entrambi iniziarono a mangiare. Era il primo pasto da settimane che non avesse il sentore salato del mare e che non fosse guastato dal nauseante rollio del galeone, mentre arrancava tra le onde torbide sotto un cielo grigio. Di conseguenza, pur essendo semplice pane e formaggio, il sapore era impareggiabile e, mentre lo stomaco si riempiva e il corpo si scaldava, Thomas si sent pago. In parte perch adesso c'era la prospettiva di un'amicizia quando prima c'era stata solo una scostante tolleranza tra lui e Richard. Thomas voleva scoprire di pi riguardo all'agente di Cecil, un po' per sapere altro sul documento e l'esatta natura dei suoi ordini, ma anche per semplice curiosit e il desiderio di conoscerlo meglio. Tuttavia sapeva che prendendosi certe libert troppo in fretta correva il rischio che Richard tirasse di nuovo su la guardia. Prese la brocca e vers un bicchiere di vino a entrambi. Ne porse uno a Richard. I vestiti avevano iniziato a fumare e un odore stantio satur la stanza.
Sei stato scelto bene per la tua missione, disse Thomas. Se parli altre lingue bene quanto lo spagnolo, allora sarai senz'altro molto utile.
Richard fece uno strano sorriso. Utile? Forse un uomo della mia posizione sociale dovrebbe considerarlo un complimento.
Thomas fu tentato di chiedere di pi ma c'era un'ombra di rabbia e, soprattutto, di vergogna nella voce del giovane e decise di non insistere per il momento.
Hai recitato abbastanza bene la tua parte, continu. Ma entrambi dovremo esibirci come i migliori attori di Londra se vogliamo convincere gli altri membri dell'Ordine, una volta arrivati a Malta. Non basta che ti comporti da scudiero. Devi iniziare a pensare come tale. Devi fare tutto quello che ti chiedo senza esitazione e senza traccia del risentimento che a volte mostri. Terrai puliti la mia corazza, l'equipaggiamento e il guardaroba. Porterai il dovuto rispetto a chiunque incontrerai, qualunque sia il suo ceto. Devi sempre comportarti come un gentiluomo che aspira a diventare cavaliere. E non un cavaliere qualsiasi, ma un membro dell'Ordine. Se riesci a fare questo, allora passerai per uno scudiero.
L'espressione di Richard si fece amara. Allora passer per ci che non diventer mai, neanche cavaliere.
Come pu essere?
La nobilt  appannaggio di coloro che hanno un passato senza macchia. Non importa il valore di un uomo se sul suo nome c' un difetto che niente pu cancellare.
Ma tu sei di nascita nobile, replic Thomas.  evidente. Sei un gentiluomo tanto quanto me, questo lo vedo bene.
A parte il fatto che sono nato dal lato sbagliato del lenzuolo, sir Thomas. Questa  una cosa che nessuno  in grado di cambiare. Sono un bastardo, noto come tale a chi mi ha cresciuto. Ecco perch ho scelto questo stile di vita. Adesso, se volete scusarmi, sono stanco e preferirei dormire bene prima del viaggio che ci aspetta domani. Vuot il bicchiere e si distese sul letto mettendosi su un fianco, in modo da dare le spalle a Thomas e al fuoco.
Per un po' Thomas rimase a guardarlo, interrogandosi sulle sue origini. Com'era portare il fardello di un tale marchio in un mondo in cui cose del genere contavano cos profondamente, malgrado la multiforme malvagit e immoralit di tanti che rivendicavano il mantello della nobilt? Non c'era da meravigliarsi che il giovane fosse pieno di rancore. La natura lo aveva dotato di una bella mente, un corpo ben fatto e una sana costituzione. La societ lo aveva maledetto con un'etichetta che lo avrebbe segnato fino al giorno della sua morte. Per un momento Thomas inizi a provare piet per il suo compagno ma si controll. Non c'era bisogno di contribuire alle difficolt di Richard con un sentimento indegno.
Emise un sospiro sommesso e poi aliment il fuoco. Gir gli indumenti che si asciugavano sulle spalliere delle sedie, sistem gli stivali accanto a esse e si mise a letto, steso sulla schiena a osservare il soffitto. Il sonno non gli veniva pi facilmente come un tempo e la campana di una chiesa nel porto suon mezzanotte prima che Thomas chiudesse gli occhi e si addormentasse.
...
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12.
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La strada che attraversava il Nord della Spagna passava sul terreno roccioso di Navarra e Aragona prima di raggiungere la Catalogna. Pioveva di frequente e gli alti valichi sulle colline erano sommersi di neve e ghiaccio che rallentava il loro passo. Per gran parte delle notti, Thomas e Richard si fermarono in piccoli villaggi, pagando per dormire nei fienili quando non riuscivano a trovare una stanza. Per due volte dovettero dormire all'addiaccio, i cavalli legati ad alberi rachitici mentre i due uomini si stringevano attorno a un fuoco, al riparo di una roccia sporgente. Fecero a turno per dormire, diffidando delle piccole bande di rapinatori che depredavano i viaggiatori. Una volta furono seguiti per mezza giornata da un gruppo di uomini in sella a piccoli pony arruffati. Thomas e Richard avevano fatto una breve sosta per agganciarsi le spade e si erano accertati che le armi fossero ben visibili. Poco dopo, gli uomini avevano tirato le redini e li avevano guardati allontanarsi.
I due inglesi attiravano l'attenzione in ogni villaggio e citt che attraversavano. Il re e la Chiesa si erano adoperati strenuamente perch il proprio popolo considerasse l'isola governata dalla regina Elisabetta come un regno di malvagit e depravazione. Pertanto il cavaliere e il suo scudiero suscitavano sospetto e paura e, pur non essendo mai minacciati n mandati via grazie al salvacondotto del comandante del porto di Bilbao, non venivano mai accolti con calore n ospitalit.
La gradevole conversazione della prima notte in Spagna non si era ripetuta; Richard si era ancora una volta chiuso in un atteggiamento pacatamente ostile, anche se eseguiva gli ordini di Thomas e si assicurava di adempiere al ruolo di scudiero in modo impeccabile. Dopo qualche tentativo di tornare al cordiale momento di cameratismo che avevano condiviso, Thomas rinunci e continuarono il viaggio scambiandosi una manciata di parole solo quando necessario e mangiando in silenzio ogni sera, seduti davanti al fuoco o al riparo in un fienile.
A mezzogiorno del quinto giorno del nuovo anno, raggiunsero la sommit dell'ultimo crinale delle colline che sovrastavano la stretta pianura in cui Barcellona era incastonata sulle rive del Mediterraneo. Le nuvole erano andate via e il sole splendeva nel brillante cielo azzurro. Malgrado fosse pieno inverno, il mare sembrava luminoso e invitante e Thomas prov uno struggimento per l'isola al centro del Mediterraneo, un luogo che un tempo aveva creduto sarebbe stata la sua casa per la vita, in mezzo a una banda di compagni d'armi che combattevano per Dio una lotta impari. Gli era parso tutto chiaro e nobile all'epoca, prima che Maria entrasse nella sua vita e che si rendesse conto che c'era ben poca nobilt in un'incessante guerra il cui sviluppo consisteva nell'infliggere nuovi orrori al nemico. Nonostante la scintillante bellezza, quel mare era un campo di battaglia antico quanto la storia. Molto prima dell'inizio dell'attuale conflitto, sul Mediterraneo avevano combattuto Romani, Egiziani, Cartaginesi, Greci e Persiani. Chiss quante migliaia di navi da guerra marcivano nei suoi abissi? Era un mare alimentato dalle lacrime e dal sangue di generazioni su generazioni di esseri umani, riflett Thomas rabbrividendo.
Schiocc la lingua e conficc i talloni nei fianchi del cavallo. Forza, non perdiamo tempo.
Richard rimase a osservare la scena ancora un istante e poi presero il sentiero che scendeva sinuoso lungo il fianco della collina. Sotto, la citt di Barcellona si estendeva all'ombra della cittadella fortificata. Nel porto, trenta o quaranta galee erano all'ancora e altre due erano in secca davanti ai cantieri navali reali, una serie di lunghi capanni dagli alti tetti che dominavano la costa. Nella piazza d'armi all'esterno della fortezza, diverse compagnie di picchieri si esercitavano sotto gli sventolanti colori dei loro stendardi. Erano in atto i preparativi per affrontare la minaccia che incombeva all'altro capo del Mediterraneo. Ma sarebbe stato sufficiente?, si domand Thomas. Per esperienza sapeva bene che i turchi erano in grado di mettere in campo vaste forze di uomini e navi. Annoveravano i migliori cannonieri e genieri di assedio al mondo e le dimensioni e la potenza distruttiva dei cannoni non aveva eguali.
In prossimit delle mura cittadine, la pista si univa a una strada costiera. Poco pi avanti, i due cavalieri affiancarono una lenta fila di carri carichi di fusti di polvere da sparo e quadrelli di ferro. Thomas spron il cavallo in modo da superare il convoglio prima di arrivare all'ingresso principale della citt. Facendo segno a Richard di raggiungerlo, Thomas estrasse il salvacondotto e lo consegn a uno dei soldati di guardia. Il catalano guard il documento senza comprenderlo e ordin loro di aspettare; poi and a cercare il suo superiore, scomparendo oltre un passaggio ad arco che immetteva nel corpo di guardia. Thomas si sollev sulla sella e si lasci scivolare a terra con uno stanco grugnito. Richard fece altrettanto e prese le redini di entrambi i cavalli, come avrebbe fatto uno scudiero, not Thomas con soddisfazione.
La guardia torn poco dopo con un uomo corpulento che si asciug la bocca con una mano mentre guardava il salvacondotto che aveva nell'altra. Lanci un'occhiata ai due inglesi e poi si rivolse a Thomas, che fece segno al suo scudiero.
Richard, se non ti dispiace.
Mentre i due parlavano, Thomas cerc di capire il senso della conversazione, ma la lingua catalana gli era sconosciuta. Questo lo faceva sentire a disagio e perfino vulnerabile; ancora non si fidava del giovane che gli era stato imposto da Cecil e Walsingham. Richard sapeva molto di pi riguardo allo scopo della missione e della natura del delicato documento alla base di essa. Se il documento veniva individuato e recuperato, si chiese Thomas, quali erano gli ordini del suo compagno a quel punto? La propria utilit sarebbe venuta a mancare e forse gli ordini dati a Richard prevedevano l'eliminazione di un uomo la cui conoscenza della missione, per quanto limitata, poteva in seguito diventare scomoda. Doveva restare in guardia contro un tale tradimento, anche mentre affrontava i turchi in battaglia. Quel pensiero lo inaspr contro Richard e i suoi capi a Londra.
Richard interruppe i suoi pensieri. Signore, ho spiegato al capitano il nostro scopo. Dice che poich siamo diretti a Malta, sarebbe meglio annunciare il nostro arrivo alla cittadella.  l che troveremo don Garca de Toledo. Il suo esercito si sta preparando per imbarcarsi per la Sicilia e forse possiamo viaggiare con la flotta.
La Sicilia?
 dove re Filippo sta radunando le forze per affrontare i turchi. Agli spagnoli si uniranno i mercenari italiani, comprese le galee della famiglia Doria. Il capitano dice di aver sentito che sar l'esercito pi grande mai chiamato a raccolta per combattere nel nome di Cristo. E don Garca  il miglior generale di tutta Europa. I turchi, dice, saranno schiacciati fino all'ultimo.
Thomas guard l'ufficiale catalano, grasso e troppo avvezzo alla bella vita. Non sarebbe durato a lungo in una strenua campagna. Digli che prego Dio affinch abbia ragione. Andremo subito alla cittadella.
Dice che ci far portare dai suoi uomini. Richard lanci un'occhiata circospetta allo spagnolo prima di continuare. Gira voce che il nemico abbia spie a Barcellona. Non credo che si fidi di noi.
Spie?, chiese ridendo Thomas. Abbiamo l'aspetto di turchi?
Siamo inglesi, signore. A quanto pare sono molti qui a credere che i loro nemici facciano causa comune.  comprensibile. Non hanno mai perdonato i francesi per aver combattuto al fianco dei turchi vent'anni fa.
Thomas annu concorde. Era stata un'alleanza che aveva scandalizzato il resto della cristianit quanto un patto col diavolo, ma di breve durata. I francesi si erano indignati per i massacri perpetrati dai nuovi alleati contro i cristiani lungo le coste dell'Italia. Thomas poteva immaginare l'orrore che doveva aver suscitato nei cavalieri dell'Ordine, e in La Valette soprattutto.
Molto bene, ringrazia il capitano per la scorta che ci fornisce.
Con due uomini che facevano strada e un altro paio al seguito, Thomas e lo scudiero condussero i cavalli oltre le robuste mura, ritrovandosi in un'ampia strada transitabile. Le torri della cattedrale di Santa Eulalia si ergevano sui tetti degli edifici addossati l'uno all'altro lungo il tragitto. Le recenti piogge avevano spazzato via gran parte del sudiciume che copriva le strade e gli odori pi offensivi della citt erano miti in confronto al lezzo di Londra. Erano passati tanti anni da quando Thomas aveva visto Barcellona, ma per Richard era chiaramente la prima volta, a giudicare dal modo in cui osservava l'ambiente circostante con genuina curiosit. Con i suoi tratti scuri poteva passare per uno del posto, se non fosse stato per l'assenza di accento catalano. Cecil e Walsingham avevano scelto con saggezza il loro uomo, riflett Thomas.
Mentre entravano nella piazza antistante la cattedrale, l'attenzione di Thomas si spost sull'ornata facciata, con le tre torri realizzate in un robusto graticcio di pietra. Molto diversa dalle cattedrali inglesi, pens. Allungando il collo, guard le croci che svettavano verso il cielo azzurro. In alto, volavano in tondo alcuni gabbiani, neri in controluce. Per un momento, Thomas si sent il cuore leggero a quella vista, ma poi gli sovvenne che all'altro capo di quel mare, a Costantinopoli, la grande citt che i turchi avevano ribattezzato Istanbul, poteva esserci un uomo come lui, un guerriero, che, davanti alla grande moschea, guardava la mezzaluna d'oro. Un uomo che presto avrebbe potuto affrontare in battaglia. Quel pensiero gli provoc un brivido freddo lungo la schiena. Non era paura, solo la tetra sensazione che era destinato a farsi consumare dall'imminente scontro di fedi e imperi.
Il gruppetto attravers la piazza e ben presto si lasci alle spalle i confini della citt, diretto su per la ripida collina alla volta della cittadella. Una fresca brezza soffiava dal mare, portando con s l'odore della salsedine. Raggiunta l'entrata della cittadella, furono costretti ancora una volta a dare spiegazioni. Mentre la scorta fu rispedita alle mura cittadine, cavaliere e scudiero furono ammessi nel cortile esterno, dove legarono i cavalli e aspettarono seduti su una panca.
Non furono trattenuti a lungo. Un ufficiale in velluto rosso usc in tutta fretta dal quartier generale del governatore e li raggiunse.
Sir Thomas Barrett?  un onore conoscervi, signore, dichiar in buon francese, rivolgendogli un profondo inchino. Thomas e Richard si alzarono e, a loro volta, chinarono il capo.
Posso presentarmi?. Scocc loro un piacevole sorriso. Sono Fadrique Garca de Toledo e sono al servizio di voi e del vostro scudiero, sir Thomas.
Il giovane sembrava aver superato da poco la ventina e Thomas scambi una breve occhiata con Richard prima di schiarirsi la voce e rispondere in francese.
Siete voi il comandante della forza che re Filippo sta inviando contro i turchi?
Io?. Lo spagnolo assunse un'espressione divertita. Decisamente no, signore. Si tratta di mio padre. Ho mandato a dirgli del vostro arrivo. Avr piacere di accogliere un altro membro dell'Ordine che sta rispondendo alla chiamata alle armi.
Siamo in molti?, domand Thomas.
Il sorriso di Fadrique sbiad. Da Barcellona non ne sono passati quanti ne aspettavamo, signore. Siete, infatti, il quinto cavaliere che vediamo. Certo, molti si saranno imbarcati in altri porti. Sono convinto che nessun membro si negherebbe la possibilit di prendere parte alla gloriosa vittoria che celebreremo sui turchi.
Speriamo che abbiate ragione.
Ne sono sicuro, signore. Questa  la grande battaglia del nostro tempo. La decisiva prova delle armi tra la nostra fede e la falsa fede dell'Islam.
Thomas strinse le labbra ma evit di esprimersi.
Lo spagnolo indic l'entrata. Se volete seguirmi potrete rifocillarvi mentre attendete mio padre.
Thomas sorrise impercettibilmente nel ricordare i raffinati modi degli spagnoli al fianco dei quali aveva combattuto un tempo. Pieg il capo. Vi ringrazio.
All'interno dell'edificio attraversarono un atrio piastrellato con archi che conducevano in corridoi bui su entrambi i lati. A parte una manciata di guardie in servizio, c'era poca attivit. I passi dei tre uomini rimbombavano contro le pareti.
Sembra molto tranquillo qui, osserv Thomas. Pensavo che il personale di vostro padre fosse intento a pianificare la campagna.
 tutto sotto controllo, vi assicuro, rispose con disinvoltura Fadrique. Gran parte dei suoi ufficiali sono ai cantieri navali per sovrintendere alle operazioni di carico delle galee. Salpiamo per la Sicilia a giorni. Una volta unite le forze con gli alleati, affronteremo i turchi.
Entrarono in una sala modesta, con un lungo tavolo al centro. Comode sedie erano a ciascun lato e due, pi fastose, a capotavola. Fadrique li invit ad accomodarsi.
Prego, sedete. Ho dato ordini affinch riceviate cibo e vino. Adesso, se volete scusarmi, raggiunger mio padre fino a che non sar pronto per incontrarvi. Si inchin di nuovo e li lasci soli.
Una volta che la porta si fu chiusa, Richard sospir. Solo cinque cavalieri... Dovrebbero essercene di pi diretti alla volta di Barcellona. Molti di pi.
C' ancora tempo, ribatt Thomas. E, come dice lui, potrebbero aver preso altre strade.
Richard lo guard. Davvero lo credete?.
Thomas si strinse nelle spalle. Non fa alcun male sperare per il meglio e accettare il peggio.
 una filosofia da sciocchi.
Thomas non si lasci scoraggiare. Pi ardue le difficolt che siamo chiamati ad affrontare, maggiore la nostra parte di gloria.
La gloria, ecco per cosa vivete voi cavalieri. Lo capisco. Ma mentre le vostre gesta gloriose entreranno negli annali con un nome, non sar questo il caso per gli ordini inferiori. I nostri eroi sono senza volto. Ho ben poco desiderio di contribuire alla somma dell'anonimato, sir Thomas.
Furono interrotti da un servitore che entr nella stanza con un vassoio. Si avvicin al tavolo senza incrociare i loro sguardi e lo pos. Poi, con un profondo inchino, fece qualche passo indietro prima di girarsi e uscire in tutta fretta.
Ecco, disse Richard. Questa  la fine che fanno coloro che non hanno posto nella storia.
Thomas non rispose subito ma prese un piatto dal vassoio, mise l'altro davanti al compagno e vers a entrambi un bicchiere di vino. Poi guard Richard e parl in tono pacato e stanco.
Non posso cambiare il modo in cui la storia segna il passaggio della vita di un uomo, Richard. N posso riparare all'incidente della tua nascita. Perci non serve a niente gettarmi in faccia i tuoi guai con tanta malagrazia. L'unica cosa importante  che compiamo il nostro dovere. Io, nei confronti dell'Ordine che ho giurato di difendere con la vita. Tu, nei confronti dei tuoi padroni a Londra, in nome dell'incarico che ti hanno affidato. Devi aiutarmi nel mio dovere, finch puoi. Da parte mia, potrei assisterti meglio se sapessi di pi.
Richard fiss su di lui gli occhi scuri. Non posso dirvi pi di quanto gi sappiate.
E cosa succeder se dovesse capitarti una disgrazia?
In quel caso, oso dire che Walsingham mander un altro agente a completare la missione.
Capisco. E il tuo padrone ha gi pronta una scorta di uomini che parlano tante lingue come te?.
Richard abbass lo sguardo sul piatto e prese delicatamente una costoletta d'agnello. Vi diede un piccolo morso e inizi a masticare.
Come pensavo. Thomas sorrise tra s. Quindi se tu vieni a mancare, la missione si conclude. A meno che tu non possa dirmi qualcosa in pi sul documento.
Richard deglut. No.
Perch no? Vedi bene che ho ragione.
Ho i miei ordini.
Capisco. Ma se la posta in gioco  cos alta come dice sir Robert, allora  essenziale che l'uno o l'altro di noi recuperi il documento e ritorni con esso in Inghilterra.
Sempre che uno di noi sopravviva all'attacco a Malta, replic sarcastico Richard.
Thomas serr le labbra. Te lo concedo.
Mi dispiace, signore, ma i miei ordini sono chiari. Non devo rivelarvi nulla.
Perch no?
Perch Walsingham non si fida di voi.
Capisco. E Cecil?
Sir Robert rispetta il giudizio di sir Walsingham in quasi tutte le cose.
Thomas incroci le dita e le accost al mento mentre sentiva la rabbia crescere dentro di s. Quella era una ferita al suo onore. Immagino che i loro sospetti derivino dalle mie convinzioni religiose... perch sono cattolico. C' qualche aspetto del documento che lo renderebbe pericoloso se io ne conoscessi il contenuto?
Non posso dirlo, replic Richard prima di dare un altro morso alla carne.
Non puoi o non vuoi?
Ho gi detto pi del dovuto. Se pu contribuire a mettervi l'anima in pace, allora sappiate che Cecil ha fiducia che vi riteniate prima un inglese e poi un cattolico. Ma basta cos. Non dir di pi. Parlate di qualcos'altro, se dovete.
Molto bene. Dimmi, sei protestante, come i tuoi padroni, o della Chiesa di Roma?.
Richard smise di mangiare mentre rifletteva sulla domanda. Dovete saperlo. Pensate davvero che Cecil impiegherebbe un cattolico al suo servizio? Questa non  neanche una domanda.
E sei sempre stato protestante?, insist Thomas.
Perch dovete saperlo?
Voglio conoscerti meglio. Nel conflitto che ci aspetta, preferirei comprendere che tipo di uomo combatter al mio fianco.
E capire se sono stato cattolico far differenza?. Richard ridacchi. Sarebbe meglio sapere se ho mai ucciso un uomo.
E lo hai fatto?. Thomas lo guard attentamente.
No. Ma sono sicuro che lo avr fatto prima di tornare in Inghilterra.
Prima che Thomas potesse indagare ulteriormente, la porta si apr e un uomo massiccio sulla cinquantina fece il suo ingresso. Aveva i capelli grigi e radi e la barba tagliata corta sulle guance pesanti. Gli occhi, tuttavia, erano vivaci e attenti e scrutarono i due inglesi che si alzarono in piedi. Fadrique entr dietro di lui e fece le presentazioni.
Sua Eccellenza ammiraglio della flotta di Sua Mest cattolica re Filippo di Spagna e vicer di Sicilia, don Garca lvarez de Toledo.
Don Garca avanz verso di loro e si ferm a distanza di sicurezza quando Thomas fece per replicare con un dignitoso inchino.  un onore conoscervi, signore. Sir Thomas Barrett, e il suo scudiero Richard Hughes, al vostro servizio.
Fadrique mi informa che siete diretto a Malta. Don Garca parl in tono suadente con una leggera blesit. State rispondendo alla chiamata alle armi di La Valette.
 cos, conferm Thomas.
Allora siete pi che benvenuto, sir Thomas. In particolar modo per la vostra meritata reputazione sui campi di battaglia d'Europa. Don Garca sorrise affabile.
Thomas fu sorpreso di apprendere che la sua reputazione fosse nota a Barcellona. Sorrise con modestia. Quello  stato un po' di anni fa.
L'esperienza  tutto in guerra.
Quasi. Ma i numeri fanno la loro parte.
Don Garca diede una pacca sul braccio di Thomas. Confido che il vostro viaggio sia stato agevole fino a questo momento.
Visioni delle tempeste che avevano affrontato durante il viaggio verso la Spagna apparvero fugaci nella mente di Thomas, ma le scacci e annu. Abbiamo proceduto di buona lena, signore, considerata la stagione.
Don Garca gli rivolse uno sguardo perspicace. L'Atlantico in inverno pu essere come una bestia selvaggia. Siete stati bravi a raggiungerci. Ed  un bene che lo abbiate fatto. Sar necessario fino all'ultimo uomo per rinforzare le difese di Malta. Ma, perdonatemi, dovete essere stanchi. Agit una mano in direzione delle sedie. Sedete, prego. Non intendevo interrompere il vostro pasto.
Una volta che i quattro uomini si furono seduti, Thomas scost il piatto, nel quale il cibo non era stato toccato. Indic a Richard di fare altrettanto, poich non sarebbe stato conveniente per uno scudiero mangiare al cospetto dei suoi superiori.
Sir Thomas, perdonate se evito i consueti convenevoli e vado dritto al punto. Ho poco tempo prima di salpare per Malta. Cosa sapete della situazione?
Solo quanto mi  stato riferito dal cavaliere che mi ha portato la convocazione in Inghilterra, signore. Ha detto che il Gran Maestro ha saputo del piano del sultano di prendere Malta e sradicare l'Ordine di San Giovanni una volta per tutte.
Proprio cos, annu don Garca. Deve assicurarsi Malta per proteggere la sua linea di rifornimento. Ed  l che dobbiamo contrastarlo. Non ho dubbi circa la sua strategia generale. Per molti anni, Solimano e i suoi alleati corsari hanno esteso la loro influenza in tutto il Mediterraneo occidentale. Ogni primavera abbiamo tenuto d'occhio l'orizzonte orientale, in attesa di un assalto, ma si sono accontentati di sondare le coste di Italia, Francia e Spagna, catturando le nostre navi o razziando i villaggi costieri e le cittadine a caccia di schiavi. Abbiamo potuto fare ben poco per evitarlo. Quando riceviamo un rapporto e inviamo una flotta sul posto, il nemico  gi fuggito. Nel frattempo, io ho fatto tutto quanto in mio potere per approntare le nostre difese e le galee per quando ci sar l'assalto. Adesso quel momento incombe su di noi.  fuori di dubbio. La nostra spia a Istanbul ha visto in prima persona i preparativi del nemico. Galee e galeoni si stano radunando in massa nel Corno d'Oro, mentre ogni giorno carri entrano in citt carichi di polvere, proiettili, macchine d'assedio e razioni. Fuori dalle mura, decine di migliaia di soldati sono riuniti in attesa dell'ordine di imbarco. Si tir indietro e appoggi le mani sui braccioli della sedia.  fuori questione che i turchi stiano per arrivare. Questo  il momento a lungo temuto.  l'anno in cui la nostra fede deve opporre resistenza o cadr sotto l'ombra della mezzaluna.
Allora opporremo resistenza, disse con fermezza Thomas, e se l'Ordine viene spazzato via, il modo in cui affronteremo la distruzione sar di ispirazione al resto della cristianit perch eguagli il nostro esempio.
Prego che abbiate ragione, sir Thomas. Se i regnanti d'Europa non fanno causa comune contro la pi grande minaccia, allora siamo perduti. Il nostro popolo sar costretto a inginocchiarsi al cospetto della falsa religione.  una piccola misericordia il fatto che nessuno di noi a questo tavolo vivr per vedere quel giorno. Giuro davanti a voi che morir con la spada in mano e il nome benedetto di Ges sulle labbra insanguinate piuttosto che baciare il piede di Solimano.
Cos giuriamo tutti, replic Thomas e si fece il segno della croce.
Dopo un breve silenzio, don Garca riprese a parlare. Ho scelto di concentrare le mie forze in Sicilia. Sua maest ha informato le altre potenze europee che, se desiderano allearsi alla nostra grande causa, devono mandare uomini e navi a unirsi a noi sull'isola. Con un po' di fortuna, avr abbastanza galee a disposizione per affrontare la flotta di Solimano. Potr cos fare rotta verso sud se colpisce prima Malta, a nord se sbarca in Italia.
Un piano avveduto, signore.
Avveduto? S. Don Garca sorrise. Ma se non ricevo tutte le forze che mi sono state promesse, avremo poche speranze di vittoria.
Fadrique si schiar la voce. Per quanto pochi, avremo sempre Dio dalla nostra parte. Non possiamo essere sconfitti. Il nostro Signore  onnipotente e non lo permetterebbe.
Suo padre lo guard con indulgenza. Naturalmente hai ragione. Poi torn a rivolgersi a Thomas. Partir per la Sicilia domani con sei galee, scortando quattro galeoni con a bordo i primi duemila uomini per gettare le basi dell'operazione. Da l andr a Malta per conferire con La Valette. Sarei felice di offrire a voi e al vostro scudiero un posto sulla mia ammiraglia.
 molto generoso da parte vostra, signore.
Allora trovatevi a bordo alle prime luci. Salpiamo all'alba. Don Garca si alz e gli altri fecero altrettanto. Adesso dovrete scusarmi. Ci sono ancora molti dettagli di cui occuparmi. Fadrique si assicurer che abbiate alloggio nella cittadella e ricovero per i vostri cavalli.
Non sono miei, ma di propriet del vostro re. Ci sono stati prestati dal comandante del porto di Bilbao.
Allora possono essere aggiunti al mio esercito. Adesso vi auguro buona giornata, signori. Prego, finite il vostro pasto e riposate. Vieni, Fadrique!.
Malgrado la stazza, don Garca si muoveva con grande energia e usc a grandi passi dalla stanza, col figlio che si affrettava dietro di lui. La porta si chiuse e i loro passi si fecero sempre pi lontani. Richard riprese il suo piatto e continu a mangiare per un po'. Poi parl piano. Le probabilit contro di noi non sono incoraggianti.
Thomas si strinse nelle spalle.  sempre stato cos per l'Ordine. In tutta la sua storia.
L'ideale eroico, riflett Richard. O forse un modo per aggiungere la gloria a una pulsione suicida.
Frena la lingua. Non sai di cosa parli. Gli uomini dell'Ordine hanno giurato di combattere per la gloria di Dio, e nessun altro scopo. Il suicidio  un peccato e lo sai bene. Thomas contenne l'irritazione e continu in tono ironico. Inoltre, come ha detto il figlio di don Garca, Dio sar al nostro fianco.
S, un ripensamento divino sarebbe gradito. Non si  notata la Sua presenza quando Solimano ha sottratto Rodi all'Ordine. E dov'era quando l'Ordine per poco non  stato spazzato via alla caduta di Acri? Cosa vi fa pensare che vi sosterr, ci sosterr, a Malta?
Riporre fede in Dio non pu fare alcun male alla nostra causa, replic Thomas, pur condividendo le perplessit di Richard. Alz gli occhi e vide che il giovane lo stava osservando.
Ma, se  la volont di Dio imporre una tale sofferenza su coloro che lo venerano, non posso fare a meno di mettere in dubbio il Suo scopo.
Bada, Richard.  un pensiero blasfemo.
 solo filosofia. Il punto  che entrambe le fazioni nell'imminente conflitto stanno combattendo nel nome della propria fede. Se i turchi vincono, significa che Dio ci ha abbandonati o che la loro fede  pi potente? Se la fede di entrambi  ugualmente forte, allora questo scontro sar deciso solo dagli uomini.
Thomas non poteva dissentire ma, anche se non poteva pi uccidere in nome di Cristo, avrebbe comunque combattuto per evitare di essere ucciso nel nome di Allah. Se  una questione che sta agli uomini risolvere, cos sia. Io sono pronto a fare la mia parte. Si alz. Ho bisogno di fare due passi.
Devo....
No. Resta qui. Finisci di mangiare, poi prendi i nostri bagagli e va' a riposare. Riposa il pi possibile. Ben presto sar un lusso che bramerai come nient'altro.
A parte il riposo definitivo.
Thomas riflett un momento e scosse la testa. Potresti arrivare a desiderare perfino quello prima che questa storia finisca.
...
.
...
13.
...
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...
La flottiglia era solo a mezza giornata al largo del porto di Palma, sull'isola di Maiorca, e Thomas si godeva la fresca brezza del mattino quando la prima vela fu avvistata. Un marinaio nella piccola coffa in cima all'albero maestro si scherm gli occhi con una mano mentre puntava l'altra verso l'orizzonte nord, nel vento che soffiava dalla Francia.
Il capitano dell'ammiraglia and verso la balaustra del ponte di poppa e si port una mano alla bocca. Cosa vedi?.
Ci fu una breve pausa mentre il marinaio scrutava l'orizzonte, aguzzando la vista per cogliere quanti pi dettagli possibile. Sul ponte principale della galea tutti si alzarono e aspettarono la sua risposta.
Vedo due vele latine, signore.
Molto probabilmente  una galea, disse Thomas.
Come fate a saperlo?, chiese Richard, che allungava il collo e scrutava il mare lungo. Io non riesco neanche a vederla.
E non la vedrai ancora per un po'. Lo scafo rester invisibile per circa un'ora.
Perch?.
Thomas ghign nel ricordare che lo scudiero aveva passato gran parte del viaggio da Londra raggomitolato e sofferente nella cabina del galeone. Conosci poco della vita in mare.
S, e non ho intenzione di salire mai pi a bordo di una nave quando tutto questo sar finito, aggiunse con convinzione Richard.
Poich sei un uomo istruito, devi aver sentito che la terra  tonda.
Richard gli scocc un'occhiata irritata. Naturalmente.
Allora dovrebbe essere palese perch le vele di una nave sono visibili prima dello scafo, dato che l'orizzonte  curvo.
Richard digrign i denti. Questo lo sapevo.
Voi sul ponte!, url la vedetta. Vedo altre vele. Tre... cinque, di pi. Sembrano galee... S, ne sono certo.
Andiamo. Thomas diede uno strattone alla manica dello scudiero e, salita la corta rampa di gradini, raggiunsero il gruppo di ufficiali radunati attorno a don Garca.
Il capitano volt le spalle alla balaustra e cerc con lo sguardo il comandante. Corsari, signore.
Sicuramente no, protest Fadrique. Se sono corsari, allora perch arrivano da nord? I loro covi sono sulla costa africana verso sud.
Si muovono sopravento, signore, spieg il capitano. Un tempo Thomas parlava bene lo spagnolo e la lingua gli stava tornando alla mente rapidamente; scopr di riuscire a seguire lo scambio senza difficolt. Il capitano continu. Sono in vantaggio su di noi.  molto probabile che ci abbiano seguiti da giorni, aggirandoci in direzione nord per guadagnare la bolina. Si rivolse poi a don Garca. Cosa ordinate, mio signore?.
Il comandante spagnolo diresse lo sguardo verso le navi della sua flottiglia. Le galee formavano un lasco cordone attorno ai galeoni, che erano in posizione centrale. Il ponte delle ponderose imbarcazioni era gremito di soldati, ciascuno con armi ed equipaggiamento al seguito. Sarebbero stati una facile preda per qualsiasi galea corsara che fosse riuscita a eludere le navi della scorta.
Dobbiamo proteggere i galeoni a tutti i costi, annunci don Garca, sempre che quelle siano navi nemiche. Non voglio correre rischi. Date il segnale di mandare gli uomini ai posti di combattimento, capitano, e segnalate alle altre galee di fare altrettanto, se non vi dispiace.
Sissignore.
Poco dopo, dal ponte principale si lev un insistente rullo di tamburo e i soldati si affrettarono ad agganciare elmi e pettorali e a preparare le armi, mentre i marinai salivano in alto e si distribuivano lungo i pennoni, in attesa di calare le vele. Da sottocoperta giunse lo schiocco di una frusta e il brontolio del legno dei remi che venivano disarmati e fatti uscire dalle aperture lungo le murate dell'ammiraglia di don Garca. Thomas sent il cuore battere pi forte a quei suoni e movimenti, e perfino al lezzo che si levava da sottocoperta. Vecchi ricordi e sensazioni presero forma dentro di lui mentre la galea si preparava alla battaglia. Si rivolse a Richard.
Portami corazza, elmo e spada. E preparati anche tu.
Richard annu e corse nella stiva dove erano stati sistemati i loro bagagli per il viaggio.
In alto, un lungo guidone rosso e oro sal sulla drizza e si distese con un leggero schiocco. Qualche momento pi tardi, le altre galee drizzarono i rispettivi guidoni e il rullo dei tamburi si propag sull'acqua, annunciando i preparativi della battaglia.
Ponte!.
A quel richiamo, gli ufficiali a poppa alzarono lo sguardo e videro che stavolta la vedetta puntava a sud.
Altre vele! Almeno cinque galee.
Quante a nord?, url il capitano.
La vedetta si volt alla svelta e scrut per un momento prima di rispondere. Sei, signore! Adesso le vedo bene. Dalla prua alla poppa.
Riesci a vedere i colori?
Non ancora, signore.
Potrebbero essere i nostri alleati?, chiese Fadrique. Genovesi, magari?.
Suo padre scosse la testa. Non cos a ovest. Il luogo d'incontro  la Sicilia. Si tratta quasi certamente del nemico. Corsari della costa berbera.
Sono d'accordo, disse Thomas. Una classica imboscata, don Garca. L'ho gi vista tante altre volte.
Dal punto di vista del cacciatore, senza dubbio.
Questo  vero. Quando le galee dell'Ordine agivano di concerto,  cos che cacciavamo. Ho il sospetto che il nemico abbia imparato la tecnica da noi. Anzi, in pi di un senso i corsari e gli uomini dell'Ordine sono simili.
Tranne che l'Ordine  benedetto dalla Chiesa di Roma.
Proprio come i pirati musulmani sono benedetti dagli imam della loro fede, signore. Alla fine siamo tutti guerrieri santi o siamo tutti pirati.
Don Garca si accigli. Questa  una dichiarazione preoccupante, sir Thomas. Non mi curo di pensare al nemico, e al nemico dell'unico vero Dio, sotto una luce simile. Preferirei che non vi esprimeste pi in questi termini davanti a me.
Come desiderate, don Garca.
Ci che desidero  saperne di pi delle loro tattiche. Avete pi esperienza di me in tal senso. In che modo cercheranno di sconfiggerci?.
Thomas si concesse un momento per riflettere, posizionando mentalmente le tre forze e tenendo conto della direzione del vento. Il loro bersaglio saranno i galeoni. Sono le imbarcazioni pi vulnerabili, signore. I corsari sapranno che  l che si trova il carico pi prezioso. Ma presto si accorgeranno che i galeoni sono pieni di soldati. Perci o si terranno a distanza oppure bombarderanno i ponti prima di assaltarli, oppure tenteranno di affondare i galeoni per uccidere quanti pi soldati possibile. Per questo possono aspettarsi una lauta ricompensa dal sultano.
Allora cosa si fa per sventare i loro piani?  troppo tardi per fare dietrofront per Palma?
 ci che avranno previsto. Gi in questo momento viaggiano su rotte convergenti. Se ordinate il dietrofront alla flottiglia, loro faranno altrettanto e continueranno a inseguirci. Ci ritroveremo impegnati in battaglia molto prima di sperare di avere la protezione dei cannoni di Palma, signore.
Allora cosa mi consigliereste di fare, sir Thomas?
Mantenete le galee il pi vicino possibile ai galeoni. Non bisogna permettere al nemico di infrangere il cordone protettivo. Disponete una galea in testa alla formazione, una a poppa e due a ciascun lato. I galeoni dovranno procedere in fila per due, per sostenersi a vicenda nell'eventualit il nemico cerchi di abbordarli. Il pericolo maggiore  che il nemico cerchi di allontanare le galee dalla loro posizione. Non dobbiamo permetterlo, signore. Dobbiamo mantenere la formazione qualunque cosa accada. Dato che sono in superiorit numerica,  la nostra unica speranza.
Molto bene. Don Garca annu. Capitano, avremo bisogno di passare vicino a ciascuna delle nostre navi da guerra per dare gli ordini. Occupatevene.
Sissignore. Il capitano salut e si diresse alla balaustra per urlare l'ordine di calare i remi.
Richard torn dalla stiva carico delle armi e dell'equipaggiamento di Thomas. Pos tutto quanto sul ponte e si mise dietro a Thomas per aiutarlo ad agganciare pettorale e schienale della corazza.
Quando l'ammiraglia passava accanto a ciascuna altra nave della flottiglia, il capitano trasmetteva gli ordini con un megafono. Una volta che le galee ebbero calato e legato le vele, disarmato i remi e formato uno scudo protettivo, le vele dei due gruppi di corsari che si avvicinavano da ciascun baglio divennero visibili dal ponte. Poco dopo, la vedetta conferm finalmente la loro identit al di l di ogni dubbio.
Sono guidoni verdi.
Richard si avvicin a Thomas e mormor: Verdi?
 il colore dell'Islam. Thomas esamin il suo scudiero, sistemandogli l'elmo. Richard portava una borgognotta, con la visiera sollevata, proprio come Thomas. Il tuo elmo  troppo lento. Stringi il sottogola.
Se stringo ancora soffocher.
E se lo porti cos lento, si rigirer sulla testa al primo colpo e non ci vedrai pi. Cadrai vittima del primo corsaro che riuscir a muoversi abbastanza in fretta da coglierti sul lato cieco.
Stringendo i denti, Richard sganci la fibbia e la strinse di un occhiello.
Cos va meglio, disse Thomas. Afferr l'elmo e prov a girarlo. E assicurati di indossare i mitteni se ci tieni alle dita.
S, signore. Richard chin il capo. Come comandate.
Thomas si gir a seguire i progressi del nemico. Le due formazioni di galee erano ben visibili, a poco pi di un miglio da ciascun baglio. I loro guidoni verdi guizzavano come lingue di serpente nel vento mite che soffiava sul mare. Lampi di lucido metallo rilucevano tra le figure distanti che affollavano i ponti delle galee corsare. Per la prima volta dall'avvistamento, Thomas prov un certo sollievo nel vedere che le navi nemiche erano pi piccole delle galee della flottiglia di don Garca. Gli agili scafi non potevano portare lo stesso peso in cannoni, n avevano lo slancio sufficiente per arrecare danni significativi alle galee spagnole in caso di collisione. Ma rappresentavano comunque un considerevole pericolo per i galeoni e avevano il vantaggio della velocit e della manovrabilit. Sarebbe stata una gara tra velocit e forza e a Thomas sovvennero le lotte tra orsi che aveva visto a Londra. Ma almeno qui gli orsi, anche se pesanti rispetto ai loro aguzzini, non sarebbero stati in catene.
Ecco che arrivano, annunci il capitano.
Uno sbuffo di fumo si disperse rapidamente dalla prua della corsara in testa a sud e, poco dopo, il tonfo sordo di un cannone raggiunse coloro che si trovavano sul castello di poppa dell'ammiraglia. La corsara cambi rotta verso la flottiglia spagnola e le altre galee fecero altrettanto. Quando il suono del colpo di avvertimento raggiunse le altre galee a nord, anch'esse cambiarono rotta e avanzarono minacciose verso la forza di don Garca. Il comandante spagnolo rimase a guardarle per un po' e poi si rivolse a Thomas con aria ansiosa. Cosa cercheranno di fare? Cosa fareste al posto loro?.
Thomas serr le labbra e si gir a osservare il nemico che incombeva. Sarebbe stato addosso alle navi spagnole nel giro di mezz'ora. Non c'era tempo da perdere. Non gli piaceva che don Garca lo mettesse in quella posizione, eppure lo spagnolo aveva ragione. C'erano pochi cristiani nel Mediterraneo che conoscevano le tattiche belliche del nemico meglio dei cavalieri dell'Ordine. Stim alla svelta le rotte convergenti e si schiar la voce.
Cercheranno di spezzare la formazione, signore. Se riescono ad allontanare le galee dalle loro posizioni, potranno passarvi attraverso e devastare i galeoni. Cos come stiamo, ciascuna delle nostre galee  in grado di coprire lo spazio tra s e quella davanti. I corsari non possono passare tra le galee senza venire sotto i cannoni montati nella prua delle nostre navi da guerra. Le loro imbarcazioni sono abbastanza piccole perch un colpo ben piazzato possa aprirvi una falla e costringerle a ritirarsi dalla lotta o affondarle. L'unica posizione che non saremo in grado di coprire con i cannoni  la poppa di questa galea. Ma fino a che manterremo la formazione, possiamo offrire ai galeoni la migliore protezione.
Don Garca soppes le sue parole e annu. Capisco. Vi ringrazio. Capitano!.
Il comandante della nave si gir prontamente verso di lui. Signore?
Avete sentito sir Thomas. Barra a dritta e restate al vostro posto. Dite ai cannonieri che possono fare fuoco a volont sulle navi nemiche che passeranno davanti alla nostra prua.
Sissignore.
Don Garca si rivolse di nuovo a Thomas. Adesso aspettiamo di vedere se avete ragione circa le intenzioni del nemico.
I corsari erano ancora alla vela e le navi erano guidate con abilit tale che iniziarono a precedere la forza spagnola anche mentre convergevano su di essa. Poi, guadagnato uno stacco di quasi un quarto di miglio, virarono verso la flottiglia e si affrettarono ad ammainare le vele e a disarmare i remi per la manovra di avvicinamento finale, lungo una rotta perpendicolare alla direzione delle navi di don Garca.
Adesso verremo messi alla prova, disse con calma Thomas. Al suo fianco, Richard gli scocc un'occhiata interrogativa e Thomas indic con la testa la pi vicina delle corsare. Guarda la prua.
Richard vide la bocca scura e il lungo fusto di un cannone che spuntava dal piccolo sabordo sul davanti della galea. Grazie al vantaggio sul convoglio spagnolo, i corsari adesso si avvicinavano minacciosi alle navi in testa. Da una delle galee part una fiammata e una fluttuante nuvola di fumo grigio sporco e Thomas vide frammenti di legno esplodere in aria quando la palla di ferro squarci il parapetto della prima galea spagnola. Il rimbombo dello sparo raggiunse l'ammiraglia proprio mentre altri spari lampeggiavano dalla prua delle altre corsare. Due di essi andarono a segno, mentre un altro fin in acqua sollevando uno zampillo. Un nuovo sparo giunse da un cannone caricato con chiodi di ferro e pezzi di catena e numerosi uomini furono spazzati via dal ponte di prua della galea come colpiti da una mano gigantesca.
Mantieni la rotta, bisbigli tra s Thomas mentre osservava la scena. Resisti.
Il capitano della prima galea mantenne la dritta e continu a sopportare il fuoco nemico fino a uscire dal suo raggio d'azione. A passare davanti ai cannoni dei corsari furono adesso le galee che affiancavano i galeoni. I corsari sparavano a distanza ravvicinata stavolta e remavano all'indietro per mantenersi a distanza di sicurezza dagli archibugieri sui ponti delle galee spagnole. Thomas pens che l'ultima volta in cui aveva preso parte a una battaglia navale, i soldati dell'Ordine avevano cominciato solo da poco a usare gli archibugi. All'epoca non aveva apprezzato l'arma perch era rumorosa, ci voleva troppo tempo per caricarla rispetto a una balestra ed era ingombrante. Adesso era molto diffusa.
Anche se i corsari erano a trecento passi dalle galee spagnole, gli archibugieri non potevano subire il fuoco nemico senza cercare di rispondere. Piccoli zampilli si levavano dall'acqua attorno alle prue delle navi nemiche e una manciata di colpi and a segno: una figura cadde a capofitto dal ponte di una galea corsara e piomb in mare. La reazione fu pesantissima, con ogni cannone corsaro che erutt fuoco e fumo, flagellando le murate delle navi spagnole con una pioggia di ferro. Numerosi uomini furono abbattuti, le vele lacerate sferzarono l'aria come serpenti furiosi e le schegge che piovvero sul ponte ridussero ulteriormente l'equipaggio.
La prua della galea di sinistra inizi a virare verso il nemico, sempre pi veloce man mano che i remi a babordo affondavano nell'acqua e la spinta in avanti faceva ruotare l'imbarcazione verso i suoi assalitori.
Sciocchi!, ringhi Thomas, stringendo con forza la balaustra. Sciocchi.
La galea fece fuoco sulla nave corsara non appena fu possibile usare i due cannoni della prua. Non attesero di stabilizzarsi e prendere bene la mira. Tuttavia, una delle palle si schiant contro il sabordo del castello di prua della galea nemica pi vicina e continu la sua corsa all'interno della nave, abbattendo rematori, panche e diversi remi che sussultarono violentemente lungo la murata. L'altra palla affond in acqua senza fare danni a breve distanza dai nemici, lanciando spruzzi sui corsari che brandivano le armi sul castello di prua.
Non appena la galea spagnola aveva iniziato a virare, le altre corsare avevano ripreso la loro corsa, dirette a ciascun lato della galea per approfittare del varco che si era aperto tra le navi da guerra di scorta ai galeoni. La corsara danneggiata non poteva muoversi fino a che le vittime tra i rematori non fossero state rimosse e gettate nella sentina, e i sopravvissuti ridistribuiti tra i restanti remi. Mentre l'imbarcazione era ferma sull'acqua, la galea continu a bersagliarla, tranciando l'albero di trinchetto e fracassando la prua. Thomas cap che la corsara non sarebbe pi stata in grado di prendere parte alla battaglia, anche se fosse stata tanto fortunata da non colare a picco. Ma era una magra consolazione, visto che ormai la strada era aperta e le cinque corsare rimanenti potevano superare la spagnola e piombare sui galeoni. Un crepitio di fuoco di moschetto risuon quando i corsari presero a scontrarsi con la ciurma della galea, seguito dal rimbombo del cannone della galea in testa e a sinistra dell'ammiraglia. Lo sparo colp la poppa della prima corsara, falciando gli ufficiali l radunati.
Signore. Thomas si rivolse a don Garca. Dobbiamo impedire ai corsari di raggiungere i galeoni.
Questo lo vedo, grazie. Dobbiamo avvicinarci a loro.
Thomas diede un'altra occhiata alla scena e vide che una delle corsare inalberava un guidone molto pi grande delle altre. La indic. Quella deve essere il capogruppo, laggi.
Don Garca segu la direzione in cui puntava Thomas.
Se riusciamo a prenderla o affondarla, allora potremmo scoraggiare le altre, signore.
E la formazione? Se seguiamo quella nave non potremo pi coprire la retroguardia delle nostre galee.
 gi troppo tardi per questo. La formazione era utile solo se ogni nave manteneva la posizione. Thomas indic la galea che continuava a fare fuoco contro la corsara senza pi l'albero, che aveva iniziato a colare a picco. Adesso ognuno  per s.
...
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...
14.
...
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...
Capitano!, esclam don Garca mentre raggiungeva a grandi passi la balaustra che dava sul ponte principale. Cambiate rotta verso quella corsara con il lungo guidone. La vedete?
S, signore.
Fate preparare i cannonieri. Dobbiamo distruggerla pi in fretta che possiamo.
Mentre il capitano trasmetteva gli ordini, Thomas osserv lo svolgimento dell'attacco corsaro. Cinque galee si erano insinuate nella scorta spagnola e avanzavano minacciose sui galeoni aprendo il fuoco a corto raggio. Una delle navi nemiche navigava in cappa e c'erano figure che correvano sul ponte di poppa alla ricerca di sopravvissuti tra gli ufficiali, falciati da una scarica di proiettili. Oltre le navi corsare, la prima nave spagnola stava iniziando a tornare per unirsi alla battaglia. A sud, le due galee incaricate di proteggere quel fianco continuavano a mantenere la posizione, malgrado il fuoco del secondo gruppo di corsari.
Cosa far adesso il nemico?, domand Richard.
Thomas consider brevemente la situazione prima di rispondere. Se seguono la consuetudine, cercheranno di fare a pezzi sartiame e vele per fermare i galeoni e poi bersaglieranno i ponti con fuoco di fila prima di tentare l'abbordaggio. Ma non c' tempo. Credo che faranno fuoco sui ponti per provocare quante pi vittime possibile prima di essere costretti a ritirarsi. Poi ripeteranno lo stesso schema di attacco. Fino a che i corsari gestiranno bene le navi ed eviteranno una mischia, potranno continuare l'attacco ai galeoni. Risucchi l'aria tra i denti. I soldati a bordo subiranno perdite gravose se non riusciamo a scacciare i corsari.
Il tamburo del capovoga aument il ritmo e l'ammiraglia si diresse verso la principale nave nemica, che stava frenando l'imbarcazione remando all'indietro mentre si accostava al galeone pi vicino. Ci fu un lampo e uno sbuffo di fumo dalla prua quando il cannone fece fuoco sul galeone. Proprio come Thomas aveva temuto, avevano mirato in basso, facendo una strage tra i soldati intrappolati sul ponte. Alcuni archibugieri reagirono e piccoli sbuffi di fuoco e fumo si levarono lungo la murata del galeone. Le altre galee corsare presero posizione al traverso del galeone e si unirono al fuoco; gli ufficiali sul ponte dell'ammiraglia poterono solo assistere disperati all'eccidio di soldati spagnoli.
Questa dannata nave non pu andare pi veloce?, sibil Richard al colmo della frustrazione. E perch nessuno d l'ordine ai nostri cannoni di aprire il fuoco? Di sicuro siamo a tiro.
Erano a poco pi di un quarto di miglio dalla nave al comando della flotta nemica, la cui galea era in linea diretta col galeone.
Non possiamo fare fuoco, spieg Thomas. Rischieremmo di colpire i nostri uomini.
Anche il capitano dell'ammiraglia aveva visto il pericolo e vir quel tanto che bastava perch il galeone fosse lontano dalla linea di fuoco una volta che l'ammiraglia avesse ripreso la rotta originaria. Le altre galee spagnole sul versante settentrionale stavano facendo manovra per avanzare sul nemico, con gli equipaggi che lanciavano i loro gridi di battaglia nel vedere i compagni falciati sul galeone. I corsari si accorsero del pericolo e prontamente immersero i remi in acqua per passare al galeone successivo, lasciando il primo col parapetto sfondato e sottili scie di sangue che colavano dagli ombrinali. Le facce degli uomini, simili a pallidi puntini, sull'alta poppa del secondo galeone erano rivolte verso la minacciosa nave corsara e Thomas pot immaginare la sensazione di nausea e paura alla bocca dei loro stomaci mentre si preparavano a subire lo stesso destino dei compagni.
L'inseguimento dei lenti galeoni si era trasformato in un tallonamento dal momento che gli agili scafi corsari avanzavano rapidi sulla preda. Il nemico rallent quando fu addosso al secondo galeone e i primi colpi si abbatterono sull'anca di poppa, fracassando i battenti di legno dipinto e praticando squarci nella murata della nave.
Siamo a tiro, capitano?, chiese don Garca. Stringeva cos forte il pomo della spada che le nocche erano sbiancate.
Il capitano calcol in silenzio la distanza prima di rispondere. La gittata  ancora lunga, signore. Ma potremmo piazzare un colpo fortunato.
Allora date l'ordine. Immediatamente.
Il ponte sussult quando il primo cannone tuon e una fitta nuvola di fumo oscur brevemente il bersaglio. Il vento spazz via il fumo mentre gli uomini sul ponte di poppa aguzzavano la vista per capire se il tiro era andato a segno. L'ammiraglia si alz sul mare lungo e Thomas e gli altri videro un cerchio di spuma bianca e increspature sull'acqua in prossimit della poppa della corsara al comando.
Abbastanza vicino, approv don Garca. Fuoco a volont.
Il secondo cannone fece fuoco e una folata di vento spazz via il fumo tanto rapidamente perch dall'ammiraglia vedessero una sezione della poppa esplodere in una pioggia di schegge. Un coro di giubilo si lev dalla gola dell'equipaggio e qualcuno agit il pugno in segno di trionfo.
Fateli caricare a palle incatenate, sugger Thomas. Mirate ai remi. Se li rendiamo inefficaci, possiamo affiancarli, abbordare la nave e farla finita alla svelta.
Don Garca annu e diede al capitano l'ordine di passare parola. I cannonieri si affrettarono a ripulire le armi e a caricarle mentre l'ammiraglia chiudeva la distanza. I cannoni tuonarono nuovamente a un raggio di duecento passi. Il primo tiro squarci la superficie del mare dietro alle pale dei remi di babordo, spezzando quelli pi arretrati. Un momento dopo, il secondo tiro and a segno. Numerosi remi tremarono e si frantumarono quando le palle incatenate sfrecciarono tra le aste di legno. All'istante, la nave corsara si rigir a babordo, esponendo il baglio e fornendo un facile bersaglio ai cannonieri spagnoli.
Fateli a pezzi!, grid Fadrique con la voce stridula per l'eccitazione.
Suo padre gli scocc un'occhiata di disapprovazione e poi si concentr sulla nave nemica. I cannoni tuonavano seguendo un ritmo costante, grazie agli artificieri che li caricavano e facevano fuoco quanto pi rapidamente potevano. L'ammiraglia si diresse minacciosa sulla corsara e, man mano che la distanza diminuiva, ogni tiro andava a segno, fracassando remi, aprendo falle nei parapetti e riducendo gli uomini in cenci cremisi sul ponte principale. Thomas vide il petto di un cannoniere esplodere in una pioggia di sangue quando una palla di piombo lo sventr.
Vieni con me, Richard, ordin e fece strada sul ponte principale verso gli uomini armati e radunati tra i due alberi. I soldati indossavano pettorali ed elmi e avevano braccia e fianchi protetti da giachi chiodati. Alcuni avevano scudi e pesanti spade e dalle loro cinture pendevano mazze ferrate. Altri brandivano corte picche, pronti a usarle a due mani. Thomas si gir verso lo scudiero e lo squadr, saggiando le cinghie e la fibbia del sottogola. Poi annu soddisfatto. Andrai bene.
Richard annu troppo in fretta e Thomas vide la paura nei suoi occhi. Una paura familiare, il terrore di un uomo che affronta la battaglia per la prima volta, con la mente piena della spaventosa aspettativa di essere ferito o di comportarsi in modo disonorevole. Thomas mise una mano sulla spalla del giovane e alz la voce perch lo udisse al di sopra del crepitio dei moschetti e al rimbombo del tamburo sottocoperta.
Resta vicino a me. Ho bisogno che mi guardi le spalle. Sei pronto?
S... Certo... Perch stiamo facendo questo?.
Thomas aggrott la fronte. Cosa vuoi dire?.
Richard indic gli uomini attorno a loro. Combattere.  senz'altro il compito di questi soldati. Noi siamo solo passeggeri.
Io sono un cavaliere.  mio dovere combattere. E anche il tuo, in quanto uomo che si definisce mio scudiero.
S, s, avete ragione. Ma il nostro posto  sul ponte di poppa e il nostro dovere  difendere don Garca a costo della vita.  l che dovremmo essere.
Nel guardare il compagno, Thomas non prov n rabbia n disprezzo per la riluttanza a combattere del giovane, solo delusione perch Richard si opponeva all'occasione di mettersi alla prova. Se il giovane non riusciva a soffocare le sue paure e ad affrontare quel pericolo, l'insicurezza l'avrebbe paralizzato per il resto della vita. Non era per amore della violenza che Thomas era andato a raggiungere gli uomini in procinto di abbordare la corsara ferma proprio davanti a loro. Era, come aveva detto, un dovere. Ma c'era dell'altro. Incurante dei suoi scrupoli morali sull'infinito scontro di fedi, il caso lo aveva posto in quel conflitto e quindi avrebbe combattuto e ucciso senza riserve.
Don Garca  attorniato dai suoi ufficiali.  al sicuro. Il nostro posto  qui, dove possiamo avere un effetto pi immediato sul risultato della battaglia. Combatteremo al fianco di questi uomini.
Richard apr la bocca per protestare ma Thomas lo interruppe prima che potesse emettere un suono. Basta parole. Fatti animo e tieni ben salda l'impugnatura della spada.
Il giovane deglut preoccupato.  il caso che preghi?
Se lo desideri. Molti uomini pregano prima di una battaglia ma non ho mai visto che servisse a proteggerli da proiettili o spade. Poi Thomas gli rivolse un sorriso rassicurante. Pensa solo a sopravvivere e fa' tutto il possibile per ottenere tale risultato. Questo  l'unico pensiero giusto e adeguato che un soldato dovrebbe avere prima della battaglia. Pronto?.
Richard respir a fondo. Sono pronto, sir Thomas.
Pi avanti, gli alberi e gli snelli pennoni della galea corsara si stagliavano contro il cielo. I cannonieri spagnoli esplosero gli ultimi colpi contro il ponte nemico e poi fu dato l'ordine di virare a babordo. I remi di quel lato affondarono in acqua mentre quelli a tribordo diedero un'ultima potente spinta prima che il capovoga urlasse ai rematori di imbarcarli. Da sottocoperta giunse il cupo rimbombo delle aste che venivano ritirate attraverso i rispettivi portelli e lanciate all'interno della galea. Poi la poppa della nave corsara pass lungo la murata della nave spagnola e le due imbarcazioni si ritrovarono baglio contro baglio. Thomas vedeva i guerrieri nemici che, allineati lungo la balaustra, lanciavano le loro grida di guerra e insulti man mano che il varco si chiudeva.
Lanciate i rampini!, grid il capitano con le mani a coppa. I marinai pronti con i rampini legati alle matasse di corda fecero roteare i rebbi sulla testa prima di lanciarli al di l dello stretto varco. I rampini tracciarono un arco sul mare, seguiti dalle corde simili a serpenti, e, scomparendo alla vista, piombarono in mezzo alle figure ammantate che affollavano il ponte dell'altra galea. All'istante, numerosi spagnoli presero le corde e, facendo leva sui piedi nudi fissi sul ponte, tirarono per avvicinare le due navi. L'aria era pervasa dal fragore degli archibugi e dalle urla forsennate degli uomini che attendevano l'opportunit di lanciarsi in battaglia.
Un'onda lunga sollev l'ammiraglia di don Garca, facendola cozzare violentemente contro la corsara, e gli uomini su entrambe le navi si affannarono a non perdere l'equilibrio. Subito il capitano url l'ordine: Legate le cime!.
Gli uomini assegnati ai rampini di abbordaggio tirarono le corde e le assicurarono ai fermi per legare insieme le due navi. Intorno a loro, i soldati spagnoli fecero scorrere assi sullo stretto spazio tra le galee e si arrampicarono sul parapetto, lanciando grida di sfida ai corsari. Thomas si fece strada tra i soldati, afferr una sartia e si iss sull'ampia balaustra di legno che si estendeva lungo la murata della nave. Sguain la spada e, guardandosi indietro, vide che Richard era proprio alle sue spalle. Alla sua destra, un enorme sergente dal morione riccamente decorato spinse la spada verso il nemico e grid: Con me! Morte ai barbari!.
Il sergente copr il varco con un balzo e atterr sulla balaustra; lo slancio lo spinse in avanti, facendolo cadere in mezzo a tuniche, visi e membra dalla pelle scura e lucenti lame ricurve. Rialzatosi con un selvaggio ruggito, inizi a sferrare colpi a destra e a manca con la spada, attaccando furiosamente gli uomini che cercavano di allontanarsi dal suo raggio d'azione. Il sangue zampill sul ponte. Altri uomini saltarono dopo il sergente mentre alcuni si precipitavano sulle passerelle di abbordaggio.
Thomas inspir a fondo e salt. Per un istante, vide il luccichio della stretta striscia di mare tra le due galee e poi cadde addosso a un corsaro, un uomo snello dalla sudicia tunica di cotone e la testa avvolta in uno stretto turbante. Entrambi crollarono sul ponte e, non appena i suoi piedi trovarono stabilit, Thomas allung il braccio sinistro per scostarsi e spingersi all'indietro. Lo raggiunse una zaffata di alito caldo e si accorse che l'uomo sul quale era atterrato stava urlando di rabbia, inchiodato com'era sotto il suo peso. Thomas abbatt il guardamano della spada sulla faccia del corsaro, mettendo fine alle sue urla. Colp di nuovo, pi forte, e sent le ossa spezzarsi e cedere. Poi si alz restando accovacciato e tracci con la spada un arco davanti a s. Un altro spagnolo atterr alla sua destra prima che i corsari si precipitassero avanti, nel tentativo disperato di fermare gli aggressori ed evitare che guadagnassero terreno sul ponte.
Con la coda dell'occhio, Thomas si accorse di un bagliore a sinistra poi vide una lama fendere l'aria in direzione della sua spalla. Il colpo gli risuon nell'orecchio quando il filo rimbalz sullo spallaccio. La giacca imbottita sottostante assorb gran parte dell'energia e Thomas, dopo aver allontanato l'arma da s con l'avambraccio, men un fendente al braccio nudo del corsaro, tagliando la carne muscolosa con l'affilatissima lama d'acciaio. La spada del corsaro cadde rumorosamente sul ponte, seguita da uno schizzo di sangue dell'uomo che, ferito, si fece indietro digrignando i denti per il dolore. Thomas si guard velocemente attorno e vide lo spagnolo alla sua destra sbarrare gli occhi quando un grosso moro in cotta di maglia ed elmo chiodato lo trafisse con la picca, spingendolo contro il parapetto cos che la punta mortale fuoriusc dalla schiena e si conficc nel fasciame.
Mentre il moro liberava l'asta con uno strattone, Thomas affond la spada nel fianco dell'uomo ma la cotta di maglia non cedette. Il corsaro grugn di dolore e rivolse la punta insanguinata della picca verso il corpo di Thomas. A quel punto, visto il pettorale, il moro abbass l'arma e fece per colpirlo all'inguine. Vent'anni prima, Thomas avrebbe agilmente schivato il colpo ma adesso fu costretto a lanciarsi da un lato, contro lo spagnolo ferito a morte che aveva gettato le armi e fissava attonito lo squarcio nella propria giacca imbottita e il viscido e grigio pezzo di intestino fuoriuscito quando il moro aveva tirato via la picca.
Thomas ritrov l'equilibrio e colp a sua volta, mirando al lato della testa del moro. Il filo della lama cal sul paraguancia, piegandolo in due, e la mascella del moro si fracass per l'impatto. Sangue e denti schizzarono dalla bocca spalancata. Per un istante, il corsaro rimase stordito e Thomas, estratta la spada, gliel'affond nella gola, liberandola poi in un torrente di sangue cremisi.
Poi indietreggi e torn ad accovacciarsi, tenendo in alto la punta gocciolante della spada e guardandosi attorno. Gli spagnoli sciamavano oltre il parapetto, unendosi alla mischia. Si gir di scatto nel sentire un tonfo alla sua sinistra e vide Richard che, con gli occhi sbarrati, alzava una mano per tenere lontana la punta della sua spada.
Resta vicino, ordin Thomas. Poi avanz cauto sul ponte. Una mischia disordinata si estendeva su ciascun lato, con gli spagnoli che incalzavano, sferrando colpi forsennati a destra e a manca nel tentativo di creare pi spazio per i compagni che li seguivano. Verso poppa, Thomas vide un uomo dalla veste sontuosa e una giacca verde ricamata che conduceva un manipolo di uomini corazzati gi dalla plancia e cap che doveva essere il comandante nemico con i suoi ufficiali. Eliminato lui, il resto dell'equipaggio poteva arrendersi, concluse Thomas. Senza il loro comandante, anche le altre navi corsare potevano perdersi d'animo e interrompere l'attacco.
Da questa parte!. Thomas indic l'uomo e fece segno a Richard di seguirlo. Avevano fatto solo qualche passo quando un gruppetto di corsari blocc loro la strada; cinque uomini, senza corazza ma dotati di scudi e pesanti scimitarre. Si erano tenuti lontani dallo scontro ma adesso, trovandosi davanti i due cristiani, ritrovarono la sicurezza e si lanciarono su di loro con urla furiose. Thomas par il primo colpo ma poi una seconda arma rimbalz sulla cresta rinforzata del suo elmo. Batt le palpebre e restitu il colpo, buttando gi uno scudo. Ne afferr poi il bordo e lo strapp via mentre spingeva il guardamano in faccia al corsaro.
Si accorse appena dell'azione confusa alla sua sinistra e sent Richard sibilare un'imprecazione, prima del forsennato stridere e sferragliare di lame che segu. Allora Thomas si occup del nemico successivo, un uomo pi vecchio di lui di almeno dieci anni. I due si soppesarono brevemente a vicenda. Poi il corsaro fece una finta, testando le reazioni di Thomas. Questi non batt ciglio, ma rimase calmo e lo guard fisso. Il secondo attacco fu effettivo e Thomas par tre fendenti prima di sferrare una risposta che fu respinta all'ultimo momento dallo scudo del corsaro. Mentre tirava indietro la spada e balzava di nuovo all'attacco, mirando alla faccia dell'uomo, lo stivale gli rimase impigliato in un corpo riverso sul ponte. Thomas cadde pesantemente in avanti, alla merc del corsaro che incombeva su di lui. Si rotol su un fianco e alz il braccio sinistro per proteggersi la testa, disposto a rischiarlo pur di salvarsi la vita. Il corsaro sollev la scimitarra e la sua espressione brill di sanguinario trionfo mentre sferrava il colpo fatale. Poi ci fu una mossa fulminea e il clangore metallico di un'altra lama che blocc la scimitarra, un rapido movimento ad arco e un gutturale grugnito.
Per un breve momento, tutto rimase immobile e poi Thomas sent numerose gocce calde schizzargli la faccia. Sbatt le palpebre per liberarsene mentre una mano si infilava sotto il suo braccio e lo issava in piedi. Richard gli esamin il corpo.
Siete ferito, signore?
No... non credo. Thomas scosse la testa e poi vide i due corpi da un lato, ciascuno ferito a morte da un colpo al cuore. Richard aveva uno stocco in una mano. Con l'altra sguain un pugnale dalla lama larga. L'uomo col quale Thomas aveva appena combattuto giaceva sulla schiena, agitando debolmente le gambe mentre si stringeva la gola nel tentativo di arrestare il sangue che sgorgava da una ferita sotto il mento. Richard si mise davanti a lui, protendendosi leggermente in avanti, le braccia molli ai lati, entrambe le armi pronte. Un massiccio africano armato di mazza chiodata si era fatto avanti e, con un ruggito, balz all'attacco tracciando un arco diagonale con la mazza. Thomas vide Richard schivarla senza sforzi e poi conficcare il pugnale nel possente bicipite del corsaro e strapparlo via, lacerando il muscolo. L'africano lanci un ululato di dolore ma riusc a non perdere la presa sulla mazza e mir di nuovo alla testa dello scudiero. Ancora una volta Richard si scans con agilit e stavolta mosse la spada verso l'alto, conficcandone la punta sotto la gabbia toracica del corsaro. Lo slancio dell'uomo fece il resto; la lama gli recise organi vitali e vasi sanguigni. Indietreggiando, Richard rigir la spada e la liber con uno strattone prima di riprendere la posizione di guardia.
Thomas stava respirando affannosamente e lo ringrazi con un cenno del capo. Ti ringrazio, giovane Richard, disse con la voce roca.
Ci sar tempo pi tardi, replic seccamente lo scudiero e poi si frappose tra due corsari che stavano schiena contro schiena. Entrambi furono eliminati con colpi inferti con destrezza e che non videro neanche arrivare. Richard avanz di qualche passo e si ferm ad aspettare che Thomas lo raggiungesse e riprendesse il comando.
Adesso fa' come ti dico e resta al mio fianco, disse quest'ultimo.
Come volete.
Attorno a loro, la battaglia stava volgendo in favore degli spagnoli. I corsari avevano gi subito pesanti perdite per via delle cannonate che avevano martoriato il ponte della galea e adesso venivano respinti a poppa e a prua della nave; solo una manciata di uomini continuava a combattere sul ponte tra i due alberi. Thomas e Richard erano a una decina di passi da dove il comandante corsaro e i suoi ufficiali stavano combattendo contro gli spagnoli che incalzavano tutto attorno, ansiosi di accaparrarsi l'onore di aver ucciso il comandante nemico e depredato il suo corpo. Eppure diversi loro compagni erano gi caduti sotto le ingioiellate scimitarre corsare e, sotto gli occhi di Thomas, un altro fu abbattuto dalla lama del comandante, che gli affond nella clavicola fin nel petto. Spalla e braccio destro si afflosciarono da un lato e lo spagnolo croll sulle ginocchia. Thomas era abbastanza vicino per vedere i profondi solchi sul volto del comandante e la cicatrice che gli attraversava fronte e guancia. Aveva perso un occhio. L'altro scintillava, al pari dei denti, sulla pelle scura e segnata dalla truce espressione.
Fate largo!, grid Thomas agli spagnoli che affrontavano gli ufficiali nemici. Scansatevi!.
Spinton malamente un soldato che gli intralciava il cammino e si frappose tra altri due, trovandosi finalmente a breve distanza dal comandante nemico. Sollevata la spada, url: State indietro! State indietro!.
Gli spagnoli lo guardarono e, mentre la ragione prendeva il sopravvento sulla furia, indietreggiarono di un passo e osservarono circospetti gli avversari.
Thomas alz la mano sinistra e punt il dito contro il comandante corsaro. Arrendetevi.
Al corsaro non era necessaria alcuna familiarit con l'inglese per comprendere l'ordine e, assunta un'espressione di scherno, sput sul ponte ai piedi di Thomas. Ignorando l'insulto, questi gir leggermente la testa verso lo scudiero, senza distogliere gli occhi dal corsaro.
Digli che la battaglia  finita. La nave  nostra. Se si arrende adesso, lui e i suoi uomini verranno risparmiati. Altrimenti moriranno senz'altro. Thomas abbass la voce. Ho gi abbastanza sangue sulle mani e non ne desidero altro. Diglielo.
Richard obbed. Il corsaro ridacchi e scosse la testa. Rispose ringhiando e, sollevando sprezzante la testa, guard Thomas con l'occhio che gli restava.
Dice che sarebbe pronto a morire mille volte piuttosto che accettare la misericordia del figlio di uno sciacallo, tradusse Richard.
...
.
...
15.
...
.
...
Non c'era tristezza n rimorso nel cuore di Thomas, solo rabbia per l'inutile spreco di vite che il corsaro aveva inflitto ai propri seguaci. Sent il fuoco fluire nei muscoli mentre serrava le dita attorno all'impugnatura della spada e annuiva cupo. Se  ci che desidera, allora lo avr. Si schiar la voce e fece un profondo respiro, cos che tutti potessero udirlo. Nessuna piet! Abbattete questi cani!.
Su ciascun lato, gli spagnoli si lanciarono all'attacco, mirando agli ufficiali corsari con spade e picche. Thomas fece un ampio gesto e url: Non lui! Non quello in verde. Il capitano  mio!.
Gli uomini si fecero indietro e si apr un piccolo spazio per il corsaro e Thomas. I due si fermarono a studiarsi l'un l'altro. Poi l'istante pass e Thomas balz in avanti con tutte le sue forze. Non era una finta, il colpo intendeva mettere fine alla lotta una volta per tutte. Il corsaro si scans agilmente e par il colpo; Thomas percep la considerevole forza dell'avversario al contatto tra le loro lame. La parata, svolto il suo lavoro, continu in una scintillante parabola verso l'alto per poi calare verso il viso di Thomas. Questi ebbe appena il tempo di alzare la spada e bloccare il colpo col guardamano. Scintille sprizzarono nell'aria tra i due uomini. Thomas si fece avanti, vicino al soldato ed entro il raggio d'azione della sua spada. Con la mano sinistra lo afferr alla gola e strinse le dita attorno alla seta che gli avvolgeva il collo. Il corsaro lasci cadere la scimitarra e artigli la mano di Thomas, lottando per strapparsela via. Allo stesso tempo, strinse l'altra mano attorno alla spada di Thomas per allontanarla da s. Rimasero cos, lottando per prevalere l'uno sull'altro, guardandosi in faccia. Le narici di Thomas si riempirono di un nauseante aroma stantio, che rivaleggiava col lezzo dei rematori sottocoperta e il forte odore del mare. Poi sent la mano sinistra arretrare impercettibilmente e cap che il corsaro era pi forte. Fu solo il pensiero di un istante, ma sufficiente perch il primo brivido di paura gli scorresse lungo la schiena.
No, sibil Thomas e, piegata la testa, la spinse con forza in avanti. La cima curva dell'elmo morione colp il corsaro sulla fronte, strappandogli un lembo di pelle. L'uomo ulul di dolore e rabbia e allent la presa quel tanto che bast a Thomas per liberarsi il braccio sinistro. Allarg le dita e le spinse contro il petto dell'altro con tutta la forza di cui era capace. Il corsaro barcoll all'indietro, poi incespic e croll sul ponte. Ancora prima che l'impatto lo lasciasse senza fiato, la punta della spada di Thomas lo colp allo stomaco, sotto il pettorale nascosto dalla giacca verde, conficcandosi nelle viscere quando il colpo non aveva ancora esaurito lo slancio. Il corsaro emise un gemito gutturale e si afflosci con la bocca spalancata, mentre l'occhio superstite si rovesciava all'indietro e fissava il cielo azzurro in alto.
Thomas tir via la spada e si rivolse a Richard. Di' ai suoi uomini di arrendersi. Di' loro che il capitano  caduto. Fallo!.
Richard si port una mano a coppa attorno alla bocca e url per farsi sentire al di sopra del frastuono. Alle sue parole, i corsari pi vicini arrischiarono un'occhiata nella sua direzione e videro il corpo. Si sganciarono dal combattimento meglio che potevano e rimasero nei pressi degli scalini che portavano sulla plancia di poppa. Un manipolo di spagnoli li incalz fino a che Thomas non ordin loro di fermarsi. Richard continu a gridare e si gir a ripetere il comando verso gli uomini ancora impegnati a prua. Il clangore delle armi si spense, le due fazioni si separarono e rimasero a guardarsi ansiose.
Ordina ai corsari di gettare le armi, disse Thomas.
Mentre spade e picche cadevano sul ponte, Thomas si gir di nuovo verso il comandante nemico. Questi era riverso sul ponte e fremeva con le mani premute sullo stomaco. Gemeva stringendo i denti mentre il sangue sgorgava tra le dita scure.
I sergenti tra i soldati spagnoli iniziarono a sbraitare ordini perch gli uomini radunassero i prigionieri attorno all'albero di trinchetto. Gli ufficiali corsari ancora i piedi diedero un ultimo sguardo al comandante a terra e vennero malamente spinti verso la prua. Thomas si gir a guardare Richard, poco pi in l. Il giovane stava fissando il sangue sulle armi che teneva in mano e Thomas vide il tremore rivelatore di uno che  sopravvissuto alla sua prima esperienza di battaglia. Rimise la spada nel fodero e pos delicatamente una mano sulla spalla dello scudiero.
Hai combattuto molto bene.
Richard strinse le labbra e annu.
Onore a chi ti ha addestrato all'uso dello stocco e del pugnale, prosegu Thomas. Non ci fu alcuna reazione e Thomas parl a voce bassa. Richard, sei vivo e hai trionfato sulle tue paure. Hai superato la prova. Sei uno di noi, un combattente.
Richard alz lo sguardo. Avevo paura, signore. Pi di quanta avrei mai pensato.
Comprendo. Thomas gli rivolse un sorriso benigno. Non credi che sia stato lo stesso per me? Per tutti quelli che prendono parte alla battaglia?.
Poi qualcosa attrasse l'attenzione di Thomas e, guardando in basso, vide una piccola pozza di sangue ai piedi di Richard. Una goccia cadde da uno squarcio nella manica del braccio della spada. Sei ferito.
Il giovane sembrava confuso. Ferito? Io... io non ricordo.
Guarda qui. Thomas gli indic la manica insanguinata. Il braccio. Metti via le armi e occupati della ferita. Ci sar tempo per parlare dei tuoi pensieri pi tardi, quando il pericolo sar passato.
Thomas lasci lo scudiero a rinfoderare le armi con le mani tremanti e si avvi verso la fiancata della galea. Gli equipaggi delle navi corsare pi vicine continuavano a guardare, come se non fossero ancora sicuri del risultato del duello tra le due galee. Tutti i dubbi furono spazzati via quando uno spagnolo liber la drizza legata al grande guidone verde che sventolava sul ponte. Poco dopo, il guidone venne gi, fermandosi in un mucchietto in mezzo ai corpi dei morti e dei feriti. Thomas guard in preda all'apprensione le altre navi corsare mantenere ancora la posizione. Poi una galea spagnola apr il fuoco e una palla incatenata lacer la vela di trinchetto della corsara pi vicina, tranciando anche l'estremit di un pennone. Prima che la scorta potesse nuovamente fare fuoco, la galea inizi ad allontanarsi verso il mare aperto. L'ordinata fila di remi si muoveva in avanti, affondava nell'acqua e spingeva la nave corsara via dalla battaglia. Una dopo l'altra, le galee nemiche si diedero alla fuga, ritirandosi verso nord. I compagni a sud continuarono l'attacco ancora per un po', ma poi cessarono il fuoco e si misero a distanza di sicurezza nel caso in cui le navi della scorta se la prendessero con loro.
Al suono di stivali che rimbombavano sul ponte, Thomas si volt e vide don Garca e i suoi ufficiali attraversare una delle passerelle di sbarco e saltare a bordo della galea corsara. Il sollievo sul volto dello spagnolo era palese e, nell'avvistare il cavaliere inglese, ghign.
Li abbiamo messi in fuga, sir Thomas! Scappano come bastardi frustati adesso che abbiamo il loro comandante. Dov'?
Laggi, signore. Thomas indic la figura riversa sulla schiena. La morbida pelle dei suoi stivali grattava il ponte mentre l'uomo continuava ad agonizzare. Da un lato, Richard si sbotton il giaco e lo appoggi sopra al pettorale. Si tir su con cautela la manica della camicia bianca, viscida di sangue, rivelando un profondo taglio sull'avambraccio.
Thomas sollev il braccio di Richard per esaminare la ferita.  un taglio netto. Fallo ricucire e fasciare.
Richard, bianco in volto mentre guardava la carne lacerata, annu. Per timore che lo scudiero potesse svenire, Thomas lo accompagn a una piccola cassa sul ponte. Siediti qui. Mi occuper io stesso della ferita.
Don Garca e il suo seguito si fecero strada tra i corpi e le armi abbandonate sul ponte e raggiunsero la poppa. Lo spagnolo annu soddisfatto.
Un parassita in meno a molestare il nostro popolo. Ben fatto, sir Thomas. Vi ho visto atterrarlo.
Thomas chin il capo a mo' di ringraziamento.
Gli ufficiali di don Garca afferrarono il corsaro per le braccia e lo trascinarono su per i gradini della plancia di poppa, ai quali lo appoggiarono. Il dolore deform il volto del corsaro, che fiss lo sguardo sull'aristocratico spagnolo e, digrignando i denti, si rivolse a lui nella sua lingua.
Hai avuto... la tua piccola vittoria oggi, infedele... Io sono morto. Il paradiso mi attende....
Dunque parli la mia lingua. Don Garca fece un sorrisetto. Suppongo allora che tu sia un morisco, o un traditore simile.
Non sono un traditore... ma un martire, pronto a salire in paradiso.
Non c' paradiso per te, solo il tormento eterno per l'anima che forse hai, replic freddamente don Garca. Questo  ci che aspetta te e tutti gli altri seguaci del falso profeta.  la volont di Dio.
Le labbra del soldato guizzarono in un sorriso. Vedremo la verit di quanto dici... molto presto, cristiano. I tuoi giorni sono... contati. Presto sarai come me... Tu e tutti quelli attorno a te... Una grande potenza sta sorgendo. Una potenza che spazzer via... tutti i nemici del sultano... e della vera fede.
Don Garca si protese verso il corsaro e lo afferr per la barba, avvicinandolo a s. Dove colpir per prima il sultano? Parla, cane.
Lasci andare la barba e la testa del corsaro sbatt contro i gradini. L'uomo sussult e sorrise di nuovo.
Si tratta di Malta?, pretese di sapere don Garca. O la Sicilia? Diccelo.
Va' al diavolo.
No. Sei tu che andrai al diavolo!. Si rivolse agli ufficiali. Incatenategli i piedi.
Thomas si frappose tra don Garca e il corsaro morente. Cosa intendete fare, signore?
Intendo dare a questa feccia una lezione, sir Thomas. Adesso, levatevi di mezzo, se non vi dispiace.
Uno degli ufficiali recuper dalla stiva un tratto di catena e spinse gli stivali del corsaro nei cerchi di ferro, poi fece scivolare la barra di bloccaggio negli occhielli e ferm il mandrino. Quindi gli avvolse il resto della catena attorno alle caviglie. L'uomo gemette di dolore a quel rozzo trattamento. Quando fu dato l'ordine, don Garca apostrof nuovamente il corsaro.
La tua ferita  mortale. Posso renderti la fine indolore, se ci dirai qual  il primo obbiettivo del sultano. Altrimenti ti far gettare negli abissi.
Thomas scosse la testa. Signore, tutto ci  inutile. Non parler.
Allora affogher; nelle tenebre, da solo. Don Garca sferr un calcio al fianco dell'uomo, vicino alla ferita, strappandogli un urlo straziante. Ti do un'ultima possibilit. Dimmelo.
Per un momento, il corsaro serr l'occhio che gli restava e il sudore gli imperl la fronte fino a che l'ondata di agonia non fu passata. Poi, sollev lo sguardo, col petto che si alzava e abbassava affannosamente mentre si sforzava di respirare. C'era sangue sulle labbra adesso e un leggero gorgoglio quando parl. Morirai... morirete tutti... Le vostre donne e anche i bambini... I vostri corpi saranno carogne per i cani.
Basta!. Don Garca si rivolse all'ufficiale pi vicino e sbott: Sbarazzatevi di questo verme!.
Fadrique e un altro ufficiale infilarono le mani sotto le braccia del corsaro e lo issarono in piedi. Poi lo trascinarono al parapetto. Gli spagnoli si disposero lungo la fiancata per avere una vista migliore della sua fine e iniziarono a schernirlo. Dal ponte di prua, i prigionieri urlarono, alcuni per protesta e afflizione. Ma altri gridarono di terrore e caddero in ginocchio, pregando per la salvezza.
Fadrique teneva il corsaro saldamente per un braccio e cerc lo sguardo del padre. Don Garca annu e Fadrique moll la presa, dando al corsaro una forte spinta che lo fece ruzzolare in mare. Thomas era vicino e vide il placido azzurro esplodere in spuma bianca e un turbinio di stoffa verde. Poi, attraverso l'agitata superficie dell'acqua, vide il corsaro sprofondare negli abissi, con le vesti che si muovevano aggraziate come canne nella corrente di un fiume. Dopo un ultimo smorzato guizzo di colore, non ci fu altro da vedere a parte l'azzurro dell'oceano.
Un miscredente in meno di cui occuparsi. Don Garca annu soddisfatto e poi si rivolse al capitano dell'ammiraglia. Mandate qualcuno sotto coperta a liberare eventuali cristiani ai remi. Fateli portare sul ponte perch abbiano cibo e acqua. I prigionieri possono prendere il loro posto. I feriti che possono guarire siano incatenati nella stiva. Sbarazzatevi degli altri.
S, signore, ubbid il capitano.
Don Garca si ferm per guardarsi intorno. Una bella nave. Alla marina di Sua Mest fa sempre comodo un supplemento.
Quando la prima delle misere creature fu aiutata a salire sul ponte illuminato dal sole, dall'inferno delle panche di voga, Thomas smise di pulire la ferita di Richard. La vista delle figure emaciate, curve per via della prolungata posizione sotto la bassa coperta della galea corsara, sudice e coperte di piaghe, risvegli in lui una dolorosa catena di ricordi.
 difficile credere che quelle creature siano uomini, borbott Richard. I rematori che erano stati condotti sull'ammiraglia di don Garca dalle celle della cittadella di Barcellona erano stati anch'essi una vista pietosa ma, per lo meno, erano riposati, rifocillati e avevano avuto la possibilit di lavarsi durante il corso dell'inverno. Gli uomini che arrancavano sul ponte avevano subito privazioni e degrado di gran lunga peggiori. Si avventarono sul pane e formaggio che furono offerti loro. Alcuni soldati spagnoli continuarono a guardarli impietositi mentre altri strapparono gli indumenti ai prigionieri per darli agli uomini liberati. Poi, quando l'ultimo dei cristiani fu portato in coperta, i corsari vennero spinti di sotto e messi in catene, destinati a essere sfruttati fino alla morte nella nave che fino a poco prima era appartenuta a loro.
Simili rovesci di fortuna sono comuni in questo mare, disse Thomas. Ci farai l'abitudine, te lo garantisco, se vivrai abbastanza a lungo. Adesso sta' fermo, questo ti far male.
Aveva preso del filo e un ago dalla ben fornita cassetta medica nella cabina che era appartenuta al capitano della galea. Strizzando gli occhi, Thomas infil il filo nella cruna e ne leg i capi in un nodo. Solleva il braccio e tienilo fermo.
Richard fece come gli era stato detto e diede un'ultima occhiata ai bordi raggrinziti della ferita prima di rivolgere lo sguardo sul pi vicino dei galeoni, dove la ciurma era impegnata a rattoppare le vele danneggiate dalle cannonate nemiche. Thomas accost delicatamente i bordi della ferita con la mano sinistra e, infilato l'ago nel primo lembo, lo fece uscire dall'altro. Tir il filo fino a che il nodo premette leggermente contro la pelle e inizi col secondo punto. Richard strinse forte i denti e lott contro il dolore.
Per un momento ho pensato che non mi avresti seguito in battaglia, disse Thomas, cercando di distrarre il giovane dall'operazione di ricucitura. Prima che abbordassimo la nave. Avevi paura?.
Richard gli scocc una rapida occhiata. Sapete che  cos.
Eppure hai combattuto come un leone.
Sono stato addestrato a farlo.
E molto bene. Chi  stato il tuo maestro?
Uno degli uomini di Walsingham.
Un soldato?
Affatto. Richard fece un debole sorriso. Era il capo di una banda di Londra. Doveva essere impiccato per omicidio ma Walsingham gli offr la possibilit di vivere se fosse stato disposto a servire e a obbedire agli ordini senza discutere. Quando non interrogava quelli che Walsingham sospettava di tradimento, aveva l'incarico di addestrare il resto degli agenti all'uso delle lame e nella lotta di strada.
Capisco. La cavalleria non faceva parte della formazione, immagino.
Proprio no. Eravamo addestrati a uccidere in fretta e in silenzio.
Thomas annu e poi si concentr sul punto successivo prima di continuare. Ma non hai mai avuto motivo di uccidere un uomo prima di oggi, credo.
Il giovane rimase in silenzio e poi abbass gli occhi sul ponte. No.
Non  un passo da prendere alla leggera, Richard. La vera tragedia  che, adesso che hai ucciso, la prossima volta peser meno sulla tua coscienza. La sfida maggiore che affronterai  cercare di ricordare l'uomo che eri prima che la tua anima si macchiasse del sangue di un altro. Pi uccidi, pi difficile  ricordare.
 questo ci che pensate?
 quello che so. Quello che sopporto, aggiunse piano Thomas.
 per questo che avete lasciato l'Ordine?
Questi sono affari miei, non tuoi. Ma ammetto che sia stato uno dei motivi per cui non ho potuto continuare a servirlo. Uccidere era una cosa cos comune per noi che aveva perduto ogni significato. E cos  per il nemico.  la conclusione a cui sono giunte entrambe le parti e l'unico vantaggio  che abbiamo perfezionato l'idea stessa di odio e vendetta.
Lo scudiero riflett per un momento, fino a che il bruciore di un nuovo punto non lo fece trasalire. Allora come mai siete di nuovo qui? Potevate rifiutare la richiesta di sir Robert e sir Francis. Avrebbero trovato un altro uomo.
Thomas alz lo sguardo e ridacchi. Sono stato convocato dal mio Ordine, al quale sono legato da un giuramento. E per quanto riguarda l'altro uomo che avrebbero trovato i tuoi padroni, pochissimi sono adatti quanto me ai loro bisogni. A loro serve un uomo che appartenga all'Ordine di San Giovanni ma che non ne serbi il credo nel cuore. I tuoi padroni sono uomini astuti, giovane Richard. Hanno saputo leggermi facilmente quanto le pagine di un libro. Fece una pausa e riflett brevemente sull'altra ragione per cui era stato cos pronto a tornare a Malta: il bisogno di sapere cosa ne era stato di Maria. I capi delle spie della regina avevano capito anche quello? Guard Richard. E forse ancora pi astuti di quanto io li ritenga.
Signore?
Niente. Adesso, l'ultimo punto e abbiamo finito.
Richard strinse di nuovo i denti mentre Thomas gli trafiggeva la pelle e vi faceva passare l'ultimo tratto di filo. Us con cautela il pugnale del giovane per liberare l'ago e poi fece un altro nodo. Esamin la sua opera e poi, presa una striscia di lino dalla cassetta, fasci la ferita.
Fatto. Guarir nel giro di un mese, ammesso che tieni il braccio a riposo e non stuzzichi i punti.
Richard si guard il braccio e poi lo abbass. Grazie, signore.
Thomas si erse in tutta la sua altezza e si sfreg la parte bassa della schiena mentre si guardava intorno. I corpi erano stati rimossi, gettati fuori bordo, e l'acqua ricopriva il ponte per lavare via gran parte del sangue. Le vele danneggiate erano state riparate e la galea era pronta a rimettersi in viaggio. Gi le altre galee avevano ripreso la formazione attorno ai galeoni e a bordo della nave catturata c'era solo la ciurma che l'avrebbe condotta in porto.
Thomas si pul le mani con uno straccio e diede un buffetto sulla spalla di Richard. Coraggio, dobbiamo tornare sull'ammiraglia.
Lo scudiero raccolse il giaco e la corazza e poi fiss Thomas per un momento. A quanto pare abbiamo entrambi i nostri segreti, signore.
Thomas annu. E forse a Malta la verit verr fuori.
...
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...
16.
...
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...
Dieci giorni pi tardi, dopo che i soldati a bordo dei galeoni furono sbarcati in Sicilia, il piccolo squadrone di galee di don Garca raggiunse Malta. Il sole stava calando nel cielo occidentale, per met nascosto da un sottile velo di nebbia marina, quando le snelle navi da guerra arrivarono all'imboccatura del porto naturale che Malta aveva la fortuna di possedere. O la sfortuna, riflett Thomas. Le acque protette si estendevano fin nel cuore della piccola isola ed erano separate da una penisola con un crinale roccioso che vi scorreva al centro. A nord della penisola c'era il porto di Marsamxett e a sud il Porto Grande, divenuto sede dell'Ordine di San Giovanni. Un porto cos bello e la posizione dell'isola al centro del Mediterraneo avevano attratto l'attenzione di ogni potenza navale nel corso dei secoli, perfino ai tempi degli antichi imperi di Roma e Cartagine.
Erano passati pi di vent'anni dall'ultima volta che Thomas aveva visto il Porto Grande e molto era cambiato. Alla fine della penisola era stato costruito un nuovo forte per sorvegliare l'ingresso dei due porti e ulteriori opere di difesa erano state aggiunte a Sant'Angelo, il forte che era il quartier generale dell'Ordine. Lo stendardo rosso con la croce bianca sventolava sulla torre pi alta di ciascuno di essi. Al di l di Sant'Angelo, c'era la citt di Birgu, cresciuta senza sosta per soddisfare i bisogni di cavalieri e soldati nella loro eterna lotta contro le orde dell'Islam. Mentre guardava le spesse mura di pietra calcarea e le torri tozze di Sant'Angelo, Thomas prov una piccola stretta al cuore nel ricordare gli anni in cui aveva prestato servizio l e gli uomini che aveva considerato come fratelli, alcuni dei quali erano morti davanti ai suoi occhi e lui ne aveva pianto la scomparsa. E gli altri che aveva conosciuto, come La Valette, che aveva ispirato devozione e fanatico zelo.
E poi c'era stata Maria. Aveva cercato di non pensare a lei ma non c'era mai stato un momento in tutti quegli anni passati in Inghilterra in cui il ricordo di Maria non fosse stato conficcato nel suo cuore come una scheggia, costante promemoria di ci che aveva perduto. Se era ancora viva, Thomas preg che fosse ancora sull'isola. Non c'erano molte ragioni per supporre che avesse scelto di restare su quell'arido scoglio in mezzo a un mare lacerato dalle guerre, ma non poteva fare a meno di sperare. Molte volte si era concesso di immaginare di rivederla, senza che il tempo l'avesse toccata, ancora snella, bruna e con l'espressione che ne rivelava lo spirito indomito. Queste fantasie gli lasciavano sempre un senso di vulnerabilit per timore che lei potesse respingerlo, essendo stato costretto ad abbandonarla.
Una prospettiva formidabile.
Thomas accanton l'inquieto sogno a occhi aperti e, giratosi, vide Richard che, appoggiato alla balaustra della galea, osservava le difese di Sant'Angelo. Il sole era scomparso dietro l'altura oltre il porto e agli occhi di Thomas, sia Sant'Angelo che il forte all'ingresso dei porti parvero in qualche modo sminuiti dall'oscurit che calava.
Formidabile?. Thomas strinse le labbra. Non cos formidabile per i nostri amici turchi, credo. Non esiste fortezza in tutta la cristianit in grado di resistere ai grandi cannoni dei turchi. E quando le mura cadono, l'esito  deciso dalla quantit e dalla qualit degli uomini che si affrontano.
La qualit  gi stata assegnata, fece con un sorriso Richard. Non ci sono guerrieri migliori a questo mondo dei cavalieri dell'Ordine di San Giovanni.
Questo pu essere vero, ma il sultano ha dalla sua la quantit, replic stancamente Thomas. Dimmi, Richard, cos' pi importante, la qualit o la quantit? In base alla tua esperienza di guerriero.
Era una domanda pungente e Thomas la rimpianse all'istante. Richard voleva solo fare conversazione in modo piacevole ma il suo commento compiaciuto l'aveva irritato.
Il giovane si accigli e assunse un'espressione dura mentre guardava fisso Sant'Angelo. Thomas decise che la forma di scuse pi pratica fosse cambiare argomento.
Come va il braccio oggi?
Il dolore peggiore  passato, rispose conciso Richard, senza distogliere lo sguardo.
Hai cambiato la fasciatura ogni giorno?
Proprio come avete ordinato.
E non c'era traccia di putrefazione?
Nessuno.
Bene.
Ci fu un lungo silenzio durante il quale nessuno dei due uomini diede segno di volersi muovere dalla balaustra ed essere il primo a cedere nel tacito confronto. Thomas avvertiva la tensione, la rabbia e perfino l'odio che ribolliva nel petto del compagno, ma era fuori questione placarlo con scuse esplicite. Perci non disse nulla e fece come se fosse da solo mentre guardava il porto aprirsi su entrambi i lati dell'ammiraglia di don Garca. Le restanti galee dello squadrone erano allineate a poppa e solcavano le placide acque, con i remi che colpivano la superficie con aggraziata simmetria. Da Sant'Angelo, un cannone tuon in segno di saluto quando l'ammiraglia vi pass davanti e, dopo una breve pausa, uno dei cannoni della galea rispose. Il cupo brontolio rimbomb contro le mura del forte e uno stormo di gabbiani si lev in volo, disturbato dal rumore.
L'ammiraglia doppi il capo del promontorio e vir nell'insenatura tra Birgu e lo spoglio promontorio gemello di Senglea, dove una manciata di mulini a vento si ergeva sul punto pi alto.
Pi avanti, si vedevano gli alberi di dozzine di mercantili e pescherecci, vicini al molo sul quale si susseguivano i magazzini di Birgu. Le mura di Sant'Angelo continuavano lungo l'insenatura per un centinaio di metri prima di raggiungere il canale, scrupolosamente scavato nel promontorio per fornire una linea di difesa davanti al forte. Lo sguardo di Thomas fu attratto da un grande galeone all'ancora nel canale. Il castello di prua, le murate e l'alto ponte di poppa erano dipinti di verde e decorati in foglia d'oro, la polena era una donna velata dalla veste nera punteggiata di stelle e lune in oro e argento. Era impossibile non riconoscere le origini della nave e Thomas cap che doveva essere quello il galeone di cui Philippe gli aveva parlato, la cui perdita aveva provocato l'ira del sultano.
Remi in barca!, ordin il capitano e le pale gocciolanti furono issate dal mare e ritirate all'interno dello scafo.
Virate a sinistra!.
Adagio, l'ammiraglia vir verso il tratto di molo pi vicino al forte. Thomas vide un gruppetto di uomini in attesa, diversi con indosso i mantelli dell'Ordine, decorati dal caratteristico motivo a croce. Da un lato, un servitore teneva al guinzaglio due cani da caccia dal manto magnificamente curato. In disparte, a breve distanza davanti agli altri, c'era un'alta figura dai capelli e la barba argentei che indossava un semplice farsetto nero, calzoni e mantellina. Senza tradire alcuna emozione, osservava la galea mentre l'ultima virata la portava verso il molo.
Thomas sent il battito accelerare e un antico affetto si risvegli dentro di lui. Riconobbe l'uomo, anche se vent'anni e il fardello del comando avevano operato dei cambiamenti sui lineamenti segnati.
Jean Parisot de La Valette, disse piano.
Lui? Quel vecchio?. Richard lo osserv, paragonandone l'aspetto con l'abbigliamento pi riccamente ornato degli uomini alle sue spalle. Non l'avrei preso per il Gran Maestro dell'Ordine di San Giovanni.
L'abito non fa il monaco.
Neanche l'et avanzata. Spero che la sua mente sia in buona salute.
L'alto consiglio dell'Ordine non gli permetterebbe di mantenere l'incarico se cos non fosse.
I marinai lanciarono le scotte verso gli uomini sul molo e la galea fu tirata fino a che non urt adagio contro i respingenti di corda incatramata. Una sezione di parapetto si apr e la passerella fu allungata sul molo per sbarcare don Garca e il suo seguito. Lo spagnolo vide Thomas a poca distanza e gli fece segno di raggiungerlo.
Avrei piacere se voi e il vostro scudiero vi uniste a noi.
Thomas chin il capo. Come volete, signore.
Quattro dei soldati di don Garca si affrettarono a scendere a terra e formarono un piccolo cordone su entrambi i lati della passerella. Quando furono sull'attenti, don Garca condusse il suo seguito sul molo, seguito da Thomas e Richard. Dando un'occhiata alle facce alle spalle di La Valette, Thomas riusc a riconoscere solo Romegas, primo capitano di galea al tempo in cui aveva prestato servizio nell'Ordine. Anche lui era invecchiato ma indubbiamente l'acredine nei confronti di Thomas persisteva.
Don Garca e La Valette si scambiarono un inchino e brevi convenevoli in francese prima di presentare a turno i rispettivi subalterni. Quando fece segno a Thomas di avanzare, don Garca non pot trattenere un piccolo sorriso.
Gran Maestro, penso abbiate sentito parlare del mio compagno inglese, sir Thomas Barrett.
Gli occhi di La Valette erano ancora limpidi e penetranti, anche se ormai incavati nel viso. Li sforz un po' mentre Thomas veniva avanti e chinava rispettosamente il capo.
Thomas... speravo che avreste risposto alla chiamata.
L'ho attesa per vent'anni, signore.
Una breve espressione addolorata pass sul volto dell'uomo. Per via delle circostanze, non c'era molto che potessi fare, voi comprendete. Ma eccovi qui adesso. Di nuovo al mio fianco, dove le vostre doti sono pi necessarie.
Il tono benevolo colp profondamente Thomas e i ricordi del loro cameratismo si riaffacciarono prepotenti alla mente. Far il mio dovere, signore.
Ne sono certo. Ditemi, siete ancora un combattente feroce e letale come quando eravate al servizio dell'Ordine?
In verit? No, signore. Ma sono ancora capace di maneggiare bene una spada.
Questo  un bene. La Valette sorrise e indic il suo seguito, nel quale nessuno sembrava pi giovane di Thomas. Come vedete, pochi di noi sono uomini nel fiore degli anni, ma siamo impareggiabili in fatto di esperienza e saggezza, tanto pi da quando siete tornato per unirvi a noi. Cosa per cui rendo grazie a Dio.
Ho il sospetto che qualcuno nell'Ordine non sar altrettanto grato, signore, replic Thomas, evitando la tentazione di guardare Romegas.
Sono pochi quelli in vita che ancora ricordano, Thomas, e adesso rispondono a me e obbediscono alla mia volont. Fece una pausa e poi strinse piano la mano di Thomas. Aveva la pelle secca e le ossa sotto la carne chiazzata erano sporgenti. Il vostro posto non verr messo in discussione. Al mio cuore fa bene rivedervi. Guard alle spalle di Thomas e i suoi occhi si posarono su Richard per la prima volta. E chi  il vostro giovane compagno?
Il mio scudiero, signore. Richard Hughes.
Anche tu sei il benvenuto.
Vi ringrazio, signore. Richard si inchin.
Sir Thomas, mander i miei servitori a prendere il vostro bagaglio. Potrete ritirarvi presso la locanda inglese una volta che avrete mangiato. La Valette si rivolse nuovamente a don Garca che aveva seguito il breve scambio con espressione incuriosita.
Non avevo idea che il mio passeggero fosse tenuto in cos grande considerazione da parte dell'Ordine, osserv lo spagnolo.
L'espressione di La Valette si incup per un momento prima che questi replicasse. Sir Thomas era uno dei nostri cavalieri pi promettenti, prima della sua... assenza. Ha gi dato prova di s in passato e non dubito che offrir nuovamente un prezioso servizio all'Ordine nella grande prova che ci troviamo ad affrontare. Adesso la luce sta calando e abbiamo molto di cui discutere. Nel mio alloggio  pronta la cena per voi e i vostri ufficiali, don Garca. Alcuni alti ufficiali dell'Ordine arriveranno pi tardi. Non erano presenti a Birgu quando le vostre navi sono state avvistate. Ho mandato a chiamarli. C' molto di cui parlare.
Senz'altro.
La Valette lanci un'occhiata in direzione dell'ultima galea spagnola che si avvicinava al molo. Solo sei galee? Il grosso dei vostri rinforzi arriver in seguito, suppongo.
Don Garca guard i volti della gente del luogo che si era radunata alle spalle del Gran Maestro e del suo seguito. Fece un passo avanti e abbass la voce. Sar meglio parlare di queste faccende in ambienti pi... riservati. Vi dispiace fare strada?.
L'espressione di La Valette si era indurita. Egli e don Garca sedevano a capo del lungo tavolo disposto al centro della sala banchetti di forte Sant'Angelo, ma ciascun uomo presente era rimasto in silenzio ad ascoltare con attenzione don Garca che illustrava le istruzioni ricevute da re Filippo. La coppia di cani da caccia dormiva accanto al modesto fuoco che ardeva nella grata di ferro lungo la parete, un lusso su un'isola in cui il legno scarseggiava abbastanza da essere venduto alla libbra. Thomas era seduto a met del tavolo e aveva toccato appena il primo buon cibo che mangiava da quando avevano lasciato Barcellona, costolette di montone al miele e pane appena sfornato. La tensione tra don Garca e La Valette era palpabile e il cattivo umore aveva guastato l'appetito di tutti i presenti. Per un momento, Thomas invidi il suo scudiero, che mangiava a un altro tavolo con i sottufficiali della piccola forza di don Garca.
La Valette allontan da s il piatto e spost la sedia in modo da poter guardare meglio l'ospite mentre parlava.
L'anno scorso ho mandato avvertimenti a Sua Mest riguardo il piano del sultano di colpire a ovest e che Malta sarebbe stata il primo obiettivo dei turchi. Ho detto che per difendere Malta, avevo bisogno di cinquemila uomini freschi, cannoni, polvere da sparo e scorte di viveri. Fino a questo momento non mi ha inviato nulla se non messaggi di supporto.
Sua maest condivide i vostri timori, ribatt con calma don Garca. Tuttavia, Malta  solo uno dei territori che ha l'obbligo di difendere. Pur essendo vero che voi rappresentate la pi ovvia linea di attacco, il nemico potrebbe volerci sorprendere altrove. La Sicilia, la costa dell'Italia o perfino la Spagna stessa.
E lascerebbe quindi Malta a cavallo delle loro linee di rifornimento?, replic La Valette in tono acido. Pare che Sua Mest abbia bisogno di una lezione di strategia.
Sua maest  il mio signore sovrano, proprio come lo  per voi, Gran Maestro. Al vostro Ordine  stata donata quest'isola in cambio della lealt nei confronti del re. Sua maest mi ha nominato suo ammiraglio e ha posto tutte le sue forze, inclusa la vostra, sotto il mio comando. Vi chiederei pertanto di moderare le vostre opinioni di conseguenza. Don Garca incroci lo sguardo rancoroso del Gran Maestro senza battere ciglio. Io, a mia volta, sono obbligato a seguire gli ordini dettati da re Filippo. Egli ha dichiarato che devo incontrare il nemico in battaglia solo quando godr del vantaggio numerico in mare e sulla terra.
Allora non combatterete mai. Le navi e gli uomini del sultano saranno sempre in numero maggiore della Spagna.
Don Garca si strinse nelle spalle. Non posso farci niente. Ma sto facendo tutto quanto in mio potere per raccogliere sostegno dai nostri alleati e concentrare le forze in Sicilia, dove avr la posizione migliore per contrattaccare il nemico, ovunque scelga di colpire. Concordo sulla probabilit che il sultano abbia messo gli occhi su Malta e far quello che posso per fornirvi l'occorrente per reagire in caso di attacco. Al momento non posso fare altro che offrirvi alcune compagnie di soldati spagnoli e mercenari italiani. Col tempo, quando la mia forza crescer, vi mander altri uomini.
Allora potrebbe essere troppo tardi. La Valette fece un respiro e calm la voce prima di continuare. Non ci sono che seicento cavalieri nell'Ordine. Qui ne ho quasi cinquecento e prego che gli altri rispondano alla convocazione, come ha fatto sir Thomas. In pi, abbiamo mille soldati e ho mandato uomini dell'Ordine in Italia per reclutarne altri.
E avete la gente del posto. I maltesi combatteranno con voi.
I maltesi.... La Valette non riusc a nascondere lo sdegno.  vero che c' una milizia, ma  di scarsa qualit. Oserei dire che si daranno alla fuga la prima volta che vedranno un giannizzero puntargli addosso un'arma.
Non credo.  vero che non sono combattenti professionisti, ma un uomo  in grado di combattere come un leone per difendere la sua casa e la sua famiglia. Basta solo addestrarli a usare le armi e a guidarli col buon esempio e combatteranno bene.
Anche in questo caso, posso aspettarmi di raccogliere poco pi di tremila uomini dalla popolazione locale. Perci non superiamo i cinquemila per affrontare l'orda che caler su di noi da est. L'ultimo rapporto del nostro agente a Istanbul riferisce che una vasta flotta si sta organizzando per portare cinquantamila uomini, insieme alle loro armi e scorte per l'intera campagna. Nessuno  in grado di sostenere simili numeri, don Garca.
Ci fu una pausa e Thomas vide don Garca intrecciare le mani e appoggiarvi la fronte.
L'ora  tarda e il viaggio  stato stancante, disse. Parliamo dei preparativi per affrontare i turchi domani. Vorrei vedere di persona le difese, Gran Maestro, se vorrete accompagnarmi.
Sarebbe un piacere, replic seccamente La Valette.
Allora manger e berr ancora un po' e poi andr a dormire. Don Garca sorrise cortesemente. Come faranno i miei ufficiali.
Il loro scambio fu interrotto quando la porta principale della sala si apr e uno dei servitori fece entrare un gruppetto di uomini. Thomas si gir a guardarli. Indossavano semplici mantelli con lo stemma dell'Ordine sul cuore e Thomas cap che dovevano essere i cavalieri che La Valette aveva fatto convocare dall'entroterra dell'isola. Alcuni erano giovani ma sembravano abbastanza duri. Il resto erano veterani, segnati da cicatrici e dal passare degli anni. Mentre andavano a occupare sedie e posti sulle panche che erano ancora libere, lo sguardo di Thomas cadde su uno dei guerrieri pi anziani, un uomo all'incirca della sua et, alto e nerboruto, con i capelli scuri che andavano diradandosi. Quasi nello stesso momento, il nuovo arrivato not Thomas e si ferm all'improvviso. Poi, gli and incontro.
Thomas si alz e fece qualche passo verso l'uomo. L'altro cavaliere lo squadr e poi inspir bruscamente prima di parlare.
Sir Thomas. Allora hai ricevuto il messaggio.
Come puoi vedere.  passato tanto tempo, Oliver. Davvero tanto tempo.
Avevo sperato che non venissi. L'Ordine non ha bisogno di te.
Il Gran Maestro la pensa diversamente.
Sir Oliver Stokely lanci un'occhiata in direzione del capotavola. Il cavaliere ha la memoria corta. Dimentica il danno che ci hai arrecato.
Thomas prov un'altra fitta quando i tentacoli dei passati peccati gli serrarono nuovamente il cuore. Ero un uomo diverso all'epoca. E anche tu. Ho sofferto e mi sono pentito ogni singolo giorno da allora. Non riesci a perdonarmi?
Mai.
Thomas scosse tristemente la testa. Mi dispiace sentirtelo dire.
Perch? Pensi che dimenticherei tutto solo perch hai risposto con prontezza alla chiamata di La Valette?
Oliver, ci sono questioni molto pi grandi che dovrebbero interessarci. Non posso cambiare il passato, ma mi impegno a fare tutto ci che posso per preservare il futuro del nostro Ordine.
Sir Oliver scosse la testa. Fa' quello che vuoi. Basta che tu mi stia lontano. O non risponder delle mie azioni.
Thomas annu e un senso di stanchezza cal su di lui come una pesante coltre. Vorrei che fosse diverso tra noi. Un tempo eri mio amico.
Fino a che non ho scoperto la tua vera natura. Ti ho detto tutto ci che desideravo dirti. Sei qui. Combatti per l'Ordine, poi quando sar finita, vattene e non tornare mai pi.
Molto bene. Ma vorrei sapere ancora una cosa.
Le labbra di sir Oliver si curvarono in un sorriso forzato. Sapevo che l'avresti chiesto.
Allora dimmelo. Thomas esit prima di continuare, ansioso e al tempo stesso timoroso di conoscere la risposta. Maria  ancora viva?
 morta.
Morta?.
Per un istante, un guizzo di emozione si accese sui tratti di sir Oliver. Poi, la sua espressione si indur. S, Maria  morta. Era morta per te sin da allora. Non chiedermi pi di lei o, Dio mi  testimone, ti uccider a mani nude.
...
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...
17.
...
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...
Al termine della cena, Thomas e Richard furono accompagnati da un impiegato del Gran Maestro all'ostello dei cavalieri inglesi. Il posto era appartenuto a un mercante di vino prima che l'Ordine arrivasse a Malta e ne requisisse la propriet. L'impiegato pos i loro bagagli, buss alla porta e aspett. Poco dopo udirono rumore di passi dall'interno e poi la porta si apr. Quando Thomas entr nell'ingresso che un tempo conosceva cos bene, si gir a guardare il servitore, un uomo curvo in camicia di cotone, calzoni neri e stivali. Reggeva un candelabro di ottone, la cui pallida fiamma gli illuminava il volto.
Cosa volete, signore?, chiese con un filo di voce.
Sono un cavaliere inglese dell'Ordine. Ho bisogno di alloggio per me e il mio scudiero.
Inglese?. L'uomo trasal. Siete il primo cavaliere inglese che arriva alla locanda da... quasi dieci anni. Ne  rimasto solo uno adesso.
Mentre l'uomo parlava, Thomas lo riconobbe e sorrise. I santi siano benedetti! Sei tu, Jenkins?
Sissignore, mi chiamo Jenkins. Il vecchio strizz gli occhi e si sporse in avanti per osservare il nuovo arrivato. Come conoscete il mio nome, signore?
Coraggio, sicuramente ti ricordi di me.
Il vecchio sollev la candela ed esamin il volto di Thomas. Poi sgran gli occhi. No... non  possibile. Sir Thomas... Sir Thomas Barrett! Buon Dio. Io... io non pensavo che vi avrei mai pi rivisto, signore.
E invece eccomi qui, disse ridendo Thomas. Ma cosa ne  stato degli altri servitori? Harris? Chapman?.
Il sorriso sdentato che si era formato sulla faccia del vecchio servitore sbiad. Sono tutti morti, signore. Io sono l'ultimo dei domestici.
Ma devi avere quasi settant'anni, come minimo.
Sessantotto a dicembre, signore. L'uomo aggrott per un momento la fronte.
Allora perch sei ancora in servizio, Jenkins?
E dove altrimenti? Non ho altro posto in cui andare. Non mentre c' ancora un cavaliere inglese da servire nell'ostello.
Che diavolo  tutto questo rumore?, grid una voce nell'oscurit. Jenkins, cosa succede? Parla, uomo! Chi sono quelle persone?.
Un'ombra emerse da un corridoio che partiva dall'ingresso e un uomo possente dal collo taurino (se la transizione tra la testa quasi rasata e i muscoli delle spalle poteva definirsi collo) entr a grandi passi nella debole luce proiettata dalla candela del domestico. Sembrava avere una decina d'anni meno di Thomas e bisognoso di radersi bene le guance. Guard torvo i nuovi arrivati e Thomas colse una zaffata di vino acido nel suo alito quando si present.
Sir Thomas Barrett, eh?, ripet l'uomo. Gi sentito nominare. Non ricordo quando. Bene, dunque, io sono sir Martin Le Grange, di Wickle Bridge, vicino Hereford. Mai sentito?
Ahim, no.
Questo  un vero peccato... per voi. A ogni modo, fate come se foste a casa vostra. Jenkins si occuper di voi. Io me ne vado a letto. Stavo per farlo quando siete arrivati. Ci vediamo domattina, eh?. Annu e, giratosi, scomparve di nuovo nel corridoio.
Non l'accoglienza pi affascinante che abbia mai ricevuto, borbott Richard.  sempre cos... ospitale?
Solo quando alza il gomito, replic Jenkins.
Thomas toss. Saresti cos gentile da mostrarci i nostri alloggi?
S, sir Thomas. Le mie scuse. Se volete seguirmi, signore.
Jenkins fece per prendere i bagagli con una mano mentre con l'altra reggeva la candela. Thomas gli prese il braccio e lo allontan gentilmente dalle ingombranti sacche.
Pu pensarci Richard.  giovane e forte.
E stanco, aggiunse Richard.
Inoltre non dovresti affaticarti alla tua et, Jenkins.
Il vecchio raddrizz la schiena e tir su il mento con fierezza. Ma io sono un servitore dell'ostello inglese, signore.  il mio dovere.
Proprio cos. E come faresti a svolgere i tuoi compiti se dovessi farti male portando un carico troppo pesante?, domand Thomas con un ghigno.
Jenkins apr la bocca per protestare, poi si strinse nelle spalle e si volt. Prego, seguitemi, signori.
Thomas lo segu mentre Richard, borbottando stizzito, raccoglieva i bagagli e camminava pi in fretta che poteva per stargli dietro e restare nella piccola pozza di luce creata dalla tremolante fiamma della candela. Il servitore li condusse al corridoio degli alloggi che partiva dall'atrio. Alzando lo sguardo sulle travi, Thomas vide i piccoli scudi di legno fissati alle traverse, ciascuno col blasone di un cavaliere inglese che aveva servito l'Ordine. C'era una manciata di spazi vuoti in cui gli emblemi erano stati rimossi quando il cavaliere in questione era stato accusato di aver portato disonore all'Ordine. I suoi occhi si affannarono a individuare il punto in cui il blasone dei Barrett era un tempo appeso. Adesso c'era solo un piolo di legno e Thomas distolse lo sguardo con un pesante senso di colpa e vergogna.
Tu e sir Martin siete gli unici a vivere qui?, domand Richard.
S, giovane signore. Ce n' un altro che ha il suo alloggio qui, sir Oliver Stokely, ma di rado viene all'ostello. Non lo vedo da diversi mesi. Ha una casa vicino alla base della penisola di Sciberras.  l che vive ultimamente. Eccoci arrivati, signore. Jenkins si ferm fuori da una porta e, sollevato il saliscendi, li condusse all'interno. Non  la cella che avevate, signore. Dopo la vostra partenza,  diventata un magazzino. Spero che questa vi aggradi.
Sollev il candelabro e Thomas vide che la camera era forse larga dieci piedi per quindici di lunghezza. C'era un letto, un cassettone, un piccolo tavolo e una sedia, e ganci per gli indumenti. In alto, sulla parete in fondo, c'era una finestra sbarrata.
Thomas annu. Andr bene. Richard, puoi lasciare qui le mie cose.
Il giovane si guard attorno. E io dove dormo... signore?.
Il domestico ridacchi. Tranquillizzatevi, giovane signore. Non  questa la vostra stanza. C' una cella per scudieri qui accanto. Ai vecchi tempi l'avreste condivisa con altri tre, ma ora l'avrete tutta per voi.
Sir Martin non ha uno scudiero?, domand Thomas.
Non pu permettersene uno, signore. La sua famiglia ha perso tutto quando re Enrico si  preso la loro terra tanti anni fa.  per questo che sir Martin si  unito all'Ordine. Si occupa da s delle sue armi e della corazza. Insiste per farlo. Io gli servo solo da mangiare, penso al fuoco e cucino. Certo, adesso che abbiamo un altro scudiero all'ostello, forse il giovane signore Richard potrebbe occuparsi di alcune delle necessit di sir Martin.
Richard lanci una brusca occhiata a Thomas e gli rivolse un impercettibile cenno di diniego.
Certo, rispose con un sorriso Thomas. Vedr cosa si pu fare.
Richard lo guard torvo prima di parlare. Se volete scusarmi, signore, porter le altre sacche nella mia cella.
Thomas annu.
Solo un istante. Jenkins and al tavolo e prendere una tozza candela che si trovava su un piattino, al centro di una pozza di cera indurita. Accese lo stoppino che sputacchi per un momento prima di diventare una fiamma continua che contribu all'illuminazione della cella. Ecco, giovane signore. Seguitemi.
Quando il mio scudiero sar sistemato, portami una brocca di vino caldo, disse Thomas. C' molto che vorrei sapere riguardo a cosa  successo durante gli anni della mia assenza.
Jenkins annu. Sissignore. Sar felice di parlarvene e ascoltare notizie dall'Inghilterra.
Il servitore fece segno allo scudiero di lasciare la stanza, poi lo segu e si chiuse la porta alle spalle senza fare rumore. Thomas si guard attorno, ricordando vagamente che un tempo era occupata da sir Anthony Thorpe, un burbero cavaliere pi vecchio che veniva da un oscuro villaggio del Norfolk e insisteva per dormire con la porta aperta. Il suo sonoro russare riecheggiava nel corridoio, disturbando il sonno dei compagni.
Thomas si tolse il mantello e lo appese a un piolo; poi prese il piatto con la candela e, con passo felpato, si avvicin alla porta. Dalla cella accanto giungevano i suoni smorzati della conversazione in cui Jenkins tentava di coinvolgere Richard. Thomas alz il saliscendi e usc nel corridoio, sollevando la candela per vedere meglio. Da una parte il corridoio proseguiva verso la cucina, con porte su entrambi i lati che davano sulle celle di cavalieri e scudieri. Una luce fioca sotto la porta di fronte rivel dove alloggiava sir Martin. Proseguendo in senso opposto, Thomas torn all'ingresso.
Malgrado la cautela, il rumore dei suoi passi si ud chiaramente mentre andava al focolare di fronte all'entrata, dando l'impressione che il posto fosse ancora pi vuoto e silenzioso. Si ferm per guardarsi intorno e ricord. Nell'aria c'era un sentore di carne arrostita, odore comune in Inghilterra ma che in quel posto evoc all'improvviso nel pi tangibile dei modi il ricordo del suo primo giorno di festa all'ostello. Era diventato cavaliere all'et di diciassette anni e si era unito all'Ordine l'anno seguente; si era sentito gonfiare il cuore di orgoglio mentre sedeva al tavolo da un lato del camino, insieme a una ventina di cavalieri inglesi, mangiando e bevendo mentre la calda aria viziata della sala si riempiva del suono delle loro chiassose conversazioni e risate. Ricordava perfino le loro facce. Sir Harry Beltham, la cui carnagione rubiconda si abbinava al rosso acceso di capelli e barba attorno al viso tondo. Aveva una risata profonda e contagiosa e quando aveva assestato una manata sulla schiena di Thomas, il giovane cavaliere era stato scagliato in mezzo alla sala. Sir Matthew Smollett, un gallese alto e nerboruto, i cui tratti scuri avevano dato adito alle voci secondo cui doveva avere senz'altro sangue moro. Aveva parlato poco, accontentandosi di osservare i commensali con un sorriso ironico e di fare di tanto in tanto una battuta che serviva a ricordare la sua intelligenza superiore. C'erano altri che Thomas ricordava con affetto. E, infine, sir Oliver Stokely, il commilitone che un tempo aveva considerato amico e che era diventato un rancoroso nemico quando si erano divisi. L'incontro glaciale di poc'anzi con l'antico commilitone aveva scosso Thomas.
I ricordi sbiadirono e attorno a lui rimasero solo il freddo e le ombre buie. Per un momento, Thomas cerc di riportare alla mente il ricordo dei compagni che banchettavano, ma il desiderio parve fasullo e cos rinunci. Col cuore dolente, torn alla sua cella e apr la sacca. Dentro c'era qualche cambio d'abito e alcuni effetti personali. Tir fuori le spazzole e il crocifisso d'argento, cimelio di famiglia, a cui aveva rivolto le sue preghiere ogni giorno, all'alba e al tramonto. Lo tenne in mano, osservandolo pensieroso per un momento prima di posarlo sul tavolino, contro la parete. Lasci di proposito per ultimo il sacchetto di cuoio. Ne apr i lacci che lo chiudevano e tir fuori con delicatezza il medaglione d'oro. Dopo una breve esitazione, apr il coperchio e guard la ciocca bruna che era all'interno. Rimase immobile per un po' e poi, serrando le labbra, sfior la ciocca col mignolo, accarezzandone adagio i serici capelli.
Maria....
Bussarono alla porta. Thomas chiuse di scatto il medaglione e si affrett a riporlo nel sacchetto, che infil nell'unico cassetto del tavolo.
Avanti.
Jenkins entr con un vassoio sul quale c'era il candelabro, una piccola brocca chiusa e due tazze di ottone. Si gir a chiudere la porta col gomito e, attraversata la stanza, pos il vassoio sul tavolo. Thomas si mise seduto sul letto e indic a lui la sedia. Jenkins ringrazi con un cenno del capo e si lasci cadere con un pesante sospiro. Poi stapp la brocca e vers la prima tazza, che porse al cavaliere, e infine serv se stesso. Thomas tir su la tazza e sorrise.
Ai vecchi compagni e agli amici assenti.
Il vino era caldo e piacevole al palato, dando al suo stomaco una sensazione di conforto. Poi abbass la tazza in grembo e la tenne con entrambe le mani mentre guardava con affetto l'unico servitore rimasto dell'ostello. Jenkins vuot la tazza e la pos rumorosamente, per poi asciugarsi le labbra col dorso della mano ossuta.
Un bel goccio.
Goccio?. Thomas inarc un sopracciglio. Un bel po' di pi che un goccio, direi.
Il domestico si strinse nelle spalle. Quando si  da soli, signore, la mancanza di conversazione lascia solo il bere come occupazione per un uomo.
Thomas annu comprensivo.
Jenkins si protese in avanti e parl a bassa voce. Il vostro scudiero non sembra molto contento della sua sorte, se posso permettermi, signore.
Oh?
Gli ho mostrato la sua cella, ho cercato di parlare con lui, ma era di cattivo umore. Non sembrava neanche molto in grado di occuparsi della vostra attrezzatura. Il cuoio dei vostri stivali era troppo secco e c'era della ruggine sulla lama delle spade di tutti e due. Questo sarebbe stato impensabile ai vecchi tempi. Sarebbe stato sonoramente battuto per molto meno. Non  pi un ragazzo,  grande abbastanza per sapere come ci si comporta.
Pu essere, ma  stato il meglio che sono riuscito a trovare prima di partire dall'Inghilterra. Non ci sono molti giovani disposti a mettere a rischio il futuro che potrebbero avere a casa per servire l'Ordine.
Davvero?. Jenkins serr le labbra. Le cose devono andare male per la vera fede, dunque. C'era da aspettarselo con una di quegli eretici sul trono.
Io non definirei la regina Bess un'eretica, disse Thomas ridacchiando. Specialmente non davanti a lei n a qualcuno che potrebbe andare a riferirglielo.
La cosa non mi preoccupa, signore. Non far ritorno in Inghilterra. Morir qui, a Malta. In un modo o nell'altro. Perci sono libero di dire ci che voglio di una regina protestante.
Thomas pens a Richard nella stanza accanto, e ai padroni che serviva a Londra. Il giovane era stato addestrato a uccidere, quella era la sua prima missione importante ed era ansioso di riuscire, e a nessuno sarebbe stato permesso di ostacolarlo. Al vecchio domestico meno di tutti.
Bevve un altro sorso e parl in tono riflessivo. Sar anche protestante, ma la regina ha evitato di far giustiziare tanti dei suoi avversari religiosi quanti Maria prima di lei. Sta prendendo misure perch il nostro popolo torni a essere unito e potrebbe dimostrarsi una sovrana capace quanto chiunque altro.
Pfff!. Jenkins sbuff sprezzante. La sua mente  stata avvelenata contro la Chiesa di Roma. Sar condannata a una meritata eternit di tormenti in compagnia di tutti quelli che abbracciano l'eresia. Sua maest rappresenta il nemico tanto quanto il sultano.
Anche se  cristiana?
Anche in questo caso. Jenkins annu risoluto.
Thomas guard il vecchio col cuore pesante. Vedo che quelli che servono l'Ordine non hanno perduto lo zelo dall'ultima volta che sono stato qui.
Lo zelo  la nostra forza, signore.  tutto ci che ha sostenuto l'Ordine nei secoli, sin dall'ultima volta in cui la Terra Santa era in mano nostra. Ne abbiamo bisogno adesso pi che mai. Jenkins si sfreg stancamente il mento. La verit  che l'Ordine non  al meglio delle forze per opporsi ai turchi. Grazie alle guerre in Europa, c' stato poco sangue fresco per rimpinguare i ranghi dei cavalieri. Il capitano Romegas ha a malapena combattenti e marinai per equipaggiare met delle galee dell'Ordine. Troppi cavalieri hanno superato i loro anni migliori, signore. Oh, fede e coraggio sono forti come sempre, ma i loro poveri corpi sono stanchi. Il Gran Maestro primo fra tutti.  pi vecchio di me e la sua vista e la sua forza cominciano a calare, a sentire un mio amico che serve nei suoi alloggi privati.
Sono solo pettegolezzi, ribatt Thomas. Mi  sembrato in forma e lucido quando l'ho visto questa sera.
Jenkins fece un pallido sorriso. Certo, signore. Il Gran Maestro sa che tutti fanno affidamento su di lui perch li guidi nell'imminente pericolo, cavalieri e soldati soprattutto. Ma non pu nascondere la vera condizione della sua et a quelli che gli stanno pi vicino. Si strinse nelle spalle. Gli uomini potenti sembrano non fare mai caso ai loro domestici.
Thomas comprese all'improvviso il danno che poteva subire il morale dell'Ordine, e di coloro che vi facevano affidamento, se avessero visto La Valette con gli occhi dei suoi servitori. Sarebbe meglio se non ripetessi quello che hai sentito a proposito del Gran Maestro.
S, signore. Non intendevo parlare a sproposito.
In circostanze normali, non ci baderei, Jenkins. Ma ci troviamo tutti nel pi grave dei pericoli e La Valette  la roccia su cui poggia tutta la speranza.  un fardello crudele da addossare sulle spalle di un uomo anziano che ha passato la vita al servizio dell'Ordine.  giunta l'ora della sua pi grande sfida e anche se il suo corpo  l'ombra di ci che era un tempo, cuore, mente e animo sono vivi come lo sono sempre stati, e migliorati dalla sua vasta esperienza. Se qualcuno pu condurci alla vittoria sui turchi, allora si tratta senza dubbio di Jean Parisot de La Valette.
Jenkins rimase a guardarlo per un po' prima di replicare. Belle parole, signore. Ma ci credete davvero? Sarebbe meglio se l'Ordine eleggesse un uomo pi giovane per sostituire il Gran Maestro e lasciasse che La Valette si ritirasse in pace.
Thomas scosse la testa. Chi non vorrebbe essere al centro di un simile momento storico? Se l'Ordine trionfa, allora nessuno dimenticher il suo nome. Se saranno schiacciati, si sar guadagnato la gloria per aver combattuto fino all'ultimo nel nome della nostra fede.
Per quanto mi riguarda, signore, preferirei che si guadagnasse la gloria in altro modo. Non ho alcun desiderio di finire sotto le spade turche se prendono Birgu. E lo stesso vale per tutte noi persone comuni.
Sono sicuro che alcuni cavalieri condividono il tuo punto di vista. Per quanto riguarda me, preferisco vivere piuttosto che essere massacrato. Non sono ancora convinto che Dio abbia stabilito una disperata fine eroica per me.
Ci fu un imbarazzato silenzio, poi Thomas vuot in fretta la tazza e prese la brocca. Ma basta parlare di questo. Se succede, succede. Voglio sapere cosa  accaduto negli anni da quando ho lasciato l'Ordine.
L'espressione di Jenkins si indur e il vecchio abbass lo sguardo, rifiutandosi di incrociare quello del cavaliere. Quando parl, la sua voce era bassa e tesa. Dobbiamo parlare di quello, signore? Temevo che me l'avreste chiesto.
Vorrei sapere cosa  successo.
Forse sarebbe meglio rivolgersi a sir Oliver, signore. Lui pu dirvi molto di pi.
Ho incontrato sir Oliver poc'anzi, replic con freddezza Thomas. Non intende parlarmi.  per questo che lo chiedo a te, Jenkins. Ci sono domande che devo fare. Risposte che devo avere.
Signore, ve ne prego, non chiedete. Rivedervi mi fa bene al cuore. Siete sempre stato uno dei miei preferiti tra i cavalieri prima che... foste costretto a partire. Vi prego, non aprite vecchie ferite. Quello che  fatto  fatto. Niente si pu cambiare.  meglio dimenticare.
Eppure non posso dimenticare!. L'angoscia nella sua voce fece trasalire Jenkins, che alz lo sguardo con aria timorosa.
Thomas si sporse verso di lui, con gli occhi che ardevano. Quando sono stato bandito, ho perso tutto ci che per me contava, tutto quanto. I miei compagni, l'onore, la fede e... l'amore. L'ultima parola fu pronunciata a denti stretti. Per vent'anni ho sopportato tutto questo. All'inizio ho cercato di rendere pietra il mio cuore e scacciare ogni emozione. E aveva fallito miseramente. Poi, quando ho capito che non potevo, mi sono messo al servizio dei signori della guerra d'Europa, ma continuavo a essere tormentato dai ricordi che riempivano il vuoto tra lavoro e sonno. Il tempo, alla fine, ha lenito il dolore pi acuto, e poi sono stato convocato nuovamente qui. Jenkins, non so dirti quanto la vista e il profumo di quest'isola mi abbiano dilaniato il cuore. Percorrere le strade di Birgu e rientrare nell'ostello ha ferito di nuovo la mia anima. Qui un tempo ero felice. Ci che stimavo pi prezioso di ogni altra cosa non c' pi. Maria  morta.
Chi lo dice?
Sir Oliver. Thomas si fece indietro e si sfreg adagio la fronte. In Inghilterra ci avevo pensato e avevo cercato di convincermene. Cos'altro potevo fare? Non avevo modo di sapere cosa accadeva qui. Ogni membro dell'Ordine aveva il divieto di comunicare con me e rimettere piede sull'isola sarebbe equivalso alla morte. Avevo finito per accettare che Maria se n'era andata dalla mia vita, anche se non dal mio cuore; adesso sono tornato e scopro che  morta, ed  come se dovessi imparare daccapo a vivere senza di lei. Perdonami. Thomas alz gli occhi al soffitto e fece un profondo respiro. Non avrebbe mai voluto che i suoi sentimenti trovassero simile espressione, solo chiedere i nudi dettagli di ci che voleva sapere. Ma adesso era troppo tardi e il volto duro e freddo che presentava al mondo si era sciolto come neve a primavera.
Mio povero signore, disse Jenkins. Non sapevo che lei, Maria, fosse morta. Solo che lasci Birgu dopo che foste bandito.
Thomas prov un tuffo al cuore. Dove? Dove and?
Non lo so, signore. Sapevo solo che era stata messa in isolamento fino alla nascita del bambino. In seguito, non seppi niente per diversi mesi. Fu l'inverno seguente, quando sir Oliver stava ospitando La Valette nei suoi alloggi qui all'ostello. Quando portai loro dell'altro vino, li sentii parlare dell'argomento. Sir Oliver disse che il bambino, un maschio, era nato ma era malaticcio ed era morto subito dopo.
Avevo un figlio.... Quella notizia provoc a Thomas una fitta al cuore. Un figlio. Maria aveva dato alla luce suo figlio. Era combattuto tra il dolore di sapere cosa aveva perso e la rabbia per esserne stato all'oscuro fino a quel momento. Pass un po' di tempo prima che riuscisse a controllare i pensieri quel tanto che bastava per parlare. E Maria? Cosa ne fu di lei?
Non lo so, signore. Si diceva che avesse lasciato Malta per un convento a Napoli. Non la vedo da quando lasci Birgu. Se  morta, allora deve essere accaduto a Napoli. Fece una pausa e continu in tono cauto. Sir Oliver ne sa pi di me. Chiedete a lui.
Lo farei ma non vuole parlarmi di lei. Mi odia.
Ne siete sorpreso? Era risaputo che anche lui aveva lasciato il cuore a quella signora. Lei scelse di amare voi. Jenkins scosse tristemente la testa.  una cosa difficile da accettare senza provare rancore e odio. Ho vissuto abbastanza a lungo per averne pi volte la conferma. L'invidia  un padrone crudele.
Ciononostante, lei ha lasciato le nostre vite tanto tempo fa, senz'altro abbastanza tempo da sanare il cuore ferito di sir Oliver.
Jenkis osserv circospetto il cavaliere. Il vostro cuore non  ancora sanato.
Questo  vero, ammise Thomas.
E il vostro arrivo ha riaperto la ferita di sir Oliver.
Thomas annu comprensivo e sent una grande stanchezza calare su di s. Era stanco di quella vita con i suoi continui fardelli di sofferenza e ricordi. Agognava dimenticare e ricominciare daccapo, o semplicemente mettere fine a tutto quanto. Chiuse gli occhi e si prese la testa tra le mani.
Lasciami solo, vecchio amico. Devo riposare.
S, signore. Lo so. Jenkins si alz rigidamente e fece per prendere tazze e brocca. Poi esit e le lasci dov'erano, e si avvi in silenzio alla porta. Si gir a dare un'occhiata al cavaliere compreso nel suo tormento interiore e poi chiuse la porta dietro di s.
...
.
...
18.
...
.
...
Il mattino seguente, poco dopo le prime luci dell'alba, Thomas e Richard furono svegliati da un servitore di La Valette con l'ordine di presentarsi dal Gran Maestro presso il suo quartier generale. Sir Martin russava ancora quando lasciarono l'ostello in tutta fretta, percorrendo le strade silenziose e attraversando il ponte levatoio del forte Sant'Angelo. Don Garca era con il Gran Maestro, impaziente di iniziare l'ispezione delle difese. Mentre la competenza di La Valette risiedeva nelle tattiche di guerra navale, don Garca aveva notevole esperienza sul campo di battaglia e tecniche d'assedio.
Partirono dalle fortificazioni di Sant'Angelo, che dominavano gli accessi al porto fino al promontorio di Birgu. Don Garca aveva insistito per salire sopra ogni torre e poi scendere nel ventre del forte per esaminarne i magazzini e le cisterne prima di dichiararsi soddisfatto.
Una struttura ben fondata. Se i turchi fanno irruzione a Birgu, allora i cavalieri restanti possono riparare qui e resistere fino all'arrivo dei rinforzi.
Oppure fino a che non verranno - verremo - fatti a pezzi dai cannoni nemici, replic il Gran Maestro.
Don Garca ignor il commento e pretese di vedere le difese di Birgu. Di queste fu molto meno soddisfatto. Gruppi di galeotti, incatenati l'uno all'altro, erano al lavoro per aumentare altezza e spessore delle mura e dei bastioni che proteggevano la base del promontorio. Altri schiavi, sotto lo sguardo vigile dei soldati, erano impegnati a spaccare il terreno roccioso fuori dalle mura per rendere pi profondo il fossato che si trovava di fronte alle opere di difesa.
Una breve camminata a sud condusse il gruppetto al fossato e alle mura che proteggevano il promontorio di Senglea. Dietro c'era il forte San Michele, a guardia delle spoglie dita di terra che si allungavano parallele all'insenatura dove erano all'ancora i galeoni, i pescherecci e le sette galee dell'Ordine. Ancora una volta, don Garca esplor minuziosamente il forte e fece le sue osservazioni sulle difese dalla torre che forniva la visuale migliore.
Il punto debole  la riva di fronte a quei picchi laggi. Indic il tratto d'acqua noto ai locali come Cala Francese. Al di l dell'acqua, il terreno, prima pianeggiante, si ergeva ripido a un quarto di miglio dal forte. I turchi potrebbero montare l'artiglieria pesante l per un fuoco d'infilata contro le difese esterne. Non possiamo farci molto.
Thomas si schiar la voce. C' un pericolo molto pi grande, signore.
Don Garca si gir a guardarlo con un leggero cipiglio.
Quale sarebbe?, domand il comandante spagnolo.
Thomas indic il tratto di costa del promontorio di Senglea di fronte alle alture. Lungo la riva erano disseminati alcuni piccoli fortini. C' ben poco per impedire uno sbarco laggi. Se i turchi prendono il controllo di quel punto, allora potranno sbarcare i cannoni e bombardare San Michele alle spalle. Saranno anche in grado di distruggere le navi nel cantiere navale e fare fuoco su Birgu.
Avete ragione. Don Garca si accarezz la barba. Sarebbe un disastro.
La minaccia  gi stata messa sotto controllo, intervenne La Valette. Ho dato ordini perch una serie di pali venga conficcata nel fondale a dieci passi dalla riva. Ci sar un anello di ferro a ogni palo per farvi passare una catena. Ogni barca che tenter uno sbarco laggi, si scontrer con la catena e quelli a bordo dovranno raggiungere la riva a nuoto.
Bene, molto bene, disse don Garca. Ma avrete comunque bisogno di difendere la costa. Anche se le catene impediranno loro di sbarcare, dovete essere in grado di contenerli sulla spiaggia, in modo che i vostri cannoni possano abbatterli. Avrete bisogno di costruire un parapetto laggi.
Il Gran Maestro fece segno al suo impiegato di prendere appunti.
Don Garca si guard lentamente attorno per esaminare il Porto Grande e il paesaggio circostante. Il problema della posizione generale  che ogni forte  dominato da un'altura. Avrete anche un'ottima base per le vostre galee, Gran Maestro, ma  una situazione pessima da difendere in un assedio in cui il nemico  dotato di cannoni, senza dubbio in gran quantit. L'aspetto pi importante a vostro favore  che i turchi saranno obbligati ad attaccare su fronti stretti, qualsiasi sia il settore che tenteranno di colpire.
Il che non fa differenza, dati i pochi uomini che ho a disposizione.
Don Garca assunse un'aria pensierosa. Il punto : dove daranno inizio all'attacco? Se io fossi il comandante turco, comincerei laggi. Sollev la mano e indic Sant'Elmo.  il pi piccolo dei forti ed  isolato dal resto delle difese. Dovrebbe essere il pi facile da catturare. Se Sant'Elmo cade, allora il nemico potr avvicinarsi a entrambi i porti e ancorare tranquillamente le proprie navi nel Marsamxett. Per di pi sar in grado di fare fuoco dal Porto Grande e bombardare entrambi questi promontori. Sar un colpo per il vostro morale e risollever il proprio. Don Garca soppes le proprie osservazioni e poi annu. S,  quello il primo posto che attaccher, ne sono certo. Perci  cruciale che Sant'Elmo resista il pi a lungo possibile. Andiamo a vedere quel forte adesso....
Malgrado la primavera fosse solo all'inizio e l'aria ancora fresca, Thomas, Richard e gli altri ufficiali del piccolo gruppo sudavano copiosamente mentre salivano le scale della torre a cavaliere che si ergeva da un lato del forte Sant'Elmo e dominava il mare a nord-est. Thomas emerse sulla cima e rimase in disparte per un momento per riprendere fiato. Il Gran Maestro si ferm davanti al parapetto, appoggiandosi alla pietra calcarea per riprendersi. Anche la faccia di don Garca era arrossata per lo sforzo e per un po' nessuno parl sulla piattaforma della torre. Al di l del parapetto, la torre scendeva a picco verso l'estremit rocciosa della penisola, dove iniziava il mare. Non c'era vento e la superficie del mare si allungava verso l'orizzonte liscia e grigia come un lenzuolo di freddo acciaio.
Con sguardo calcolatore, Richard osserv gli altri ufficiali attorno a s. Ci sono troppi vecchi qui, sir Thomas, mormor.
Il cavaliere gli scocc un'occhiataccia ma si trattenne dal rispondere per paura di ansimare e confermare l'opinione dello scudiero.
Guardateli, continu Richard. Il Gran Maestro  la reliquia di una guerra passata, e lo stesso vale per la maggior parte dei cavalieri pi anziani. Come possono sperare di tenere Malta con una banda di vecchi e gli indigeni dell'isola? Anche se riescono a trovare qualche mercenario tanto sciocco da accettare la loro moneta, resterebbe una situazione senza speranza.
Thomas si lecc le labbra secche e fece un profondo respiro. Mai sottovalutare il valore... dell'esperienza. Questi uomini, e io, combattevamo i turchi molto prima che tu nascessi. Quando verr il momento, il valore di tale esperienza sar chiaro a tutti. Se il nemico commette il tuo stesso errore e sottovaluter la qualit dei cavalieri dell'Ordine, sorrise cupo Thomas, sia tu che i turchi resterete sorpresi. Ricorda le mie parole.
Si gir e and a raggiungere gli altri uomini radunati attorno a don Garca e La Valette. Lo spagnolo borbottava insoddisfatto tra s mentre guardava dall'alto il resto del forte. La torre offriva una visuale libera fin nel cuore di Sant'Elmo, dove una milizia maltese veniva addestrata da un sergente spagnolo, il quale sbraitava i suoi ordini a un bruno indigeno che li traduceva in una pallida imitazione della ferocia e del volume della voce del militare.
Chi ha dato l'ordine di costruire il forte qui?, chiese a La Valette. Voi?
Il Gran Maestro che mi ha preceduto.
E chi lo ha consigliato, se qualcuno l'ha fatto?
C'era un geniere italiano esperto di assedi incaricato di supervisionare il lavoro, ma mor poco dopo il suo arrivo a Malta.
Questo  un peccato, poich avrebbe potuto impedire al vostro predecessore di fare una simile accozzaglia di errori.
Oh?
Tanto per cominciare, questo forte si trova nella posizione sbagliata. Dovrebbe essere lass. Don Garca indic il crinale che attraversava la penisola che divideva i porti. Lass poteva dominare ogni arrivo. Cos invece, il nemico potr occupare l'altura e sottomettere il forte. Inoltre, non c' riparo lungo il parapetto. Non appena un uomo sporger la testa dalle mura, si staglier chiaramente contro il cielo, diventando un facile bersaglio per eventuali archibugieri nascosti davanti al forte. E c' troppo poco spazio sulle mura per montarvi poco pi che qualche cannone. Dovrete usare le torri. C' un'altra cosa. Guardate laggi. Don Garca indic l'angolo pi vicino del forte a forma di stella. Se i turchi riescono a farsi strada fino alla facciata anteriore, saranno in grado di scalare facilmente quell'angolo.  troppo basso. Avrete bisogno di costruire un rivellino laggi.
Mentre La Valette annuiva, Richard si avvicin a Thomas e bisbigli: Rivellino?
 una fortificazione che si costruisce davanti a un punto debole, spieg con calma Thomas. Di solito a forma di gallone.
Don Garca rimase in silenzio mentre raccoglieva le idee. Ogni giorno in cui la bandiera dell'Ordine sventola su Sant'Elmo  un giorno che potete usare per migliorare le difese di Birgu e Senglea. Se riuscite a guadagnare abbastanza tempo perch si formi un'armata di rinforzi, o che la stagione bellica giunga al termine in ottobre, allora c' la possibilit che Malta resti in mano nostra.
Far in modo che Malta resista, asser con fermezza La Valette. L'Ordine di San Giovanni  stato scacciato dalla Terra Santa e poi da Rodi. Quali che siano le previsioni, manterremo Malta. Altrimenti, l'Ordine perir qui. Tutti quanti noi siamo pronti a questo.
Don Garca guard il vecchio cavaliere. Una morte gloriosa, eh?  questo ci che volete?
Non ho paura di morire al servizio di Cristo. Non ne ho mai avuta.
Per quanto lodevole la vostra devozione alla causa, vi consiglio fortemente di stare lontano dal pericolo il pi possibile se i turchi vengono a Malta.
La Valette si accigli. Non far niente del genere.
Dovete. Siete un uomo orgoglioso, questo lo so. Ma dovete considerare il morale di coloro che comandate. Siete il loro rappresentante, non solo il loro comandante. Guarderanno voi e dovete sempre apparire forte e risoluto. Se foste ferito o ucciso, allora l'animo dei vostri uomini sarebbe gravemente danneggiato. Sono stato un soldato abbastanza a lungo da sapere ci che dico. La volont di combattere  un fattore volubile. Sapete qual  la posta in gioco nella difesa di questa isola e vi imploro di anteporre gli interessi degli altri al vostro orgoglio. L'Ordine si trova gi ad affrontare la pi seria delle sfide.
Allora forse dovreste considerare l'invio dei soldati che ho richiesto a Sua Mest. Cinquemila uomini rappresenterebbero un preziosissimo contributo alla sicurezza di Malta.
Non ho cinquemila uomini da riservare a voi. Al momento ne ho pochi di pi in Sicilia. Altri uomini vengono reclutati in Spagna e presto raggiungeranno il mio esercito. Come ho detto ieri sera, vi mander i rinforzi non appena sar possibile, ma dovete pazientare.
Pazientare?, ripet aspro La Valette. Per mesi ho inviato a voi e al re i dettagli di quanto le nostre spie hanno osservato nei cantieri navali e negli arsenali nemici, e non avete fatto altro che costruire navi, starvene seduti nei vostri castelli in Spagna e aspettare l'arrivo del nemico. Ve lo dico, sta venendo qui ed  qui che si decider il destino dell'Ordine e del resto della cristianit.
Potrete anche avere ragione, ma ho i miei ordini e le mie responsabilit. A ogni modo, richieder il permesso del re di mandarvi mille dei miei migliori soldati dalla Sicilia, e far quello che posso per inviare ulteriori rinforzi non appena possibile.
La Valette guard il comandante spagnolo dritto in faccia. E ho la vostra parola riguardo a questo?.
L'espressione di don Garca si incup a quel diretto attacco al suo onore. Si rimangi l'ira e replic in tono inespressivo: Meglio ancora, lascer qui mio figlio come pegno della mia promessa.
Vostro figlio?.
Don Garca si guard attorno e chiam Fadrique. Appoggi la mano sulla spalla del ragazzo. Acconsenti?.
Il giovane spagnolo non poteva fare altrimenti ma dalla sua espressione si capiva che accoglieva di buon grado la prospettiva di farsi onore contro il nemico.
Si schiar la voce. Sarebbe un onore combattere con i cavalieri dell'Ordine di San Giovanni, signore.
Ecco. Don Garca si rivolse di nuovo al Gran Maestro. Vedete bene che lascio il bene pi prezioso perch questa fortezza resista ai turchi. Investo il mio sangue in quest'isola, insieme a voi e ai vostri uomini.
La Valette annu e Thomas vide il rispetto nella sua espressione. Molto bene. Sono certo che vostro figlio far onore alla sua famiglia. Mi fa piacere che combatta al nostro fianco.
Bene. Don Garca osserv il figlio per un momento e gli diede un tenero buffetto sulla guancia prima di abbassare la mano. Gran Maestro, ci sono altre due questioni che vorrei discutere con voi prima di ripartire. Innanzitutto, vi servir un consiglio di consulenti che vi aiutino a pianificare la difesa dell'isola. So che l'Ordine ha un'assemblea dirigente, sotto il vostro comando. Ma  troppo grande, troppo intransigente e troppo incline al dissenso. Il consiglio dovr essere pi piccolo possibile e non dovr mai esserci segno di divisione tra voi. Si vi accade qualcosa, allora un membro del consiglio deve subentrare immediatamente. Perci dovete scegliere uomini il cui comando sar ben accetto ai soldati tanto quanto il vostro.
Il Gran Maestro strinse brevemente le labbra e annu. Molto bene. E qual  l'altra faccenda?.
Don Garca si volt e indic le galee dell'Ordine all'ancora nel porto, sotto gli spalti di Sant'Angelo. Le vostre navi saranno vulnerabili se restano l. Non vi saranno d'aiuto se i turchi assedieranno Malta. Sarebbe meglio se fossero sotto il mio comando. I turchi hanno una flotta potente e ho bisogno di ogni galea che posso trovare se dovr affrontarli.
Le mie galee restano qui, disse con fermezza La Valette.
Perch?
Ne abbiamo bisogno.
A quale scopo? Che utilit hanno se Malta  sotto assedio?
Ho bisogno che proteggano le navi appoggio che portano cibo, armi e uomini e che evacuino coloro che desiderano partire prima dell'arrivo dei turchi. Ci sono ancora moltissimi corsari a caccia di prede. Se prendete le mie galee, lascerete i mercantili senza protezione.
Posso dotarvi di galee che pattuglino le vie marittime il pi a lungo possibile.
Perch dovrei aver bisogno delle vostre pattuglie se posso usare le mie navi da guerra?.
Don Garca strinse gli occhi. Questo non c'entra niente col fatto che due delle galee migliori, guarda caso, sono di vostra propriet, vero?. Abbass la voce. Tutti dobbiamo fare sacrifici per il bene comune. Non possiamo lasciare che gli interessi personali ostacolino la ragione, Gran Maestro.
 con la ragione che parlo, protest La Valette. Senza le galee, l'Ordine  impotente. Ma se pensate che il mio ragionamento sia parziale, allora cerchiamo un'opinione pi distaccata. Il Gran Maestro si volt. Qual  il vostro pensiero, sir Thomas?
Perch chiedete a lui?, obiett don Garca.  un membro del vostro Ordine. La sua opinione  inficiata.
Non serve l'Ordine da vent'anni e non  suddito del re di Spagna. Le sue valutazioni sono quelle di un estraneo. Ebbene, sir Thomas, cosa dite?.
I pensieri si susseguivano veloci nella mente di Thomas mentre pensava alla risposta. La richiesta di don Garca aveva senso, data l'immediata minaccia, ma sapeva quanto erano preziose le galee per l'Ordine. Se sosteneva lo spagnolo, rischiava l'ostilit del Gran Maestro e di gran parte degli altri cavalieri. Il risultato sarebbe stato rancore e divisioni. Inoltre, quella era una bella occasione per conquistarsi l'approvazione di La Valette. Senza, non poteva sperare di agevolare la missione di Richard o scoprire di pi sul destino di Maria. Si schiar la voce.
Senza le galee, i cavalieri non possono fare guerra al nemico. I guerrieri dell'Ordine resterebbero bloccati su questo scoglio. Una volta sventato l'assedio, continueranno a combattere i turchi e i loro corsari alleati. Se le prendete, quali garanzie potete dare al Gran Maestro che ci saranno restituite? In ogni caso, che differenza possono fare sette galee, vista la situazione? Signore, avete l'ordine di non rischiare le vostre navi o i vostri uomini senza necessit. Per questo motivo non ha importanza se le galee si uniscono alla vostra flotta o restano qui.
Don Garca guard torvo l'inglese.  cos che ripagate le mie confidenze?
Non sapevo che fossero tali, signore.
Lo spagnolo rivolse lo sguardo sul Gran Maestro. Tanti saluti all'opinione distaccata. Molto bene, tenetevi le vostre dannate galee. Promettetemi per una cosa. Se si presenta il rischio che possano cadere in mano nemica, le distruggerete.
Lo garantisco. Le brucer fino alla chiglia con le mie mani piuttosto che vederle prese dai turchi o, peggio, da quei diavoli corsari.
Allora la faccenda  chiusa, anche se ritengo abbiate servito male la nostra causa. Per quanto riguarda le difese, avete le mie opinioni e prego che vi poniate rimedio finch siete in tempo. Adesso devo tornare al mio comando in Sicilia. Vi dico addio e vi auguro buona fortuna. Andiamo, signori!. Don Garca fece segno ai suoi ufficiali di seguirlo.
Mentre gli spagnoli scendevano nella torre, La Valette attese fino a che l'ultimo di essi fu scomparso alla vista e, avvicinatosi a Thomas, gli sorrise con calore.
Speravo di poter contare su di voi. Solo un cavaliere pu comprendere cosa significano le galee per l'Ordine.
Thomas chin il capo. Sono un vostro servitore, signore, e la mia lealt va all'Ordine, ma prego che le mie parole siano state sagge. Alla fine la richiesta di don Garca potrebbe rivelarsi giusta e quelle galee potrebbero far pendere l'ago della bilancia a nostro favore.
Adesso che la decisione  presa, non lo sapremo mai, Thomas. Accantoniamo la faccenda e non lasciamo che gravi sui vostri pensieri. Gli diede un buffetto sulla spalla e poi si gir per scendere le scale.
Thomas si sofferm per un momento e Richard, sporgendosi verso di lui, mormor: Ottimo lavoro, sir Thomas. Avete la fiducia di La Valette. Pu esserci molto utile.
Se lo dici tu. Thomas appoggi i gomiti sul parapetto della torre e guard Birgu, al di l del Porto Grande. Per tutta la mattina aveva cercato di evitare di pensare al breve incontro della sera prima con sir Oliver. Il sonno non si era concesso alla sua mente inquieta e per il momento voleva mettere da parte tutti i pensieri riguardanti lo scopo segreto dietro alla sua presenza in quel luogo. C'era un motivo pi urgente e personale che aveva bisogno di soddisfare. Solo allora avrebbe potuto affrontare il nemico a mente libera.
Quella sera, dopo che i due cavalieri ebbero cenato, Jenkins e Richard ebbero l'incarico di pulire l'armatura di Thomas. La portarono nella sala insieme a una scatola contenente stracci e vasetti di lucido e cera. Seduti su sgabelli davanti al fuoco, si misero all'opera. Jenkins spieg con calma allo scudiero come applicare il lucido sulla superficie dell'armatura e poi sfregarlo con uno straccio umido, fino a lasciare solo una lieve traccia sul metallo, che avrebbe poi strofinato con uno straccio pulito fino a farlo lucidare. Richard lavor in silenzio per un po', poi si schiar la voce. Jenkins, ricordi un cavaliere di nome sir Peter de Launcey?
Certo, signore, rispose Jenkins mentre versava del lucido sullo straccio che gli copriva il dito e poi lo sfregava sulla cima dell'elmo. Non  che ci siano stati molti cavalieri inglesi a unirsi all'Ordine da quando re Enrico ha sfidato il papa. Ricordo sir Peter, anche se non  stato a lungo con noi. Si arruol due anni prima che il re morisse. Uomo tranquillo e molto devoto. Molto pi di tanti altri. Prendeva i suoi voti sul serio.  stato un triste giorno quello in cui appresi che aveva perso la vita. Era appena tornato da un viaggio in Inghilterra. Richiamato per questioni familiari, ricordo. Jenkins scosse tristemente la testa. Aver fatto tutto quel viaggio per poi annegare qui nel porto. Tragico incidente.
S. Pi di quanto pensi, disse Richard. Sir Peter era mio cugino.
Jenkins smise di lucidare e alz lo sguardo. Davvero, signore? Mi dispiace.
Oh, non eravamo legati. Ma faceva parte della famiglia. Richard fece una pausa mentre posava il pettorale e prendeva la gorgiera. Ho incontrato suo fratello prima di lasciare Londra.
Fratello? Non sapevo avesse un fratello.
Be', in realt fratellastro. Era neonato quando Peter lasci l'Inghilterra. Dubito che ne avrebbe parlato. A ogni modo, quando gli ho detto dov'ero diretto, mi ha chiesto se potevo occuparmi di una piccola questione per conto suo.
Jenkins non distolse l'attenzione dal lavoro. Uhmmm?
Gli effetti personali di sir Peter non furono mai restituiti alla famiglia. Ne scrissero a sir Oliver Stokely senza mai ricevere risposta.
 un uomo impegnato. Non mi sorprende.
Eppure sarebbe stato un piccolo atto di cortesia per lo meno rispondere alla lettera e disporre la restituzione dei suoi averi.
Be', non lasci molto. Jenkins si raschi la gola, sput sulla cresta dell'elmo e prese a sfregare con vigore. Un piccolo guardaroba di indumenti, una Bibbia, un ncessaire per la corrispondenza e qualche altro oggetto. Sufficiente a riempire un forziere. La sua armatura fu aggiunta alle scorte dell'Ordine.
Capisco... immagino che tu non possa mostrarmi il forziere? Potrebbe esserci il tempo per organizzarne la spedizione alla famiglia prima che arrivino i turchi. So che lo apprezzerebbero. Presero molto male la notizia della sua morte.
Jenkins mise gi l'elmo e flett le dita nodose. Il forziere non si trova pi qui.
No?.
Il vecchio scosse la testa. L'abbiamo tenuto in cantina per un po'. Poi una cisterna nell'edificio adiacente ha avuto una perdita perci abbiamo dovuto spostare tutto. Per quanto ricordo, ogni cosa di valore  stata trasferita a Sant'Angelo. Quella  stata l'ultima volta che l'ho visto.  stato portato al forte a bordo di un carretto insieme ad altre scatole e forzieri. Lo ricordo bene perch era un bell'oggetto laccato. A ogni modo, per quanto ne so,  ancora lass.
Bene. Richard sorrise. Laccato, dici? Nero, immagino.
Nero come il carbone. Con applicazioni di ottone. E il blasone incastonato in un cimiero sul coperchio.
Blasone? Quale sarebbe?.
Jenkins alz lo sguardo sui blasoni affissi lungo le travi in alto. Eccolo. Quello l. Il campo rosso con la testa di cinghiale sotto un capriolo d'oro. Vedete?.
Richard pieg la testa all'indietro, guard il blasone e annu. Dovrebbe essere abbastanza facile se andassi a cercarlo.
Jenkins ridacchi. Non cos facile, signore. L'hanno messo nella segreta sotto la fortezza, dove custodiscono l'archivio e il tesoro dell'Ordine. Non si pu entrare. Bisogna ottenere un permesso scritto dal Gran Maestro in persona per accedere alla segreta. C' una fortuna in oro, argento, pietre preziose e sete l dentro. Il ricavato delle incursioni delle galee sulle navi e i porti nemici.
Non mi meraviglia che la tenga sotto chiave, fece Richard ridendo. Lontana dalla tentazione. E sotto massiccia sorveglianza, ne sono certo.
Naturalmente.
Questo  un peccato. Mi sarebbe piaciuto mandare gli averi di Peter alla sua famiglia.
Jenkins fece scrocchiare le nocche e indic col capo gambali e mitteni. Restano da fare solo quelli. Dovremmo finire in tempo per pensare al riposo dei signori.
Richard sospir, prese il gambale pi vicino e inizi ad applicarvi la prima dose di lucido. Guard di traverso il servitore, concentrato sulle complicate piastre sovrapposte dei mitteni, e si concesse un sorriso di soddisfazione adesso che sapeva cosa e dove cercare. Il sorriso svan quando pens alla difficolt di accedere alla segreta, nel cuore del quartier generale dell'Ordine e sotto massiccia sorveglianza.
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Il lavoro svolto sulle difese dell'isola crebbe a un ritmo febbrile dopo la partenza di don Garca e del suo squadrone di galee. Seguendo il consiglio dello spagnolo, il Gran Maestro diede ordine di costruire un rivellino a protezione dell'angolo pi vulnerabile di forte Sant'Elmo. La nuda roccia della penisola forniva solide fondamenta, ma ci sarebbe stato solo il tempo di tagliare abbastanza pietra per la faccia esterna prima del possibile arrivo dei turchi. Dietro alla facciata di pietra, ai difensori sarebbe toccato ammucchiare e ammassare detriti e terra. Dall'esterno, la nuova fortificazione sarebbe apparsa sufficientemente resistente ma la potenza penetrante delle palle di cannone l'avrebbe abbattuta senza sforzo.
Nel frattempo Sant'Elmo fu rifornita di viveri e la modesta cisterna sotto alla fortezza riempita fino al massimo della capacit. Polvere da sparo e proiettili trovarono posto nei magazzini, pronti ad alimentare il piccolo organico di artiglieria, montato sulle piattaforme del forte. Robuste casse piene di proiettili per gli archibugi furono disposte lungo il parapetto e sacchi di iuta furono riempiti di terra e impilati nel cortile, pronti a tappare eventuali brecce nelle mura.
Ogni giorno nel porto arrivavano navi con carichi di grano, vino, formaggi e carni salate. C'erano anche attrezzi e materiali da costruzione, necessari per preparare le difese e fare in modo che eventuali danni potessero essere riparati. Alcune imbarcazioni erano state intercettate in mare dal capitano Romegas con le sue galee e sommariamente requisite, poich le necessit dell'Ordine prevalevano su ogni idea di legalit. Ad armatori ed equipaggi furono promessi rimborsi a tempo debito, anche se ci dipendeva dalla sopravvivenza di Malta all'attacco turco.
Durante i primi giorni della primavera, le compagnie di mercenari italiani e spagnoli assoldate dal Gran Maestro cominciarono ad arrivare e furono alloggiate nelle cittadine di Birgu e Mdina. Erano professionisti incalliti, attirati solo dalle generose paghe dei forzieri dell'Ordine e dalla prospettiva di fare razzie. Era ben risaputo che i corpi scelti del sultano, i giannizzeri, avevano vesti sontuose e venivano pagati generosamente in oro e argento. I loro cadaveri avrebbero fornito una ricca scelta ai mercenari. C'erano anche piccoli gruppi di avventurieri diretti a Malta per offrire i propri servigi all'Ordine, motivati da fervore religioso e desiderio di gloria. Tra i nuovi arrivati, c'era un manipolo di cavalieri che aveva ricevuto e onorato la richiesta di tornare a Malta per combattere al fianco dei confratelli.
Per tutto aprile, i difensori avevano lavorato sodo per migliorare altezza e spessore di mura e bastioni che proteggevano i promontori di Senglea e Birgu. Davanti alle mura, schiavi e squadre di operai maltesi prendevano a picconate il terreno roccioso per scavare un fossato difensivo abbastanza profondo da ostacolare eventuali tentativi di scalare le mura. Cos poco era il tempo e cos disperato il bisogno di rinforzare le difese che a nessuno fu risparmiato il dovere di lavorare. Il Gran Maestro, malgrado l'et avanzata, compariva ogni mattina con una semplice tunica e una striscia di stoffa legata attorno alla fronte, pronto a lavorare per due ore, spaccando pietre con un piccone o unendosi alla lunga catena di operai che trasportavano cesti di macerie all'interno delle mura di Birgu. A tutti i cavalieri e soldati era richiesto di fare altrettanto e la riluttante indifferenza degli indigeni cedette il posto alla sorpresa e poi al rispetto quando trovarono i figli delle pi nobili famiglie d'Europa che lavoravano al loro fianco. Dopo qualche giorno, avevano preso ad acclamare La Valette al suo arrivo ogni mattina quando prendeva il suo piccone o cesto.
Le costruzioni nei pressi delle mura che il nemico poteva usare come riparo furono demolite e legname e pietre furono portati a Birgu, per rimpinguare le scorte di materiali da riparazione. A coloro che rimasero senza casa a seguito delle demolizioni furono assegnati alloggi in citt. Non fu un grande problema trovare loro una sistemazione poich un flusso costante di abitanti con mezzi sufficienti a sovvenzionare un esilio temporaneo si imbarcava per la Sicilia, Italia e Spagna per aspettare l notizie del destino di Malta.
Con l'approssimarsi della fine di aprile, tutti sapevano che la flotta turca doveva gi essere in mare, diretta a ovest. Furono dati ordini perch contadini e abitanti dei villaggi in tutta l'isola si preparassero ad abbandonare le proprie case e a cercare rifugio a Mdina, una cittadina collinare fortificata che un tempo era stata capitale, o all'interno delle mura di Malta. Nessun raccolto, capo di bestiame, chicco di grano o frutto doveva essere lasciato al nemico e furono fatti preparativi per contaminare pozzi e cisterne per mezzo di carogne di animali e fanghiglia. Una volta sbarcati, i turchi avrebbero trovato un deserto ad aspettarli e sarebbero stati costretti a fare affidamento sulle navi per sostentarsi e non morire di inedia davanti alle linee delle difese cristiane.
All'inizio, Thomas, Richard e sir Martin erano stati incaricati di addestrare i miliziani maltesi alle tecniche di combattimento base. Da lungo tempo la politica dell'Ordine aveva scoraggiato l'uso delle armi tra gli isolani per paura che potessero trovare il coraggio di ribellarsi all'Ordine di cavalieri che era stato imposto loro. Il risultato era che la maggioranza degli abitanti era estranea a spade, picche e archibugi e solo pochi avevano mai indossato un'armatura. Ce n'erano alcuni scelti per servire come soldati dell'Ordine e aiutavano con l'addestramento e traducevano i comandi nella lingua locale, che sembrava pi araba che europea all'orecchio di un estraneo. Difatti gli isolani, con i loro tratti e la pelle scura, avevano pi l'aspetto di mori e turchi che non di cristiani. Eppure erano fanatici nella loro lealt alla Chiesa di Roma e nell'odio nei confronti di un nemico che depredava i maltesi da pi di cento anni. Erano svelti a imparare e ben presto brandirono le armi come soldati esperti. Thomas aveva insistito perch imparassero anche a usare l'archibugio, ma tale era la penuria di polvere da sparo che, una volta che i miliziani ebbero imparato a caricare le armi, furono permesse solo tre esercitazioni con proiettili veri.
Quando il frettoloso addestramento si concluse, i cavalieri inglesi e lo scudiero furono assegnati alla squadra di lavoro sotto il colonnello Mas, uno dei mercenari reclutati dal Gran Maestro. Avevano il compito di costruire il rivellino e si svegliavano all'alba per fare una rapida colazione prima di attraversare le strette strade alla volta del molo. L aspettavano, con gli altri soldati e i civili, un posto sulle barche che facevano la spola tra il porto e il pontile sottostante il forte. Fuori dalle mura venivano dotati di picconi e raggiungevano gli schiavi che, gi al lavoro, scavavano un fossato nella roccia davanti al rivellino.
Per gran parte della mattina lavoravano all'ombra, ma quando i raggi del sole arrivavano fin nel fossato, il calore si aggiungeva al fastidio del costante tintinnio dei picconi, la polvere che turbinava e il dolore delle membra stanche. La luce del sole era tanto forte da costringere gli uomini a strizzare gli occhi e ustionava la pelle scoperta dei lavoratori che lavoravano di piccone gravati dalle tuniche zuppe di sudore. A mezzogiorno uscivano dal fossato e crollavano all'ombra dei tendoni. Ricevevano il pranzo dai ragazzi che emergevano dal forte portando caraffe di vino annacquato, ceste di pane e pezzi di formaggio duro di capra locale. Tutto questo era riservato ai soldati e ai maltesi, mentre gli schiavi sedevano all'aperto e ricevevano porridge caldo da una zuppiera, un mestolo a testa versato in malconce tazze di cuoio. Tali contenitori venivano spinti nelle mani sudice degli schiavi che, ancora incatenati a coppie, si accovacciavano per gustare la misera razione che li manteneva in vita e abili al lavoro, e nulla pi. Erano scalzi e vestiti di stracci macchiati della loro sporcizia. Capelli incolti pendevano in ciocche arruffate sulle emaciate facce barbute.
Il primo giorno, Richard aveva osservato gli schiavi con inorridita piet e, quando si erano seduti a mangiare, mastic lentamente il pane prima di parlare a Thomas.
Quegli schiavi, sembrano pi animali che uomini.
Sir Martin ridacchi mentre masticava un pezzo di manzo salato. Deglut e si schiar la voce. Sono peggio che animali, giovane Dick.
Parl a voce alta cos che gli schiavi pi vicini potessero sentire. Uno di loro, dalla pelle pi chiara degli altri, alz lo sguardo a quell'insulto e guard torvo da sotto le ciocche arruffate e grigie di polvere, ma rimase in silenzio.
Sono pur sempre esseri umani, disse Richard.
Sir Martin si strinse nelle spalle. Qualunque cosa siano, sono il nemico, il nemico della nostra fede e ci massacrerebbero senza piet se ne avessero la possibilit. E tu, Dick, sei uno scudiero e mi tratterai col dovuto rispetto.
Io sono lo scudiero di sir Thomas, replic il giovane.
Sar, ma dovrai chiamarmi signore quando ti rivolgi a me. Sir Martin si gir verso Thomas. Avete bisogno di domare il vostro scudiero, manca dell'umilt necessaria.
Richard lanci un'occhiata a Thomas e il cavaliere sospir.
Ha ragione, Richard. Ricorda il tuo posto e agisci di conseguenza. Altrimenti non sar cos tollerante. Intesi?.
Lo scudiero annu a malincuore.
Detto ci, a un cavaliere  richiesto di mostrarsi caritatevole, perfino col nemico. Thomas si alz con le membra rigide e, avvicinatosi alla coppia di schiavi pi vicina, si ferm davanti a loro. Credo che tu comprenda un po' della nostra lingua.
Il musulmano che aveva reagito all'insulto di sir Martin alz circospetto lo sguardo e annu.
Thomas gli porse quanto restava del pane che stava mangiando. Ecco. Prendi.
Lo schiavo fiss il pane e si morse le labbra screpolate. Poi, esitante, allung la mano e prese con delicatezza il pezzo dalle dita di Thomas. Subito prese a divorarlo, guardando ansioso Thomas come se il cavaliere potesse strappargli via il pane senza preavviso. Lo schiavo incatenato a lui era un esile moro dalla pelle scura che sembrava soffrire mentre il compagno mangiava e inizi a gemere pietosamente. L'altro uomo si ferm per un momento, poi spezz in due quanto restava del pane e ne diede una met al compagno. Il gesto sorprese Thomas che aveva sovente assistito ai livelli di egoismo a cui gli schiavi venivano spinti dal bisogno di sopravvivere. La compassione era una debolezza che poteva uccidere un uomo.
Ho dato a te il pane, non a lui. Perch l'hai diviso?.
Lo schiavo lo guard. Perch ho scelto cos... padrone.  l'unica libert che ancora possiedo.
Aveva un accento familiare e Thomas era incuriosito da quel prigioniero che parlava come un inglese nativo ma che era uno schiavo musulmano.
Da dove vieni?
Tripoli, padrone. Ero la guardia del corpo di un mercante, fino a che la sua nave non fu catturata da una delle vostre galee.
E come fa uno schiavo di Tripoli a parlare inglese?
Sono nato nel Devon, padrone. Sulla costa.
Devon?. Thomas rimase interdetto. Allora cosa diavolo ci fai qui?.
Lo schiavo abbass lo sguardo mentre parlava. Avevo nove anni quando una nave corsara depred il nostro villaggio, padrone. Uccisero mio padre e numerosi altri uomini e presero le donne e i bambini per venderli al mercato degli schiavi di Algeri. Non ho mai pi rivisto mia madre. Il capitano dei corsari mi tenne con s. Mi allev, mi insegn a combattere e poi mi vendette al mercante.
E ti fece convertire all'Islam?.
Lo schiavo annu.  la mia fede.
Sir Martin sput disgustato. Un traditore della nostra razza, ecco cosa sei!.
Lo schiavo trasal e parve rimpicciolirsi sotto l'aspro rimbrotto.
Thomas si accovacci davanti a lui. Qual  il tuo nome?
Abdul, padrone.
Intendo il tuo vero nome. Il tuo nome cristiano?
Il mio nome  Abdul, disse con fermezza lo schiavo. Abdul-Ghafur. Non sono cristiano. Sono musulmano.
Thomas lo guard negli occhi e, per un momento, lo schiavo ricambi lo sguardo da uomo, sprezzante e fiero, prima di vacillare e ripiombare in se stesso.
Non c' una parte di te che sopravvive dalla tua vita precedente? Dopo tutto, parli ancora la tua lingua madre.
Lo schiavo si strinse nelle spalle ossute. Ci sono ricordi, ma quella era un'altra vita. Prima che mi venisse mostrata la verit attraverso gli insegnamenti di Maometto, che la pace sia con lui.
Eppure  questa la ricompensa che hai ottenuto con la tua fede. Thomas indic le altre misere creature ingobbite l vicino. Sei diventato uno schiavo. Rinuncia all'Islam e potresti essere libero e tornare alla tua casa nel Devon.
Non c' casa per me laggi. Il ragazzo che ero non esiste pi, ospitaliere. Adesso sono Abdul. A tempo debito, io sar il padrone e voi lo schiavo. Allora forse potrei ricambiare la vostra gentilezza e offrirvi un tozzo di pane.
Thomas fece un sorriso mite. Pensi che il sultano prender quest'isola?
Come pu essere il contrario? Ha Dio al suo fianco. La fede dei suoi soldati  pi forte della vostra e di coloro che combattono con voi. L'esito  certo e solo uno sciocco ne dubiterebbe. Io, e gli altri schiavi musulmani, saremo liberati. Quei cristiani che ancora vivono saranno messi in catene e venduti nei mercati del sultano. Il capo del vostro Ordine sar giustiziato, la sua testa conficcata su una lancia e issata abbastanza in alto perch tutti a Istanbul vedano e sappiano che Dio  grande. Gli occhi dello schiavo brillavano di fanatismo e nella sua voce c'era una punta dura e crudele. Poi la sua espressione si ammorbid e si rivolse a Thomas con seriet.
Mettetevi in salvo finch siete in tempo. Lasciate questo posto, signore. Cosa ci guadagna un inglese a combattere e morire cos lontano da casa? Andate via, prima che il pugno di ferro del sultano si chiuda attorno a questo scoglio e lo riduca in polvere.
Potrei farti la stessa domanda. In ogni caso.... Thomas raccolse una pietra grande quanto una prugna e la sollev davanti agli occhi dello schiavo. Poi mise l'altra mano sulla pietra e strinse con tutta la sua forza, facendo una smorfia quando i bordi duri gli premettero contro i palmi. Tenne le mani cos per un po' e poi, con un sospiro, le allent e le riapr. La pietra era come prima e sulla pelle di Thomas erano impressi i segni dei suoi bordi. Ecco. La pietra  intatta e il tuo sultano non avr pi successo di me quando la sua flotta caler su Malta. Riflettici.
Thomas si alz e torn dai suoi compagni. Sir Martin scoppi in una risata gutturale e batt le mani. Oh, gliel'avete fatta vedere. Avete messo quello sfacciato piccolo straccione al suo posto, sir Thomas. Ben fatto!. Raccolse un ciottolo e lo scagli contro lo schiavo, che sussult quando lo colp alla spalla. Rimpiangerai il giorno in cui hai tradito l'Inghilterra! Mal si le das la fe falsa del Islam, come dicono in Spagna.
Lo schiavo che si chiamava Abdul-Ghafur ricambi torvo lo sguardo con freddo disgusto e borbott qualcosa sottovoce prima di riabbassare gli occhi. Sir Martin sorrise soddisfatto e mastic un altro boccone di pane e formaggio, che ingoi con una sorsata di vino annacquato. Osserv Thomas con la coda dell'occhio e poi si schiar la voce.
C' qualcosa che volevo chiedervi, sir Thomas. Da qualche settimana ormai.
Uh?
S, be', si tratta delle, ehm, circostanze relative al vostro abbandono dell'Ordine tempo fa... qualche anno prima del mio arrivo, capite.
Assolutamente, replic Thomas in tono piatto. Cosa potreste mai chiedermi di cui non siete gi a conoscenza? Immagino che vi siate rivolto a qualcuno degli altri cavalieri per chiedere delle mie faccende personali.
Sir Martin gonfi le guance e pieg la testa da un lato. Ho parlato con qualcuno, s. Naturalmente non sono molti quelli che erano presenti ai vostri tempi.
Ma sufficienti a darvi i dettagli necessari, ne sono certo.
Si d il caso che siano stati piuttosto reticenti. Tutto ci che ho saputo  che era coinvolta una donna, che ci fu uno scandalo e che voi avete causato disonore all'Ordine.
Allora sapete gi tutto. Non c' bisogno di dire altro. Thomas indic il mare aperto. Penso che abbiamo problemi pi pressanti, sir Martin. I turchi potrebbero attaccarci da un momento all'altro.  su questo che dovremmo concentrarci. Non su cose accadute tanti anni fa.
L'altro cavaliere apr la bocca per replicare, si ferm un istante e poi, con un sospiro esasperato, si alz in piedi. Ho bisogno di liberarmi. Torno subito. Si gir e attravers a grandi passi il terreno roccioso verso la fossa adibita a latrina che era stata scavata un centinaio di passi oltre il fossato a difesa del rivellino. Thomas addent quanto restava della sua razione di formaggio e ne mastic la consistenza legnosa. Di fronte a lui, Richard si spazzol la tunica dalle briciole e si guard rapidamente attorno prima di parlare sottovoce.
Penso sia tempo che mi raccontiate tutta la storia.
Perch?
Perch ho bisogno di sapere. Se voglio che la mia missione abbia successo, allora devo essere consapevole di potenziali pericoli, o vantaggi, che possano influenzarne l'esito.
E immagino che potresti fare buon uso di qualsiasi informazione ti aiuti ad avere una sorta di controllo su di me.
Certamente, replic secco Richard.  questa la natura del mio impiego.
Hai mai riflettuto sull'etica di tale impiego? Forse dovresti.
Servo sir Francis, che serve Cecil, ed entrambi servono la nostra regina e il nostro paese. Perci la mia etica  irreprensibile. E niente si frapporr tra me e il mio scopo qui.
Suvvia, Richard. Non sei affatto l'uomo di ferro che fingi di essere. Sei ben addestrato, ma i tuoi sentimenti per il prossimo non ti sono stati estirpati. L'ho visto chiaramente durante la battaglia sulla galea. E di nuovo poco fa, quando hai osservato la triste condizione di quello schiavo. Thomas si sporse a dargli un buffetto sul petto. Hai un cuore. Non cercare di inaridirlo, altrimenti cesserai di essere un uomo e diventerai un mero strumento.
Richard lanci un'occhiata in direzione della latrina dove sir Martin si stava accovacciando.
Ditemi esattamente cosa  successo prima che lui torni, continu.
E se rifiutassi?
Allora comprometterete la mia missione.
E se non mi importasse di questo?.
Richard sorrise astuto. Ma vi importa eccome. Anch'io so scrutare nel cuore di un uomo. Se falliamo l'incarico, allora altri uomini soffriranno.  una cosa che voi, sir Thomas, non sopportereste. Perci ditemi quello che voglio sapere.
Dopo un silenzio carico di tensione, Thomas chin il capo e riflett. C'era ben poco da mantenere segreto e, in ogni caso, Richard poteva senz'altro scoprire i dettagli se svolgeva in modo intelligente le sue ricerche. Thomas fece ordine tra i ricordi e cominci. Molto bene. Circa vent'anni fa, ero di servizio su una delle galee dell'Ordine al largo delle coste di Creta. La Valette era il capitano. Era palese che fosse destinato a uno dei posti di comando dell'Ordine ed era considerato un onore essere scelti per servire sulla sua galea. Era stato un viaggio senza eventi di rilievo, non eravamo riusciti a trovare imbarcazioni turche. Poi ci fermammo in un porto sulla costa meridionale e venimmo a sapere che un galeone era passato di l il giorno prima. La Valette, perci, si mise all'inseguimento. Quando li rintracciammo nei pressi di una baia isolata pi avanti lungo la costa, si erano aggiunte due galee corsare. Come hai visto, il Gran Maestro non  il tipo di uomo che si fa scoraggiare dai pronostici sfavorevoli, cos sferr un attacco a sorpresa poco prima del sorgere del sole. Affondammo una galea e catturammo l'altra e il galeone. Io fui messo al comando della galea con l'ordine di tornare a Malta. Fu mentre stavamo perquisendo la stiva che trovammo una donna, una prigioniera. Thomas smise di parlare quando prov il familiare struggimento nel petto. Maria era la figlia di un nobile napoletano e promessa in moglie al figlio di un famiglia aristocratica della Sardegna. La sua nave era stata catturata dai corsari che la tenevano prigioniera per il riscatto.
Thomas guard Richard, sentendosi sciocco mentre proseguiva. Non avevo mai visto una donna simile in tutta la vita. Era esile, con i tratti bruni e bellissimi occhi marroni. Non sarebbe onesto dire che il mio primo pensiero fu l'amore. Fu solo carne e sangue, malgrado i mie voti all'Ordine. Non che molti cavalieri osservassero i propri voti. Difatti, non fui l'unico a finire preda del suo fascino. Tuttavia, tra di noi ci fu la scintilla di un affetto pi profondo sin dall'inizio. Se tu avessi una natura cinica, senza dubbio sorrideresti di quelli che considereresti sentimenti ingenui da parte mia, scherniresti la follia della giovent. Ma ti dico, con tutto il cuore e l'esperienza della vita, che lei  l'unico vero amore che abbia mai conosciuto. Non avevo mai provato l'ardore di un simile sentimento prima e uno struggimento a malapena sopportabile sin da allora. Ti assicuro, Richard, l'amore  costantemente in bilico tra un paradiso di passione e un tormento infernale. Quello  il suo prezzo... ed  il prezzo che pagai all'epoca e che mai ho rimpianto. Thomas fece una smorfia di dolore e scosse la testa. No. Non  quello il mio rimpianto. Il mio rimpianto  non essere stato pi forte.
Rimase in silenzio per un po', sforzandosi di contenere la rabbia e il disprezzo per s che minacciavano di divorarlo.
Andate avanti, lo incalz freddamente Richard. Ditemi tutto.
Thomas strinse i denti e trasse un profondo respiro con un sommesso sibilo. Ci amammo sconsideratamente e senza freni durante i mesi estivi, mentre la famiglia veniva avvertita che era stata ritrovata sana e salva. Entrambi conoscevamo il pericolo di ci che facevamo, ma non riuscivamo a dominare i nostri sentimenti. Perci ci incontravamo in segreto, o cos pensavo, fino a che La Valette mi ordin di cessare i contatti con lei. Naturalmente non lo feci. E accadde l'inevitabile. Una notte ci scoprirono insieme. Dico scoprirono ma non  cos. Maria era stata spiata e seguita, da sir Oliver Stokely, che aveva creduto di rivaleggiare per il suo affetto perch lei gli aveva mostrato gentilezza. Ma quella era la sua natura. Era gentile con tutti. Lui lo consider il segno di qualcosa di pi, qualcosa che avrebbe avuto, se non fosse stato per me. Perci radun qualche uomo d'armi come testimone e ci sorprese insieme. Fummo arrestati e condotti davanti al Gran Maestro dell'epoca.
E poi?.
Thomas si sfreg la fronte. La colpa  mia. Dovevo obbedire agli ordini, dovevo essere consapevole del pericolo che Maria correva come conseguenza del nostro amore. Perfino La Valette non riusc a salvarmi dall'espulsione, io stesso non l'avrei fatto. Non meritavo alcuna forma di clemenza e non meritavo il suo amore. A causa mia la sua vita era rovinata. La sua famiglia la disconobbe. Non la rividi mai pi. Fui messo su un galeone e portato in Spagna, con l'ordine di non rimettere mai pi piede a Malta n di tentare di cercare Maria. La Valette mi mand un ultimo messaggio privato, dicendomi che avrebbe cercato di farmi richiamare al momento giusto. E perci aspettai. Anno dopo anno. Chiedendomi se Maria era viva, se mai mi sarebbe stato permesso di riunirmi ai miei compagni. Le mie speranze morivano poco per volta ogni giorno che passava. Fino a che non  arrivata la convocazione. Thomas inspir a fondo per allentare la tensione nel petto. Questa  la mia occasione per redimermi.  troppo tardi per riparare a ci che ho fatto a Maria, ma potrei dimostrarmi degno della vita che mi  stata data.
Thomas alz lo sguardo e vide che sir Martin stava tornando dalla latrina. Restava poco tempo per dire altro per il momento. Si gir nuovamente verso lo scudiero ma, prima che potesse parlare, l'acuto squillo di una tromba lacer l'aria placida. Sulle mura del forte, il colonnello Mas si sporse e url: La pausa  finita! Tornate al lavoro!.
I supervisori raccolsero le fruste ricavate dai peni essiccati dei tori e iniziarono a far rialzare gli schiavi e a condurli al fossato. Gli altri membri della squadra di lavoro si riscossero tra gemiti di stanchezza e alcuni si affrettarono a finire le loro razioni. Thomas mise saldamente una mano sul braccio di Richard.
Qualunque cosa accada qui, non disonorare te stesso come ho fatto io. Qualunque cosa i tuoi padroni ti abbiano ordinato di fare, fa' solo ci che  giusto.
E come faccio a capirlo?
Fidati del tuo cuore. Non della tua ambizione.
Richard scosse la testa con uno sguardo di piet e, liberatosi della mano di Thomas, prese il piccone. Non mi serve n cuore n ambizione. Faccio solo il mio dovere. A un uomo non dovrebbe interessare altro. Forse, pensandola allo stesso modo, potevate salvarvi da una vita di tormenti, sir Thomas.
Per la mia anima!, sbuff sir Martin mentre si affrettava a raggiungerli. Un uomo ha bisogno di una pausa abbastanza lunga per mangiare e fare le sue abluzioni, eh? Cos non va.
Lanci un'occhiata a entrambi, notando l'espressione accigliata dello scudiero e l'inquietudine evidente sul volto di sir Thomas.
Cosa c'? Cos' successo?
Niente, rispose Thomas, imponendosi di domare le proprie emozioni. Assolutamente niente. Mettiamoci al lavoro. Viviamo all'ombra dei turchi e c' ancora tanto da fare.
Raccolse il piccone e segu Richard. Sir Martin li guard per un momento e borbott tra s: Cos' che li irrita tanto? Per Dio, ci sono gi abbastanza pericoli senza faccende private da risolvere.
...
.
...
20.
...
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...
C'era una sorpresa ad attenderli quando tornarono all'ostello quella sera. Seduto a capo del lungo tavolo nella sala, c'era sir Oliver Stokely, servito da Jenkins. Alz acido lo sguardo dal piatto di costolette di capra quando i tre uomini entrarono, con le facce sporche e gli indumenti coperti della polvere del fossato che avevano scavato davanti al rivellino. Dopo una pausa carica di tensione, sir Martin ruppe il silenzio con una risata gioviale.
Sir Oliver, non venivate all'ostello da mesi! Pensavo mi aveste abbandonato per sempre.
Temo che saremo costretti a subire la compagnia l'uno dell'altro molto di pi nei giorni a venire. Quando arriveranno i turchi, dovr lasciare la mia tenuta nei pressi di Mdina. Sir Oliver fece un ampio gesto con la forchetta. Birgu sar la mia casa per la durata di un eventuale assedio, malgrado manchi delle comodit a cui sono abituato.
Per me va pi che bene, replic sir Martin mentre slegava i cordoncini della tunica e se la sfilava dalla testa, lanciandola a Jenkins, che la acchiapp senza sforzi. Del cibo per noi altri.
S, signore. Jenkins chin il capo e, prese le tuniche impolverate degli altri due, entr nel corridoio diretto in cucina.
Inutile dire, prosegu sir Oliver, che non mi rallegra la prospettiva della coabitazione con un cavaliere che ha portato durevole disonore all'Ordine. Ma non si pu fare altrimenti.
Thomas si strinse nelle spalle. Il passato non si pu cambiare, non importa quanto entrambi lo desideriamo. Si sedette sulla panca a met del tavolo. Ci che un tempo ci ha divisi dovrebbe essere messo da parte, data la minaccia che si prospetta per tutti noi, sir Oliver.
Non  cosa di poco conto sorvolare sulla vergogna che incombe su di voi come una nuvola, replic con freddezza l'altro cavaliere. Come entrambi sappiamo, coloro che vi stanno troppo vicini sono destinati a soffrire. Forse sarebbe meglio se lasciaste l'isola per sempre, sir Thomas. Andate via adesso che siete ancora in tempo e non tornate mai pi ad affliggerci.
Andare?. Thomas si finse sorpreso a quel suggerimento. Sono giunto in risposta alla convocazione del Gran Maestro in persona. Sono stato richiamato all'Ordine.  giusto e appropriato che mi trovi qui. Parlate del mio disonore passato, ma quello non sarebbe niente in confronto all'abbandono dei miei compagni in questo momento buio.
Le labbra di sir Oliver si curvarono in un ghigno. Penso che potremmo fare tranquillamente senza di voi. Un cavaliere e il suo scudiero non possono influenzare l'esito dello scontro e sicuramente non sarebbero rimpianti per pi di un istante se dovessero lasciare l'isola e tornare in Inghilterra.
Noi non ce ne andiamo, intervenne Richard. N io n il nobile cavaliere che servo.
Silenzio, moccioso!. Gli occhi di sir Oliver si dilatarono per la rabbia. Il vostro scudiero parla a sproposito. Conosce la sua posizione e i suoi obblighi male quanto voi conoscete i vostri, sir Thomas.
 privo di autocontrollo e sciocco, replic Thomas. Ma pur mancando talora della necessaria obbedienza nei confronti dei suoi superiori, considero preziosi il suo coraggio e l'abilit con le armi. Sono convinto che l'attuale conflitto servir a formarlo e non lo priverei dell'onore di essere qui, non pi di quanto ne priverei me stesso, o voi o quei pochi che non si tirano indietro davanti a un nemico numeroso. Tuttavia, ha parlato quando avrebbe dovuto tacere e mi scuso per il suo sfogo. Come far lui.
Scusarmi?. Richard era attonito. Non lo far.
Lo farai!, inve Thomas. O ti far frustare per insubordinazione, come farei con qualunque scudiero. Scusati. Adesso. Non te lo chieder un'altra volta.
Sir Martin osserv lo scambio con un sorrisetto divertito. Un buon scudiero ha bisogno di essere battuto regolarmente, dico io.
Richard trasal al tono irato del suo padrone e lo guard torvo con aria di sfida. Poi abbass gli occhi e, in silenzio, si gir adagio verso sir Oliver. Poich non parl, il cavaliere inizi a battere le dita sul tavolo.
Hai qualcosa da dirmi, giovanotto?.
Le spalle dello scudiero si afflosciarono impercettibilmente quando rispose con voce tesa: Se vi fa piacere, signore, vi prego di scusare i miei modi indisciplinati. Vi ho fatto un torto nel pensare di parlare liberamente al cospetto di un superiore. Per questo mi scuso, umilmente.
Scuse accettate. Adesso prendi posto in fondo al tavolo e non interrompere ancora chi  migliore di te o, come ha detto sir Thomas, sarai frustato.
S, sir Oliver, replic Richard nel modo pi mite che gli riusc. Chin il capo e, avviatosi alla panca all'altro capo del lungo tavolo, si mise seduto. Sir Oliver riport l'attenzione su Thomas. Stava per parlare quando Jenkins torn con tre piatti d'argento in una mano e un vassoio di carne fredda e pane nell'altra. Pos i piatti davanti ai due cavalieri e allo scudiero, colmandoli di fette di carne e pezzi di pane. Da una credenza prese un calice ciascuno, insieme a una brocca di vino annacquato, e poi se ne torn in cucina, in attesa di ulteriori istruzioni. Quando i suoi passi si fecero pi lontani, sir Oliver indic sir Martin.
Mi chiedo cosa fareste voi in questa situazione.
Io?. Sir Martin pareva perplesso. Quale situazione?
Immagino sappiate il necessario riguardo il passato colpevole di sir Thomas.
Sir Martin lanci un'occhiata obliqua a sir Thomas, la cui espressione era per fissa e imperscrutabile.
Be', s, ho sentito un paio di cose. Ma ho conosciuto tanti cavalieri che hanno cercato il conforto di una sciacquetta.
La figlia di un nobile napoletano non  affatto una sciacquetta, replic freddamente sir Oliver. Come saprebbe qualsiasi gentiluomo perbene. L'Ordine  pronto a chiudere un occhio quando un cavaliere tradisce i voti per prendere piacere da una comune sgualdrina. Ma la deflorazione di una donna di sangue nobile  tutt'altra faccenda ed  intollerabile. Un uomo che ha fatto questo  senza onore e inadatto alla compagnia di altri membri del nostro sacro Ordine. Se fossi un uomo del genere, non potrei tollerare la vergogna del mio gesto. Lascerei Malta all'istante e mi ritirerei in esilio per quanto resta della mia pietosa vita. La domanda resta, sir Martin: cosa fareste voi al posto di sir Thomas?.
Il cavaliere scosse guardingo la testa e si strinse nelle spalle. Non sta a me dirlo.
Invece s, insist sir Oliver. Ve lo sto chiedendo apertamente.
Io... io....
Non c' bisogno di chiederlo a sir Martin, intervenne Thomas. In quanto cavaliere la cui morale non  qui messa in discussione, sir Martin non deve rispondere a voi n al mio posto. Fine della questione, concluse con fermezza Thomas.
Non per me, replic a denti stretti sir Oliver. Non avr pace fino a che non verrete smascherato come la canaglia che siete e punito in maniera adeguata, o costretto a lasciare quest'isola.
Allora vi state condannando allo sfinimento, poich non partir. Non fino a che l'Ordine non avr superato il momento del suo pi grande pericolo o il Gran Maestro mi dica di andarmene.
Cosa che potrebbe fare, se riesco a persuaderlo ad aprire gli occhi.
La Valette ci vede bene. Il punto : vede quello che siete realmente, ovvero un traditore degli amici?.
Sir Oliver apr la bocca per replicare ma poi la richiuse rapido mentre si sforzava di dominare la rabbia. Alla fine si accasci sulla sedia e allontan il piatto da s.
Molto bene. Siete deciso a restare. Con tutto il cuore vorrei che cos non fosse. Vi terr d'occhio, sir Thomas, e pregher che troviate il modo di deludere il Gran Maestro.
Sarebbe meglio pregare per la salvezza dal nemico.
Se Dio lo vuole, saremo salvi.
Allora che senso ha pregare?, chiese Thomas. E se dovr deludere La Valette, allora  una faccenda che sta a Dio risolvere, non a voi.
Per un momento, i due cavalieri rimasero a fissarsi mentre sir Martin continuava a masticare un boccone di carne, lo sguardo fisso sulla superficie del tavolo al di l del piatto. Richard sedeva curvo in avanti, col mento poggiato sulle dita intrecciate. Era intento ad ascoltare, ma non osava alzare lo sguardo e rischiare di intercettare gli occhi di qualcuno.
Un giorno, disse sir Oliver, finalmente raccoglierete ci che avete seminato.... Fece un profondo respiro. Poich non sono riuscito a convincervi a partire, vengo allo scopo della mia visita qui all'ostello. Pare che don Garca abbia offerto al Gran Maestro alcuni consigli riguardanti il modo in cui condurre la difesa di Malta.
Proprio cos. Thomas indic Richard con un cenno del capo. Noi c'eravamo.
Allora ricorderete che al Gran Maestro  stato consigliato di istituire un consiglio di guerra, limitato a un esiguo numero di uomini. A quanto pare entrerete a far parte di questo corpo augusto, concluse sir Oliver con malcelato sprezzo.
Io?. Thomas era interdetto. Era vero che aveva servito nell'Ordine per cinque anni e svariati di pi come mercenario, combattendo nei campi di battaglia dell'Europa. Aveva assistito anche a numerosi assedi, in due casi come assediato. Ma dovevano esserci molti cavalieri anziani dell'Ordine che avrebbero preso quella preferenza come un'offesa. La Valette stava correndo un rischio nell'offrirgli quella carica. Questa s che  una sorpresa.
Senz'altro. Naturalmente mi sono pronunciato contrario. Al momento non ne ha ancora parlato con nessuno, in caso voi declinaste l'offerta. Sir Oliver si sporse in avanti e guard fisso Thomas. Non dovete accettare. Anzi, sarebbe molto meglio se non lo faceste. Meglio per tutti noi. La vostra nomina porterebbe un'influenza controversa sull'Ordine. Questa  la vostra occasione per fare qualche passo verso la redenzione, Thomas. Sapete che non pu venirne niente di buono.
Continuo a non capire. Perch La Valette vuole me?
A parte la vostra considerevole esperienza marziale, ci sono due ragioni. Me ne ha spiegata una.  opinione del Gran Maestro che i ranghi superiori dell'Ordine siano pieni di uomini ambiziosi che potrebbero cercare di sfruttare l'emergenza attuale per anteporre i loro interessi al bene comune. Essi, a loro volta, hanno il sostegno di fazioni interne all'Ordine. Non  ammissibile che uomini simili soddisfino le proprie ambizioni politiche. Invece voi non avete sostenitori qui. Siete un estraneo e perci le vostre opinioni saranno guidate solo dalla necessit di sconfiggere i turchi. Inoltre, poich servirete al fianco dei cavalieri pi giovani, potrete informare il Gran Maestro e gli altri membri del consiglio di guerra delle preoccupazioni e del morale dei membri ordinari. Questo riassume i motivi che ha fornito per la sua scelta.
Ha senso, replic Thomas. Poi chiese. E l'altra ragione?
 piuttosto semplice. Siete sempre stato uno dei suoi preferiti. Un suo protetto. Quando foste costretto a lasciare l'Ordine, fu un'enorme delusione per La Valette. Sono convinto che vi considerasse come un figlio. E, come ogni padre, era, e senza dubbio lo  ancora, cieco davanti alle vostre pi gravi mancanze. Negli anni della vostra assenza, parlava spesso di voi con affetto, disse con acredine sir Oliver. Adesso, proprio nel momento in cui ha bisogno di buonsenso, sta cedendo al sentimentale attaccamento di un vecchio padre per il figliol prodigo.  una sciocca autoindulgenza a motivarlo.
Eppure le ragioni che vi ha fornito sono alquanto sensate. Credo che lo giudichiate troppo severamente per la sua et.
Sir Oliver strinse le labbra. Forse. Ma staremo a vedere. L'imminente conflitto metter alla prova tutti noi fino a un punto estremo. Pensate che un uomo della sua et sopporter a lungo le richieste che gravano su di lui? E quando il fardello diventer troppo grande ed egli ceder, allora forse avremo bisogno di un nuovo capo.
Voi, forse?
Possibile. E se dovessi essere io, allora potete stare sicuro che la vostra posizione privilegiata verr a mancare e sarete trattato come un comune soldato. Saranno numerosi nell'Ordine quelli che vorranno punirvi per la capricciosa preferenza accordatavi dal Gran Maestro. Fece un sorrisetto. Dunque, cosa dovr dirgli? Accettate o declinate la sua offerta?
Accetto. Nella mente di Thomas non c'era alcun dubbio riguardo alla risposta. Era determinato a servire il vecchio mentore nel miglior modo possibile e confermare la fiducia che La Valette aveva riposto in lui. Inoltre, la posizione poteva aiutare lui e Richard a individuare la lettera che Walsingham li aveva mandati a recuperare.
Temevo che l'avreste fatto, disse Stokely. Come sempre, siete pronto ad anteporre i desideri personali ai bisogni altrui e ai requisiti di onore e dovere. E sia. Ho fatto del mio meglio per dissuadervi e ho la coscienza a posto. Informer il Gran Maestro della vostra decisione. Questo conclude la mia visita qui stasera. Stokely si alz e salut sir Martin con un breve cenno del capo. Abbiate cura di non legarvi troppo a quest'uomo. Potreste pentirvene, come altri hanno avuto motivo di fare.
Prese il mantello che aveva appeso allo schienale della sedia e si avvi a grandi passi verso la porta. Usc in strada e poco dopo si ud il tonfo sordo e lo sferragliare del saliscendi che chiudeva la porta.
Sir Martin emise un profondo sospiro di sollievo. Pensavo che non se ne sarebbe mai andato. Quell'uomo mi stava facendo passare la voglia di mangiare. Non l'ho mai trovato di grande compagnia, perfino in quelle poche occasioni in cui si  degnato di passare una serata all'ostello. Guard Thomas. Sembra che non gli piacciate molto, sir Thomas.
Pare di no. Thomas prese una fettina di salsiccia stagionata e la mastic adagio. In realt, l'offerta di La Valette lo rendeva inquieto. Era una grande responsabilit ed era deciso a non tradire la fiducia del Gran Maestro. Sotto tutti i punti di vista tranne uno. Thomas guard in fondo al tavolo e vide che Richard lo stava guardando con un luccichio di trionfo negli occhi. Senza dubbio stava gi tramando per volgere la situazione a proprio vantaggio.
Sir Martin concluse la propria cena rapidamente e rumorosamente e, dopo essersi pulito la bocca col dorso della mano, stiracchi il collo e sospir soddisfatto. Vuot quanto restava del vino e schiocc le labbra.
Ah, che bella sensazione. Un pasto decente dopo una dura giornata di lavoro. E adesso, a dormire!. Si alz tutto rigido, sfregandosi la parte bassa della schiena. Vi auguro la buonanotte, signori.
Thomas gli rispose con un cenno del capo mentre Richard si alz in piedi e chin la testa in doveroso rispetto. Nel sentire la porta della cella di sir Martin che si chiudeva, lo scudiero si rivolse a Thomas con un'espressione decisa.
Avevo iniziato a temere che non avremmo trovato mai un modo per entrare a Sant'Angelo senza destare sospetti. Adesso che avete accesso al covo del Gran Maestro, potete farmi entrare in quella segreta. Ho la descrizione della cassa di De Launcey e la lettera deve essere l dentro. Se facciamo in fretta, potremo andarcene da questa trappola mortale prima che arrivino i turchi.
Andarcene?. Thomas inarc un sopracciglio. Non ho alcuna intenzione di andarmene. Non adesso. Sono necessario qui. Ogni uomo lo .
Richard lo guard fisso. Siete pazzo? Quando il nemico arriver su quest'isola, nessuno sar risparmiato. Ridurranno tutti i forti in macerie e taglieranno la gola a ogni sopravvissuto.
Questa  una possibilit. Un sorriso fugace pass sul viso di Thomas. Oppure opponiamo resistenza fino a che i turchi rinunciano al tentativo di prendere l'isola. O verremo salvati da don Garca e dall'esercito che sta radunando in Sicilia.
Tanto vale desiderare la luna. Richard fece una risata vuota. La forza di don Garca  destinata a restare un esercito di carta. Il suo re non gli permetter di correre rischi con gli uomini che ha e scommetterei l'anima che arriver meno della met degli uomini e delle navi promessi dalle altre potenze.  inverosimile che i turchi se la squaglino. Se Solimano ha ordinato che Malta venga ridotta in schiavit, pensate anche solo per un istante che coloro a cui ha dato tale ordine oserebbero rischiare la sua ira se fallissero?. Richard fece una pausa per vedere se le sue parole erano andate a segno ma Thomas rimase in silenzio e il giovane sbuff esasperato.
Sir Thomas, sono stato con voi abbastanza a lungo da vedere che siete un brav'uomo. C' di sicuro un posto per voi al servizio di Walsingham quando torneremo in Inghilterra dopo aver portato a compimento la nostra missione. Non gettate via la vita in un futile gesto.
Thomas si infervor. Prima di tutto, questa non  mai stata davvero la nostra missione, ma solo tua. Io ero semplicemente il pretesto per farti entrare all'interno dell'Ordine. Secondo, questo non  un semplice gesto, Richard. Di qualsiasi prezioso documento si tratti, ci sono volte nella vita in cui un uomo deve lottare per qualcosa. Quando fui costretto a lasciare l'Ordine, persi il mio posto nel mondo cos come la donna che amavo. Adesso lei non c' pi e non mi resta che la possibilit di fare qualcosa di giusto.
Pensavo vi foste stancato della guerra infinita dell'Ordine.
Ed  cos. Ma la situazione  cambiata. L'esistenza stessa di questi cavalieri e degli isolani che restano con loro  in pericolo. Se l'Ordine viene distrutto e Malta cade, sai bene il rischio che corre ogni regno cristiano in Europa. Perfino l'Inghilterra potrebbe cadere sotto il dominio del sultano. L'imminente battaglia  il fulcro su cui si impernia il destino di due civilt. Anche un solo uomo potrebbe fare la differenza nel risultato.
Un solo uomo?. Richard scosse la testa. Avete bevuto troppo a fondo al pozzo del fanatismo dell'Ordine, sir Thomas. Quello, oppure... Forse vedo una verit pi semplice.  l'offerta del Gran Maestro di prendervi nella sua cerchia ad aver annebbiato il vostro giudizio. Vi sentite lusingato dalla sua richiesta e adesso non potete tollerare di deluderlo. Si tratta di questo?
C' un fondo di verit. Ma non ha importanza. Thomas si allarg la mano sul cuore. Tutto ci che so  che devo prendere posizione col resto dell'Ordine. Non c' motivo. Solo una certezza che non ammette dubbi. Rester a combattere, e morire, se  questo il mio destino.
Allora mi deludete. Vi credevo un uomo pi saggio e razionale di cos.
Be', sono contento di deluderti. Ma far quello che posso per aiutarti a compiere la tua missione e fuggire prima che sia troppo tardi, se scegli di non combattere al mio fianco.
Richard riflett per un momento e poi rispose in tono disincantato: Lo considererei un onore combattere al vostro fianco. Credetemi. Ma non condividerei una morte certa senza un buon motivo. Devo lasciare che abbiate la vostra morte gloriosa da solo, o per lo meno tra i ranghi della vostra preziosa compagnia di confratelli. Strisci la panca all'indietro e si alz. Non c' altro da dire. Possiamo parlarne in modo pi approfondito domani e pianificare il passo successivo. Buonanotte, signore.
Si scambiarono un breve cenno del capo e Richard si avvi a grandi passi alla sua cella, lasciando Thomas da solo nella sala decorata dai cimeli dei cavalieri inglesi che avevano dedicato la vita all'Ordine. Alz lo sguardo sui blasoni dei piccoli scudi di legno e i vessilli sbiaditi che pendevano dalle travi. In cuor suo sapeva, con la massima certezza che un uomo pu avere, che la sua decisione di restare a combattere con i commilitoni era la strada giusta per lui, oltre che l'unica.
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21. 18 maggio.
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Dopo aver ascoltato il rendiconto di ciascuna guarnigione e il rapporto sulla produzione di polvere da sparo, il Gran Maestro si alz dalla sedia e and alla finestra. I suoi cani da caccia preferiti, Apollo e Achille, balzarono da sotto al tavolo e raggiunsero felpati il padrone. Questi accarezz loro le orecchie seriche mentre osservava la vista dalla fortezza di Sant'Angelo: le spesse mura e le scintillanti acque azzurre del porto in direzione della penisola, dove il promontorio di Sciberras dominava il piccolo forte Sant'Elmo. Era un mattino limpido, il cielo era di un profondo azzurro e i bassi raggi del sole inondavano la pietra del forte di una brillante sfumatura gialla. Una leggera brezza sollevava la bandiera dell'Ordine issata sull'asta sopra a Sant'Elmo, cos che la croce bianca su campo rosso sventolava pigramente. Il flebile tintinnare dei picconi di coloro che lavoravano per rendere pi profondi i fossati davanti al forte si propagava nel porto. Malgrado i continui preparativi, la scena sembrava alquanto placida e il bel tempo preannunciava l'arrivo dell'estate, e lo spaventoso calore che la accompagnava.
Dalla sua sedia, Thomas esamin La Valette e vide che il duro lavoro dei mesi precedenti, lungi dall'aver logorato il Gran Maestro, gli aveva dato rinnovata forza ed energia. Teneva la schiena dritta e si muoveva con determinazione. Solo i riccioli bianchi tradivano la sua et, poich la faccia, per quanto segnata, sembrava appartenere a un uomo pi giovane di dieci o quindici anni, i cui occhi grigi brillavano sotto le folte sopracciglia. Lanciata un'occhiata obliqua, lungo la linea degli scranni dove sedevano gli altri membri del consiglio di guerra, Thomas not che Romegas e sir Oliver Stokely sembravano stanchi e tesi. Solo il colonnello Mas sembrava a suo agio. Poteva essere fuorviante, tuttavia; il colonnello era un soldato professionista fino al midollo e di rado mostrava emozioni, a parte rabbia al minimo accenno di inefficienza o pigrizia negli uomini sotto il suo comando.
Con un sospiro, La Valette si allontan dalla finestra e si gir verso coloro che aveva scelto come suoi pi stretti consiglieri, posando brevemente lo sguardo su ciascun uomo prima di parlare.
Non posso accettare che ci vorr almeno un altro mese prima che le difese di Birgu e San Michele siano complete.
Il colonnello Mas inclin leggermente la testa da un lato. Sarebbero finite ormai da tempo se aveste dato l'ordine di cominciare al mio arrivo. Come vi avevo consigliato.
Grazie, colonnello, ricordo. A ogni modo, non possiamo tornare indietro e cambiare le cose. Dobbiamo far lavorare di pi la gente. Aggiungere un'ora a ogni turno. Questo vale per tutti, compreso me. A partire da questo pomeriggio.
S, signore. Far redigere l'annuncio dal mio scrivano dopo la riunione.
E la catena del porto?.
Romegas intrecci le mani.  al suo posto tra le punte di Senglea e Birgu. I golfari sono stati assicurati ai pali pi robusti che siamo riusciti a trovare da conficcare nel fondale e, a loro volta, sono stati incatenati agli scogli di ogni spiaggia. C' un piccolo settore al centro in cui la catena si pu sganciare per consentire il passaggio di una galea, se ci si rendesse necessario. Altrimenti niente a parte la pi piccola delle barche sar in grado di accedere alla cala della darsena, signore.
Molto bene. Questa per lo meno  una linea di difesa su cui possiamo contare. La Valette torn a rivolgere l'attenzione al colonnello Mas. Supponendo che il nemico decida di attaccare per primo Sant'Elmo, dovrebbe esserci abbastanza tempo per preparare le difese di Birgu e San Michele. Con le fortificazioni incomplete su questo lato del porto  essenziale che ritardiamo il nemico a Sant'Elmo. Quanto a lungo pu resistere il forte?.
Mas riflett un po' prima di rispondere. Dal momento in cui il nemico attacca il forte? Diciamo dieci giorni per scavare delle trincee di avvicinamento, poi altri due giorni per assemblare batterie di cannoni. Dopo di che  solo questione di quanta pressione i loro cannoni sono in grado di esercitare contro le mura prima di aprire una breccia abbastanza grande per rischiare un assalto. Con la pessima progettazione di questo forte e la debolezza del rivellino, direi che i turchi sottometteranno Sant'Elmo in tre settimane.
Il Gran Maestro sospir frustrato. Non  abbastanza tempo. Se abbiamo bisogno di un mese per completare le difese su questo lato del porto adesso, allora ci vorr di pi, una volta che il nemico potr bersagliare le nostre squadre di lavoro. Sant'Elmo deve resistere pi a lungo di tre settimane, a qualsiasi costo.
Mas sbuff. Possiamo riempire il forte di soldati e dovremmo essere in grado di traghettarvi rinforzi, evacuare i feriti col favore delle tenebre, mantenere gli uomini riforniti di polvere da sparo e cibo se ne restano a corto. Questo ipotizzando che resistano abbastanza a lungo da esaurire i trenta giorni di provvigioni di cui li abbiamo gi dotati. Il colonnello fece una pausa. Certo, dobbiamo riconoscere che ogni uomo che destiniamo alla lotta per Sant'Elmo  un uomo in meno a difendere questo lato del porto quando il nemico si scaglier contro Birgu e Senglea. Arriver un punto in cui mandare rinforzi sar inutile.
Allora cosa succeder?
Allora dovremo decidere se evacuare i difensori superstiti o permettere loro di arrendersi o, ancora, ordinare loro di combattere fino all'ultimo.
Capisco.
Nessuno parl mentre rifletteva sulla disperata natura dell'imminente scontro. Fu il colonnello a rompere il silenzio. Data l'importanza di mantenere Sant'Elmo il pi a lungo possibile, sarebbe prudente porre il forte sotto il comando di uno dei nostri ufficiali pi esperti.
La Valette si rimise seduto e schiocc le dita indicando il pavimento. I cani tornarono ubbidienti sotto il tavolo e si distesero. Immagino che vi stiate offrendo volontario per la posizione.
S, signore.
Malgrado conosciate l'esito inevitabile? Sar una lotta pi che disperata, colonnello.
 per questo che mi pagate. Mas concesse uno dei suoi rari sorrisi. E molto generosamente, rispetto ad alcuni dei miei precedenti datori di lavoro.
Sapevo di dover reclutare i migliori per questa battaglia, replic La Valette con un cortese cenno del capo. Ma non vorrei rischiare di perdervi cos presto. Preferirei che rimaneste qui dove la vostra esperienza sar necessaria. Potremo risolvere la questione del comando del forte in seguito.
Come volete, signore.
C' qualcosa che mi sovviene, signore, intervenne Thomas, immediatamente consapevole delle occhiate sdegnate che gli scoccarono Romegas e Stokely. Aveva fatto sin da subito l'abitudine al loro disprezzo per il nuovo membro del consiglio di guerra.
Ebbene?
Noi stiamo ipotizzando che il nemico attaccher Sant'Elmo per primo. E se non lo facesse? Qual  il nostro piano se decidono di attaccare prima Birgu o Senglea?.
Romegas si gir parzialmente verso di lui. Tale eventualit  stata presa in considerazione e scartata da don Garca quando ha ispezionato le difese e offerto i suoi consigli al Gran Maestro. Per i turchi sar una priorit assicurarsi un ormeggio sicuro nel porto di Marsamxett e completare l'accerchiamento di Birgu e Senglea. Da come ricordo, abbiamo tutti quanti accettato la sua argomentazione e fatto i nostri piani di conseguenza.
 cos, ammise Thomas. Ma la domanda resta. Cosa facciamo se i turchi colpiscono per prime le fortificazioni su questo lato del porto?
E perch lo farebbero?, chiese Romegas in tono aspro. Prendere per primo Sant'Elmo  sensato dal punto di vista tattico.
Stokely si schiar la voce e intervenne. Gran Maestro, questo tipo di commenti  l'ulteriore prova dell'inettitudine di sir Thomas in fatto di questioni militari e, ancora una volta, sollevo dubbi sulla sua idoneit come membro di questo consiglio.
Sono d'accordo, aggiunse Romegas.
Basta!. La Valette batt la mano sul tavolo. Non permetto che mettiate in dubbio la mia decisione circa la nomina di sir Thomas. Non sollevate pi la questione.
In ogni caso, sir Thomas ha ragione, osserv il colonnello Mas. Solo perch  logico che il vostro nemico proceda in un certo modo, non vuol dire che lo far. Dobbiamo essere pronti a rispondere a qualsiasi contingenza, signore. Per quanto improbabile.
La Valette riflett un momento e poi annu. Molto bene, colonnello. Allora voglio che abbozziate un piano per affrontare tale minaccia. Potete presentarlo alla riunione di domani.
S, signore.
Il Gran Maestro si rivolse a Stokely. Il che mi porta alla nostra ultima questione. Lo stato di preparazione del resto dell'isola.
Stokely fece un cenno d'assenso e diede una rapida scorsa all'elenco sul foglio che teneva in grembo prima di rispondere. La guarnigione di Mdina riferisce che  tutto pronto. Gran parte della nostra cavalleria  stata trasferita nelle stalle della cittadella. C' abbastanza foraggio per sei mesi. Le cisterne sono quasi piene e la citt ha viveri per quasi il medesimo periodo. Il cavaliere che avete nominato, Pedro Mesquita, si  trasferito nella cittadella con il suo seguito e ha l'ordine di usare la propria cavalleria per attaccare i turchi ogni volta che ne avranno la possibilit. Stokely guard Thomas. Sempre che il nemico non decida di colpire prima Mdina, cio.
Verranno per prendere il porto e distruggere l'Ordine, replic paziente Thomas. Mdina si trova all'interno dell'isola.  irrilevante per il nemico.
Sir Thomas ha ragione, li interruppe La Valette. Vi prego, continuate.
Stokely assunse brevemente un'aria accigliata e poi torn ai suoi appunti. Sono riuscito a far evacuare una parte della popolazione di Mdina ma molti rifiutano di lasciare case e fattorie. Perfino qualche appartenente alla mia casa  stato irremovibile riguardo alla partenza, anche quando incoraggiato con le maniere forti. Lanci un'occhiata a Thomas. Coloro che restano devono comunque osservare la direttiva di anticipare la stagione del raccolto e trasferire granaglie e animali in citt. Altrettanto vale per i contadini vicini ai porti. E fino a ora non sono state prese misure per rendere inutilizzabili i pozzi.
Mentre parlava, l'espressione del Gran Maestro si era incupita e adesso alz una mano per interrompere Stokely.
Questo non  accettabile. La gente prende le mie istruzioni per consigli. Le mie direttive non devono essere trasgredite. Questa  una vostra responsabilit, sir Oliver. Fate in modo che quegli sciocchi villici facciano quanto ordino. Li voglio dal primo all'ultimo alloggiati al sicuro entro le nostre mura prima della fine della settimana. Poi le loro fattorie dovranno essere date alle fiamme e i pozzi avvelenati; non un essere vivente n una manciata di grano devono restare sul posto perch i turchi possano approfittarne.  chiaro? Usate la forza per assicurarvi che accada, se necessario. Avr assoluta disciplina dagli isolani cos come dai soldati.  l'unico modo per sopravvivere a quello che verr. Dite loro questo e non ammettete proteste. Se non riuscite a far rispettare i miei ordini, allora dovr trovare un cavaliere che sappia farlo.
Stokely annu, rosso di vergogna per essere stato cos aspramente criticato davanti agli altri. Far come comandate, Gran Maestro. Subito.
L'espressione severa di La Valette si ammorbid gradualmente e quando parl di nuovo lo fece in tono gentile. Sir Oliver, siete un amministratore capace. Non ho conosciuto eguali in tutti i miei anni al servizio dell'Ordine. Ma non stiamo facendo guerra alle rotte commerciali del nemico. Sono loro a dichiararci guerra. Le vostre doti sono pi necessarie che mai ma la gente che comandate avr bisogno di una mano ferma. Cercher in voi ispirazione e ordini e dovete assumere un atteggiamento deciso. Da adesso in poi, tutti sono combattenti sotto il mio diretto comando e si applicher la disciplina militare. Non ci sono pi civili a Malta. Ogni uomo, donna e bambino deve fare la propria parte nella difesa dell'isola. Capite?
S, Gran Maestro. Vi chiedo scusa, signore. Non vi deluder un'altra volta.
La Valette sorrise benevolo e stava per parlare quando il secco boato di un cannone risuon in lontananza, poi di nuovo e infine una terza volta. Prima ancora che il suono si fosse spento, ogni uomo nella stanza si alz e corse alla finestra.
Da dove venivano i colpi?, volle sapere La Valette, aguzzando la vista mentre guardava verso il mare aperto. Accanto a lui, anche Thomas scrutava la striscia di orizzonte che era visibile tra la Punta Forca e l'estremit della penisola di Sciberras. Fino a quel momento non c'era niente da vedere, solo la linea piatta che separava il cielo dal mare.
Venivano da oltre Sant'Elmo, concluse il colonnello Mas. Colpi di segnalazione da una delle postazioni di vedetta.
Mentre parlava, ci fu un lampo dalla fortezza di Sant'Elmo e un getto di fumo e fiamme lacer l'aria mattutina. Un secondo cannone fece fuoco e, poco dopo, il suono del primo riecheggi sulle mura di Sant'Angelo. Quando il terzo cannone spar, non ci furono pi dubbi circa il motivo di quelle segnalazioni. La Valette trasse un profondo respiro e continu a osservare il porto mentre parlava ai membri del consiglio di guerra. Il nemico  arrivato....
...
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...
22.
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...
Quando i cinque uomini furono arrivati in cima alla torre di segnalazione di Sant'Angelo, le strade di Birgu erano piene di gente che correva verso le mura e ogni naturale punto di osservazione per guardare di persona l'arrivo della flotta turca. Thomas fu il primo a raggiungere la piattaforma e vide uno dei cavalieri pi giovani e un soldato anziano che scrutavano l'orizzonte a est. Una leggera foschia mattutina aleggiava ancora sul mare, nascondendo lo stacco tra cielo e acqua.
Li vedete?, chiese Thomas.
I due uomini si voltarono e scattarono sull'attenti quando videro il Gran Maestro e gli altri alti ufficiali emergere affannati dalla scalinata alle spalle di Thomas.
No, signore, rispose il cavaliere.
Allora da dove veniva lo sparo di segnalazione? Da quale direzione?
Pi avanti sulla costa, a nord.
Thomas si scherm gli occhi dal sole basso e cerc di distinguere qualcosa nella foschia, ma non c'era ancora niente, solo lo smorzato bagliore del mare e i puntolini dei gabbiani che turbinavano sulla superficie depredando un banco di pesci. La Valette e gli altri lo raggiunsero lungo il muro alto fino alla vita e guardarono in lontananza. In sottofondo, il medesimo schema di colpi di segnalazione rimbomb man mano che l'avvertimento si diffondeva lungo la costa e nell'entroterra. A parte l'occasionale cannonata, sull'isola era calato il silenzio. Il consueto frastuono che si levava dalle stradine e il martellare dei picconi si era spento: tutto era fermo mentre gli uomini dell'Ordine e gli isolani aspettavano di avvistare il nemico. Thomas ebbe la sensazione che il mondo tutto attorno stesse col fiato sospeso, in attesa del segno che avrebbe cambiato per sempre la vita di coloro che si trovavano alla merc di quel momento.
Sir Oliver sibil: Se qualche sciocco ha dato l'allarme, lo far fustigare....
L!. Il vecchio soldato punt il braccio a nord-est. All'istante gli altri uomini girarono la testa per guardare nella direzione indicata, cercando di penetrare la foschia e individuare le navi nemiche.
Dove?, ringhi La Valette. Non vedo niente.
Adesso la vedo, disse Thomas. L, poco pi oltre l'estremit di Punta Forca. Una vela.
Sempre che non sia una singola nave o anche una flottiglia di corsari con lo scopo di fare un'incursione, borbott Stokely.
Lo sapremo presto, disse Romegas, guardando poi il vecchio soldato con aria sinceramente colpita. Hai la vista acuta. Soprattutto per uno della tua et. Come ti chiami?
Balbi, signore. L'uomo chin il capo. Francesco Balbi.
Italiano, eh?. Romegas lo squadr. Uno dei mercenari reclutati dal colonnello, giusto?.
Mas lanci un'occhiata a Balbi. S, tu eri quello che affermava di essere un poeta oltre che un soldato di fortuna.
Proprio cos, signore.
Un poeta?. Romegas ridacchi. Bene, allora, Balbi, scommetto che troverai materiale sufficiente per un poema nei giorni a venire. Facci diventare tutti famosi, eh?
Basta!, sbott il Gran Maestro. Non riesco a vedere nessuna dannata nave. Dove sono?.
Thomas fu sorpreso dal tono ansioso di La Valette e perci rispose con quanta pi calma possibile. Alz la mano e indic direttamente l'unica imbarcazione visibile. L, signore... E poi... Oh....
Come se una sottile cortina di seta fosse stata scostata all'improvviso, alla prima vela se ne aggiunsero altre, una dopo l'altra, fino a che apparvero a decine su ciascun lato, allargandosi lungo il margine della foschia sempre pi rada.
Buon Dio, mormor sir Oliver.
Gli altri rimasero in silenzio, come fecero i cavalieri, i soldati e i civili che gremivano le mura di Sant'Angelo e ogni punto di osservazione di Birgu. Oltre il porto, Thomas vedeva le teste e le spalle degli uomini che si allineavano lungo le mura del forte. Numerosi si erano issati sul parapetto per osservare meglio.
Fu La Valette a rompere il silenzio sulla torre. Abbass la mano con cui si stava schermando gli occhi e si rivolse bruscamente ai suoi consiglieri. Non c' dubbio.  la flotta dell'invasione.  troppo grande per essere altro. Non dobbiamo perdere tempo. Le prime truppe nemiche potrebbero essere a terra molto prima di notte. Ogni civile deve essere al sicuro entro le mura prima di allora. Sir Oliver, voi vi occuperete di questo relativamente a Birgu e Senglea. Si rivolse poi a Romegas. Voi andrete a Mdina e informerete Mesquita della situazione; vi assicurerete che faccia sgombrare il centro dell'isola. Colonnello Mas, prendete un gruppo di uomini a cavallo e fate in modo che quanti pi pozzi vengano contaminati. E appiccate il fuoco a tutte le fattorie e costruzioni che incontrerete, qualsiasi cosa possa fornire riparo al nemico. Fate ritorno qui entro sera.
E le tenute?, domand sir Oliver. Di certo non volete che siano distrutte anche quelle?
Le tenute in particolar modo. Tornereste a casa vostra dopo che  stata depredata da qualche ufficiale turco e i suoi compagni?. La Valette non attese una risposta e si rivolse a Thomas. Raggiungerete Sant'Elmo in barca e vi assicurerete che la guarnigione sia pronta a combattere. Inoltre, ci saranno molti isolani che verranno dritti al forte. Ho dato ordine affinch tutti si dirigano a Mdina, Senglea e Birgu, ma qualcuno si far prendere dal panico e cercher il rifugio pi vicino. Non c' spazio per loro a Sant'Elmo e dovranno essere traghettati dall'altro lato del porto prima che i turchi lo rendano impossibile. Occupatevi di questo.
S, signore, annu Thomas.
La Valette diede un ultimo sguardo all'orizzonte, strizzando gli occhi per distinguere la vasta forza che si avvicinava minacciosa alla costa. Adesso erano visibili centinaia di imbarcazioni: galee, galeoni e diverse navi da carico pi piccole, chiaro segnale della determinazione del sultano di prendere l'isola e cancellare l'Ordine di San Giovanni che aveva afflitto il mondo islamico negli ultimi tre secoli. Il Gran Maestro fece un profondo respiro.
Avete le vostre istruzioni, signori. Possa Dio avere misericordia di tutti noi. Adesso andate.
La guarnigione del forte stava ancora osservando la flotta in avvicinamento quando Thomas e Richard entrarono a Sant'Elmo. Il piccolo cortile era zeppo di ceste di mele e arance, sacchi di farina, forme di formaggio e barilotti di polvere da sparo appena arrivati dalle polveriere di Senglea. Thomas si accigli nel vedere quel disordine e ferm un gruppetto di soldati spagnoli che attraversava il cortile per avere una visuale migliore del nemico dal torrione.
Voi l! Perch tutte queste scorte sono ancora fuori? Portatele immediatamente nei magazzini! Dov' il vostro comandante?.
Uno dei sergenti che era col gruppo indic il torrione. Lass, signore. Ho visto don Miguel sulla torre.
Bene. Thomas indic i barili di polvere da sparo. Cominciate con quelli prima che qualche sciocco in preda al panico li faccia saltare in aria.
Il cavaliere lasci il sergente ad abbaiare i suoi ordini e attravers il cortile a grandi passi fino all'ingresso del torrione. Oltre la porta c'era una grande sala dove diversi lunghi tavoli erano ancora disseminati di piatti di cibo, abbandonati quando i colpi di segnalazione erano risuonati nell'isola. Un garzone era intento a riempirsi le tasche di panini e alz lo sguardo con aria colpevole quando il cavaliere e lo scudiero entrarono.
Dove sono le scale per salire in cima alla torre?, domand Thomas.
Il ragazzo lo guard impaurito e scosse la testa. Richard parl frettolosamente nella lingua del posto e il ragazzo indic una porta a un lato della sala. I due corsero in quella direzione, passarono sotto un arco e trovarono un breve passaggio che terminava dove le scale si inerpicavano in una serie di rampe. In cima, un centinaio di uomini si affollava lungo il parapetto e scrutava il mare. Alcuni indossavano la sopraveste rossa con la croce bianca dei cavalieri dell'Ordine. Non c'era tempo per individuare il comandante e Thomas, mettendosi una mano attorno alla bocca, url: Don Juan de La Cerda! Don Juan!.
A quel richiamo le facce si voltarono, alcune con aria spaventata. Un cavaliere si allontan dal parapetto e and da Thomas.
Sono io don Juan de La Cerda.
Si trattava di uno dei cavalieri pi anziani, magro e scarno con una frangia di capelli striati di grigio attorno alla testa calva. Guard Thomas accigliato. Chi siete? Non ho mai visto la vostra faccia.
Sir Thomas Barrett.
Il cavaliere sgran gli occhi nel riconoscere il nome. Il cavaliere inglese.
Uno dei tanti.
Quello il cui nome  sulle labbra di tutti sin dal suo arrivo.
Thomas ignor il commento. Sono qui con l'autorit del Gran Maestro per prendere il comando e assicurarmi che il forte sia pronto per l'azione.
Dopo un breve moto di sorpresa, La Cerda rispose con aria altezzosa. La mia guarnigione  pronta. Non abbiamo bisogno di voi.
Pronta?. Thomas scosse la testa. Il cortile  nel caos e presto una piccola orda di indigeni terrorizzati si riverseranno dalle porte in cerca di rifugio, mentre voi e i vostri uomini ve ne state qui ad ammirare il paesaggio. Parl a voce alta perch tutti potessero sentire le sue parole e il disprezzo nel suo tono. Pronta? Se questo  ci che considerate pronto, allora la battaglia  gi persa. Il Gran Maestro ha bisogno che voi e i vostri uomini riportiate l'ordine immediatamente, don Juan. Voglio che met dei vostri uomini sgomberi il cortile. Tutto deve essere nei magazzini prima che i turchi sbarchino. L'altra met della guarnigione deve dividersi in gruppi, lasciare il forte e radunare ogni civile tra qui e le vie d'accesso a Mdina. Se sono troppo vecchi o infermi, i vostri uomini dovranno trasportarli. Dovranno riportare ogni attrezzo utile e riserva di cibo che trovano. Tutto il resto deve essere distrutto. Non lasciate niente che possa essere utile ai turchi. Intesi?.
La Cerda esit. In base a quale autorit date questi ordini?
Ve l'ho detto. Mi manda il Gran Maestro.
Lo dite voi.
Non c' tempo da perdere. Thomas si avvicin al cavaliere. Se sprecate un altro istante, allora vi assicuro che il Gran Maestro vi priver del comando di questo forte e vi trover un posto degno della vostra indolenza. Vi suggerisco di obbedire ai miei ordini senza ulteriore indugio. Non vi avvertir un'altra volta.
Don Juan lo fiss ma poi il suo sguardo vacill. Si gir bruscamente e url gli ordini necessari. I sergenti guidarono gli uomini gi per le scale a ciascuna estremit della piattaforma, lasciando un gruppetto in servizio di guardia oltre ai due cavalieri e lo scudiero.
Non avevate diritto di parlarmi in modo simile davanti ai miei uomini, sibil furioso La Cerda.
E voi non avete diritto di essere al comando dei vostri uomini se non siete in grado di fare ci che vi si chiede. Adesso, mentre gli ordini vengono eseguiti, voglio che mi accompagnate durante l'ispezione del forte. Fornite di carta e penna il mio scudiero perch possa prendere nota. Richard?
Signore?
Metterai per iscritto le mie osservazioni e raccomandazioni per ciascuna postazione del forte.
S, signore.
Portateci ai vostri alloggi, don Juan. Non appena il mio scudiero avr il materiale possiamo cominciare.
L'ultimo brandello dell'atteggiamento di sfida di La Cerda si dissolse e, con un cenno di assenso, li condusse alla scalinata pi vicina. Thomas lo segu a grandi passi, troppo arrabbiato per provare soddisfazione nell'aver messo l'altro al suo posto. Prima di raggiungere le scale, si ferm a dare un'ultima occhiata alla flotta turca. Il sole era abbastanza alto da inondare l'isola coi suoi raggi caldi mentre al largo quanto restava della foschia era scomparso, rivelando la piena portata della forza di invasione. Sembrava che l'intero orizzonte fosse ricoperto di vele e scafi, adesso a poco pi di cinque miglia dalla costa, disposti in una gigantesca mezzaluna sulla superficie del mare. Le labbra di Thomas si curvarono in un breve sorriso per quanto fosse appropriata la formazione del nemico. Poi, scese di corsa le scale.
Per il resto del giorno, la guarnigione lavor sodo per sgomberare il cortile. La Cerda segu mogio Thomas che ispezionava il forte e dettava annotazioni sul numero di uomini assegnati a ciascuna postazione, l'ubicazione dei cannoni e la gittata di ogni arma. Interrog La Cerda su dove fossero custodite le munizioni e quali disposizioni erano state prese per il loro rifornimento una volta cominciato l'assedio. Pretese anche di conoscere le disposizioni per il trattamento dei feriti e la loro evacuazione da Birgu se si riuscivano a mantenere aperte le comunicazioni con l'altro lato del porto.
A mezzogiorno, i primi civili iniziarono a entrare nel forte e Thomas e Richard, dal loro punto di osservazione sopra la porta, videro una fiumana di umanit che si affrettava ansiosa lungo il sentiero polveroso che si dipanava lungo la penisola, proprio sotto la sommit del promontorio di Sciberras. In lontananza, sottili colonne di fumo si gonfiavano nell'aria: sotto c'erano le fiamme delle costruzioni e delle scorte di viveri incediate dai manipoli inviati dal forte.
La gente, in preda all'ansia, veniva fatta entrare nel cortile. Alcuni bambini piangevano, aggrappandosi ai genitori. Erano cresciuti con le storie delle terribili razzie che i corsari avevano inflitto all'isola, delle famiglie catturate, ridotte in schiavit e vendute, strappandone i membri l'uno dalle braccia dell'altro per sempre. Solo quelli troppo piccoli per capire il pericolo sorridevano e ridevano felici dell'eccitante diversivo rispetto alla consueta vita quotidiana. I membri pi anziani della famiglia venivano aiutati dai congiunti, mentre altri erano trasportati di peso. Qualcuno portava con s animali: capre, muli e grandi stie di galline. Alle bestie pi piccole fu permesso l'ingresso nel forte, ma Thomas sapeva che per quelle pi grandi non ci sarebbe stato spazio. E, in ogni caso, la guarnigione non poteva permettersi di sfamarle. Alle porte, furono sottratte ai proprietari, condotte dietro l'angolo del forte e uccise. Molti animali furono macellati in tutta fretta e pezzi di carne gettati nei barili di salamoia per aggiungerli alle scorte. Le carcasse di cani e muli furono buttate in mare.
Nel primo pomeriggio, l'attenzione di Thomas fu attirata da un piccolo gruppo che giungeva a piedi lungo il sentiero. I loro indumenti erano di buona qualit e cap che provenivano da una delle tenute dell'isola. In testa c'era un uomo robusto con un bastone. Dietro di lui venivano alcune donne con il capo coperto, condotte da una figura alta e ammantata di verde.
Richard ridacchi. Non c' niente come la fuga dal nemico per sgretolare le pi palesi distinzioni tra la gente comune e i ricchi.
Oh, se la caveranno, puoi esserne sicuro, ribatt Thomas.
Entrambi gli uomini continuarono a guardare ancora per qualche momento e gli occhi di Thomas furono attratti dalla pi alta delle donne, che avanzava con un'aria di autorit, leggermente in disparte rispetto alle altre. Quando giunsero a un centinaio di passi dalle porte, Thomas sent un ricordo risvegliarsi nel profondo della mente. Continuava a sfuggirgli, lasciandogli una vaga sensazione di turbamento alla bocca dello stomaco. Aguzz la vista ma la distanza era troppo grande. Eppure avvertiva anche un crescente senso di familiarit e un brivido freddo gli percorse la schiena mentre il cuore accelerava il battito. Serr con forza le dita attorno al bordo del parapetto e allung il collo per vedere meglio.
Accanto a lui, Richard si gir a guardarlo perplesso. Cosa succede, sir Thomas?.
Thomas apr la bocca per rispondere ma la mascella gli penzol molle. Poi, la donna alz il viso, incorniciato da riccioli bruni e disadorni, per guardare il forte a cui stava andando incontro, e Thomas fu scosso da un brivido, in preda a un subbuglio di negazione e speranza.
 lei... Dolce Ges,  lei... Maria.
...
.
...
23.
...
.
...
Maria?. Richard trasal.  impossibile.  morta. L'ha detto Stokely. Come pu essere viva?
 lei, rispose con semplicit Thomas. Sicuro come il fatto che vivo.
Dove?.
Thomas indic con la mano. La donna in verde.
La raffinatezza dei suoi indumenti la faceva spiccare nel corteo di isolani spaventati e Richard la individu all'istante. Era lontana ancora una cinquantina di metri. Vi starete sbagliando.
Thomas non replic subito, per il timore che Richard avesse ragione e che il profondo desiderio di rivederla l'avesse ingannato. Guard con attenzione e la certezza che si trattasse di Maria crebbe a ogni passo che la donna faceva verso le porte. C'era solo un modo per esserne sicuri e, prima di sapere cosa stesse facendo, Thomas si allontan dal parapetto e corse alle scale che portavano al passaggio alle spalle delle porte.
Sir Thomas!, lo chiam Richard. Aspettate.
Thomas ignor lo scudiero e acceler il passo. Il rumore degli stivali riecheggiava contro le pareti di pietra della scalinata. Poi una mano gli serr la spalla. Era Richard.
Thomas se la scroll via e continu a scendere.
Cosa volete fare?, gli grid dietro Richard senza per cercare di seguirlo.
Thomas sapeva solo che voleva essere certo. Gi il dubbio stava insinuandosi e temeva il colpo mortale al cuore nel caso si fosse sbagliato. Emerse nel buio passaggio ai piedi delle scale e vide che era gremito di persone che sciamavano dall'ingresso principale. La donna e il suo seguito non potevano ancora aver raggiunto le porte, riflett Thomas. Si mise da un lato del passaggio e aspett, col cuore che gli batteva in fretta e una sensazione di leggerezza, quasi di ebbrezza, che gli riempiva la testa.
Poi, l'uomo che portava il bastone usc dall'ombra del passaggio. A breve distanza lo segu la donna e Thomas pot vedere i raffinati motivi di pizzo cuciti sul mantello. I capelli le ricadevano sulle spalle, mostrando sottili fili grigi. Si ferm, a non pi di cinque passi da lui, e osserv l'interno del forte. I suoi occhi, scuri e penetranti, passarono su Thomas e i gruppi di soldati che portavano via quanto restava delle scorte ammucchiate nel cortile quella mattina. Infine rivolse uno sguardo pietoso ai terrorizzati civili che, accovacciati sul lastricato, si stringevano l'uno all'altro. Alcuni di essi piangevano disperati. Il piccolo gruppo di domestici che la seguiva la raggiunse e, poich la gente alle loro spalle li incalzava, la donna avanz nel cortile.
L'immagine di Maria che Thomas custodiva nella mente da oltre vent'anni non corrispondeva a quella donna, eppure c'erano sufficienti somiglianze per alimentare l'ardente desiderio che fosse lei. Prov l'impulso di chiamarla per nome, ma non riusc a trovare il coraggio di farlo e infrangere cos la possibilit che lo fosse. La donna fece altri passi, ciascuno pi lento del precedente, fino a che si ferm del tutto. Malgrado la gente che le sfilava accanto, inclusi familiari e domestici, una sensazione di immobilit la legava a Thomas, che non vedeva pi il turbinio attorno a entrambi n sentiva le voci dei soldati e i singhiozzi dei civili. Adagio, lei si gir e poi, quasi come se non osasse incrociare il suo sguardo, segu con gli occhi le pietre lastricate che li separavano e risal lungo il suo corpo fino al viso. Le labbra si mossero impercettibilmente mentre guardava Thomas.
Ogni dubbio era bandito adesso e Thomas avanz lentamente verso di lei. Si ferm a breve distanza, non sapendo cosa dire. Quali parole potevano esprimere vent'anni di struggimento che aveva rivaleggiato col bisogno di accettare che il passato non poteva pi rivivere?
Thomas..., disse lei con voce sommessa.
Lui inizi a sorridere, ma si trattenne e annu. S. Poi sorrise di nuovo. S... Maria.
L'espressione della donna era piena di turbamento e sconcerto. Come pu essere? Com' possibile?.
Thomas voleva prenderla tra le braccia, sentiva di doverlo fare, eppure era passato cos tanto dall'ultima volta che si erano toccati, che sembrava aver dimenticato come si faceva. Non osava fare la cosa sbagliata e rischiare di essere respinto. Ma doveva dire qualcosa.
Sono stato richiamato. La Valette mi ha convocato. Sono tornato, dall'Inghilterra. Avevo sperato, pregato, di rivederti.
Un'espressione spaventata apparve all'istante negli occhi di lei, come se avesse appena scoperto di trovarsi sul ciglio di un precipizio. Per un istante Thomas temette che si sarebbe ritratta da lui e sarebbe fuggita. Ma quell'espressione svan in fretta, sostituita da un sorriso incerto.
Adesso mi vedi. Gli porse le mani.
Thomas le guard le dita, ancora sottili come le ricordava, ma adesso c'erano piccoli segni e una leggera opacit sulla pelle che ne rivelava l'et. Tuttavia, fece mezzo passo verso di lei e, prese le mani nelle sue, sent un fremito scorrergli dentro alla fresca morbidezza di quella carne.
Mi avevano detto che eri morta, disse senza pensarci.
Morta?, chiese lei con un sorriso. No. Alquanto viva. Per il momento. E tu? Mi sono spesso chiesta cosa ne fosse stato di te dopo che eri partito. Immaginavo che fossi tornato alla tenuta di cui parlavi. Che ti fossi trovato una moglie magari, e avessi una famiglia, disse con finta allegria.
Nessuna moglie n famiglia. Ma, almeno, ho la mia tenuta.
L'innaturale conversazione era come una diga che tratteneva un diluvio di domande, dichiarazioni e cose che esigevano di essere dette.
Ti ho pensata spesso, disse Thomas. Tutti i giorni.
Lei sorrise, poi il sorriso sbiad e lasci andare le dita di Thomas. Fece ricadere le mani lungo i fianchi e scosse la testa. Ho provato a dimenticarti. Ci ho provato....
Sir Thomas!.
Il grido lo riscosse all'istante dal fremente tumulto di emozioni e, voltatosi, vide La Cerda che gli correva incontro attraverso il cortile. Un servitore in tunica scura con la stella bianca dell'Ordine sul petto lo seguiva a ruota. Thomas era combattuto tra il bisogno di aggrapparsi a quel fragile legame con Maria e il dovere. La guard con aria supplichevole.
Resta qui, solo un momento, te ne prego.
Maria annu e Thomas si rivolse a La Cerda. Cosa c'?
Un messaggio da Birgu. La Cerda indic il servitore. Parla.
S, signore. Il servitore trasse un respiro mentre cercava di stare dritto e riferire i propri ordini. Il Gran Maestro manda i suoi complimenti e vi richiede di tornare immediatamente a Sant'Angelo, signore.
Immediatamente?, chiese Thomas contrariato. Rivolse un'occhiata ansiosa a Maria. Ma non ho finito qui. C' ancora lavoro da fare.
Signore, il Gran Maestro esige la vostra presenza, insist il servitore.
La Cerda non pot trattenere un sorrisetto. Avete i vostri ordini, inglese. Penso di poter riassumere il mio comando. Vi ringrazio per la vostra assistenza. Adesso farete meglio ad andare.
Thomas digrign i denti e poi annu. Un momento.
Volt le spalle e si avvicin a Maria. Hai sentito. Devo andare. Ma devo rivederti non appena possibile. Dobbiamo parlare.
Parlare?
Certo, c' cos tanto che voglio dire, tanto che voglio sapere. Dimmi che parlerai con me.
Va bene.
Thomas si guard attorno nel cortile e vide la porta della piccola cappella. Rifugiati l dentro. Verr a cercarti non appena possibile. Lo giuro.
Le prese la mano e la strinse teneramente, sentendo il tremore nella sua carne e l'afflusso di calore nel proprio petto.
Sir Thomas, vi prego, disse il servitore. Dobbiamo andare.
Thomas lasci andare la mano di Maria e parl a bassa voce cos che solo lei potesse sentire. Torner.
Lei annu e si allontan, facendo segno al suo piccolo seguito di accompagnarla alla cappella. Thomas rimase a guardarla per un momento e, poco dopo, Richard apparve dall'entrata della torre. Si ferm da una parte, a breve distanza, e lanci uno sguardo calcolatore alle spalle di Maria.
Mentre la barca attraversava il porto, Thomas si impose di non voltarsi indietro, nella speranza di vedere Maria che lo guardava dal parapetto. Malgrado l'immobilit esteriore, la sua mente era un caos di ricordi e folli speranze. Lo scioccava il fatto che, perfino a quell'et, con tutto quello che aveva provato e lo sguardo indurito sul mondo che si era costretto ad adottare, si fosse fatto prendere dalle sfrenate emozioni e irrealistiche ambizioni della giovent. Sembrava che il vecchio adagio avesse ragione: un uomo diventa solo pi vecchio, non pi saggio.
Accanto a lui, anche Richard era in silenzio, innaturalmente fermo, senza dubbio intento a mettere ordine tra i pensieri dopo quell'inattesa piega negli eventi. Quando il giovane finalmente parl, mentre la barca si avvicinava all'incombente mole di Sant'Angelo, Thomas non riusc a trattenere uno stanco risentimento per le inevitabili domande che sarebbero seguite riguardo il suo passato. E il suo cuore.
Perch sir Oliver ha mentito su di lei?.
Thomas si strinse nelle spalle. Vendetta, forse. Sapeva che la notizia della sua morte mi avrebbe addolorato.
Richard riflett brevemente. La domanda : la sua presenza influisce in qualche modo sul nostro scopo qui?
Perch dovrebbe?
Vi ha reso la situazione molto pi complicata e io ho bisogno del vostro aiuto per entrare nella segreta. Non accetto distrazioni.
Far la mia parte, replic Thomas.
Solo promettetemi che non metterete a rischio la vita prima che io abbia recuperato ci per cui sono venuto.
Questo dipende dal Gran Maestro. Conosceremo presto la sua volont. Thomas si gir a indicare il mare. Le vele bianche e gli scafi scuri della flotta turca erano a poche miglia dalla costa e avevano cambiato rotta dirigendosi a sud. Stavano lentamente passando davanti all'imboccatura del porto, ben oltre il raggio d'azione dei cannoni montati sulle mura dei forti dell'Ordine. E dipende da loro.
Richard si prese la punta del pollice tra i denti e riflett. La barca doppi gli scogli di Sant'Angelo e il rematore si diresse al piccolo pontile alle pendici del forte.
Cosa intendete fare riguardo alla donna?.
Thomas scosse la testa. Non ne ho idea.  gi abbastanza difficile gestire il fatto che sia viva e che  qui. Devo parlarle e scoprire cosa c' nel suo cuore. Sono passati tanti anni e la nostra separazione non  stata serena. Per quanto ne so, i suoi sentimenti per me potrebbero essersi smorzati tanto tempo fa. Posso solo rivederla e accertare la verit.
E se la verit  che lei... vi ama ancora?.
Thomas aggrott la fronte. Sinceramente non lo so. Se mi  stata concessa l'occasione di riparare a quei torti che porto sulla coscienza, allora lo far, con tutto me stesso.
E se non prova pi niente per voi?.
Thomas lo guard con aria ironica. Pensi che perderei la voglia di vivere? Dimentichi che ormai da tempo sono abituato a esistere solamente. E adesso ho qualcosa per cui vivere. L'Ordine e Maria. Prego di poterli salvare entrambi e di vivere per godere della soddisfazione di averlo fatto. Questo mette a tacere le tue preoccupazioni, Richard?
Per adesso. Richard si gir a guardare verso il mare aperto.  un peccato che non sia riuscito a completare la missione prima che la trappola si chiudesse.
Il rematore fren vogando all'indietro con una pala e spingendo forte con l'altra; la piccola imbarcazione gir all'ultimo momento e urt piano contro le corde incatramate disposte lungo il pontile. Il servitore mandato a prendere Thomas balz sul molo con la gomena e la assicur a una bitta prima di aiutare il cavaliere e il suo scudiero a scendere a terra. Thomas si lisci le grinze del mantello e fece segno a Richard di seguirlo su per la stretta rampa di scale che conduceva al forte.
Il Gran Maestro era nel suo studio con numerosi altri cavalieri e dalla finestra osservavano il corpo principale della flotta turca solcare il mare placido. La retroguardia era ancora qualche miglio a nord e non sarebbe passata davanti al porto che dopo qualche ora. Thomas fece segno a Richard di restare con gli altri scudieri e servitori in attesa fuori dalla stanza.
Devono esserci almeno trecento navi, calcol uno dei cavalieri mentre Thomas andava a raggiungerli.
Come minimo, replic un uomo alto, che Thomas riconobbe come il maresciallo de Robles, alto ufficiale militare dell'Ordine nonch uno dei rivali di La Valette prima che questi venisse eletto Gran Maestro. Thomas si era aspettato di vedere anche Stokely ma non c'era traccia di lui.
Quando scorse Thomas, La Valette annu con discrezione e poi si rivolse a tutti quanti.
Il nemico si dirige a sud dell'isola.  evidente che intendono sbarcare a Marsaxlokk, o una delle insenature pi piccole lungo la costa adiacente. Non possiamo sperare di impedirgli di guadagnare l'approdo, ma possiamo cercare di ritardarli. Di conseguenza, ho dato ordini al maresciallo de Robles di prendere mille uomini e tallonare la flotta nemica mentre passa lungo la costa. Si rivolse al maresciallo. Potete intervenire contro eventuali tentativi di sbarco ma non dovete rischiare un coinvolgimento generale. Colpite in fretta, uccidetene il pi possibile e poi ritiratevi prima che arrivino rinforzi.  chiaro?
S, signore. Ma gli uomini sono infervorati, aggiunse de Robles. Vorranno misurarsi col nemico non appena possibile.
Allora  vostro dovere trattenerli. Avranno presto modo di dimostrare il loro valore.
S, signore. Li terr a bada.
Assicuratevi di farlo. La Valette indic un altro dei suoi cavalieri, un uomo dall'aspetto notevole dai capelli biondi lunghi fin sulle spalle. Sembrava non avere pi di trent'anni e aveva i baffi tagliati corti. Sorrise quando il Gran Maestro lo individu.
Cavaliere La Rivire. Avete ricevuto l'incarico di comandare una piccola forza separata di uomini a cavallo. Sar vostro compito tendere un'imboscata e colpire il nemico una volta che sar a terra e il maresciallo si sar ritirato a Birgu. Anche voi non dovete correre rischi non necessari. Voglio solo che il nemico pensi che abbiamo uomini appostati dietro ogni roccia e muro dell'isola, pronti a piombargli addosso e tagliargli la gola. Questa battaglia sar una guerra di nervi oltre che un normale assedio, e sotterfugi e stratagemmi avranno un ruolo tanto quanto il coraggio e l'abilit con le armi. Si ferm per guardare i suoi ufficiali. Questo sar uno scontro fino alla morte. In inferiorit numerica come siamo, l'unica strada per la vittoria  mantenere la volont di resistere pi a lungo di quanto i turchi manterranno la volont di conquistare. Credetemi, sar una lotta aspra, selvaggia e brutale come nessun'altra nella storia.
Lasci che quelle parole facessero presa sulla mente degli altri uomini prima di riportare l'attenzione su La Rivire. C' un altro obiettivo che voi e i vostri uomini dovete raggiungere, oltre a snervare i ricognitori del nemico. Ci servono prigionieri da interrogare. Catturatene qualcuno e portateli qui. Abbiamo bisogno di informazioni dettagliate riguardo forza e intenzioni del nemico il prima possibile.
Sar un piacere, ghign La Rivire.
Ne sono sicuro. Porterete sir Thomas come vostro secondo. In passato ha dimostrato utile predisposizione per questo tipo di lavoro. Sono certo che i suoi vecchi istinti si risveglieranno davanti a una simile opportunit. Date retta ai suoi consigli, La Rivire. Ci sono pochi cavalieri migliori di voi a cavallo e i vostri uomini vi seguirebbero fin dentro le fauci della morte stessa se chiedeste loro di farlo. Tuttavia, avete un lato impetuoso e necessitate di un'influenza moderatrice.  questo il ruolo di sir Thomas.  chiaro per entrambi?.
Thomas e La Rivire fecero un cenno di assenso.
Ci sono domande, signori?.
Thomas prese la parola. S, signore. Quando partiamo?
Ah ah!. La Valette rise. Non vedete l'ora di misurarvi con i turchi, eh? Il maresciallo de Robles condurr i suoi uomini fuori dalle porte di Birgu nel giro di un'ora. Voi e La Rivire partirete tre ore prima dell'alba, cos che possiate tendere la vostra imboscata col favore delle tenebre. Guard ciascuno di loro a turno. Non ci furono altre domande. Buona fortuna, signori. E Dio sia con voi.
Il maresciallo de Robles condusse i suoi uomini fuori dallo studio, seguito da La Rivire e Thomas. Questi present a Richard il cavaliere francese e spieg la loro missione.
Torna all'ostello e prepara armi e armature. Immagino che saremo dotati di cavalli?, domand Thomas a La Rivire.
Naturalmente. Un cavaliere non dovrebbe andare in battaglia appiedato. Ci saranno cavalli per entrambi.
Vi ringrazio. Thomas chin il capo e si gir verso Richard. Per il momento non c' niente da fare per me. Torner all'ostello a mezzanotte, prima di raggiungere gli altri dentro Birgu.
S, signore. E dove sarete fino ad allora?
Ho qualcosa da sbrigare.
Uh?. La Rivire inarc un sopracciglio. Cosa potrebbe esserci di tanto importante? O forse dovrei chiedere, chi potrebbe essere tanto importante?.
Thomas lo guard, preoccupato che le proprie intenzioni fossero tanto evidenti. Affront il cavaliere francese con espressione salda. Sono faccende personali e ogni cavaliere che abbia a cuore il proprio senso dell'onore dovrebbe evitare di ficcare il naso.
Il rematore si apprestava a stendersi sul fondo della barca per riposare quando Thomas fece ritorno al molo e gli ordin di riportarlo dall'altra parte. A compiere la traversata c'era un gruppetto di imbarcazioni, mentre il sole del tardo pomeriggio calava verso l'orizzonte. Alcune trasportavano scorte a Sant'Elmo e tornavano cariche di civili ansiosi di raggiungere la maggiore sicurezza di Birgu. Thomas sentiva il cuore leggero alla prospettiva di vedere Maria e passare qualche ora con lei prima di dover tornare e prepararsi per l'incursione di La Rivire. L'imbarazzo di prima era stato causato dallo shock di trovarla viva e dal non sapere cosa voleva dirle. Adesso era sicuro che sarebbero riusciti a parlare liberamente, cos avrebbe saputo cosa ne era stato di Maria durante tutti quegli anni e se ancora serbava l'intenso sentimento che avevano condiviso un tempo.
Quando la barca raggiunse il piccolo tratto ciottoloso sotto al forte, Thomas non aspett che arrivasse sulla spiaggia ma salt oltre la prua e avanz tra gli spruzzi dell'acqua poco profonda. Corse sulla spiaggia e al sentiero che si inerpicava su per la scogliera fino al forte. Il cortile, gi in ombra, era gremito da centinaia di maltesi e molti ancora ne arrivavano dall'ingresso principale. C'era paura sui volti di tutti quelli che erano radunati l; alcuni piangevano e molti altri erano in ginocchio, pregando con fervore di scampare all'ira dei turchi. Thomas si fece strada tra di essi attraverso il cortile, diretto alla cappella. La grande porta era aperta e il luccichio di tante candele era visibile all'interno. Le panche della cappella erano affollate di altri devoti, tutti in fervida preghiera. Gli occhi di Thomas si misero alla ricerca di Maria, senza vedere il suo mantello verde da nessuna parte. Avanz lentamente lungo la navata, guardando con attenzione da ciascun lato, ma non c'era traccia di lei. Con un crescente senso di inquietudine, avvicin un prete che era appena uscito dal confessionale.
Padre, sto cercando una donna. Doveva essere qui, dove le avevo detto di aspettarmi.
Una donna?.
Thomas annu. Portava un mantello verde.  arrivata non molto dopo mezzogiorno, con i suoi domestici. Le ho detto di aspettarmi qui. L'avete vista?
Oh, s. Anzi,  venuta a confessarsi.
Dunque dov'?
 andata via.
Cosa?. Thomas si sent trafiggere dall'ansia. Dov' andata?
Non lo so. Non l'ha detto. So solo che sembrava immensamente turbata ma, d'altro canto, chi non lo sarebbe in simili circostanze? Ha ordinato a quelli che erano con lei di radunare i loro averi e poi hanno lasciato la cappella. Quella  l'ultima volta che l'ho vista.
Ha lasciato un messaggio per me?.
Il prete lo guard. E voi siete?
Sir Thomas Barrett. Un... amico della signora.
Capisco. No, nessun messaggio.
Niente?
Niente. Mi dispiace.
E non avete idea di dove sia andata? Non potrebbe essere ancora nel forte?
Ne dubito. Ho visto il suo gruppo dirigersi alle porte. Immagino che siano andati all'approdo per cercare qualche barca che li portasse a Birgu. Se volete ritrovarla, vi suggerisco di provare l. Adesso, se  tutto, devo offrire conforto religioso ai rifugiati. Vi dispiace, signore?.
Thomas si fece da parte e lasci passare il prete. Prov un senso di nausea alla bocca dello stomaco. Perch Maria non l'aveva aspettato? Perch era andata via in tutta fretta? Non gli veniva in mente alcuna ragione che non contemplasse la possibilit che lei non volesse vederlo. Era una prospettiva troppo paurosa da affrontare e Thomas si aggrapp alla speranza che si fosse sentita costretta a lasciare il forte per un motivo valido. Bene, doveva rintracciarla. Non avrebbe avuto pace se non dopo aver saputo la verit sui sentimenti di Maria dalle sue labbra. Una cosa era certa. Una fortezza sotto assedio era un piccolo mondo. Trovarla era solo questione di tempo.
...
.
...
24.
...
.
...
Qui andr bene. La Rivire alz la mano per arrestare la piccola colonna. Era ancora buio e le sagome appena visibili dei cavalieri e dei fanti erano disposte dietro di loro in modo da non andare a finire uno addosso all'altro. Il cavaliere alle spalle dei due comandanti trasse un respiro per trasmettere l'ordine. Colonna! Alt!.
Thomas si volt rapidamente sulla sella e sibil furioso: Zitto, sciocco!.
Spiacente, signore.
Thomas fece girare il cavallo verso di lui. Peter von Harsteiner era un tedesco alto e massiccio con i capelli scuri tagliati corti. Si era offerto volontario con grande entusiasmo e chiaramente idolatrava La Rivire. Per questo motivo Thomas aveva espresso dubbi sulla sua partecipazione. Avrebbe preferito soldati pi navigati, con esperienza in incarichi simili, ma La Rivire aveva gi scelto i suoi uomini e ignorato giovialmente i timori dell'inglese. Thomas si avvicin al tedesco e parl con gentilezza.
Ascolta, von Harsteiner, i turchi hanno gi sbarcato squadre di ricognitori. Vuoi farci scoprire?.
Il tedesco scosse con vigore la testa. No, signore.
Era una domanda retorica, disse stancamente Thomas. Resta calmo e tranquillo. Muoviti adagio e con cautela e non parlare a meno che non sia necessario. So che hai l'animo infervorato ma questo incarico necessita di tempi accurati e autocontrollo. Hai capito? Questa domanda non era retorica.
Nell'oscurit, Thomas vide il sorriso divertito del tedesco. Ho capito.
Bravo ragazzo. Diede uno strattone alle redini e, ripreso il suo posto al fianco di La Rivire, parl sottovoce. Impetuoso, ma disposto a imparare. Assicuratevi di posizionarlo dove non pu arrecarci danno.
Oh, non rappresenter affatto un problema, replic con noncuranza il cavaliere francese mentre studiava il paesaggio circostante. La colonna avanzava lungo uno stretto viottolo costeggiato dai muretti di pietra che erano una caratteristica comune dell'isola. Su entrambi i lati, il terreno era interrotto da affioramenti rocciosi e cespugli rachitici. Una piccola fattoria si stagliava pi avanti e il lezzo di suini si diffondeva nell'aria notturna. Pi oltre, il viottolo saliva su un basso promontorio che dominava una delle baie della costa meridionale.
Ci disporremo su ciascun lato della strada, decise La Rivire. Lasceremo che i turchi finiscano in trappola e poi li attaccheremo sui fianchi. Gli archibugieri possono aprire il fuoco e poi gli uomini a cavallo andranno all'attacco. Dovrebbe essere una cosa molto rapida.
Se ci schieriamo su entrambi i lati, non c' il rischio che i nostri uomini si sparino addosso per errore?, disse Thomas in tono paziente.
Dite?
Ho sentito che  successo.
Uhmm. In tal caso ci schiereremo sulla sinistra. Gli archibugieri al centro e gli uomini a cavallo su ciascun lato. Una volta che do il segnale, gli uomini apriranno il fuoco e noi caricheremo il nemico in entrambe le direzioni, per schiacciarlo come una morsa. Questo dovrebbe bastare, eh?.
Thomas annu.
Mentre gli uomini armati di archibugi salivano sul muretto e si posizionavano con una buona visuale della strada, cavalieri e scudieri, otto in tutto, smontarono e andarono a nascondere i cavalli. Una volta che La Rivire e Thomas furono soddisfatti dello schieramento della piccola forza, consegnarono i cavalli a Richard e proseguirono con cautela verso il promontorio, a mezzo miglio dal punto dell'imboscata. Passando davanti alla fattoria, videro un piccolo cumulo di carcasse di maiali dato frettolosamente alle fiamme per lasciare il meno possibile al nemico. L'acre lezzo di carne carbonizzata riempiva l'aria e li spinse ad accelerare il passo. Da sinistra, in lontananza, giungeva l'occasionale crepitio dei moschetti e il rullo dei tamburi; erano il maresciallo de Robles e i suoi uomini che davano battaglia ai primi turchi sbarcati sull'isola nei pressi della baia di Marsaxlokk. La campagna circostante sembrava immobile e silenziosa e Thomas era consapevole del rumore che i loro passi producevano sulla superficie secca e polverosa del viottolo. Una volta raggiunta la vetta, rallentarono e uscirono dalla strada, dirigendosi verso un gruppo di rocce distante una cinquantina di metri, che li avrebbe nascosti mentre aspettavano il nemico. Quando fecero il giro del masso pi grande, le piccole baie della costa meridionale apparvero alla vista e La Rivire borbott un'imprecazione.
Anche se l'alba non era ancora che una traccia di cielo pi chiaro lungo l'orizzonte orientale, le stelle e la sottile falce di una mezzaluna erano abbastanza luminose da lasciar vedere almeno un centinaio di navi in cappa nella piccola baia proprio davanti a loro. Le macchie nere di numerose casette a meno di un miglio indicavano l'ubicazione del minuscolo villaggio di pescatori alla fine del viottolo. Aguzzando la vista, Thomas distinse un movimento sulla spiaggia a un lato del villaggio.
Ecco, hanno gi iniziato a sbarcare a ovest di Marsaxlokk.
Si accovacciarono in silenzio, sorvegliando il nemico nel villaggio, e man mano che avanzava all'orizzonte, l'alba rivel gradualmente l'intero spettacolo dell'invasione dell'isola. Le navi all'ancora nella baia sembravano cos addossate l'una all'altra che si fondevano in una confusa massa in cui gli alberi sembravano tronchi spogli di una foresta invernale. Tra le navi e la costa, decine di barche traghettavano a terra soldati e bagagli. Una serie di galee era approdata e gli uomini scendevano con cautela in acqua lungo le passerelle e guadavano fino a terra. Era passato tanto tempo dall'ultima volta che Thomas aveva visto i guerrieri musulmani combattuti in giovent e quella scena risvegli i ricordi delle battaglie passate.
Gi una barriera di uomini dagli elmi conici, gli scudi tondi e irti di punte e leggere tuniche fluttuanti si era disposta davanti alla forza principale e avanzava con cautela. Alle loro spalle, altre bande si stavano schierando per unit. Guerrieri provenienti da ogni angolo dell'impero turco erano stati radunati per l'invasione. Cavalieri corazzati con veli di cotta di maglia a protezione del volto, arcieri addestrati a scoccare in sella ma che avrebbero combattuto a piedi quella battaglia, uomini delle montagne del Kurdistan, dalle criniere selvagge e vestiti di pelli di animali. Di gran lunga il pi impressionante corpo di armati stava sbarcando dalle galee. Soldati imponenti e dalla pelle chiara con alti copricapi bianchi, sui quali ondeggiavano lunghe piume di struzzo. Ciascuno portava con s gli archibugi a canna lunga preferiti dai turchi. Sebbene pi ingombranti di quelli usati dagli eserciti europei, erano pi precisi e alquanto mortali nelle mani di uomini che avevano alle spalle anni di addestramento. Oltre alle armi da fuoco, ognuno aveva uno scudo e una scimitarra messi a tracolla sulla schiena. Non appena raggiunsero la spiaggia, si schierarono rapidamente in compagnie e aspettarono che gli ufficiali in turbante dessero ordini.
Giannizzeri, mormor Thomas.
Lo vedo, disse La Rivire. Avete mai combattuto contro di loro?
Una volta. Thomas rievoc l'accaduto mentre rispondeva. La Valette comp un'incursione in un avamposto nemico a Rodi. Non sapevamo che una compagnia di giannizzeri fosse nel forte fino a che non scalammo il posto di guardia e sorprendemmo le sentinelle in servizio. Una volta aperte le porte, La Valette and alla carica in testa al nostro gruppo. Fu allora che scoprimmo con chi dovevamo scontrarci. Scosse la testa. Si batterono come furie, anche se pochi di loro ebbero modo di indossare la corazza. Li falciammo ma continuavano a combattere, usando i pugni e perfino i denti se avevano perso le armi. Non ho mai visto fanatici simili e speravo che non mi capitasse pi. Si gir verso il francese. A quanto pare i pronostici per noi sono ancora pi sfavorevoli.
La Rivire ghign. Sono per natura un giocatore d'azzardo. Ho sempre giocato in base al principio che pi sfavorevole il pronostico, pi grande il guadagno.
Thomas sospir. Mi pare di capire che non avete fatto fortuna ai tavoli da gioco.
Non ho mai perso pi di quanto potessi permettermi.
Le cose potrebbero stare per cambiare. Thomas riport l'attenzione sulle forze nemiche che sbarcavano sulla spiaggia. La prima delle compagnie di giannizzeri stava avanzando verso il viottolo che conduceva al luogo dell'imboscata. Mezzo miglio davanti a loro, i ricognitori turchi procedevano facendosi strada sul terreno scosceso verso l'altura. Cominciano l'avanzata.
Allora spero che de Robles abbia il buon senso di riparare a Birgu prima che corra il rischio di essere aggirato.
Sa il fatto suo, replic Thomas.
Dopo un breve silenzio, il francese parl. Certo, avrete gi combattuto al suo fianco prima....
Prima che fossi obbligato a lasciare l'Ordine. S. Lo conoscevo. Un ottimo soldato. Non correr rischi inutili.
A differenza vostra.
Thomas si volt bruscamente. C' qualcosa che volete chiedermi? Se cos, sbrighiamo la faccenda prima di doverci occupare del nemico.
La Rivire ridacchi. Ah, penso di aver trovato un'incrinatura nella vostra corazza. Ma non dovete preoccuparvi per me, sir Thomas. Non bado al codice d'onore come fanno alcuni membri dell'Ordine. Mi sono arruolato per avere la possibilit di combattere.  questa la mia vocazione. Per quanto mi riguarda, l'unico errore che avete commesso in quella relazione con la nobildonna italiana  stato non farla franca.
Davvero?, replic Thomas con freddezza. Pensavo che il mio errore fosse nel non rispettare i valori richiesti a un cavaliere.
Quei valori sono diventati pi flessibili durante gli ultimi anni.  un peccato che la vostra, ehm, imprudenza non abbia avuto luogo dieci anni dopo. Dubito che vi sarebbe mai stato chiesto di lasciare l'Ordine.
Davvero lo pensate?
S. C' pi di quanto sappiate riguardo alla vostra sfortunata vicenda.
Thomas si chiese cosa intendesse il francese ma non gli piacque il suo tono beffardo e decise di non abboccare all'esca. Non c'era tempo, a ogni modo, il nemico si avvicinava e dovevano tornare dal resto degli uomini.
Coraggio, dobbiamo andare.
Si tennero bassi mentre si allontanavano furtivi dalle rocce, affrettandosi a tornare al luogo dell'imboscata. Un pallido chiarore si stava allargando lungo l'orizzonte orientale e i primi raggi di sole avrebbero accecato i turchi giunti sul posto, rendendo difficile scorgere eventuali segni di pericolo. Thomas era contento che non ci fosse traccia di uomini n rumori quando si avvicinarono e fu solo all'ultimo momento che l'arruffata testa di von Harsteiner si lev da dietro un muretto nei pressi della fattoria.
Arrivano?, domand ansioso il tedesco.
S. La Rivire sorrise. E ce ne saranno in quantit per tutti.
Un breve moto d'inquietudine guizz sul volto di Thomas. Il francese sembrava avere una vena di incoscienza che poteva mettere a repentaglio il successo dell'imboscata. Era troppo ansioso di scontrarsi col nemico. L'incarico che La Valette aveva affidato loro dipendeva da pazienza, discrezione e disponibilit a ritirarsi nel momento in cui eventuali schermaglie minacciavano di sfuggire al controllo. Erano l per prendere prigionieri, non per fornirne.
Recuperati i cavalli, Thomas e La Rivire raggiunsero il gruppo di scudieri a sinistra della linea. I cavalieri all'estremit opposta, oltre la linea dei fanti, erano sotto il comando di von Harsteiner. Gli uomini erano pronti e in attesa dell'arrivo del nemico. Thomas lanci una breve occhiata a Richard; era qualche metro pi in l, accovacciato dietro a un masso, una mano sul pomo della spada.
Non dovettero aspettare a lungo. Una figura apparve in cima all'altura e prese ad avanzare con cautela lungo il sentiero, scrutando a destra e a sinistra. Indossava un elmo conico che terminava in una punta e portava con s una lancia. Giunto alla fattoria, si ferm a guardarsi intorno circospetto. A un certo punto, Thomas ebbe la certezza che stesse guardando proprio lui e rimase perfettamente immobile, aspettando che l'uomo desse l'allarme. Poi si allontan e Thomas tir un sommesso sospiro di sollievo. In lontananza, i suoni della battaglia dalla direzione delle forze di de Robles si intensificarono, contribuendo a camuffare occasionali nitriti o il grattare degli zoccoli sulla roccia. Il ricognitore turco lasci d'un tratto il sentiero ed entr nella fattoria. Sentirono rumore di mobili spostati e poi lo videro uscire dal retro con un paio di sgabelli. Spostatosi a poca distanza dalla costruzione, sfasci uno sgabello contro una roccia e inizi a preparare un fuoco.
Thomas volt la testa e vide la sfumatura dorata lungo l'orizzonte. Si avvicin al cavaliere francese e bisbigli: Se resta qui, ci vedr non appena sorge il sole. Dobbiamo sbarazzarci di lui.
Potremmo prendere lui come prigioniero, propose Richard. E tornare a Birgu.
Ci serve un ufficiale, ribatt La Rivire. E al nemico serve una dura lezione. Ma prima dobbiamo occuparci di lui.
Vado io, disse Richard sottovoce.
Thomas scosse la testa. No. Tu resta qui. Ci penso io.
Per un istante La Rivire parve sorpreso e poi indic la fattoria abbandonata. D'accordo, accomodatevi, inglese.
Sguainato il pugnale, Thomas avanz furtivo attraverso la vegetazione scarna che nascondeva i cavalieri sul fianco sinistro della linea. Davanti a lui, il ricognitore continuava a disporre i pezzi di legno in un rozzo cono; poi ridusse a brandelli alcuni stracci presi alla fattoria e li infil nei buchi lasciati tra il legno. Mentre era all'opera, alzava spesso lo sguardo, scrutando il paesaggio in direzione del porto principale, e di tanto in tanto si girava verso l'altura, in attesa dell'arrivo dei compagni. Thomas raggiunse il piccolo fienile, poco pi che un capanno, e procedette adagio fino all'angolo, dove pot fare capolino e spiare il soldato nemico.
Completato il fuoco, il turco si rialz, si stiracchi e and ad appoggiarsi al basso muretto di pietra che costeggiava il viottolo, offrendo le spalle alla vista. Thomas aspett un momento per vedere se si sarebbe mosso, ma il ricognitore rimase dov'era. L'uomo lanci un'occhiata in entrambe le direzioni del viottolo e poi fiss lo sguardo verso Mdina, dove la guglia della chiesa si stagliava scura contro la macchia rosata dell'alba. Thomas strinse il pugnale e si curv mentre si dirigeva verso il turco, posando i piedi con grande cautela per non far scricchiolare la ghiaia sotto gli stivali. Il rumore degli spari a est stava calando fino a ridursi a qualche colpo isolato: de Robles e i suoi uomini stavano interrompendo lo scontro per ritirarsi a Birgu. Poi, quando Thomas fu a una decina di passi dal ricognitore, un movimento fulmineo a sinistra attir il suo sguardo e vide uno stendardo apparire in cima all'altura. Anche il turco se ne accorse e fece un mezzo giro in quella direzione. Nell'istante in cui vide Thomas, sbarr gli occhi allarmato.
...
.
...
25.
...
.
...
Non c'era tempo per pensare. Thomas si lanci in avanti, tirando leggermente indietro il pugnale mentre contraeva i muscoli del braccio, pronto a sferrare il colpo. Il ricognitore si gir rapidamente e la sorpresa gli caus solo una brevissima esitazione. Alz il braccio sinistro per proteggersi il volto mentre con la mano destra afferrava l'impugnatura d'avorio del pugnale. La sottile lama ricurva usc dal fodero nel momento in cui Thomas colp.
Non fu un attacco elegante n il tentativo di duellare con l'avversario, solo una carica a testa bassa allo scopo di abbattere il nemico. L'altro era di corporatura esile e l'impatto lo mand a sbattere contro il muro. Thomas affond con forza il pugnale e la lama lacer stoffa e carne, strappando un rantolo al ricognitore. Ma le costole deviarono il colpo; la ferita sanguinava copiosamente ma non era invalidante. Con un ruggito rabbioso, il ricognitore oscill il braccio armato di pugnale e la lama cal rumorosamente sullo spallaccio di Thomas e fu deviata verso l'alto. La punta gli pass tra i capelli, lacerandogli lo scalpo. Thomas colp di nuovo e stavolta conficc la lama nel tessuto cedevole dello stomaco dell'altro. Questi emise un gemito sommesso e sferr un pugno in faccia a Thomas. La vista gli si annebbi all'istante e barcoll all'indietro, lontano dal raggio d'azione del turco. Incespic contro un sasso e cadde pesantemente sulla schiena, restando senza fiato.
Thomas emise un verso strozzato e si maledisse per non essere riuscito a ucciderlo sul colpo. Adesso era alla merc del nemico e attese da un momento all'altro la letale pugnalata del ricognitore. Poi, quando inizi a tornargli la vista, si iss sui gomiti e tir su le gambe per rimettersi in piedi. Vide il turco, a dieci passi da lui, che carponi cercava disperatamente di fuggire verso i compagni. Questi, lanciando un'occhiata dietro di s, scorse Thomas. Con grande difficolt, si rialz, serrandosi lo stomaco con una mano e reggendosi al muretto con l'altra, senza per lasciare il pugnale. Inizi a muoversi verso i compagni, cercando di urlare, ma lo sforzo gli causava troppo dolore perci strinse i denti e si concentr solo sulla fuga.
Ancora in debito di ossigeno, Thomas lo insegu, attraversando barcollante la fattoria. Aveva la sensazione che un grosso peso gli schiacciasse il petto e fu assalito dalle vertigini. Si ferm e scroll la testa per cercare di scacciare la nausea; poi vide che il ricognitore aveva aumentato il vantaggio, malgrado la ferita. Poteva ancora riuscire a fuggire. Il turco si volt a guardare e giunse alla medesima conclusione; le sue labbra si schiusero in un breve ghigno prima che l'agonia gli deformasse i lineamenti del volto. Imprecando sommessamente, continu ad arrancare.
No..., sussurr Thomas in preda a una furiosa disperazione. Strinse il pugno libero e si costrinse a inseguire il ricognitore, fermandosi boccheggiante solo dopo qualche passo. Poi percep un movimento e qualcuno lo super correndo. Lo spostamento d'aria gli spinse il braccio prima indietro e poi in avanti e infine ci fu un tonfo sommesso in direzione del turco, che aveva appena raggiunto il viottolo. Con un gemito, croll in ginocchio, tastandosi la schiena con la mano sinistra, verso il manico scuro del coltello che lo aveva colpito appena sotto la scapola.
Richard si rivolse a Thomas. Siete ferito?.
Thomas fece di no con la testa. Stordito....
Soddisfatto, Richard torn alle spalle del ricognitore, sferrandogli un violento calcio dietro le ginocchia che lo fece crollare in avanti. Richard gli piant lo stivale sulla schiena e lo us come leva per estrarre il coltello. Con un unico rapido gesto, afferr l'elmo del turco e gli tir su la testa, tagliandogli la gola. Il corpo dell'uomo ebbe un sussulto e i suoi piedi si agitarono sul sentiero riarso. Richard non aspett che cessasse di muoversi e us la sua tunica per ripulire il pugnale prima di rinfoderarlo. Poi, lo prese per un piede e lo trascin all'interno della fattoria.
Aiutatemi, sibil a Thomas.
Ancora in via di ripresa, Thomas rimise il pugnale nel fodero e prese l'altro piede. Insieme tirarono il corpo verso il piccolo fienile.
Cos' successo?.
Thomas alz lo sguardo e vide La Rivire accovacciato all'angolo del fienile.
 tutto a posto, signore, rispose Richard. Ci siamo occupati del ricognitore.
Questo lo vedo. Cosa state facendo?
Nasconderemo il corpo nel fienile e poi torneremo ai nostri posti.
Aspettate. La Rivire si tir su e si gir a guardare il viottolo. Indic una breccia nel muro, dove alcune pietre erano crollate, di fronte agli uomini appostati per far scattare l'imboscata. Mettete il corpo laggi, appoggiato al muro sull'altro lato della strada.
Cosa?. Richard si accigli. Lo vedranno.
Proprio cos. La Rivire sorrise. Fatelo. Sar con voi tra un momento.
Richard diede un'occhiata a Thomas, che annu, e trascinato fuori il corpo, lo addossarono al muro. La Rivire si avvicin ai resti carbonizzati dei maiali e tir fuori il pugnale. Si mise brevemente al lavoro e poi corse di nuovo dagli altri.
Ecco. Il tocco finale alla nostra piccola trappola.
Il cavaliere francese si sporse sul corpo e con una mano ne forz le mascelle. Poi gli infil qualcosa in bocca. Poco dopo si rialz soddisfatto. Cos dovrebbe andare bene.
Thomas abbass lo sguardo e vide il grugno di un maiale spuntare dalle labbra del turco morto. Cap immediatamente lo scopo di La Rivire.
Perch lo avete fatto?, domand Richard con voce bassa e disgustata.
La Rivire ridacchi. Spiegategli, sir Thomas.
Per i musulmani, il maiale  un animale impuro. Non ne mangiano la carne. Quando i compagni di quest'uomo lo vedranno, ne saranno oltraggiati. La prima cosa che faranno sar abbassare la guardia mentre si adopereranno per rimuovere questo affronto dalla loro vista.
Proprio cos, conferm La Rivire, dando uno sguardo all'altura. Gli altri seguirono la direzione dei suoi occhi e Thomas vide chiaramente la testa della colonna raggiungere la sommit, brunita dai primi raggi del sole che sorgeva.
Hanno la luce negli occhi, osserv Richard. Con un po' di fortuna non si saranno accorti di niente.
Allora andiamo, ordin La Rivire. Restate bassi.
Seguito da Thomas e Richard, usc dal viottolo e attravers di corsa il campo verso i massi dove si nascondevano i suoi uomini. Staccarono gli elmi dalle selle e si affrettarono a indossarli. Agganciati i sottogola, presero posto accanto ai cavalli, pronti a salire in sella e caricare non appena La Rivire avesse dato l'ordine. Thomas si era ripreso e dalla piega amara delle sue labbra si capiva che era arrabbiato con se stesso. Aveva fatto un pessimo lavoro con il ricognitore. Se non fosse stato per Richard, il turco sarebbe fuggito e avrebbe avvertito i compagni della trappola che li attendeva. Lo tormentava il fatto che lo scudiero fosse dovuto giungere in suo aiuto. I tempi in cui era un formidabile guerriero erano passati e questa era forse l'ultima occasione per fare qualcosa di degno di nota prima di essere buono solo a raccontare storie ai bambini accanto al fuoco.
Chiuse con forza gli occhi e si impose di scacciare la vergogna dalla mente. Un soldato non doveva mai distrarsi prima della battaglia. Quella era una lezione che il maestro di spada di suo padre gli aveva inculcato sin dall'inizio. Un soldato, s, riflett Thomas, ma per un cavaliere c'erano altri codici e criteri in base ai quali vivere. La cavalleria soprattutto. Eppure non c'era posto per simili restrizioni morali nell'infinita guerra tra l'Ordine e l'Islam. L'unica cosa che importava era la distruzione del nemico ovunque e tutte le volte che c'era uno scontro.
Con improvvisa lucidit, Thomas cap che era quella la vera attrattiva dell'Ordine per uomini come se stesso e La Rivire. Le guerre che affliggevano la cristianit, il feroce provincialismo e la rivalit di re e principi erano tutte ben misere cause per cui valeva la pena combattere, uccidere... morire. Solo l'Ordine rappresentava una semplice chiarezza morale. Poneva un mondo contro l'altro. Si trattava di una causa cos inequivocabile da non destare dubbi in un uomo, o per lo meno un uomo religioso, pens con ironia Thomas. Aveva a lungo lottato con la propria fede, sentito che sfuggiva alla sua presa durante il passaggio dall'infanzia all'et adulta. Malgrado tutte le preghiere, non era mai giunta neanche la pi flebile delle risposte, men che meno una visione sacra o un miracolo. Solo un vuoto che gli cresceva dentro e portava con s una scelta netta: o non c'era che questa vita e un uomo veniva dalla polvere, finiva in polvere e accettava la brevit della propria esistenza, oppure sceglieva di compiere azioni degne di restare impresse nella storia delle conquiste umane. Questo lo capiva: era l per dare un senso al proprio essere. Combatteva non per la gloria di Dio ma per la sopravvivenza del mondo di coloro che credevano, e di coloro costretti a sopportare il proprio non credere in silenzio, come egli stesso. Per essi era pronto a combattere e morire. Indur il cuore e riprese la concentrazione mentre osservava il nemico avvicinarsi.
I turchi procedevano lungo il viottolo con spensierata audacia, parlando e ridendo sonoramente, con l'animo e la mente pieni della spavalda sicurezza di uomini all'inizio di una campagna del cui esito non dubitavano. Venivano in gran numero, possedevano i cannoni pi potenti del mondo e i migliori genieri di assedio, convocati dal sultano Solimano il Magnifico e benedetti da Allah. Thomas comprendeva bene il loro entusiasmo e anche la mente astuta del Gran Maestro, che sapeva quanto era importante colpire tale sicurezza sin dal primo momento in cui i turchi mettevano piede su suolo maltese.
Man mano che il nemico si avvicinava, Thomas vide che non erano pi di un centinaio, armati di spade e scudi e qualcuno di picca. Non portavano corazze e, a parte gli scudi, l'unica protezione consisteva in un elmo di lucido ottone con una cortina di maglia che copriva collo e spalle. Le vesti erano larghe per consentire libert di movimento e limitare il disagio del calore estivo. Alla loro testa c'era un ufficiale su un cavallo grigio, le cui redini e la sella erano decorate da trecce argentate. La veste dell'ufficiale era di seta scura con stelle bianche e mezzelune cucite sulla fluida stoffa. Portava un turbante nero e la barba rada e la postura eretta e altezzosa in sella tradivano la suo giovane et. La mancanza di attenzione e il fatto che non avesse pensato di mandare un'avanguardia tradivano anche la sua inesperienza.
Thomas guard La Rivire e vide che il cavaliere francese era intento a osservare la compagnia nemica, senza pi traccia della superficialit di prima. Questi percep l'attenzione di Thomas e gli rivolse una breve occhiata inespressiva, prima di tornare a interessarsi ai turchi. Il suono dei loro discorsi scherzosi riempiva l'aria dell'alba e copriva il canto di qualche uccello tra i cespugli disseminati nella fattoria. Quando si avvicinarono all'ingresso dell'umile gruppo di costruzioni, l'ufficiale scorse il corpo del ricognitore addossato al muretto che delimitava il viottolo. Tir bruscamente le redini, alz una mano e url un comando. La colonna si ferm poco alla volta e le voci cessarono mentre tutti allungavano il collo per vedere qual era il motivo di quella sosta. L'ufficiale lanci a raffica un ordine e i primi quattro uomini della colonna deposero gli zaini sul sentiero e andarono verso il corpo.
La Rivire mise una mano sul pomo della sella e si apprest a infilare il piede sinistro nella staffa per montare sul suo cavallo, tenendo ancora gli occhi fissi sul nemico.
Poco dopo ci fu un grido inorridito e poi un altro, ma stavolta furioso. Seguirono altre urla e il giovane ufficiale spron il cavallo per raggiungere i suoi uomini. Smont, afferr il grugno di maiale dalla bocca del ricognitore e lo scagli oltre il muretto. Malgrado l'assenza di ordini, la colonna inizi ad avanzare lentamente per vedere meglio la causa del trambusto.
La Rivire fece per montare ma Thomas bisbigli: Aspettate. Lasciate che riempiano il vuoto prima di attaccare.
Il francese esit un momento, combattuto tra il desiderio di attaccare il nemico e il buonsenso del consiglio di Thomas. Poi annu e rimase fermo. Man mano che sempre pi turchi venivano a conoscenza di quanto era stato fatto al ricognitore, le loro urla oltraggiate crebbero e iniziarono ad affollarsi attorno all'ufficiale, fermo davanti al corpo. Thomas percep la tensione negli uomini attorno a s e in quelli nascosti dietro le rocce e la rada boscaglia.
Ancora un momento, mormor quando la colonna si fece pi disordinata.
Aprite il fuoco!, grid una voce da sinistra.
Thomas gir di scatto la testa e apr la bocca per dare il contrordine, ma poi si rese conto che sarebbe stato inutile.
L'aria si riemp dello sfrigolio della polvere da sparo negli scodellini, seguito dalle assordanti esplosioni degli archibugi che sputavano fiamme e fuoco. A quel grido, i turchi si erano girati allarmati e numerosi furono quelli falciati dai pesanti proiettili di ferro.
Carica!, ordin La Rivire.
Thomas, Richard e gli scudieri montarono in sella, sguainarono le spade e spronarono i cavalli a uscire allo scoperto. Alla sua sinistra, Thomas vide von Harsteiner sbattere il piatto della spada contro il fianco del cavallo mentre guidava i cavalieri sull'altro lato. Andando alla carica, il tedesco urlava cose incomprensibili e Thomas cap che era stato lui a dare l'ordine di fare fuoco. In mezzo alle due ali, i fanti misero gi gli archibugi e, afferrate le armi bianche, corsero verso i turchi che erano ancora storditi per reagire all'attacco. Quando entrarono nel viottolo, i due gruppi di cavalieri sterzarono i cavalli, si lanciarono verso i turchi e caricarono. Con le redini ben strette nella sinistra, Thomas si protese in avanti e abbass la punta della spada, il braccio pronto a colpire mentre si lanciava sul turbinio di vesti e volti terrorizzati intrappolati sul viottolo. I pi vicini si fecero prendere dal panico alla vista dei cavalieri ricoperti d'acciaio e cercarono di darsi alla fuga. Alcuni si arrampicarono sul muretto, altri corsero nel cuore del gruppo, provocando ulteriore confusione. Una manciata rimase dov'era, scudo levato e spada pronta a colpire.
Thomas scelse un uomo proprio davanti a s e, mentre il cavallo ne abbatteva un altro lateralmente, gli trafisse la spalla. Poi liber la spada con un violento strattone e la cal sulla testa avvolta dal turbante, mandandolo a finire a terra privo di sensi. Le orecchie di Thomas furono assalite dal clangore delle lame, il nitrito dei cavalli, le urla degli uomini che combattevano, uccidevano e morivano. Vide Richard che, a denti stretti, spronava il cavallo nel fitto dei turchi e menava furiosi fendenti a destra e sinistra. Gocce cremisi schizzavano nell'aria, sui fianchi del cavallo e sull'acciaio lucido del suo pettorale.
Poi scorse un guizzo di acciaio a destra e si gir in tempo per spingere in fuori il braccio e bloccare la pesante scimitarra diretta alla sua spalla. Uno stridente clangore di lame lo assord e l'impatto gli si ripercosse nel braccio e nella spada.
Thomas strinse i denti mentre respingeva la scimitarra e fissava lo sguardo su un guerriero alto e massiccio in cotta di maglia ed elmo a punta. Occhi scuri, separati da un elaborato paranaso, lo guardarono torvo e il turco, con un ringhio frustrato, tir indietro la spada e si prepar a colpire di nuovo Thomas. Calcando con forza sulle staffe, Thomas spinse la spada verso la gola del turco con tutte le sue forze. La punta si conficc tra la barba e il bordo della cotta di maglia dell'uomo, lacerandogli la carne morbida, cartilagine e vasi sanguigni prima di penetrargli nei muscoli della nuca. Il turco strabuzz gli occhi, scioccato e agonizzante, e schiuse le labbra in una smorfia quando Thomas strapp via la lama. Il sangue prese a scorrere dalla ferita e l'uomo, lasciata cadere la spada, si port le mani alla gola nel disperato tentativo di arrestare l'emorragia. Poi fu spazzato via dai compagni che fuggivano dai cavalieri nemici cercando scampo in mezzo alla mischia.
Nonostante i turchi fossero in superiorit numerica, la subitaneit e la ferocia dell'assalto avevano infranto la spavalda sicurezza di poco prima e adesso si davano alla fuga, arrampicandosi sui muretti a entrambi i lati o cercando disperatamente di superare i cavalieri e fuggire lungo il viottolo. Una decina di loro compagni erano riversi sul sentiero, sanguinando nella polvere. Solo uno degli uomini di La Rivire era stato ferito, un colpo di picca al fianco, e zoppicando aveva oltrepassato il varco nel muro e si premeva una mano sulla stoffa insanguinata del giaco. L'ufficiale turco e un gruppetto di suoi uomini continuavano ad affrontare gli aggressori e Thomas indic l'ufficiale con la spada.
Prendete lui! Prendete lui ed  finita.
Richard gir la testa e annu. Poi spron il cavallo, proteso in avanti, la spada tenuta indietro e pronta a colpire. Una manciata di fanti nemici era radunata attorno al loro superiore, determinati a proteggerlo a costo della vita. Il cavallo di Richard li caric, facendone barcollare due e colpendone un terzo, a cui recise la mano armata e inflisse un profondo taglio al collo per finirlo. Thomas spron il cavallo, superando lo scudiero, fino a trovarsi davanti l'ufficiale nemico.
Arrenditi!, esclam Thomas. Arrenditi o muori!.
Che il turco parlasse francese o meno, comprese subito il comando e, con un moto di scherno, spinse il cavallo alla carica puntando direttamente Thomas. Il cavallo del turco era pi leggero e, quando si scontrarono, riusc solo a spingere il destriero di Thomas indietro di un solo passo. La lama dell'ufficiale nemico cal su Thomas, deviata per dallo spallaccio. Thomas rispose immediatamente ma l'ufficiale par il colpo prima che i cavalli si allontanassero. Entrambi gli uomini tirarono le redini e fecero dietrofront per continuare il duello. Il turco fu il primo a girare e fece per colpire Thomas alla testa. Non c'era tempo per bloccare il colpo e l'inglese si spost dall'altro lato. La lama tagli l'aria e Thomas si sforz di tornare a una posizione eretta.
Vide Richard avanzare dall'altro lato del turco e grid: Lascialo!  mio!.
Richard esit e poi tir le redini. Il suo cavallo agit il capo fermandosi bruscamente. Thomas ebbe appena il tempo di sollevare la spada prima che il colpo successivo cominciasse la discesa verso il suo elmo. La scimitarra colp la spada vicino all'elsa e Thomas gir all'istante il polso per intrappolare la lama dell'avversario. Con un violento strattone, strapp la scimitarra dalla mano dell'ufficiale e la gett a terra. Poi spron il cavallo e punt la spada alla gola del turco.
Arrenditi!.
Per un momento, gli occhi del turco ebbero un lampo di sfida e Thomas pens che sarebbe stato costretto a ucciderlo. Poi l'uomo afflosci le spalle e chin il capo in segno di resa.
Richard, occupati di lui. Ci serve per interrogarlo, ma se cerca di fuggire, uccidilo.
Lo scudiero annu e ordin ai soldati di La Rivire di legargli le mani dietro la schiena mentre lui lo minacciava con la spada. Thomas sedeva dritto in sella e si guardava intorno. Pi di una ventina di nemici erano a terra; alcuni erano feriti e imploravano disperati prima di essere finiti dai mercenari italiani. Pi avanti, i sopravvissuti della colonna erano sparpagliati nei campi circostanti. Venivano inseguiti da La Rivire, altri cavalieri e gran parte degli scudieri, che lanciavano grida eccitate quando raggiungevano e uccidevano la loro preda.
Gli sciocchi hanno perso la testa, borbott furioso Thomas mentre rinfoderava la spada.
Poco dopo, ud l'acuto squillo di un corno e, guardando a est, vide un folto gruppo di uomini a cavallo, una trentina forse, dirigersi lungo il viottolo. A quel suono, alcuni tra i cavalieri e gli scudieri tirarono le redini e i pi svegli capirono all'istante il pericolo di essere tagliati fuori. Fecero dietrofront e si lanciarono al galoppo verso il viottolo. La Rivire e due scudieri erano molto pi avanti agli altri commilitoni, e pi lenti a reagire. Thomas cap che erano in grave pericolo. Ma doveva mettere in salvo il resto degli uomini. Trasse un profondo respiro e si port una mano alla bocca.
Ritirata! A Birgu! Subito!.
I mercenari e gli uomini a cavallo obbedirono all'ordine e si affrettarono ad abbandonare il luogo dell'imboscata, usando il terreno scosceso per coprirsi la fuga. Thomas si rivolse a Richard, che sorvegliava l'ufficiale legato.
Portalo via di qui.
E voi?
Vi raggiunger subito. Va'!.
Richard annu a malincuore e, rinfoderata la spada, prese le redini del cavallo del turco e si avvi verso Birgu. Raggiunsero il luogo dell'agguato e gli altri uomini a cavallo proseguirono. Thomas rimase, guardando pieno di apprensione La Rivire e i suoi scudieri che, senza pi alcuna speranza di fuga, si dirigevano a una piccola altura e si giravano per affrontare la cavalleria turca. Il sole aveva illuminato l'orizzonte e i suoi raggi conferivano alla lucida corazza e alle armi dei turchi una brillante tonalit rossa mentre si lanciavano su per l'altura e circondavano i tre uomini. Thomas colse un ultimo scorcio del cavaliere francese prima che le lame cessassero di lampeggiare e la polvere iniziasse a posarsi.
Con un senso di nausea, Thomas fece dietrofront e spron il cavallo lungo il viottolo.
...
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...
FINE Parte 1.